Lenticchia di Altamura, il legume riscoperto dagli anni duemila

Protagoniste della fine dell’anno, quando a mezzanotte si mangiano per auspicio di fortuna, prosperità e ricchezza, le lenticchie sono, senza dubbio, tra i legumi più consumati.

Ma pochi, fino a dieci quindici anni fa sapevano che in Puglia esiste un’antica varietà di lenticchia, che intorno al 1930 ebbe una grande ascesa commerciale, rendendola famosa nei mercati del Nord Europa, Stati Uniti, Canada e Australia.

Si tratta della lenticchia di Altamura che, grazie all’intuizione dell’imprenditore Michele Stasolla, si trasformò, da semplice prodotto dell’economia contadina, in risorsa economica della città al pari del lino e della lana.

Tanto che Altamura fu chiamata la città delle 3 L, cioè lino, lana, lenticchia.

Intorno agli anni 70, però, una serie di fattori ne determinarono la scomparsa, e probabilmente il più importante fu proprio l’importazione delle lenticchie provenienti da Canada e Stati Uniti, diventati nel frattempo grandi produttori a loro volta.

È intorno agli anni 2000 che, pian piano, parte la rinascita di questo legume che fa del suo aroma e della sua pastosità il punto di forza, grazie al Consorzio 3 Elle e ad alcuni agricoltori e commercianti.

Nasce, così, nel 2017 il Consorzio di tutela e valorizzazione della lenticchia di Altamura che, nel 2016, riceve il riconoscimento IGP.

La lenticchia di Altamura è di calibro più grande rispetto alle altre tipologie e si contraddistingue per un colore verdastro. Dal punto di vista nutrizionale è ricca di carboidrati, fibre, sali minerali, ferro, potassio, fosforo, proteine e vitamine B1 e B2; in cottura rimane integra e assume una consistenza pastosa, con un gusto erbaceo e delicato, dolce e aromatico.

L’area di produzione è limitata ai comuni di Altamura, Gravina in Puglia, Spinazzola, Corato, Cassano delle Murge, Santeramo in Colle, Ruvo di Puglia, Minervino e Poggiorsini.

L’utilizzo in cucina è ampio, come per tutti i legumi. Ottime in zuppa, accompagnate da pane tostato, magari proprio quello di semola di grano duro di Altamura, si abbinano alla grande con riso e pasta e possono diventare protagoniste di gustose insalate.

Ecco la ricetta per 4 persone dell’Insalata di lenticchie di Altamura con verdure di stagione e noci, proposta proprio dal Consorzio 3 Elle:

 

Ingredienti

150 g di lenticchie

1 spicchio d’aglio

1 foglia d’alloro

10 pomodorini

½ cipolla rossa

¼ peperone rosso

¼ gambo di sedano

1 carota

gherigli di noci

olio extravergine d’oliva

sale e pepe q.b.

 

Preparazione

Dopo un ammollo di qualche ora, cuocere le lenticchie insieme all’alloro e all’aglio, ci vorranno una quarantina di minuti. Se le cuocete in un’anforetta di terracotta (u pignatìdde), al calore del camino, ci vorrà più tempo, ma saranno ancora più gustose.

Salarle e aggiungere pomodorini, carota, peperone, cipolla e sedano tritati finemente. Aggiungere le noci sminuzzate e servire con un giro di olio extravergine d’oliva.

È una bella insalata ricca di fibre e proteine, leggera ma nutriente ma priva di glutine, quindi adatta anche ai celiaci.

Le lenticchie di Altamura, infatti, sviluppano circa 300 calorie ogni 100 grammi e hanno un bassissimo contenuto di grassi.

Però, se le avete mangiate a fine anno, insieme a un decisamente più calorico cotechino o zampone, siete perdonati, perché ci stanno davvero alla grande.

 

Foto Credits: Sandro Romano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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