Flora Saponari, la prima donna che ha vinificato il Susumaniello in rosato

Abbiamo precedentemente parlato del Susumaniello, vitigno autoctono pugliese, che negli ultimi anni è stato protagonista di un cambio di tendenza rispetto al passato ossia: si è passati dall’eliminazione di questi vitigni alla riscoperta e riqualificazione degli stessi, portando alla creazione di vini dalla grande struttura e dalla forte identità territoriale.

Il Susumaniello è un vitigno molto utilizzato anche per la produzione dei vini rosati, che vede proprio nella Puglia, una delle regioni più attive a livello produttivo e qualitativo per questa specifica tipologia.

Il vino di cui parleremo oggi gode di un piccolo primato in quanto la sua produttrice, Flora, all’anagrafe Filomena Saponari, è stata la prima donna a vinificare in rosato il Susumaniello proprio nell’agro di Noci, piccolo borgo della provincia barese. Come mai questa scelta? La produttrice ci ha confermato che dopo anni di assaggi aveva intuito le potenzialità insite in questo vitigno. Per le sue qualità organolettiche sarebbe stato un ottimo vitigno da vinificare in una versione più fresca, dove l’acidità e la brillantezza del colore potessero essere i suoi tratti distintivi predominanti. Per questo la stessa Flora decise di impiantarlo su quei terreni che furono di proprietà del nonno.

“Sono molto soddisfatta della scelta che feci perché ho indicato una strada, molti produttori che avevano Susumaniello, già prima di me, hanno capito le sue potenzialità e hanno deciso di aumentarne gli ettari vitati, trasformando questo vitigno in un nuovo protagonista della scena enologica pugliese. Questo è stato possibile anche grazie alla mia versione nuova e fresca, che è stata presa in considerazione anche da altri viticoltori, diventando per me fonte di grande soddisfazione”.

Vignaflora è una piccola impresa agricola che coltiva uva e produce vino rispettando il ciclo naturale della vigna e lavorando in regime biologico. Flora ha fondato la cantina nel 2011, dislocata in Contrada Barsenti, a pochi chilometri dalla città di Noci ed è lei stessa il perno su cui ruota tutto, ogni scelta dalla vigna alla bottiglia segue il principio dell’identità e del rispetto della terra da cui il vino trae origine. È sempre di Flora la scelta di vinificarlo per la prima volta in assoluto in rosa, partendo da una vinificazione in bianco di uve a bacca rossa che nessuno fino a quel momento aveva fatto.

“Tre Tomoli Rosa” Susumaniello rosato Igt VignaFlora

 Nel calice spicca il colore brillante di questo rosato dall’importante carica cromatica, i profumi si articolano su più sfumature olfattive, dalle note fruttate che virano su sensazioni più agrumate come le arance rosse e melograno, alle nuances di spezie dolci come la cannella. Al sorso si evince la bella acidità che è ben equilibrata alla nota direi quasi salmastra, che chiude su un finale dal lungo ricordo. Questo vino nato più di dieci anni fa rappresenta una sfida vinta e Flora Saponari, la produttrice, l’ha voluto con tutte le sue forze e ci ha dedicato tutta la sua vita, questo è un vino che la rappresenta in tutto. Un vino identitario che non strizza l’occhio a nessuno perché può piacere e può anche non piacere. Flora dice: “L’età mi ha portato ad avere una maturità intellettuale che non mi costringe più a voler piacere a tutti, sono me stessa, proprio come lo è il mio vino”. Tre Tomoli Rosa rispecchia il carattere territoriale e rispetta la terra da cui proviene, da quella terra pietrosa, da quella terra in cui regna la biodiversità delle erbe selvatiche ed è espressione della sua altitudine, infatti, la vigna è collocata a 430 metri sul livello del mare, è espressione dei venti continui che l’attraversano.

 

 

 

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