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	<title>Primo piano Archivi - Pugliosità</title>
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	<lastBuildDate>Sat, 09 May 2026 20:03:10 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Primo piano Archivi - Pugliosità</title>
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		<title>Auguri alle mamme, maestre di vita e di cucina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2026 07:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Festa della mamma]]></category>
		<category><![CDATA[i piatti del cuore della mamma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se il cibo è considerato un conforto, quello preparato dalle mamme possiamo definirlo terapeutico. Nella vita di ognuno di noi ci sono dei piatti speciali, che assumono un significato unico quando a prepararli è la mamma. Nella giornata in cui si celebrano tutte le mamme noi di Pugliosità abbiamo deciso di raccogliere le emozioni, i...</p>
<p>L'articolo <a href="https://pugliosita.it/2026/05/10/auguri-alle-mamme-maestre-di-vita-e-di-cucina/">Auguri alle mamme, maestre di vita e di cucina</a> proviene da <a href="https://pugliosita.it">Pugliosità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Se il cibo è considerato un conforto, quello preparato dalle mamme possiamo definirlo terapeutico. Nella vita di ognuno di noi ci sono dei piatti speciali, che assumono un significato unico quando a prepararli è la mamma. Nella giornata in cui si celebrano tutte le mamme noi di Pugliosità abbiamo deciso di raccogliere le emozioni, i ricordi e i piatti che alcuni chef conservano nel proprio cuore e che al solo pensiero gli rievocano una frase: “Ti voglio bene mamma”.</p>
<p><strong>Pietro Zito</strong>, il cuoco contadino di Puglia ha un bel ricordo legato alla sua infanzia trascorsa nel borgo, quando a luglio festeggiava il suo compleanno e per regalo alla mamma le chiedeva sempre di preparargli il calzone/pizza farcita con pomodoro fresco e pecorino. La pizza farcita di pecorino è il piatto simbolo del loro legame. La preparazione iniziava il giorno prima, l’impasto era realizzato con lievito madre e una lunga lievitazione lenta. I pomodori venivano raccolti direttamente dall’orto di famiglia, maturi e profumatissimi. &#8221; Mia madre sa che non sopporto bucce e semi del pomodoro, quindi preparava la salsa con una cura quasi maniacale, rendendola liscia, densa e vellutata. Ingredienti fondamentali: passata fresca, pecorino fresco, origano appena raccolto e olio EVO di Coratina. Il ricordo più forte è quello del forno a legna del borgo acceso all’alba: prima si infornava il pane per tutta la settimana, poi focacce e pizze l&#8217;accensione del forno di paese era un momento collettivo di festa e condivisione. Ancora oggi, quando mia madre prepara quel calzone, per me significa tornare bambino e sentirmi a casa&#8221;.</p>
<figure id="attachment_11992" aria-describedby="caption-attachment-11992" style="width: 450px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-11992" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG-20260507-WA0042-576x1024.jpg?x36189" alt="" width="450" height="800" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG-20260507-WA0042-576x1024.jpg 576w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG-20260507-WA0042-169x300.jpg 169w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG-20260507-WA0042.jpg 900w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /><figcaption id="caption-attachment-11992" class="wp-caption-text">Pietro Zito con la sua mamma</figcaption></figure>
<p>La Chef <strong>Cristina Conte</strong> del ristorante LaltroBaffo di Otranto, da quindici anni ha realizzato nel locale di famiglia un taglio al concetto ristorativo del passato per proporre nel Salento una nuova visione di cucina, che tempo fa non era ben compresa e che oggi, invece, fa la differenza. “La domenica per me era il profumo delle sagne incannulate col sugo e le polpette che preparavano mia mamma e mia nonna, mentre io stavo fuori a giocare in giardino con le mie amiche; quell’odore si spargeva per tutto il cortile assolato e a un certo punto rientravamo, giocavamo a fare la pasta imitandole, sporcando tutto di farina, e poi ci sedevamo tutti insieme a tavola a mangiare. Erano tempi vissuti in modo più lenti, ancora oggi mi capita di sentire il profumo di quel sugo, sensazioni impresse come una fotografia nel mio cuore”.</p>
<figure id="attachment_2514" aria-describedby="caption-attachment-2514" style="width: 600px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-2514" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2022/03/CRISTINA-CONTE-1-1024x682.jpg?x36189" alt="" width="600" height="400" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2022/03/CRISTINA-CONTE-1-1024x682.jpg 1024w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2022/03/CRISTINA-CONTE-1-300x200.jpg 300w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2022/03/CRISTINA-CONTE-1.jpg 1280w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /><figcaption id="caption-attachment-2514" class="wp-caption-text">La chef Cristina Conte</figcaption></figure>
<p>Determinazione e rispetto sono i tratti distintivi di <strong>Francesco Antonio Di Mauro</strong>, chef di origine campana, che da più di un anno è approdato alla guida della cucina del ristorante “Le Lampare al Fortino” di Trani. L’arrivo in Puglia assume per lo chef un valore personale e professionale importante, un modo per mettersi in gioco anche in Italia. “Il mio piatto del cuore è la zuppa di pane raffermo aglio, olio, prezzemolo, dal gusto piccante. Un piatto semplicissimo, si faceva bollire in acqua dell’aglio con abbondante prezzemolo e una nota piccante, alla fine si condiva il pane duro con questo brodo caldissimo. Questo piatto è un tuffo nel mio passato, un piatto che racconta le difficoltà economiche di una famiglia e l’amore per le cose semplici. Questo è un piatto che ancora oggi mia madre mi prepara quando vado a trovarla, perché lo adoro”.</p>
<figure id="attachment_11975" aria-describedby="caption-attachment-11975" style="width: 600px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-11975" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot_20260506_222149_Instagram-1024x895.jpg?x36189" alt="" width="600" height="524" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot_20260506_222149_Instagram-1024x895.jpg 1024w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot_20260506_222149_Instagram-300x262.jpg 300w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot_20260506_222149_Instagram.jpg 1068w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /><figcaption id="caption-attachment-11975" class="wp-caption-text">Lo chef Francesco Antonio Di Mauro</figcaption></figure>
<p><strong>Angela D’Errico</strong> guida la brigata di cucina di Casale Pontrelli, un suggestivo agriturismo di Capurso che sta scrivendo una nuova bella pagina di ristorazione. Angela è una cuoca capace, creativa, con una dote non facilmente riscontrabile nella ristorazione professionale, che è la sensibilità verso gli ingredienti e la capacità di abbinarli in maniera armoniosa e creativa. “Il mio piatto è riso patate e cozze. Un piatto che mangiavo fin da piccola e che è diventato poi un piatto delle occasioni perché molto impegnativo da preparare. Un piatto che per me sa di casa e ogni volta che mia mamma lo prepara le chiedo se ha usato l&#8217;amore come ingrediente. La cosa bella di questo piatto è che mentre mamma lo prepara il profumo degli ingredienti che invade casa anticipa la bontà del piatto finale. È magico”.</p>
<figure id="attachment_10407" aria-describedby="caption-attachment-10407" style="width: 600px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-10407" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/11/angela-derrico.jpg?x36189" alt="" width="600" height="600" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/11/angela-derrico.jpg 1000w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/11/angela-derrico-300x300.jpg 300w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/11/angela-derrico-150x150.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /><figcaption id="caption-attachment-10407" class="wp-caption-text">La chef Angela D&#8217;Errico</figcaption></figure>
<p>La pizza come forma di rivalsa verso una vita che non sempre ha saputo regalare gioie, una storia non comune, che a tratti assomiglia alla sceneggiatura di un film dal finale a sorpresa. Parliamo di <strong>Francesco Calò,</strong> oggi pizzaiolo di grande successo, che dalla sua Oria é partito per riscrivere una storia tutta sua. Oggi la sua pizza ha una casa speciale a Roma con la eno pizzeria Avenida Calò. Per Francesco c’è un piatto in particolare che lo lega a doppio filo alla sua mamma e sono i rigatoni al pomodorino fresco, un piatto semplice ma non facile che racchiude bontà e amore.</p>
<figure id="attachment_7632" aria-describedby="caption-attachment-7632" style="width: 600px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-7632" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2024/12/Francesco-Calo-1024x682.jpg?x36189" alt="" width="600" height="400" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2024/12/Francesco-Calo-1024x682.jpg 1024w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2024/12/Francesco-Calo-300x200.jpg 300w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2024/12/Francesco-Calo.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /><figcaption id="caption-attachment-7632" class="wp-caption-text">Il pizzaiolo Francesco Calò</figcaption></figure>
<p><strong>Nunzia Bellomo</strong>, food blogger e comunicatrice gastronomica è riuscita a far crescere e quotare la propria passione per la cucina, trasformandola in un lavoro quotidiano. Nunzia è una maestra di cucina ma nel suo cuore regnano sovrane le fritture della mamma, alle quali attribuisce la lode per la perfezione con cui vengono realizzate. Dalle polpette di pane fritto, ai carciofi, alla frittura di pesce, queste sono solo alcuni dei piatti che Nunzia adora della sua mamma che lei stessa definisce una “friggitrice seriale”.</p>
<figure id="attachment_456" aria-describedby="caption-attachment-456" style="width: 484px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-456" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2021/07/Foto-Nunzia-Bellomo.jpg?x36189" alt="" width="484" height="518" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2021/07/Foto-Nunzia-Bellomo.jpg 384w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2021/07/Foto-Nunzia-Bellomo-280x300.jpg 280w" sizes="auto, (max-width: 484px) 100vw, 484px" /><figcaption id="caption-attachment-456" class="wp-caption-text">Nunzia Bellomo</figcaption></figure>
<p>Per <strong>Nadia Tamburrano</strong>, chef di A sud dell&#8217;Anima, di Minervino il piatto che le rievoca la sua mamma è: il sugo della domenica, il ragù, di carne mista, cotto lentamente.</p>
<figure id="attachment_4738" aria-describedby="caption-attachment-4738" style="width: 500px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-4738" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2023/04/A-Sud-DellAnima-Ivan-DIntrona-e-Nadia-Tamburrano.jpg?x36189" alt="" width="500" height="500" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2023/04/A-Sud-DellAnima-Ivan-DIntrona-e-Nadia-Tamburrano.jpg 900w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2023/04/A-Sud-DellAnima-Ivan-DIntrona-e-Nadia-Tamburrano-300x300.jpg 300w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2023/04/A-Sud-DellAnima-Ivan-DIntrona-e-Nadia-Tamburrano-150x150.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px" /><figcaption id="caption-attachment-4738" class="wp-caption-text">Nadia Tamburrano con Ivan D&#8217;Introna</figcaption></figure>
<p><strong>Giovanni Vitale</strong>, chef di Tenuta Tedone Consolini, Ruvo di Puglia: Ho iniziato a cucinare proprio perché mia madre non era una grande cuoca, ma mi ricordo le sue cime di rape stufate e il primo piatto fatto con questo vegetale.</p>
<figure id="attachment_11995" aria-describedby="caption-attachment-11995" style="width: 585px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-11995" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/05/tempFileForShare_20260509-001142-999x1024.jpg?x36189" alt="" width="585" height="600" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/05/tempFileForShare_20260509-001142-999x1024.jpg 999w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/05/tempFileForShare_20260509-001142-293x300.jpg 293w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/05/tempFileForShare_20260509-001142.jpg 1079w" sizes="auto, (max-width: 585px) 100vw, 585px" /><figcaption id="caption-attachment-11995" class="wp-caption-text">Chef Giovanni Vitale</figcaption></figure>
<p><strong>Sergio Frizzale</strong>, chef di OlìOlà, Bisceglie: &#8220;Ricordo questi grandi piatti di pane condito, ammorbidito con acqua, pomodoro schiacciato con le mani sul pane e l&#8217;origano fresco della nostra campagna. Io l&#8217;ho riportato nella mia cucina attraverso i famosi bruschettoni del ristorante OlìOlà&#8221;.</p>
<figure id="attachment_11996" aria-describedby="caption-attachment-11996" style="width: 500px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-11996" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/05/tempFileForShare_20260509-001417.jpg?x36189" alt="" width="500" height="297" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/05/tempFileForShare_20260509-001417.jpg 954w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/05/tempFileForShare_20260509-001417-300x178.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px" /><figcaption id="caption-attachment-11996" class="wp-caption-text">Sergio Frizzale</figcaption></figure>
<p>In un mondo che corre veloce e cambia continuamente, restano quei gesti semplici capaci di fermare il tempo. Le mamme, con le loro mani segnate dall’esperienza e dall’amore, trasformano ingredienti quotidiani in ricordi indelebili. Non è solo questione di ricette, ma di presenza, di cura, di quella capacità unica di dire “ti voglio bene” senza bisogno di parole. Così, tra profumi che attraversano le generazioni e sapori che sanno di casa, la loro cucina diventa un linguaggio universale, capace di restare nel cuore ben oltre ogni distanza.</p>
<p>Foto di copertina: Andrea Piacquadio</p>
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		<item>
		<title>Turismo religioso in Puglia: ecco le tappe più attrattive</title>
		<link>https://pugliosita.it/2026/04/27/turismo-religioso-in-puglia-ecco-le-tappe-piu-attrattive/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[di Angela Ciciriello]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 07:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo Puglia]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo religioso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È primavera, e per il territorio della provincia Barletta-Andria-Trani si è, come si usa dire in gergo tecnico, in “alta stagione”. La Puglia, non solo la provincia BAT, è invasa da scolaresche: aprile e maggio sono i mesi in cui si registra una maggiore affluenza di gite scolastiche in virtù della programmazione dei viaggi di...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È primavera, e per il territorio della provincia Barletta-Andria-Trani si è, come si usa dire in gergo tecnico, in “alta stagione”. La Puglia, non solo la provincia BAT, è invasa da scolaresche: aprile e maggio sono i mesi in cui si registra una maggiore affluenza di gite scolastiche in virtù della programmazione dei viaggi di istruzione. Maggio simboleggia però anche il risveglio della natura e la fioritura, ed in ambito religioso è tradizionalmente dedicato dalla Chiesa Cattolica alla <strong>Vergine Maria</strong>, associata alla purezza e bellezza della &#8220;<strong>Rosa Mistica</strong>&#8220;. Questo periodo è segnato da preghiere, rosari, processioni e l&#8217;offerta di fiori, consolidatosi nei secoli come momento di particolare devozione e intercessione.</p>
<p>Nel Rinascimento, il mese di maggio iniziò a essere dedicato a Maria, vista come la creatura più bella, in parallelo con la natura che sboccia. Sebbene esistano anche radici medievali, la devozione del &#8220;Mese Mariano&#8221; si è consolidata nel periodo barocco. Anticamente, durante il paganesimo, maggio era legato alle dee della fertilità, poi rilette in chiave cristiana come fioritura della vita spirituale. Fu Papa Pio XII ad attribuire ulteriormente a maggio l’associazione al culto mariano, mentre nel 1965 Paolo VI nell’enciclica “Mense Maio” sottolineava il legame tra Maria e la preghiera, invitando i fedeli a rivolgerle le loro preghiere.</p>
<p>Molti sono i pellegrinaggi che hanno come meta di viaggio la visita ai santuari mariani, come è consuetudine nello stesso mese ornare le immagini o le statue di Maria con fiori, in segno di devozione, e diventa più frequente la recita del rosario. In Puglia è anche facile incontrare, passeggiando, gruppi di donne che contemplano i misteri nei vicoli, davanti alle proprie abitazioni o dinnanzi alle edicole mariane di quartiere, o ancora sotto i porticati dei palazzi, in una tradizione religiosa molto sentita.</p>
<p>Nella provincia BAT, il <strong>santuario della Madonna dei Miracoli</strong> ha costituito un’importante destinazione mariana per tanti pellegrini che invocavano la Beata Vergine, situato nell’area della città di Andria che lambisce la campagna, dove anche Papa Leone XIV si è recato prima di essere eletto pontefice.</p>
<figure id="attachment_11830" aria-describedby="caption-attachment-11830" style="width: 650px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-11830" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/santa-maria-dei-miracoli-andria2.jpg?x36189" alt="" width="650" height="432" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/santa-maria-dei-miracoli-andria2.jpg 640w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/santa-maria-dei-miracoli-andria2-300x199.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /><figcaption id="caption-attachment-11830" class="wp-caption-text">Mario D&#8217;Urso</figcaption></figure>
<p>Qui, in seguito al ritrovamento in una grotta di un’icona bizantina raffigurante la “Madonna con il Bambino”, fu fatto costruire il luogo di culto poi elevato a basilica dalla Santa Sede per la sua rilevanza storica e architettonica.</p>
<p>In Puglia però non sono meta di pellegrinaggio soltanto gli edifici sacri deputati al culto mariano, ma anche altri santuari come il magnifico sito Unesco dedicato a <strong>San Michele Arcangelo</strong>, posto nella suggestiva cornice di Monte Sant’Angelo, elevato anch’esso a basilica, ed il <strong>Santuario di San Pio da Pietralcina</strong> a San Giovanni Rotondo, senza dimenticare la <strong>Basilica di San Nicola</strong> a Bari, solo per citarne alcuni tra i più noti della regione; tutti siti di interesse turistico religioso inseriti ai primi posti nella speciale classifica che vede questo settore ricoprire nel territorio pugliese il 12% dei flussi turistici complessivi regionali.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-11831" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/b2d9a379-e7dc-405f-b82f-464a08d7f19e.jpg?x36189" alt="" width="650" height="488" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/b2d9a379-e7dc-405f-b82f-464a08d7f19e.jpg 2000w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/b2d9a379-e7dc-405f-b82f-464a08d7f19e-300x225.jpg 300w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/b2d9a379-e7dc-405f-b82f-464a08d7f19e-1024x768.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /></p>
<p>L’Osservatorio del Turismo della Regione Puglia ha registrato per il periodo 2023-25, nell’ambito dei circuiti legati al turismo religioso, un andamento percentuale dei flussi turistici in incoming superiore rispetto al biennio precedente con l’aumento di turisti stranieri, perlopiù provenienti da Germania, Francia e America Latina. Certo, i picchi storici verificatisi negli anni dal 2008 al 2010, in cui l&#8217;esposizione del corpo di San Pio (aprile 2008 &#8211; marzo 2009) e la successiva traslazione definitiva nella nuova cripta nel 2010 hanno attirato milioni di pellegrini, non ci sono più. La sciagura del Covid ha poi arrestato il comparto turistico, e di conseguenza i dati successivi a tale periodo di riferimento hanno fatto registrare una crescita, con un dato positivo per il biennio 2023-2025.</p>
<p>Tuttavia ci si pone una domanda:</p>
<p><strong>“Quanto sono realmente ancora in grado di attrarre turisti i luoghi di culto, e quanto invece risulta essere un fattore fortemente attrattivo la spettacolarizzazione, e quindi l’esposizione, l’ostensione del corpo dei santi?”</strong></p>
<p>Basti pensare alla necessità di risollevare le sorti, ovvero i dati turistici registrati nella città di Assisi, prima che si decidesse di esporre il corpo di San Francesco, costretto per il bene dell’economia assisana ad essere privato della sua pace.</p>
<p><strong>“Quanto davvero ci è rimasto di cristiano e quanto invece è stato condito dalla spettacolarizzazione della cristianità, a discapito degli stessi santi, e delle loro stesse salme?”</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://pugliosita.it/2026/04/27/turismo-religioso-in-puglia-ecco-le-tappe-piu-attrattive/">Turismo religioso in Puglia: ecco le tappe più attrattive</a> proviene da <a href="https://pugliosita.it">Pugliosità</a>.</p>
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		<title>Turismo 2026: si stimano circa 18 milioni di italiani coinvolti in esperienze legate al vino</title>
		<link>https://pugliosita.it/2026/04/21/turismo-2026-si-stimano-circa-18-milioni-di-italiani-coinvolti-in-esperienze-legate-al-vino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 07:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[turismo 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La stagione turistica estiva 2026 in Puglia si apre in un contesto internazionale complesso, segnato da tensioni geopolitiche che stanno influenzando, seppur in modo non uniforme, le dinamiche dei flussi turistici verso l’Italia e il Mediterraneo. In questo scenario, la regione si trova a dover bilanciare una crescita consolidata negli ultimi anni con nuove incognite...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="64" data-end="469">La stagione turistica estiva 2026 in Puglia si apre in un contesto internazionale complesso, segnato da tensioni geopolitiche che stanno influenzando, seppur in modo non uniforme, le dinamiche dei flussi turistici verso l’Italia e il Mediterraneo. In questo scenario, la regione si trova a dover bilanciare una crescita consolidata negli ultimi anni con nuove incognite legate alla domanda internazionale.</p>
<p data-start="471" data-end="937">Dopo un 2025 definito dagli operatori come “l’anno della consacrazione”, con oltre 6,7 milioni di arrivi e più di 22 milioni di presenze, la Puglia si è affermata come una delle destinazioni più dinamiche del turismo mediterraneo <span class="" data-state="closed"></span>. Un risultato sostenuto soprattutto dall’aumento della domanda estera, cresciuta del 25%, e da una progressiva diversificazione dell’offerta turistica, sempre meno legata esclusivamente al balneare.</p>
<p data-start="939" data-end="1539">Tuttavia, il 2026 introduce variabili nuove. Il protrarsi dei conflitti internazionali, in particolare in Medio Oriente, sta già producendo effetti tangibili sulle scelte di viaggio, incidendo soprattutto sui mercati a lungo raggio. Secondo gli operatori del settore, il rischio principale riguarda il calo dei turisti americani, segmento strategico per la crescita qualitativa della destinazione <span class="" data-state="closed"></span>. La percezione di instabilità globale, infatti, tende a ridurre la propensione ai viaggi intercontinentali, privilegiando mete considerate più “sicure” o più vicine. I primi segnali di questo clima si sono già manifestati nella primavera: le festività pasquali hanno registrato un lieve calo delle presenze turistiche in Italia (-1,3%), con una flessione più marcata nel Sud e nelle isole (-2%) <span class="" data-state="closed"></span>. In particolare, si evidenzia una contrazione dei flussi provenienti da Stati Uniti, Asia e mercati extraeuropei, mentre tengono — e in alcuni casi crescono — i flussi intraeuropei.</p>
<p data-start="1991" data-end="2458">Nonostante ciò, il quadro non è univocamente negativo. Alcuni indicatori mostrano segnali di resilienza: nei primi mesi del 2026 gli aeroporti pugliesi hanno registrato un incremento del traffico passeggeri (+5%), con previsioni di crescita anche nei periodi di alta stagione <span class="" data-state="closed"></span>. Questo suggerisce che la domanda turistica non si sta contraendo, ma piuttosto trasformando, con una maggiore incidenza del turismo europeo e domestico. In questo contesto, la Puglia sembra poter contare su alcuni fattori strutturali di vantaggio. In primo luogo, la varietà dell’offerta: accanto al turismo balneare, si consolidano segmenti come quello enogastronomico, esperienziale e delle aree interne. In secondo luogo, la crescente attenzione alla sostenibilità e alla qualità della vita, elementi sempre più determinanti nelle scelte dei viaggiatori.</p>
<p><strong>Nel 2026 si stimano circa 18 milioni di italiani coinvolti in esperienze legate al vino, in aumento di 4,5 milioni rispetto al 2024. </strong>I nuovi dati nello studio realizzato in collaborazione con <strong>Ascovilo-Associazione Consorzi del vino della Lombardia</strong>, riportano al centro le esperienze nei luoghi di produzione: la partecipazione alle visite ai produttori (dalle cantine ai caseifici, dai frantoi ai pastifici) dei turisti italiani negli ultimi tre anni è passata <strong>dal 60% nel 2021 al 77% nel 2025</strong>, segnando un rafforzamento deciso dell&#8217;interesse verso il contatto diretto con i produttori. Al primo posto tra le esperienze enoturistiche più diffuse si colloca la visita a una cantina a conduzione familiare, seguita dall&#8217;acquisto di vini a prezzi vantaggiosi, segno di una domanda sempre più orientata alla relazione e all&#8217;incontro con le persone, anche in un contesto fortemente digitalizzato.  <strong> </strong></p>
<p><strong>Usa e turismo in calo: segnali di raffreddamento per l&#8217;estate 2026 </strong></p>
<p>Secondo quanto riportato da <strong>TravelPulse</strong> , le prenotazioni di voli dagli USA verso l&#8217;Europa per luglio risultano <strong>in calo dell&#8217;11,2%</strong>, peggiorando rispetto al -7,3% registrato all&#8217;inizio dell&#8217;anno. Alcune destinazioni registrano flessioni più marcate, come <strong>Francoforte (-26,8%), Atene (-19,9%) e Dublino (-12,4%)</strong> , mentre anche hub consolidati come <strong>Milano, Londra e Monaco</strong> mostrano contrazioni intorno all&#8217;11%. Il fenomeno è bidirezionale: anche i flussi dall&#8217;Europa verso gli Stati Uniti risultano in calo (-15,3%), segnalando un raffreddamento complessivo della domanda transatlantica. Tra i fattori ipotizzati l&#8217;aumento dei costi di viaggio, le tensioni geopolitiche e un cambiamento nella priorità dei viaggiatori, con una minore propensione ai viaggi a lungo raggio.</p>
<p data-start="3067" data-end="3526">Gli operatori parlano dunque di “ottimismo prudente”: al momento non si registrano segnali di crisi strutturale, ma permane una forte dipendenza dall’evoluzione dello scenario geopolitico globale. La stagione estiva 2026 potrebbe quindi configurarsi come una fase di transizione, in cui la Puglia sarà chiamata a consolidare i mercati di prossimità e, al tempo stesso, a mantenere attrattiva verso i flussi internazionali più sensibili alle dinamiche globali. In definitiva, il turismo pugliese si conferma solido ma esposto. La vera sfida non sarà tanto quella di attrarre visitatori, quanto di adattarsi rapidamente a un contesto in cui la geografia dei flussi turistici è sempre più influenzata da fattori esterni, spesso imprevedibili.</p>
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		<title>Vinitaly 2026: La Puglia è ottimista e la politica fa quadrato attorno ai produttori</title>
		<link>https://pugliosita.it/2026/04/15/vinitaly-2026-la-puglia-e-ottimista-e-la-politica-fa-quadrato-attorno-ai-produttori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[di Sabrina de Feudis]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 07:00:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Decaro]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Paolicelli]]></category>
		<category><![CDATA[Vinitaly]]></category>
		<category><![CDATA[Vinitaly in Puglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’edizione 2026 del Vinitaly si innesta in uno scenario globale molto complicato, complice la guerra in Medio Oriente e le incertezze legate ai mercati. Dal palco della più importante fiera di settore si susseguono appelli legati alla pace e dal padiglione Puglia traspare ottimismo per questi primi tre giorni d’evento. Sono più di 103 le...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’edizione 2026 del Vinitaly si innesta in uno scenario globale molto complicato, complice la guerra in Medio Oriente e le incertezze legate ai mercati. Dal palco della più importante fiera di settore si susseguono appelli legati alla pace e dal padiglione Puglia traspare ottimismo per questi primi tre giorni d’evento.</p>
<p>Sono più di 103 le cantine pugliesi presenti al Vinitaly, la Puglia è oggi un brand conosciuto e riconosciuto, così come ha ribadito lo stesso presidente di regione, Antonio Decaro. Il mondo delle istituzioni fa quadrato attorno al territorio, schierandosi dal lato dei produttori, mostrando una collaborazione al voler fare e fare meglio. Girando tra gli stand del padiglione 11, che ospita tutta la Puglia del vino si assapora un ottimismo, seppure cauto, ma pur sempre un ottimismo, nei confronti degli incontri, sul pubblico presente e sui riscontri positivi ricevuti dagli importatori presenti. Vinitaly è un momento soprattutto di confronto e condivisione tra i produttori, un modo per guardare a cosa fanno gli altri, con spirito costruttivo. Il vino è, prima di tutto, territorio, è il racconto liquido di una terra, delle sue stagioni, del lavoro dell’uomo e della sua storia, così la Puglia si mostra, sfoggiando uno storytelling che restituisce al consumatore un fascino sempre inedito.</p>
<p><strong>L’aspetto politico</strong></p>
<p>Un settore che continua a darci enormi soddisfazioni con i suoi 14 miliardi di euro l’anno di fatturato e che, in situazione generale molto complessa e anche molto attenzionata, ha bisogno di essere sostenuto”. Sono le parole della premier <strong>Giorgia Meloni</strong> in visita ufficiale ieri durante la terza giornata della 58^ edizione di Vinitaly, in programma a Veronafiere fino a oggi. “Nell’ultimo decreto nel quale rinnovavamo lo sconto di 25 centesimi sulle accise del gasolio &#8211; ha proseguito il presidente del Consiglio nella sua terza visita ufficiale alla manifestazione dopo quelle nel 2023 e 2024 &#8211; abbiamo anche allargato una misura al mondo dell’agricoltura che consente di riconoscere ai produttori un credito di imposta pari all’aumento che registrano. Così come abbiamo di fatto imposto il divieto di aumentare il costo del gasolio agricolo. Stiamo cercando di dare risposte al settore che va ringraziato per la capacità che ha di stare sul mercato e di continuare a reagire nonostante le difficoltà. Ovviamente la situazione internazionale impone un lavoro costante per mandare avanti i negoziati di pace. Dobbiamo fare ogni sforzo possibile per stabilizzare la situazione e riaprire lo stretto di Hormuz, che per noi è fondamentale non solo per i carburanti ma anche per i fertilizzanti, altro elemento fondamentale del settore di cui parliamo oggi.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-11745" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/unnamed-1024x683.jpg?x36189" alt="" width="650" height="434" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/unnamed-1024x683.jpg 1024w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/unnamed-300x200.jpg 300w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/unnamed.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /></p>
<p>Per questo &#8211; ha concluso <strong>Giorgia Meloni</strong> &#8211; mi aspetto un Vinitaly resiliente, un mondo che conosce il suo valore e che chiaramente è preoccupato. E lo comprendo. Ma mi aspetto anche un mondo consapevole del fatto che la straordinarietà di quello che rappresenta è più forte di tutte le difficoltà che noi affrontiamo. Io sono qui per dare il messaggio che il Governo riconosce la forza, il valore, l&#8217;impegno e cammina fianco del settore con tutti gli strumenti di cui dispone”.</p>
<p>Tornando alla politica pugliese registriamo un atteggiamento proteso verso l’ascolto da parte di Francesco Paolicelli, assessore all’agricoltura della regione Puglia, che alla soglia dei suoi 88 giorni dall’inizio del mandato conserva una dinamicità propensa al voler fare e costruire. All’interno della tavola rotonda organizzata dalle associazioni delle Donne del vino Lazio e Puglia, lo stesso assessore si è mostrato pronto a lavorare in sinergia con i produttori per continuare a portare avanti il racconto sul vino pugliese, spingendo il pedale verso il mondo dell’accoglienza pugliese. Il turismo in Puglia deve scoprire i territori e i borghi dell’entroterra, battendo strade e percorsi nuovi, che restituiscono al turista un fascino nuovo e inaspettato.</p>
<figure id="attachment_11755" aria-describedby="caption-attachment-11755" style="width: 488px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-11755" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG-20260414-WA0023-768x1024.jpg?x36189" alt="" width="488" height="650" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG-20260414-WA0023-768x1024.jpg 768w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG-20260414-WA0023-225x300.jpg 225w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG-20260414-WA0023.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 488px) 100vw, 488px" /><figcaption id="caption-attachment-11755" class="wp-caption-text">A sinistra l&#8217;assessore all&#8217;agricoltura regione Puglia Francesco Paolicelli</figcaption></figure>
<p><strong>I dati sull’enoturismo</strong></p>
<p>A confermare la centralità dell’enoturismo come asset economico e commerciale sono poi i dati contenuti nel <strong>Report Enoturismo e Vendite Direct-to-Consumer 2026 di Wine Suite</strong>, presentato nell’ambito di <strong>Vinitaly Tourism</strong>. Il report evidenzia la dimensione di mercato di questo fenomeno. In Italia l’enoturismo vale oggi <strong>15 milioni di visitatori in cantina</strong> e <strong>3 miliardi di euro di spesa</strong>, mentre nelle cantine più strutturate si registra una crescita del <strong>+16,8% dei visitatori annui</strong> e del <strong>+21% delle vendite dirette post-visita</strong>. Segnali che confermano come l’ospitalità ben organizzata possa rappresentare un vero motore di redditività per le imprese del vino e come l’esperienza in cantina sia sempre più un punto di contatto decisivo tra brand, territorio e consumatore finale.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Uova di Pasqua: ecco le creazioni da non perdere dei maestri pugliesi</title>
		<link>https://pugliosita.it/2026/04/01/uova-di-pasqua-ecco-le-creazioni-da-non-perdere-dei-maestri-pugliesi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[di Stefania Leo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 07:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Hygge Bisceglie]]></category>
		<category><![CDATA[Pasticceria Ladisa]]></category>
		<category><![CDATA[Pasticceria Moffa di Foggia]]></category>
		<category><![CDATA[Pasticceria Reale di Altamura]]></category>
		<category><![CDATA[Uova di Pasqua pugliesi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci sono molti modi di leggere la Pasqua. C&#8217;è chi lo fa attraverso una fetta di colomba &#8211; tradizionale o rivisitata, magari all&#8217;intramontabile pistacchio, è uguale. C&#8217;è chi affida il fine pasto alla pastiera napoletana, che nel corso degli anni ha riguadagnato terreno rispetto ai grandi lievitati, conquistando più di una tavola pugliese. Ma per...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono molti modi di leggere la Pasqua. C&#8217;è chi lo fa attraverso una fetta di colomba &#8211; tradizionale o rivisitata, magari all&#8217;intramontabile pistacchio, è uguale. C&#8217;è chi affida il fine pasto alla pastiera napoletana, che nel corso degli anni ha riguadagnato terreno rispetto ai grandi lievitati, conquistando più di una tavola pugliese. Ma per chi ha voglia di tornare bambino senza però rinunciare alla bontà del vero cioccolato, a Pasqua non può mancare l&#8217;uovo di cioccolato. Abbiamo selezionato i migliori maestri di Puglia che, grazie al loro saper fare, uniscono la bellezza al sapore. Unica regola: niente compromessi sulla qualità.</p>
<p><strong>Pasticceria Moffa, Foggia</strong></p>
<p>Pietro Moffa, deus ex machina di questa insegna, da bravo maestro AMPI sa &#8220;piegare&#8221; la dolcezza alle esigenze della bellezza. Ne nascono mignon e monoporzioni dall&#8217;estetica accattivante, che si accompagnano alle creazioni pensate per la Pasqua come le uova artistiche da cui è molto difficile distogliere lo sguardo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-11531" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/Moffa-680x1024.jpeg?x36189" alt="" width="432" height="650" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/Moffa-680x1024.jpeg 680w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/Moffa-199x300.jpeg 199w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/Moffa.jpeg 1063w" sizes="auto, (max-width: 432px) 100vw, 432px" /></p>
<p><strong>Pasticceria Reale, Altamura (Ba)</strong></p>
<p>Difficile scegliere quando ci si trova davanti a bellezza e gusto. Da Pasticceria Reale, ad Altamura le uova di Pasqua si vestono di bellezza, ma anche di creatività: caramello, gianduia, pralinato, al latte, fondente, pistacchio o cioccolato bianco? Può cambiare il soggetto, la decorazione e la dimensione, ma resta l&#8217;imbarazzo dell&#8217;acquisto. E tu che cioccolato sei?</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-11532" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/Reale-1024x926.jpeg?x36189" alt="" width="553" height="500" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/Reale-1024x926.jpeg 1024w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/Reale-300x271.jpeg 300w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/Reale.jpeg 1170w" sizes="auto, (max-width: 553px) 100vw, 553px" /></p>
<div dir="auto">XOCO, Andria (Bt)</div>
<div dir="auto">Pratico e naturale: questo è l&#8217;approccio di Nunzio Pastore alla lavorazione del cioccolato per la Pasqua. Il suo orientamento alla produzione si sposa al rispetto per la materia prima, pur lasciando ampio spazio all&#8217;estetica, come dimostra la spolverata di polvere d&#8217;oro su un cioccolato fondente di grande gusto. In più, per chi è alla ricerca di qualcosa di speciale, Pastore propone un pumo in finissimo cioccolato fondente: una creazione dolce che porta con sé un augurio vero.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-11578" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/1000315304-834x1024.jpg?x36189" alt="" width="489" height="600" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/1000315304-834x1024.jpg 834w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/1000315304-244x300.jpg 244w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/1000315304.jpg 1206w" sizes="auto, (max-width: 489px) 100vw, 489px" /></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Hygge Dolce Quotidiano, Bisceglie (BT)</strong></p>
<p>Pasqua ha mille forme e i ragazzi di Hygge lo sanno bene. Oltre ad offrire le classiche uova di Pasqua in otto gusti e l&#8217;ormai famoso Colombolio, da non perdere le Special Eggs, mezzi gusci ripieni di golose combinazioni come quella tra crumble al cioccolato, pasta kataifi e crema al pistacchio, o la versione Raffaello con croccantino alla mandorla, crema al Raffaello e guscio al cioccolato.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-11528" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG-20260327-WA0064-819x1024.jpg?x36189" alt="" width="520" height="650" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG-20260327-WA0064-819x1024.jpg 819w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG-20260327-WA0064-240x300.jpg 240w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG-20260327-WA0064.jpg 1279w" sizes="auto, (max-width: 520px) 100vw, 520px" /></p>
<p><strong>Giotti Pasticceri, Giovinazzo (Ba)</strong></p>
<p>Nicola Giotti ha fatto della decorazione delle uova di Pasqua una pietra miliare che guida tutti gli esploratori appassionati di dolcezza in visita in Puglia. Per la Pasqua 2026 ha messo a punto delle vere e proprie opere d&#8217;arte, come l&#8217;uovo &#8220;Fior di Pesco&#8221;: su una superficie candida sbocciano delicatissimi fiori, realizzati con la tecnica a lui cara dell&#8217;aerografia indiretta speculare lucida, dove ogni ombra o luce incantano gli occhi.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-11533" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/Giotti-1024x975.jpeg?x36189" alt="" width="578" height="550" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/Giotti-1024x975.jpeg 1024w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/Giotti-300x286.jpeg 300w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/Giotti.jpeg 1170w" sizes="auto, (max-width: 578px) 100vw, 578px" /></p>
<p><strong>Pino Ladisa Pasticcere Cioccolatiere, Bari</strong></p>
<p>Tra i migliori cioccolatieri di Puglia è impossibile non citare Pino Ladisa. Che sia Natale o Pasqua, la sua vetrina riserva sempre ampio spazio alla grande passione del maestro: la modellazione del cioccolato. Ecco che le sue uova diventano vere e proprie opere d&#8217;arte.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-11626" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot_20260401_122204_WhatsApp-1-792x1024.jpg?x36189" alt="" width="578" height="748" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot_20260401_122204_WhatsApp-1-792x1024.jpg 792w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot_20260401_122204_WhatsApp-1-232x300.jpg 232w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot_20260401_122204_WhatsApp-1.jpg 1080w" sizes="auto, (max-width: 578px) 100vw, 578px" /></p>
<p><strong>Petriella al Teatro, Bari</strong></p>
<p>Più che semplici dolci, le uova pensate dal maestro Salvatore Petriella sono racconti di cioccolato per far sognare i più piccoli (ma anche i gradi non proprio cresciuti!). Infatti, ogni personaggio svela un&#8217;avventura e custodisce una piccola sorpresa pronta a lasciare tutti a bocca aperta. Il sapore del cioccolato non è, però, il corollario, bensì il cuore di un&#8217;esperienza che resta da condividere.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-11535" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/Petriella-929x1024.jpeg?x36189" alt="" width="545" height="600" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/Petriella-929x1024.jpeg 929w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/Petriella-272x300.jpeg 272w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/Petriella.jpeg 1170w" sizes="auto, (max-width: 545px) 100vw, 545px" /></p>
<p><strong>Francesco Urbano, Monopoli (Ba)</strong></p>
<p>Che Pasqua sarebbe &#8211; soprattutto per quelli che non possono scendere &#8220;giù&#8221; &#8211; senza l&#8217;Uovo dei Pugliesi firmato da Francesco Urbano? Tuttavia, quest&#8217;anno il maestro cioccolatiere ha voluto alzare la posta con il Pugliese Double: doppio strato di cioccolato fondente purissimo con all&#8217;interno del caramello salato filante e i golosi pezzi di tarallo pugliese croccante, che non possono mancare per farci sentire un po&#8217; meno la nostalgia di casa.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-11536" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/Urbano-858x1024.jpeg?x36189" alt="" width="544" height="650" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/Urbano-858x1024.jpeg 858w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/Urbano-251x300.jpeg 251w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/Urbano.jpeg 1170w" sizes="auto, (max-width: 544px) 100vw, 544px" /></p>
<p><strong>Dolceria Sapone, Acquaviva delle Fonti (Ba)</strong></p>
<p><span>Fino a qualche tempo fa se si acquistava un uovo di Pasqua firmato Eustachio Sapone, si poteva notare un curioso talloncino posto appena sotto il fiocco decorativo. Si leggeva questa frase: “La vera sorpresa è il cioccolato”. Oggi il grande lievitista e maestro cioccolatiere offre i suoi preziosi scrigni, rivestiti di grande bellezza, anche per sorprese personalizzabili. Ma la vera novità è il suo Bocciolo di Puglia. Ispirato al pumo pugliese, quest’uovo prende forma in una ceramica fatta a mano. Taralli sbriciolati e cubetti di arancia candita vanno a impreziosire il cioccolato fondente.</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-11527" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/1000314027-825x1024.jpg?x36189" alt="" width="524" height="650" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/1000314027-825x1024.jpg 825w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/1000314027-242x300.jpg 242w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/1000314027.jpg 1031w" sizes="auto, (max-width: 524px) 100vw, 524px" /></p>
<p><strong>Pasticceria Da Ugo, Casarano (Le)</strong></p>
<p>In questo laboratorio di pasticceria fondato nel 1921, Ugo Negro lavora a uova pasquali fatte interamente a mano, poi dipinte e decorate. C&#8217;è chi lo considera &#8211; a ragione &#8211; un vero e proprio artista, al pari di scultori e pittori. Noi ci limitiamo ad ammirare le sue creazioni incredibili, come l&#8217;evoluzione del fantastico uovo Fabergé, che per quest&#8217;anno ha scelto di trasformare in un macaron.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-11539" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/Da-Ugo-1024x985.jpeg?x36189" alt="" width="520" height="500" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/Da-Ugo-1024x985.jpeg 1024w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/Da-Ugo-300x289.jpeg 300w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/Da-Ugo.jpeg 1085w" sizes="auto, (max-width: 520px) 100vw, 520px" /></p>
<p><strong>Pasticceria Messinese, Taranto</strong></p>
<p>L&#8217;arte della decorazione delle uova pasquali scorre potente nelle vene di Paolo Messinese. Ne è un esempio l&#8217;elegante geometria dei tre cioccolati iscritta nel guscio o i colori della primavera che prendono vita in geometrie suggestive. Sta di fatto che in questa insegna tarantina il cioccolato diventa materia prima per creare bellezza e bontà. Infatti, sono disponibile anche sculture di cioccolato a tema pasquale.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-11540" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/Messinese-825x1024.jpeg?x36189" alt="" width="523" height="650" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/Messinese-825x1024.jpeg 825w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/Messinese-242x300.jpeg 242w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/Messinese.jpeg 1170w" sizes="auto, (max-width: 523px) 100vw, 523px" /></p>
<p><strong>Pinti Pasticceria, Lecce</strong></p>
<p>Porto sicuro per gli amanti della pasticceria napoletana, l&#8217;insegna è anche il posto giusto in cui trovare uova golose e trendy. Un esempio? Quelle al Dubai Chocolate! Un guscio al cioccolato al latte ripieno di crema al pistacchio e croccante di pasta kataifi. Per chi, invece preferisce rimanere sul classico, disponibili anche le versioni Raffaello (guscio al cioccolato bianco ripieno di Nutella bianca, wafer croccanti e cocco rapè) e Rocher (guscio al cioccolato al latte ripieno di Nutella e granella di nocciola).</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-11537" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/pinti-1024x1024.jpg?x36189" alt="" width="550" height="550" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/pinti-1024x1024.jpg 1024w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/pinti-300x300.jpg 300w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/pinti-150x150.jpg 150w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/04/pinti.jpg 1440w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>PAT: un patrimonio da tutelare e la Puglia conta 414 Prodotti Agroalimentari Tradizionali</title>
		<link>https://pugliosita.it/2026/03/27/pat-un-patrimonio-da-tutelare-e-la-puglia-conta-414-prodotti-agroalimentari-tradizionali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Anna Lops]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 08:00:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[PAT]]></category>
		<category><![CDATA[Prodotti agroalimentari tradizionali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra i settori trainanti della Puglia, quello agroalimentare continua a proporsi come pilastro di una tradizione e di un’economia che rendono la regione un vero e proprio fiore all’occhiello per l’Italia e oltre i suoi confini. I PAT sono importanti per l’identità, la valorizzazione e l’economia del territorio pugliese, raggiungendo in Italia il quarto posto...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra i settori trainanti della Puglia, quello agroalimentare continua a proporsi come pilastro di una tradizione e di un’economia che rendono la regione un vero e proprio fiore all’occhiello per l’Italia e oltre i suoi confini. I PAT sono importanti per l’identità, la valorizzazione e l’economia del territorio pugliese, raggiungendo in Italia il quarto posto tra le regioni con il maggior numero di prodotti agroalimentari tradizionali.</p>
<p>Ma cosa intendiamo quando parliamo di PAT?</p>
<p>I PAT sono i Prodotti Agroalimentari Tradizionali, che si distinguono per tecniche di lavorazione, conservazione e stagionatura tramandate nel tempo secondo regole tradizionali rimaste invariate da almeno 25 anni. Da non confondere con i prodotti D.O.P. o I.G.P., i PAT, istituiti ai sensi dell’art. 8, comma 1 del D.lgs n. 173 del 1998, vengono inseriti in elenchi regionali redatti dalle stesse Regioni, dalle Province autonome o su istanza di soggetti pubblici o privati. Si tratta di un elenco che deve essere aggiornato e pubblicato ogni anno a cura del Ministero, che ne promuove la diffusione e la valorizzazione in Italia e all’estero.</p>
<p>I Prodotti Agroalimentari Tradizionali sono custodi di un’identità territoriale che abbraccia paesaggi, sapori, valori e tradizioni legati a storie locali che, nonostante la velocità del progresso, della modernizzazione e dell’antropizzazione, continuano a essere tramandate di generazione in generazione. La Puglia è tra le regioni che, grazie a un passato, un presente e un futuro profondamente legati all’agricoltura, può vantare prodotti unici e autentici. Con i suoi 414 PAT, la regione rappresenta un ponte tra tradizione e modernità, tra eredità e futuro, tra ieri e oggi.</p>
<p>Con il suo olio, la sua pasta, i suoi liquori, le sue carni e le sue specialità lattiero-casearie, la nostra Regione è una vera e propria fucina di prodotti che meritano valorizzazione e riconoscimento. Con il Decreto Interministeriale 9 aprile 2008 del Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali e del Ministro per i beni e le attività culturali, i PAT sono stati riconosciuti come patrimonio culturale italiano.</p>
<p>Noi di Pugliosità abbiamo deciso di raccontare il territorio attraverso uno sguardo attento ai PAT, così ospiteremo all&#8217;interno del nostro giornale storie legate a questi prodotti, racconti lontani che tornano sempre più presenti nelle nostre vite.</p>
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		<title>I ristoranti stellati in Puglia: ecco l&#8217;analisi sul fine dining del gusto</title>
		<link>https://pugliosita.it/2026/03/23/i-ristoranti-stellati-in-puglia-ecco-lanalisi-sul-fine-dining-del-gusto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 08:00:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Sabatelli Putignano]]></category>
		<category><![CDATA[Casa Sgarra Trani]]></category>
		<category><![CDATA[Cena delle Stelle]]></category>
		<category><![CDATA[Chef di ristoranti stellati in Puglia]]></category>
		<category><![CDATA[Dissapore Carovigno]]></category>
		<category><![CDATA[Due Camini Savelletri di Fasano]]></category>
		<category><![CDATA[Pashà Polignano a Mare]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Restaurant Lecce]]></category>
		<category><![CDATA[quintessenza trani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In vista della terza edizione della &#8220;Cena delle Stelle&#8221;, che si terrà questa sera al ristorante Casa Sgarra di Trani mettiamo sotto la lente d&#8217;ingrandimento i ristoranti stellati pugliesi, analizzando il ruolo crescente nella gastronomia italiana di alto livello della nostra Puglia. Il fine dining non smette di creare appeal, infatti, la Cena delle Stelle...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="265" data-end="535">In vista della terza edizione della &#8220;Cena delle Stelle&#8221;, che si terrà questa sera al ristorante Casa Sgarra di Trani mettiamo sotto la lente d&#8217;ingrandimento i ristoranti stellati pugliesi, analizzando il ruolo crescente nella gastronomia italiana di alto livello della nostra Puglia. Il fine dining non smette di creare appeal, infatti, la Cena delle Stelle è andata subito sold out. Felice Sgarra, chef e Patron dell&#8217;omonimo ristorante aprirà le porte della propria cucina ai colleghi dei ristoranti stellati di Puglia: il Pashà, Casamatta, Due Camini, Dissapore, Angelo Sabatelli e Quintessenza.</p>
<p data-start="265" data-end="535">Nella<span> </span><strong data-start="357" data-end="380">Guida Michelin 2026</strong><span> </span>la regione conta<span> </span><strong data-start="398" data-end="441">otto ristoranti premiati con una stella</strong>, tutti monostellati, senza locali a due o tre stelle.<span> </span><span class="" data-state="closed"></span>La fotografia dell’alta cucina pugliese racconta un settore dinamico, legato alla valorizzazione delle materie prime locali e sempre più capace di attrarre turismo gastronomico nazionale e internazionale.</p>
<p data-start="265" data-end="535"><strong>Gli otto ristoranti stellati della Puglia</strong></p>
<p data-start="789" data-end="859">Secondo la selezione Michelin 2026, gli otto ristoranti premiati sono:</p>
<ul data-start="861" data-end="1159">
<li data-section-id="b3ujrs" data-start="861" data-end="893">
<p data-start="863" data-end="893"><strong data-start="863" data-end="872">Pashà</strong><span> </span>– Polignano a Mare</p>
</li>
<li data-section-id="1otuhhp" data-start="894" data-end="930">
<p data-start="896" data-end="930"><strong data-start="896" data-end="916">Angelo Sabatelli</strong><span> </span>– Putignano</p>
</li>
<li data-section-id="1e7zgwp" data-start="931" data-end="959">
<p data-start="933" data-end="959"><strong data-start="933" data-end="949">Quintessenza</strong><span> </span>– Trani</p>
</li>
<li data-section-id="13rczj3" data-start="960" data-end="987">
<p data-start="962" data-end="987"><strong data-start="962" data-end="977">Casa Sgarra</strong><span> </span>– Trani</p>
</li>
<li data-section-id="1hx35ng" data-start="988" data-end="1029">
<p data-start="990" data-end="1029"><strong data-start="990" data-end="1004">Due Camini</strong><span> </span>– Savelletri di Fasano</p>
</li>
<li data-section-id="23o449" data-start="1030" data-end="1059">
<p data-start="1032" data-end="1059"><strong data-start="1032" data-end="1045">Dissapore</strong><span> </span>– Carovigno</p>
</li>
<li data-section-id="8qbj03" data-start="1060" data-end="1092">
<p data-start="1062" data-end="1092"><strong data-start="1062" data-end="1082">Primo Restaurant</strong><span> </span>– Lecce</p>
</li>
<li data-section-id="1r0iyk2" data-start="1093" data-end="1159">
<p data-start="1095" data-end="1159"><strong data-start="1095" data-end="1108">Casamatta</strong><span> </span>– Manduria<span> </span><span class="" data-state="closed"></span></p>
</li>
</ul>
<p data-start="1161" data-end="1429">La guida Michelin ha ridotto il numero dei locali pugliesi premiati rispetto all’anno precedente: nel 2025 erano dieci, mentre nel 2026 sono diventati otto dopo la perdita della Stella da parte del ristorante Porta di Basso a Peschici, rendendo l&#8217;intera provincia di Foggia priva di questo ambito riconoscimento. <span class="T286Pc" data-sfc-cp="" jsaction="" jscontroller="fly6D" data-sfc-root="c" jsuid="gv6zmc_n" data-sfc-cb="" data-processed="true">Lo chef Domenico Cilenti nonostante la perdita ha mantenuto comunque alta la qualità del suo ristorante vista mare, mentre il ristorante Bros&#8217; di Lecce ha perso la Stella a causa della chiusura del progetto iniziale. Floriano Pellegrino e la compagna Isabella Potì hanno trasferito il loro nuovo concetto di ristorazione a Martina Franca con il nome di Bros&#8217; Trattoria.</span></p>
<p data-start="1161" data-end="1429"><strong>Qual è la provincia pugliese con più stelle Michelin</strong></p>
<p data-start="1488" data-end="1573">La distribuzione territoriale mostra una concentrazione delle stelle in tre province:</p>
<ul data-start="1575" data-end="1740">
<li data-section-id="1f15d7" data-start="1575" data-end="1601">
<p data-start="1577" data-end="1601"><strong data-start="1577" data-end="1585">Bari</strong>: 2 ristoranti</p>
</li>
<li data-section-id="14k2x83" data-start="1602" data-end="1632">
<p data-start="1604" data-end="1632"><strong data-start="1604" data-end="1616">Brindisi</strong>: 2 ristoranti</p>
</li>
<li data-section-id="1si1gb1" data-start="1633" data-end="1682">
<p data-start="1635" data-end="1682"><strong data-start="1635" data-end="1666">Barletta-Andria-Trani (BAT)</strong>: 2 ristoranti</p>
</li>
<li data-section-id="1ozzm7k" data-start="1683" data-end="1710">
<p data-start="1685" data-end="1710"><strong data-start="1685" data-end="1694">Lecce</strong>: 1 ristorante</p>
</li>
<li data-section-id="1fggecv" data-start="1711" data-end="1740">
<p data-start="1713" data-end="1740"><strong data-start="1713" data-end="1724">Taranto</strong>: 1 ristorante</p>
</li>
</ul>
<p data-start="1742" data-end="1907">Le province con<span> </span><strong data-start="1758" data-end="1835">il maggior numero di ristoranti stellati sono dunque Bari, BAT e Brindisi</strong>, tutte con due locali premiati.<span> </span>Un caso particolare è quello di<span> </span><strong data-start="1941" data-end="1950">Trani</strong>, che da sola ospita due ristoranti stellati, confermandosi una delle città gastronomiche più importanti della regione.<span> </span></p>
<p data-start="1742" data-end="1907"><span class="" data-state="closed"></span><strong>Il fatturato medio dei ristoranti stellati</strong></p>
<p data-start="2158" data-end="2234">L’alta ristorazione rappresenta anche un segmento economico significativo. Secondo uno studio sul settore della ristorazione di alta gamma, in Italia:</p>
<ul data-start="2313" data-end="2506">
<li data-section-id="k384mn" data-start="2313" data-end="2401">
<p data-start="2315" data-end="2401">un ristorante con<span> </span><strong data-start="2333" data-end="2399">1 stella Michelin fattura mediamente circa 763.000 euro l’anno</strong></p>
</li>
<li data-section-id="16tt3gi" data-start="2402" data-end="2506">
<p data-start="2404" data-end="2506">il prezzo medio di un pasto è di circa<span> </span><strong data-start="2443" data-end="2465">116 euro a persona</strong>.<span> </span><span class="" data-state="closed"></span></p>
</li>
</ul>
<p data-start="2508" data-end="2701">Poiché tutti gli otto ristoranti pugliesi hanno una sola stella, si può stimare che<span> </span><strong data-start="2592" data-end="2698">il fatturato medio dei ristoranti stellati della regione sia compreso tra 700.000 e 800.000 euro annui</strong>. Oltre al fatturato diretto, questi locali generano un importante<span> </span><strong data-start="2768" data-end="2789">indotto turistico</strong>, tra alberghi, produttori locali, cantine e servizi legati al turismo enogastronomico.<span> </span></p>
<p data-start="2508" data-end="2701"><span class="" data-state="closed"></span><strong>Le donne chef stellate pugliesi</strong></p>
<p data-start="2954" data-end="3017">La presenza femminile nell’alta cucina resta ancora limitata. Una delle figure più rappresentative è<span> </span><strong data-start="3058" data-end="3077">Antonella Ricci</strong>, tra le prime chef pugliesi a ottenere una stella Michelin insieme al marito Vinod Sookar nello storico ristorante di famiglia in Valle d’Itria.<span> </span>Nel complesso, tuttavia, le<span> </span><strong data-start="3292" data-end="3335">donne chef stellate pugliesi sono poche</strong>, riflettendo una tendenza globale: nel mondo gli chef stellati sono ancora in larga maggioranza uomini e le donne rappresentano una percentuale molto ridotta del totale.<span> </span></p>
<p data-start="2954" data-end="3017"><span class="" data-state="closed"></span><strong>Alta cucina e turismo gastronomico</strong></p>
<p data-start="3586" data-end="3746">Gli otto ristoranti stellati pugliesi rappresentano oggi non solo un simbolo di eccellenza culinaria ma anche un potente strumento di promozione territoriale. La cucina d’autore, sempre più legata alla tradizione mediterranea e ai prodotti locali — dall’olio extravergine al pescato dell’Adriatico — contribuisce a rafforzare l’immagine della Puglia come<span> </span><strong data-start="3944" data-end="3988">destinazione gastronomica internazionale</strong>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La “guerra della burrata”: il caso della Burrata di Andria IGP tra tutela e mercato</title>
		<link>https://pugliosita.it/2026/03/16/la-guerra-della-burrata-il-caso-della-burrata-di-andria-igp-tra-tutela-e-mercato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 09:30:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[diatriba Burrata di Andria Igp]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Sanguedolce presidente consorzio Burrata di Andria Igp]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://pugliosita.it/?p=11321</guid>

					<description><![CDATA[<p>La burrata è uno dei simboli più noti della tradizione casearia pugliese. Nata nelle campagne di Andria nei primi decenni del Novecento, è un formaggio fresco di latte vaccino a pasta filata, caratterizzato da un involucro esterno che racchiude un cuore cremoso di stracciatella e panna. Dal 2016 la Burrata di Andria IGP gode del riconoscimento di Indicazione Geografica...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="89" data-end="635">La burrata è uno dei simboli più noti della tradizione casearia pugliese. Nata nelle campagne di<span> </span><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Andria</span></span><span> </span>nei primi decenni del Novecento, è un formaggio fresco di latte vaccino a pasta filata, caratterizzato da un involucro esterno che racchiude un cuore cremoso di stracciatella e panna. Dal 2016 la<span> </span><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Burrata di Andria IGP</span></span><span> </span>gode del riconoscimento di Indicazione Geografica Protetta, con un disciplinare che regola ingredienti, lavorazione e area di produzione.<span>  </span><span class="" data-state="closed"></span>Negli ultimi anni, però, attorno al celebre prodotto si è sviluppata una vera e propria disputa giuridica e commerciale che ha coinvolto produttori, consorzi e istituzioni, aprendo il dibattito sul rapporto tra tutela delle denominazioni e libertà di mercato.</p>
<p data-start="89" data-end="635"><strong>Il contenzioso europeo</strong></p>
<p data-start="925" data-end="1309">La controversia più recente ha riguardato la registrazione del marchio “Burrata Campania”, richiesta da un’azienda campana e contestata dal Consorzio di tutela della Burrata di Andria IGP. Il Consorzio aveva presentato opposizione sostenendo che l’utilizzo del termine “burrata” potesse generare confusione con il prodotto certificato pugliese.<span>  </span><span class="" data-state="closed"></span>La vicenda è arrivata fino alla Commissione di ricorso dell’EUIPO, l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale, che ha respinto il ricorso del Consorzio. Secondo la decisione, la parola “burrata” indica una tipologia di formaggio e non può essere associata esclusivamente alla denominazione geografica pugliese.<span> </span>In sostanza, la tutela della IGP resta valida per il prodotto specifico denominato “Burrata di Andria”, ma non impedisce ad altri produttori di utilizzare il termine generico “burrata” per indicare formaggi simili prodotti altrove.<span> </span>La pronuncia ha riacceso il dibattito tra i produttori pugliesi, che temono una progressiva perdita di identità del prodotto, e le aziende di altre regioni italiane, interessate a utilizzare una denominazione ormai diffusa sul mercato.</p>
<p data-start="925" data-end="1309"><strong>La posizione del Consorzio</strong></p>
<p data-start="2222" data-end="2376">Dal canto suo, il Consorzio di tutela ribadisce la necessità di distinguere chiaramente il prodotto certificato dalle altre varianti presenti sul mercato. Il presidente del Consorzio,<span> </span><strong data-start="2407" data-end="2429">Matteo Sanguedolce</strong>, ha sottolineato la centralità della denominazione geografica per la filiera locale: «La Burrata di Andria IGP rappresenta un patrimonio produttivo e culturale del nostro territorio. La tutela della denominazione è fondamentale per difendere il lavoro dei produttori e garantire ai consumatori l’autenticità del prodotto». Secondo Sanguedolce, il riconoscimento europeo non mette in discussione l’unicità della Burrata di Andria, ma rende ancora più importante la valorizzazione del marchio IGP e del disciplinare di produzione.</p>
<p data-start="2761" data-end="2966"><strong>Una battaglia che va oltre il marchio</strong></p>
<p data-start="3010" data-end="3224">La disputa sulla burrata non riguarda solo aspetti legali o commerciali. Dietro il confronto tra territori c’è un tema più ampio: la difesa delle tradizioni agroalimentari italiane in un mercato sempre più globale. Il caso della burrata dimostra come il successo internazionale di un prodotto possa generare nuove tensioni tra tutela delle indicazioni geografiche e diffusione delle produzioni simili. Per i produttori pugliesi la sfida sarà ora quella di rafforzare l’identità della Burrata di Andria IGP, puntando su qualità, tracciabilità e promozione del territorio. Nel frattempo, la “guerra della burrata” continua a essere un simbolo delle delicate dinamiche che attraversano il mondo delle eccellenze gastronomiche italiane, dove tradizione, diritto e mercato si incontrano — e talvolta si scontrano.Per la promozione del prodotto, nel triennio 2025-2027, è<span> stata avviata una campagna di comunicazione da circa </span><strong class="Yjhzub" data-sfc-cb="" data-complete="true">4,5 milioni di euro</strong><span> per promuovere l&#8217;eccellenza della Burrata di Andria Igp in Italia, Francia e Germania.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://pugliosita.it/2026/03/16/la-guerra-della-burrata-il-caso-della-burrata-di-andria-igp-tra-tutela-e-mercato/">La “guerra della burrata”: il caso della Burrata di Andria IGP tra tutela e mercato</a> proviene da <a href="https://pugliosita.it">Pugliosità</a>.</p>
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		<title>In Senato arriva lo stop al consumo di carne di cavallo: la proposta di legge che divide la Puglia</title>
		<link>https://pugliosita.it/2026/02/18/in-senato-arriva-lo-stop-al-consumo-di-carne-di-cavallo-la-proposta-di-legge-che-divide-la-puglia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 08:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[divieto consumo carne di cavallo]]></category>
		<category><![CDATA[vietata carne di cavallo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Senato arriva un provvedimento che soprattutto in Puglia è destinato a far discutere, dividendo l’opinione pubblica in favorevoli e contrari. Vietare il consumo e la macellazione della carne di cavallo, riconoscendo a cavalli, pony, muli, asini e bardotti lo status giuridico di “animali da affezione”, al pari di cani e gatti, vietandone di fatto...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In Senato arriva un provvedimento che soprattutto in Puglia è destinato a far discutere, dividendo l’opinione pubblica in favorevoli e contrari. Vietare il consumo e la macellazione della carne di cavallo, riconoscendo a cavalli, pony, muli, asini e bardotti lo status giuridico di “animali da affezione”, al pari di cani e gatti, vietandone di fatto l’utilizzo per la produzione alimentare è una proposta di legge che apre un confronto tra etica e alimentazione.</p>
<p>Secondo la deputata <strong>Michela Vittoria Brambilla</strong> di Noi Moderati i cavalli non dovrebbero essere considerati un cibo, un concetto che all&#8217;inizio della legislatura era stato tradotto anche in una proposta di legge alla Camera, a sua firma. Un testo che ora <strong>ha iniziato il proprio iter parlamentare</strong> e a cui sono ne sono stati accorpati altri due a firma di <strong>Susanna Cherchi</strong> del M5S e di <strong>Luana Zanella</strong> di Avs. In Italia sono da quattro Legislature che si prova a rendere concreto questo passaggio parlamentare, solo ora è la prima volta che il Parlamento italiano esamina una proposta di legge per dichiarare gli equidi animali d’affezione e, conseguentemente, <strong>vietarne la macellazione e l’utilizzo a scopo alimentare</strong>.</p>
<p>In Puglia tra il 32-35% della popolazione conferma di consumare carne di cavallo, in italia calano i consumi, infatti, solo<strong> il 17% dei consumatori di carne afferma di mangiare cavallo almeno una volta al mese, </strong>anche il dato relativo alle macellazioni è fortemente decrescente, da oltre 70 mila l’anno nel 2012 a circa 22 mila nel 2024 secondo l’Istat. Il Tacco d’Italia è la seconda regione, il primato spetta alla Lombardia, per il consumo di carne equina con una tradizione gastronomica fortemente radicata soprattutto nel Salento, basti pensare alle polpette di cavallo, ai pezzetti di cavallo, alla salsiccia. Ricette legate ad una tradizione passata, che si scontrano a un&#8217;etica dirompente che vuole tutelare gli animali, sottraendoli al consumo come cibo.</p>
<p>In 13 articoli il testo Brambilla delinea un dettagliato sistema di tutela che ha il suo fulcro nel <strong>divieto di macellazione</strong>, di <strong>esportazione per macellazione</strong>, <strong>vendita e consumo di carni</strong>, di <strong>utilizzo in spettacoli pericolosi o stressanti</strong>, di <strong>sfruttamento eccessivo</strong>, di <strong>utilizzo per esperimenti scientifici</strong> (inclusa la clonazione) e attività contrarie alla dignità o alle capacità fisiche di tutte le specie di equidi.</p>
<p>Il tema è molto dibattuto e crea nel nostro Paese un dibattito tra chi è pronto al cambiamento culturale già in atto e a chi non è disposto ad accettare la proposta.</p>
<p>La proposta di legge prevede l’attribuzione automatica della dicitura «Non Dpa» a tutti gli esemplari, rendendo illegale la loro macellazione e la commercializzazione delle carni. Il testo introduce poi sanzioni importanti nei confronti dei trasgressori, tra cui la reclusione da 3 mesi a 3 anni per chi alleva equini a scopo alimentare e multe da 30 a 100 mila euro, con aumenti di un terzo se la carne viene poi effettivamente immessa sul mercato. «Sono sempre di più le persone che considerano i cavalli animali da affezione, spesso veri e propri membri della famiglia &#8211; commenta <strong>Massimo Comparotto</strong>, presidente di Oipa. In particolare la loro macellazione è un argomento controverso, tanto che moltissimi consumatori non mangiano carne di cavallo in Italia, proprio per il sentimento di vicinanza a questi animali. Ci auguriamo che il divieto di macellazione degli equidi venga ufficializzato al più presto, compiendo un passo importante verso una tutela più coerente con la sensibilità crescente dei cittadini».</p>
<p>Anche <strong>Animal Equality Italia</strong> nei giorni scorsi aveva preso favorevolmente posizione sull&#8217;avvio dell&#8217;esame delle proposte di legge sugli equidi: «È un passaggio politico rilevante e atteso -sottolinea il direttore esecutivo <strong>Matteo Cupi &#8211;</strong>. È il segnale che il Parlamento ha deciso di affrontare una pratica crudele e opaca, che provoca gravi sofferenze agli animali e pone seri interrogativi anche sul piano della tutela della salute pubblica. 247 mila cittadine e cittadini che hanno già sottoscritto la nostra petizione per fermare la macellazione degli equidi in Italia».</p>
<p>Foto credit: Francesco Ungaro</p>
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		<title>Dieci vini per dieci baci artistici aspettando San Valentino</title>
		<link>https://pugliosita.it/2026/02/10/dieci-vini-per-dieci-baci-artistici-aspettando-san-valentino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 08:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[I vini di San Valentino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le opere d’arte che hanno reso eterno l’attimo in cui le labbra degli amanti si incontrano e i vini perfetti per celebrare l’amore. Ecco la romantica selezione. Prima vengono gli sguardi, poi il profumo e il sapore, infine la magia. Osserviamo attentamente il nostro calice e ci tuffiamo il naso per iniziare a decifrare il...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><strong>Le opere d’arte che hanno reso eterno l’attimo in cui le labbra degli amanti si incontrano e i vini perfetti per celebrare l’amore. Ecco la romantica selezione. </strong>Prima vengono gli sguardi, poi il profumo e il sapore, infine la magia. Osserviamo attentamente il nostro calice e ci tuffiamo il naso per iniziare a decifrare il segreto di ciò che contiene. Accostiamo alle labbra il bevante per un primo assaggio del mistero, per capire se sarà un colpo di fulmine oppure un sentimento lento, che nasce piano e ci convince sorso dopo sorso. L’amore risponde agli stessi movimenti. Studiamo l’oggetto dei nostri desideri, indaghiamo le sue emozioni, ne percepiamo il profumo ed ecco che l’incanto avviene: incontriamo finalmente il sapore delle sue labbra. Non c’è poeta, pittore o scultore che non abbia celebrato il bacio, quell’istante magico che suggella l’inizio di un amore. Dal romanticismo di Hayez alle atmosfere oniriche di Chagall, passando per il classicismo di Canova e le fotografie di Doisneau.</div>
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<div><em><strong>Der Kuss</strong></em><strong>, Gustav Klimt<br />
​<i>Teresa Manara &#8211; Chardonnay- Cantele </i></strong></div>
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<div>Un bacio, e tutto si tinge d’oro: Gustav Klimt nell’opera<span> </span><em>Der Kuss</em><span> </span>immagina così il momento in cui le labbra di un uomo innamorato sfiorano il volto di una giovane donna, che si abbandona all’estasi dell’istante. Tutto attorno alla coppia diventa luce che illumina il mondo sospeso nello spazio di un abbraccio.<br />
​Il colore che domina l’opera dell’artista viennese è lo stesso che vediamo nel calice. I grappoli utilizzati per questo vino <em><span> </span></em>vengono accuratamente selezionati e raccolti a mano nelle prime ore del mattino. La lunga sosta sui lieviti e il bassissimo contenuto di zuccheri permettono la massima espressione del vitigno, donando intensità e persistenza.<br />
Il colore è giallo paglierino brillante con riflessi oro. Al naso è pulito ed elegante, con note fruttate e floreali e con una piacevole mineralità rocciosa in chiusura. In bocca è fresco, croccante, sapido e fruttato. Con l’evoluzione diventa equilibrato e complesso. Il finale è persistente.<br />
​Teresa Manara<em><span> </span></em>accompagna perfettamente crostacei o molluschi crudi. Ottimo con carpaccio di spigola, ricotta di capra con purè di mele o risotto con calamari e zucchine.</div>
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<div><em><strong>Il bacio</strong></em><strong>, Francesco Hayez<br />
​&#8221;Torreclava&#8221; Primitivo 100% bio Terre di Maria</strong></div>
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<div>Il Risorgimento italiano tramutato in un bacio: Francesco Hayez nel suo celebre dipinto raffigura l’amor di patria attraverso l’unione di due giovani.<span> </span><em>Il bacio</em><span> </span>rappresenta la forza figurativa di Hayez e la massima espressione della sua arte, segnando un’epoca. &#8220;Torreclava&#8221; vuole lasciare il proprio segno nella storia enoica italiana, puntando alla perfezione. La raccolta viene effettuatat a mano e chicco per chicco durante le prime ore del mattino. <span>La conseguente fase di invecchiamento si protrae per 4 mesi e ha luogo in botti di rovere dedicate, cui segue un’ulteriore sosta in bottiglia prima della commercializzazione. Sensazioni vive e avvolgenti che riverberano nel calice, al naso stupisce per la sua fragranza aromatica, il rosso porpora prelude a croccanti note di frutti rossi e petali di garofano. Il sorso è fresco, vibrante e avvolgente, come  un abbraccio. Finale lungo e persistente, il tempo in bottiglia riuscirà a donargli un&#8217;identità ben definita e un carattere da annotare. ​Da provare con un tagliere di formaggi di media stagionatura e piatti di selvaggina.</span></div>
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<div><em><strong>Amore e Psiche</strong></em><strong>, Antonio Canova<br />
</strong><strong>&#8220;Verde Maris&#8221; Verdeca ​ 2024 – Cantine Risveglio</strong></div>
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<div>Nella sua celebre opera<span> </span><em>Amore e Psiche</em>, Antonio Canova immortala nel marmo rendendolo eterno il momento in cui ​ il dio Amore risveglia la bellissima Psiche da un sonno infernale con un dolce bacio. I due corpi adolescenti disegnano un abbraccio tenero e allo stesso tempo sensuale, i volti vicini alla ricerca l’uno dell’altro descrivono una scena vibrante. La stessa intensità del gruppo scultoreo la possiamo ritrovare in un calice di<span> Verdeca della cantina di Brindisi</span>. Dal colore giallo paglierino luminoso, il bouque<em><span> </span></em>esprime note di frutta tropicale, fiori selvatici. In bocca incanta per la sua ​ mineralità, una brillante nota di freschezza dona grande vivacità al sorso. Da provare con frittura di pesce bianco, pasta fresca all’uovo.</div>
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<div><em><strong>Il compleanno,<span> </span></strong></em><strong>Marc Chagall<br />
</strong><strong>Susumaniello Igp Puglia – Cantina Museo Albea</strong></div>
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<div>Marc Chagall trasforma la tela in un mondo sospeso tra sogno e realtà: ne<span> </span><em>Il compleanno<span> </span></em>celebra l’amore leggero e gioioso che si libra nell’aria come i corpi, tra colori vibranti e atmosfera onirica. I due amanti – lo stesso artista e la moglie Bella Rosenfeld – si incontrano in un gesto delicato e intimo, un bacio che sembra danzare tra ricordi e desideri.<br />
​Nel calice prolunga questa poesia<span> </span> un vino di carattere e territorio, da uve Susumaniello 100%, selezionate in vigna e raccolte a mano. Con qualche anno di bottiglia dà il meglio di sé, restituendo l’essenza dell’incontro amoroso con un’eleganza sottile e un sorso persistente. Il colore rosso rubino con leggeri riflessi ramati e il bouquet fruttato di susina, le note speziate di cacao in polvere e pepe in grani, richiamano la delicatezza e la leggerezza del gesto sospeso dei protagonisti. Al palato è decisa e ben percepibile la freschezza acida, il finale è sapido e persistente. La versatilità di questo vino lo rende ideale con piatti a base di carne, ma anche in abbinamento a formaggi stagionati.</div>
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<div><em><strong>Diabolik e Eva Kant</strong></em><strong>, AAVV<br />
Donna Clelia Rosato Dop San Severo 2020<br />
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<div>Anche il Re del Terrore ha un cuore, e si dà il caso che appartenga alla bella Eva Kant. Diabolik, nato dalla mente e dalla penna delle sorelle Angela e Luciana Giussani, è un abilissimo ladro che riesce quasi sempre a portare a compimento i suoi piani criminali. Oltre a essere la sua amata, Eva Kant è anche la sua fidatissima complice: i colpi messi a segno dai due sono perfetti. A suggellare il loro successo sono un bacio appassionato e due calici di <strong>Donna Clelia. </strong>Il colore rosa cerasuolo ammalia alla vista e i profumi percepiti proseguono a colpire piacevolmente anche all’olfatto, vino schietto dotato di una bella acidità, dove si notano i sentori agrumati di pompelmo rosa e fragoline di bosco. Sorso deciso e ben equilibrato per questo Nero di Troia in purezza lavorato in acciaio.</div>
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<p><em><strong>Il bacio</strong></em><strong>, Pablo Picasso</strong></p>
<p><strong>La Dama Forestiera 2015 D’ARAPRÌ </strong><strong>Montepulciano 50%, Pinot Nero 50%</strong></p>
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<div>Due amanti si baciano colti in un abbraccio passionale in cui le figure sembrano fondersi l’una con l’altra:<span> </span><em>Il bacio<span> </span></em>del maestro Pablo Picasso incarna un dinamismo sensuale di pennellate che sembra valicare la tela e comunicare allo spettatore l’amore e la bellezza in tutte le sue forme. Una visione che D&#8217;Arapriì incarna nell’etichetta &#8220;La Dama Forestiera&#8221; : un’esplosione di colore oro<span> brillante e perlage minuto e continuo. Cattura l’olfatto con un bouquet straordinariamente elegante fatto di note di brioche e frutta tropicale, litchi, nuance d’agrumi, intarsi minerali e un tocco di noce tostata. Sorso voluminoso, picchiettato da appropriata freschezza, vigorosa sapidità e una lunga chiusura piacevolmente speziata. Un vino dalla complessa maturazione (48 mesi sui lieviti), da spendere senza moderazione su un pregiato plateau di ostriche imperiali di Gallipoli.</span></div>
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<div><em><strong>Il Bacio</strong></em><strong>, Rodin<br />
Graticciaia Negroamaro 100% &#8211; Agricole Vallone </strong></div>
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<div>“Amor, ch’a nullo amato amar perdona, / mi prese del costui piacer sì forte, / che, come vedi, ancor non m’abbandona”. Rodin scelse il marmo per dare forma all’amore punito tra Paolo e Francesca. Una roccia dura e splendente levigata con maestria, fino a donare ai corpi l’illusione di una morbidezza innata, di un calore palpabile. Rubino brillante con palesi nuance granato. Il quadro olfattivo è mediterraneo e raffinato e ciò che si coglie a immediata rotazione del calice è la sua progenie così aristocratica che è impossibile non farsi catturare. Profuma di spezie, liquirizia in stecco, carruba, pot-pourri e ancora erbe aromatiche e ciliegia sotto spirito. In bocca si distende con pari grazia dimostrando una certa silhouette fresco-sapida difficile da immaginare in un campione in parte frutto di appassimento. Lunghissimo, dal tannino dolce e sinuoso, si attenua in perfetta rispondenza con il naso, lasciando intravedere un duraturo e roseo futuro di maturazione.</div>
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<div><em><strong>Gli Amanti</strong></em><strong>, René Magritte</strong></div>
<div><strong>&#8220;Nero&#8221; &#8211; Negroamaro &#8211; Cabernet Sauvignon Conti Zecca</strong></div>
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<div>Il pittore surrealista ha celato innumerevoli volti e pensieri dietro lenzuola candide. Un feticcio, un’esigenza o uno strumento di immedesimazione calato in una dimensione onirica. Ciò che non si vede, infatti, lo si può immaginare oppure percepire con maggior forza attraverso gli altri sensi. Forse è ciò che accade tra gli amanti velati. Chissà quali profumi li avvolgono, magari gli stessi sprigionati dal &#8220;Nero&#8221; di Conti Zecca. <span>Veste rubino denso e luminoso. Allettante e gagliardo il naso di violetta e frutti selvatici, ciliegia, venatura balsamica e un ricco susseguirsi di toni più cupi di terra e spezie. Bocca dettata da mirabile estrazione tannica, giusto calore e un côté fresco di tutto rispetto che lascia intravedere la sicura longevità. Vino di rango da spendere su preparazioni importanti come la cacciagione da piuma. Sarà perfetto sul fagiano in umido.</span></div>
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<div><em><strong>Le Baiser de l&#8217;hôtel de ville</strong></em><strong>, Robert Doisneau<br />
&#8220;Sorgea&#8221; Rosso Puglia Igp (Cabernet Sauvignon, Primitivo, Syrah) Varvaglione 1921<br />
</strong></div>
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<div>&#8220;Quello che cercavo di mostrare era un mondo dove mi sarei sentito bene, dove le persone sarebbero state gentili, dove avrei trovato la tenerezza che speravo di ricevere. La mia foto era come una prova che questo mondo può esistere&#8221;. Così descriveva il fotografo Robert Doisneau il suo celebre scatto<span> </span><em>Le Baiser de l&#8217;hôtel de ville</em>, dove due giovani vengono immortalati mentre si baciano appassionatamente, senza curarsi della gente che passa loro accanto. Un’opera che ben presto sarebbe diventata una delle fotografie più celebri di tutti i tempi, un’ode alla potenza e alla grazia dell’amore. Quello di Doisneau è un bacio sì tenero, ma anche passionale, travolgente e impulsivo: un gesto improvviso capace di fermare il tempo. Di passione e sorpresa profuma anche &#8220;Sorgea&#8221;<span> della cantina Varvaglione</span>, blend unico per il panorama viticolo pugliese. Un rosso dalla grande struttura e personalità, risultato del felice connubio tra i vitigni selezionati.<br />
​Di colore rosso rubino con profondi riflessi violacei, al naso<span> </span><em>Cavadiserpe<span> </span></em>presenta aromi di confettura di prugne e susine, sentori di erbe aromatiche e spezie. Al palato è intenso e armonico. Da provare con costolette di agnello e patate arrosto, timballo di maccheroni, frittata di carciofi e formaggio.</div>
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<div><em><strong>Ettore e Andromaca</strong></em><strong>, Giorgio de Chirico<br />
​&#8221;Silos&#8221; Lasorte Cuadra</strong></div>
<div>Giorgio de Chirico trasforma i due amanti dell’Iliade in manichini privi di volto capaci di trasmettere un calore umano palpabile, mentre si avvolgono in un abbraccio senza braccia, che rappresenta un addio eterno. I corpi si incastrano alla perfezione, le geometrie si cercano come se l’amore potesse inventare nuove membra pur di restare. È l’istante sospeso tra destino e desiderio, un momento unico destinato a non ripetersi. La stessa unicità rivive in un bicchiere di Verdec firmato Lasorte Cuadra. Un<span> vino definito dai proprietari anche gastronomico perché si trasforma quando si abbina a cibi semplici, vegetali e dal gusto piccante, non è un vino della costa.</span><span> </span></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://pugliosita.it/2026/02/10/dieci-vini-per-dieci-baci-artistici-aspettando-san-valentino/">Dieci vini per dieci baci artistici aspettando San Valentino</a> proviene da <a href="https://pugliosita.it">Pugliosità</a>.</p>
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