Roberta De Quarto: “Sono un’artigiana del vino innamorata della Puglia”

Donna intraprendente e libera, libera di compiere scelte personali che per un certo momento della sua vita l’hanno portata lontana dalle vigne di famiglia, alla fine il richiamo alla terra ha prevalso su tutto, riportando Roberta De Quarto, giovane produttrice di Lizzano, nella provincia di Taranto, a produrre vini in modo artigianale, senza l’ossessione dei grandi numeri, ma con la voglia di realizzare prodotti fedeli al territorio d’appartenenza e rispettosi dell’ambiente circostante.

“La mia famiglia produce vini da cinque generazione a Lizzano, mio nonno realizzò l’antica cantina, che in questa zona è chiamata palmento dove vinificava per lui e anche per altri, vent’anni fa, in piena rivoluzione qualitativa per la Puglia, mio padre Antonio la rilevò e fu lui l’artefice del grande cambiamento, puntando sull’imbottigliamento”. Ci racconta Roberta De Quarto.

Siamo a Lizzano nella terra del Negramaro e del Primitivo di Manduria, dove la famiglia De Quarto possiede venti ettari di proprietà, dislocati vicino al mare e divisi in piccoli appezzamenti, frutto di acquisti avvenuti nel corso del tempo, completa la vigna anche una piccola particella di Fiano. I vitigni presenti oggi sono il frutto di una scelta drastica compiuta da Antonio nel momento del suo insediamento, quando espiantò tutti i vitigni internazionali a favore di quelli autoctoni. Una scelta lungimirante nata dalla convinzione di voler valorizzare il territorio, puntando sia sull’imbottigliamento che sui vitigni autoctoni. Sin da subito Antonio decise di lavorare in biologico e in modo naturale, scelta fondamentale per il terreno e il suolo, che reagisce meglio ai cambiamenti climatici, essendo meno sfruttato.

“Sono laureata in giurisprudenza e diplomata in pianoforte al conservatorio, ho sempre avuto il sostegno della mia famiglia, che mi ha lasciato scegliere, senza pressioni, cosa volessi fare da grande. Sono molto legata al mio papà e ho con i miei genitori un rapporto di fiducia, che ha determinato in me un senso di responsabilità alto. Sono sempre stata innamorata del mio territorio e dell’attività di famiglia perché è bellissimo prendersi cura delle piante e vederle crescere, il vino per me non è un solo prodotto di business, mi sento un’artigiana, ci rappresenta e rispecchia il nostro territorio. Ho vissuto per brevi periodi fuori da Lizzano, alla fine sono tornata a casa perché è qui che voglio dare il mio contributo professionale e vivere la mia vita personale.

Mi sento una persona libera e fiduciosa nel futuro e nelle possibilità e nei valori che possiamo incarnare, attraverso il duro lavoro, la costanza l’impegno e la perseveranza. Ho scelto liberamente, senza la paura di sbagliare perché mi sono sempre sentita sostenuta dalla mia famiglia”.

Dal 2016 Roberta subentra al padre nella gestione della cantina, all’età di vent’anni, un passaggio generazionale ricco di significato, che le ha permesso di apportare piccole modifiche, come quella del restyling delle etichette, diventando il volto dell’azienda a fiere ed eventi di settore, dedicandosi in prima persona all’accoglienza dei visitatori sia in vigna che in cantina. Nel futuro dei De Quarto c’è un progetto grande, infatti, sta prendendo forma la nuova cantina, sempre a Lizzano, che gli permetterà di avere spazi più ampi per gestire il lavoro sempre al meglio, concentrandosi tanto sull’enoturismo. La loro produzione si attesta sulle quindici mila bottiglie divise in dieci tipologie differenti, con un approccio sempre rivolto alla sperimentazione e a una vinificazione solo in acciaio.

Sulla presenza sempre più consistente delle donne nel settore vino abbiamo chiesto cosa ne pensasse Roberta, che da poco ha aderito anche all’associazione Donne del Vino. “Tra donne si dice spesso che c’è competizione o tra produttori della stessa zona, credo bisogna porsi in maniera collaborativa con gli altri e per me è un piacere far parte dell’associazione, lo vedo come un momento di crescita professionale. È molto positivo l’avvicendarsi delle donne nel settore vitivinicolo, prima era un ambito prettamente maschile, se penso anche alla storia passata della mia stessa famiglia. Nelle famiglie è importanti dare spazio alle nuove generazioni e se c’è una donna è meglio.

Roberta ha vissuto fuori e poi ha deciso di tornare a casa capiamo con lei cosa l’ha spinta verso questa scelta: “La vita frenetica vissuta nelle grandi città non faceva per me, non è che qui non lavoriamo, forse l’impegno è più alto, ma abbiamo una gestione del tempo differente, banalmente la strada che faccio per andare in azienda è un motivo di gioia, la natura, i campi di grano, i muretti a secco ed essere immersa in questo contesto è meraviglioso e mi rende serena, questo mi mancava quando ero lontana da casa. Per il mio futuro mi aspetto un percorso in continua crescita, per me e per il mio territorio”.

Abbiamo degustato all’evento RoseRosé di Roma “Corallium” il Primitivo rosato della cantina De Quarto realizzato in metodo naturale, nessun filtraggio e chiarificazione. Colore intenso e vivo, al naso è schietto e vero, frutto indiscusso del suo territorio d’origine. In bocca sa farsi apprezzare, stuzzicando il palato, un sorso piacevole e davvero autentico.

 

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