Susumaniello, il vitigno ritrovato

Acino piccolo e tondo di colore nero e nome particolare: “Susumaniello” questo è uno dei vitigni pugliesi più importanti, insieme al Negroamaro, che ha la sua collocazione ideale nella provincia di Brindisi, le origini con tutta probabilità sono dalmate. Il nome deriva dalla sua caratteristica principale l’abbondante produttività che permetteva letteralmente di “caricare il somaro”. La produttività con il passare del decimo anno di vita cala drasticamente, fino a raggiungere, con la maturità della pianta, quantità massime di non più di 1-1,2 kg/ceppo. L’elevata produttività dei ceppi  giovani, unita all’intensa colorazione dei suoi mosti, ha fatto si che in passato il Susumaniello venisse un tempo impiegato per la produzione di filtrato dolce acquistato da case vinicole nel nord Italia, ma in seguito l’esaurirsi della domanda per questi prodotti ha fatto decadere l’interesse per il Susumaniello. A causa degli ammodernamenti dei vigneti con il passaggio dal sistema da alberello alla spalliera vi è stata la scomparsa quasi totale del Susumaniello.

Il fattore della bassa produttività, unita all’alta concentrazione dei mosti e la loro buona acidità fissa ne ha determinato la riscoperta, permettendo di ottenere dal Susumaniello grandi vini rossi, sia in purezza che in abbinamento con il Negroamaro e la Malvasia nera di Brindisi. Tanti sono i produttori che hanno scelto di scommettere su questo vitigno e tra questi c’è sicuramente “Cantine Risveglio”, una società cooperativa per azioni fondata nel 1958 da un gruppo di viticoltori brindisini. In quegli anni la politica di razionalizzazione delle produzioni agrarie incentivava la realizzazione di imprese in forma collettiva allo scopo di concentrare l’offerta e migliorare il potere contrattuale dei coltivatori sui mercati nazionali.

Il gruppo fondatore era costituito da uno sparuto numero di agricoltori che aveva vinto l’individualismo e deciso di stare insieme per “contare” di più. Il primo c.d.a lo ha presieduto per oltre un ventennio il medico ambientalista dott. Antonio Di Giulio, agricoltore per passione con l’obiettivo di realizzare un enopolio che fosse di proprietà della cooperativa. Durante i primi anni, infatti, le uve dei soci venivano trasformate in un piccolo “stabilimento” vinicolo presente nei pressi della fontana Tancredi, in via Provinciale per San Vito a Brindisi. Dopo sette anni dalla costituzione della Risveglio Agricolo, nel 1964, il Presidente Di Giulio tagliò il nastro di inaugurazione della nuova struttura.

Dal 2007 alla guida subentra Giovanni Nardelli, appassionato agronomo e uomo radicalmente attaccato alla sua Puglia.

Susù Rosso Igp Salento 2020

Guardando il calice si percepisce dal colore la profondità cromatica e la sua compattezza, il rosso rubino non lascia spazio alla luce. Il profumo è il preludio di un’ondata sensoriale che inebria e colpisce dai toni fruttati maturi come confettura di marmellata, le note tostate di caffè e il cacao amaro sono molto presenti. Al sorso la struttura si fa sentire e i tannini non sono invadenti, accarezzano il palato con un tocco delicato. Ottimo equilibrio e finale lungo, quasi infinito. L’abbinamento ideale è con un piatto di Bombette di Martina Franca cotte alla Brace. Il prezzo è super democratico, dodici euro a scaffale e sedici in carta al ristorante.

 

 

 

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