Andrea Carbotti, da Martina Franca a Singapore portando la Puglia nel piatto

Andrea Carbotti, nasce a Martina Franca, nella provincia di Taranto; con l’intenzione fin da fanciullo di essere padrone della propria vita. I suoi tratti distintivi sono il sorriso, il coinvolgimento e la sua smisurata simpatia. Doti che ha mostrato di avere fin da piccolo, da quando nell’atrio del palazzo, era tra i più carismatici ed estroversi nell’ organizzare partite di calcio con i suoi amici più cari e che tali sono rimasti … per sempre.

Inizia il percorso scolastico superiore in quella che all’epoca era il più rinomato e famoso istituito tecnico professionale alberghiero a Castellana Grotte. Sceglie la specializzazione di sala, perché ama il confronto con le altre persone e attraverso il suo modo di interagire, sempre educato e simpatico, riesce a coinvolgere i propri commensali. I suoi ricordi legati all’estate, durante il periodo della sua adolescenza, lo vedono sempre lontano da casa perché Andrea vuole lavorare per accrescere la propria esperienza per riuscire a specializzarsi sempre di più. Il suo continuo peregrinare per il mondo oggi lo vede a Singapore in una sfida lavorativa e personale che ha deciso di raccontare con il cuore e con la testa.

A Singapore apprezzano la cucina pugliese, o meglio quella martinese?

A Singapore apprezzano molto la cucina Pugliese. Sono stato assunto dalla compagnia Shangri-la per gestire e condurre il ristorante italiano “Waterfall”, con il ruolo di General Manager nel 2015. Nel mio ristorante non posso realizzare un menu esclusivamente pugliese, per un discorso d’alternanza e di diversificazione delle varie portare, ma ho cercato per  la scelta delle materie prime e nella preparazione delle portate di realizzare un’impostazione come quella della cucina tipica pugliese, conservando gusti e sapori di questo territorio. Il nostro chef è Simone Loisi, pugliese anche lui originario di Modugno, insieme ci divertiamo a pensare, rivisitare e realizzare piatti della nostra amata Puglia. Il nostro attuale problema risiede nell’importare la materia prima tipica del nostro territorio che a causa della situazione geopolitica mondiale ha subito una crescita costante dei costi.

 Cosa ti sei portato della Puglia a Singapore?

Conservo tutta la Puglia nel mio cuore ed ho voluto metterla anche nel mio lavoro ecco perché i piatti del ristorante sono realizzati anche con l’intento di farmi sentire più vicino a casa. Per realizzare questo spesso coinvolgo i miei genitori, che ormai sono riconosciuti e amati dai nostri clienti e dall’intero staff del ristorante, organizzando insieme degli eventi speciali. Il sorriso di mamma Ria, unito alla tranquillità che solo Papà Michelangelo possiede, contribuiscono a portare la Puglia a Singapore ovviamente insieme a un piatto di orecchiette o di cavatelli fatti rigorosamente a mano.

 Cosa ti ha spinto a lasciare la Puglia?

Sono più di venti anni che vivo lontano dalla Puglia, ho lavorato a Londra, Manila, Saint Tropez e dagli ultimi nove anni vivo stabilmente a Singapore. È un paese fantastico che mi ha dato tanto, dove ho incontrato mia moglie con la quale abbiamo creato una famiglia con la nostra bellissima bambina e sono molto contento di tutto ciò che la vita mi ha dato. La Puglia mi manca moltissimo e almeno una volta all’anno ci ritorno per stare con la mia famiglia e con gli amici d’infanzia. Recentemente sono ritornato in Puglia, dopo tre anni di pandemia, ed è stata una grande emozione rivederli tutti, vedere che stanno bene e come i vecchi tempi ci siamo riuniti in campagna per festeggiare tra panzerotti e birra.

 Cosa c’è della tua anima pugliese in questa esperienza lavorativa a Singapore?

Ho portato con me una dose d’energia e un bel grande sorriso, che ho ereditato dalla mamma e “la mia capa tosta” che mi ritrovo proprio come tutti i martinesi!

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