Vinitaly 2026: La Puglia è ottimista e la politica fa quadrato attorno ai produttori

L’edizione 2026 del Vinitaly si innesta in uno scenario globale molto complicato, complice la guerra in Medio Oriente e le incertezze legate ai mercati. Dal palco della più importante fiera di settore si susseguono appelli legati alla pace e dal padiglione Puglia traspare ottimismo per questi primi tre giorni d’evento.

Sono più di 103 le cantine pugliesi presenti al Vinitaly, la Puglia è oggi un brand conosciuto e riconosciuto, così come ha ribadito lo stesso presidente di regione, Antonio Decaro. Il mondo delle istituzioni fa quadrato attorno al territorio, schierandosi dal lato dei produttori, mostrando una collaborazione al voler fare e fare meglio. Girando tra gli stand del padiglione 11, che ospita tutta la Puglia del vino si assapora un ottimismo, seppure cauto, ma pur sempre un ottimismo, nei confronti degli incontri, sul pubblico presente e sui riscontri positivi ricevuti dagli importatori presenti. Vinitaly è un momento soprattutto di confronto e condivisione tra i produttori, un modo per guardare a cosa fanno gli altri, con spirito costruttivo. Il vino è, prima di tutto, territorio, è il racconto liquido di una terra, delle sue stagioni, del lavoro dell’uomo e della sua storia, così la Puglia si mostra, sfoggiando uno storytelling che restituisce al consumatore un fascino sempre inedito.

L’aspetto politico

Un settore che continua a darci enormi soddisfazioni con i suoi 14 miliardi di euro l’anno di fatturato e che, in situazione generale molto complessa e anche molto attenzionata, ha bisogno di essere sostenuto”. Sono le parole della premier Giorgia Meloni in visita ufficiale ieri durante la terza giornata della 58^ edizione di Vinitaly, in programma a Veronafiere fino a oggi. “Nell’ultimo decreto nel quale rinnovavamo lo sconto di 25 centesimi sulle accise del gasolio – ha proseguito il presidente del Consiglio nella sua terza visita ufficiale alla manifestazione dopo quelle nel 2023 e 2024 – abbiamo anche allargato una misura al mondo dell’agricoltura che consente di riconoscere ai produttori un credito di imposta pari all’aumento che registrano. Così come abbiamo di fatto imposto il divieto di aumentare il costo del gasolio agricolo. Stiamo cercando di dare risposte al settore che va ringraziato per la capacità che ha di stare sul mercato e di continuare a reagire nonostante le difficoltà. Ovviamente la situazione internazionale impone un lavoro costante per mandare avanti i negoziati di pace. Dobbiamo fare ogni sforzo possibile per stabilizzare la situazione e riaprire lo stretto di Hormuz, che per noi è fondamentale non solo per i carburanti ma anche per i fertilizzanti, altro elemento fondamentale del settore di cui parliamo oggi.

Per questo – ha concluso Giorgia Meloni – mi aspetto un Vinitaly resiliente, un mondo che conosce il suo valore e che chiaramente è preoccupato. E lo comprendo. Ma mi aspetto anche un mondo consapevole del fatto che la straordinarietà di quello che rappresenta è più forte di tutte le difficoltà che noi affrontiamo. Io sono qui per dare il messaggio che il Governo riconosce la forza, il valore, l’impegno e cammina fianco del settore con tutti gli strumenti di cui dispone”.

Tornando alla politica pugliese registriamo un atteggiamento proteso verso l’ascolto da parte di Francesco Paolicelli, assessore all’agricoltura della regione Puglia, che alla soglia dei suoi 88 giorni dall’inizio del mandato conserva una dinamicità propensa al voler fare e costruire. All’interno della tavola rotonda organizzata dalle associazioni delle Donne del vino Lazio e Puglia, lo stesso assessore si è mostrato pronto a lavorare in sinergia con i produttori per continuare a portare avanti il racconto sul vino pugliese, spingendo il pedale verso il mondo dell’accoglienza pugliese. Il turismo in Puglia deve scoprire i territori e i borghi dell’entroterra, battendo strade e percorsi nuovi, che restituiscono al turista un fascino nuovo e inaspettato.

A sinistra l’assessore all’agricoltura regione Puglia Francesco Paolicelli

I dati sull’enoturismo

A confermare la centralità dell’enoturismo come asset economico e commerciale sono poi i dati contenuti nel Report Enoturismo e Vendite Direct-to-Consumer 2026 di Wine Suite, presentato nell’ambito di Vinitaly Tourism. Il report evidenzia la dimensione di mercato di questo fenomeno. In Italia l’enoturismo vale oggi 15 milioni di visitatori in cantina e 3 miliardi di euro di spesa, mentre nelle cantine più strutturate si registra una crescita del +16,8% dei visitatori annui e del +21% delle vendite dirette post-visita. Segnali che confermano come l’ospitalità ben organizzata possa rappresentare un vero motore di redditività per le imprese del vino e come l’esperienza in cantina sia sempre più un punto di contatto decisivo tra brand, territorio e consumatore finale.

 

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