Gli agrumeti del Gargano, un Presìdio Slow Food di grande bellezza

Se parliamo di agrumi subito la nostra mente ci porta in Sicilia o in Calabria, ma anche sulla costa adriatica, in una nicchia di terra, il Gargano, ci sono importanti coltivazioni di agrumi. Questo non rappresenta il frutto di un esperimento bizzarro, ma di un esempio di agricoltura storica, risultato di intelligenti scelte agronomiche in armonia con la vocazione, il clima e il terreno di questo felice lembo di terra. Gli agrumeti del Gargano si estendono su un’area di circa 800-1000 ettari circoscritti nei territori di Vico del Gargano, Ischitella e Rodi.
“I Giardini”, così come vengono chiamati i terreni coltivati a frutta sul Gargano costituiscono ancora oggi un paesaggio agrario unico nel suo genere, sono realizzati quasi sempre nelle vicinanze di case padronali e sono protetti dai venti e dalla salsedine con i classici muretti a secco o con delle barriere di canne, di leccio e alloro. Gli agrumeti sono considerati l’identità culturale di intere comunità.
La stagionalità di questi frutti varia in base al tipo di prodotto, a Vico e Ischitella, considerati i paesi delle arance, gli agrumi qui maturano tutto l’anno, le “Durette” è possibile trovarle nel periodo di Natale, sono prive di semi e hanno la polpa dura e croccante, mentre ad aprile e maggio si raccolgono le arance “Bionde”, che è possibile consumarle fresche anche fino a settembre e conservano un sapore dolce e succoso. Il melangolo è un’arancia di pezzatura medio-piccola, ha un colore rosso intenso e lucente, buccia sottilissima, polpa croccante e succo modesto ma tendente al dolce (agrodolce). Il femminello del Gargano è la varietà di limone più antica d’Italia, si trova in tre tipologie differenti ed è presente nel paese di Rodi. Con gli agrumi del Gargano i produttori del Presidio preparano ottime marmellate, canditi, limoncelli e tanti altri prodotti contaminati dai profumi di questi particolari frutti.
Parlando da un punto di vista storico un tempo sia le arance che i limoni e i melangoli erano esportati in tutto il mondo, avvolti nelle veline colorate delle differenti società agrumarie, viaggiavano per i mari nelle stive delle navi diretti negli Stati Uniti e in Inghilterra. Nel 1870, su un terreno accidentato e difficile, si estendevano 800 ettari coltivati a frutteto che producevano circa 150 mila quintali l’anno di agrumi, poi con l’inizio della crisi l’economia agricola è crollata e con essa anche la commercializzazione e la produzione degli agrumi del Gargano.
Un elemento fondamentale per la crescita e la valorizzazione di questi prodotti è stata la costituzione nel 2001 del Consorzio di Tutela “Gargano Agrumi”, che con il sostegno dell’Ente Parco Nazionale del Gargano ha ottenuto il riconoscimento del marchio IGP per gli agrumi garganici, importante attestato di elevata qualità del prodotto. Anche l’Associazione Slow Food, che da anni si batte per la difesa dei cibi di alta qualità, ha inserito gli agrumi garganici tra i circa 100 presidi dei prodotti tipici italiani, oggetto di massima tutela. Il Consorzio Gargano Agrumi è l’unico organismo incaricato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali per la tutela, vigilanza, valorizzazione e promozione delle due denominazioni protette: Arancia del Gargano IGP Limone Femminello del Gargano IGP.

 

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