<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>La Redazione, Autore presso Pugliosità</title>
	<atom:link href="https://pugliosita.it/author/la-redazione/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://pugliosita.it/author/la-redazione/</link>
	<description>Pugliosità</description>
	<lastBuildDate>Fri, 26 Jun 2026 18:37:04 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>

<image>
	<url>https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2021/08/cropped-pugliosita-immagine-presentazione-logo-32x32.jpg</url>
	<title>La Redazione, Autore presso Pugliosità</title>
	<link>https://pugliosita.it/author/la-redazione/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Puglia: gli eventi enogastronomici dal 27 al 30 giugno</title>
		<link>https://pugliosita.it/2026/06/27/puglia-gli-eventi-enogastronomici-dal-27-al-30-giugno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jun 2026 07:00:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Puglia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://pugliosita.it/?p=12542</guid>

					<description><![CDATA[<p>Cinque imperdibili appuntamenti per vivere il territorio pugliese e le sue tipicità Il weekend del 27-28 giugno porta in Puglia un ricco programma di appuntamenti enogastronomici, tra sagre, degustazioni e mercati a km zero. Dalla costa adriatica all&#8217;entroterra murgiano, ecco gli eventi da non perdere per chi vuole scoprire i sapori autentici della regione. Ecco...</p>
<p>L'articolo <a href="https://pugliosita.it/2026/06/27/puglia-gli-eventi-enogastronomici-dal-27-al-30-giugno/">Puglia: gli eventi enogastronomici dal 27 al 30 giugno</a> proviene da <a href="https://pugliosita.it">Pugliosità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Cinque imperdibili appuntamenti per vivere il territorio pugliese e le sue tipicità</p>
<p>Il weekend del 27-28 giugno porta in Puglia un ricco programma di appuntamenti enogastronomici, tra sagre, degustazioni e mercati a km zero. Dalla costa adriatica all&#8217;entroterra murgiano, ecco gli eventi da non perdere per chi vuole scoprire i sapori autentici della regione.</p>
<p>Ecco gli eventi imperdibili di questo fine settimana:</p>
<p><strong>Sabato 27 giugno, Uliveto Grillo e Borgo Sansanello (Corato): Origami di Murgia</strong></p>
<p>Origami di Murgia è la nuova rassegna estiva organizzata da Uliveto Grillo e Borgo Sansanello a Corato, che unisce musica dal vivo, paesaggio e proposta enogastronomica curata dallo chef Corrado De Ruvo, sull&#8217;altopiano dell&#8217;Alta Murgia.</p>
<p>L&#8217;evento, a capienza limitata, si sviluppa in tre serate dal carattere diverso: si parte sabato 27 giugno con &#8220;La notte dei Griot&#8221;, dedicata alla musica e ai sapori dell&#8217;Africa Occidentale con il concerto del Jali Babou Saho Trio guidato dal cantastorie gambiano Babou Saho; si continua il 24 luglio con &#8220;Echi d&#8217;Oriente&#8221;, protagonista il percussionista Loris Lombardo, pioniere dell&#8217;handpan; e si chiude il 9 agosto con &#8220;Mediterraneo Nomade&#8221;, il concerto dell&#8217;ensemble pugliese La Cantiga de la Serena, tra tarantella, melodie sefardite e canti balcanici. Ogni serata segue lo stesso rituale, dall&#8217;aperitivo con dj-set in vinile alle 20:00, al concerto live alle 21:00, fino al momento conviviale del &#8220;Retroscena&#8221; alle 22:30, in cui il pubblico cena a buffet con vini in abbinamento e può dialogare con i musicisti, per concludersi infine con il lounge bar dalle 23:00.</p>
<figure id="attachment_12543" aria-describedby="caption-attachment-12543" style="width: 520px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-12543" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Patio-Borgo-Sansanello-1.jpg?x73391" alt="" width="520" height="650" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Patio-Borgo-Sansanello-1.jpg 1092w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Patio-Borgo-Sansanello-1-240x300.jpg 240w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Patio-Borgo-Sansanello-1-819x1024.jpg 819w" sizes="(max-width: 520px) 100vw, 520px" /><figcaption id="caption-attachment-12543" class="wp-caption-text">Borgo Sansanello per la rassegna estiva &#8220;Origami di Murgia&#8221; (Foto credit: Origami di Murgia)</figcaption></figure>
<p><strong>26-28 giugno, Piazza del Ferrarese (Bari): Bari Wine &amp; Food Festival</strong></p>
<p>Il Bari Wine &amp; Food Festival si svolge dal 26 al 28 giugno in Piazza del Ferrarese e nell&#8217;ex mercato del pesce, nel cuore di Bari, con un format dedicato ai vini rosati di Puglia abbinati ai piatti tipici preparati sul posto dai ristoratori locali. Con un ticket da 10 € si riceve il calice, tre degustazioni e una sacca porta-calice, per poi girare tra le postazioni di carne, orecchiette, assassina, pesce e panzerotti abbinate ai rosati.</p>
<p>L&#8217;evento è accompagnato da musica live ogni serata: il 26 giugno (18:00-24:00) si esibisce la Bari Blues Connection, storica band barese di blues e rock; il 27 giugno (11:00-24:00) sale sul palco la Foursome Band con soul, rock&#8217;n&#8217;roll e rhythm&#8217;n&#8217;blues; il 28 giugno (11:00-24:00) chiude il trio acustico Fai da Tre, con Chiara Mattia alla voce, Michele Errico alla chitarra e Leo Spinelli al contrabbasso.</p>
<p><strong>26-27 giugno, Brindisi: Appia Wine </strong></p>
<p>Appia Wine è la due giorni dedicata al vino e ai sapori pugliesi organizzata dal Comune di Brindisi con la Fondazione Nuovo Teatro Verdi, in programma venerdì 26 e sabato 27 giugno dalle ore 20, lungo un percorso che attraversa i luoghi simbolo del centro storico: largo Gianni D&#8217;Errico, via e piazza Duomo, il Museo Archeologico &#8220;Ribezzo&#8221;, il Santa Spazio Culturale, via Tarantini e l&#8217;ex convento delle Scuole Pie. Tra stand di degustazione, cantine del territorio, musica e animazione, il pubblico potrà acquistare ticket da 10 euro (tre degustazioni) o 15 euro (cinque degustazioni), comprensivi di sacca e calice, con il servizio di mescita curato dai sommelier AIS; in via Tarantini, Slow Food Brindisi Aps allestirà inoltre un mercatino con produttori e presìdi locali.</p>
<p>Venerdì 26 giugno il programma si arricchisce di due momenti di approfondimento a Palazzo Granafei-Nervegna: alle 17.30 il convegno &#8220;Appia Wine Talk 2026&#8221;, condotto dal giornalista Gioacchino Bonsignore, sul rapporto tra vino, territorio e narrazione, con interventi di accademici, rappresentanti istituzionali e di categoria (tra cui l&#8217;assessore regionale all&#8217;Agricoltura Francesco Paolicelli); a seguire, la masterclass dedicata al vitigno Susumaniello, guidata dai sommelier Luigi Martino e Valentina Gianfreda.</p>
<figure id="attachment_12544" aria-describedby="caption-attachment-12544" style="width: 434px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-12544" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Calice-di-vino-2.jpeg?x73391" alt="" width="434" height="650" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Calice-di-vino-2.jpeg 1068w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Calice-di-vino-2-200x300.jpeg 200w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Calice-di-vino-2-684x1024.jpeg 684w" sizes="(max-width: 434px) 100vw, 434px" /><figcaption id="caption-attachment-12544" class="wp-caption-text">Il vino è il protagonista del Bari Wine e Appia Wine</figcaption></figure>
<p><strong> 28 e 29 giugno, Monopoli: Vignaioli in Masseria </strong></p>
<p>La Puglia torna a essere palcoscenico del vino artigianale. Appuntamento a Monopoli il 28 e 29 giugno 2026, dove il Parco Rurale di Masseria Spina ospiterà la sesta edizione di &#8220;Vignaioli in Masseria&#8221;, tra i festival dedicati ai vini naturali più seguiti del Sud Italia.</p>
<p>Due giorni di degustazioni, musica e incontri con oltre 30 vignaioli indipendenti provenienti da Puglia, Calabria, Campania, Piemonte, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Francia, Slovenia e Germania. Centinaia le etichette in assaggio, tutte accomunate da una produzione rispettosa della terra e lontana dalle logiche industriali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Martedì 30 giugno, Masseria Pizzariello Carducci (Taranto): Grape Exhibition – Wine Edition </strong></p>
<p>La Grape Exhibition – Wine Edition è la nuova tappa del format itinerante promosso da Fruit Communication, Doctor Farmer e Fruit Lab — dopo le edizioni primaverili su fragola e baby leaf, questa volta dedicata alla viticoltura da vino.</p>
<p>L&#8217;appuntamento è martedì 30 giugno alle 16:00 presso Varvaglione 1921, nella Masseria Pizzariello Carducci a Taranto, dove produttori, tecnici e ricercatori si confronteranno su inerbimento, sistemi di supporto alle decisioni e viticoltura rigenerativa, con interventi di Angelo Varvaglione (Sustainability Manager di Varvaglione 1921) e Rocco Perniola (ricercatore CREA-VE di Turi), oltre al contributo dei partner Alfonso Lorenzo, ICL e Mycohelper. La partecipazione è gratuita, con crediti formativi per gli iscritti agli albi professionali, e la giornata si chiude con un buffet conviviale.</p>
<figure id="attachment_12545" aria-describedby="caption-attachment-12545" style="width: 433px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-12545" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Calice-di-vino-1.jpeg?x73391" alt="" width="433" height="650" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Calice-di-vino-1.jpeg 1066w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Calice-di-vino-1-200x300.jpeg 200w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Calice-di-vino-1-682x1024.jpeg 682w" sizes="(max-width: 433px) 100vw, 433px" /><figcaption id="caption-attachment-12545" class="wp-caption-text">Centrale è la presenza del vino negli eventi enogastronomici in Puglia</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://pugliosita.it/2026/06/27/puglia-gli-eventi-enogastronomici-dal-27-al-30-giugno/">Puglia: gli eventi enogastronomici dal 27 al 30 giugno</a> proviene da <a href="https://pugliosita.it">Pugliosità</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sushi Day 2026: i migliori ristoranti di sushi in Puglia</title>
		<link>https://pugliosita.it/2026/06/22/sushi-day-2026-i-migliori-ristoranti-di-sushi-in-puglia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 07:00:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ristoranti]]></category>
		<category><![CDATA[Sushi]]></category>
		<category><![CDATA[Sushi day]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://pugliosita.it/?p=12400</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dalla tradizione giapponese al mare Adriatico, fino al sushi di carne: la Puglia sorprende anche così Il 18 giugno scorso si è celebrato l&#8217;International Sushi Day, giornata dedicata a uno dei piatti più amati e iconici della cucina giapponese. Ma le ricorrenze sono solo date su un calendario. Siamo in Puglia e il crudo di...</p>
<p>L'articolo <a href="https://pugliosita.it/2026/06/22/sushi-day-2026-i-migliori-ristoranti-di-sushi-in-puglia/">Sushi Day 2026: i migliori ristoranti di sushi in Puglia</a> proviene da <a href="https://pugliosita.it">Pugliosità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dalla tradizione giapponese al mare Adriatico, fino al sushi di carne: la Puglia sorprende anche così</strong></p>
<p>Il 18 giugno scorso si è celebrato l&#8217;International Sushi Day, giornata dedicata a uno dei piatti più amati e iconici della cucina giapponese. Ma le ricorrenze sono solo date su un calendario. Siamo in Puglia e il crudo di mare – il sushi pugliese, diciamolo – può essere onorato anche tutti i giorni. La Puglia sta diventando una destinazione sempre più interessante anche per gli appassionati di cucina nipponica, che lungo il tacco d’Italia hanno più di un indirizzo da segnare in agenda.</p>
<p>Il confine tra tradizione orientale e territorio pugliese non è poi così distante: la freschezza del pesce dell&#8217;Adriatico e dello Ionio, la qualità dei prodotti locali e la creatività di chef sempre più attenti alle contaminazioni culinarie stanno dando vita a esperienze gastronomiche sorprendenti, capaci di soddisfare sia i palati più esigenti che chi si avvicina per la prima volta a questa cucina.</p>
<p>Noi di Pugliosità abbiamo selezionato 5 ristoranti in Puglia (con un bonus “per carnivori”) dove fare tappa per gustare roll di altissimo livello.</p>
<p><strong>1.Frank Sushi Club (Terlizzi)</strong></p>
<p>Frank Sushi Club è ospitato in un palazzo storico del centro di Terlizzi, Palazzo Marinelli, e si ispira alla formula dell&#8217;izakaya giapponese: tradizione e tecnologia, cultura e modernità, tutto nello stesso posto. La postazione in cui si lavorano i prodotti è stata pensata come un treno con schermi che cambiano continuamente colore.</p>
<p>Il locale ha conquistato per il secondo anno consecutivo le Tre Bacchette nella Guida Sushi 2026 del Gambero Rosso, risultando tra i 42 migliori ristoranti di sushi in Italia e tra i quattro migliori in Puglia.</p>
<figure id="attachment_12402" aria-describedby="caption-attachment-12402" style="width: 476px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-12402" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/frank-sushi-club.webp?x73391" alt="" width="476" height="650" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/frank-sushi-club.webp 747w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/frank-sushi-club-220x300.webp 220w" sizes="auto, (max-width: 476px) 100vw, 476px" /><figcaption id="caption-attachment-12402" class="wp-caption-text">Frank Sushi Club (Terlizzi)</figcaption></figure>
<p><strong>2.Hagakure Noh Samba (Bari)</strong></p>
<p>Hagakure Noh Samba è l&#8217;evoluzione di un progetto familiare nato dalla passione per il sushi dei fratelli De Giglio, armatori baresi con una flotta di pescherecci sull&#8217;Adriatico. L&#8217;idea era semplice: legare il mondo della pesca a quello della ristorazione. Il risultato è un locale che amplifica al massimo il concetto di fusion tra cucina giapponese, brasiliana, messicana, thai e mediterranea.</p>
<p>Un&#8217;esperienza che intreccia Giappone e Sud America con incursioni in Francia e nel Mediterraneo, curata nei dettagli dai due fratelli.</p>
<figure id="attachment_12403" aria-describedby="caption-attachment-12403" style="width: 650px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-12403" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Hagakure-Noh-Samba.png?x73391" alt="" width="650" height="650" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Hagakure-Noh-Samba.png 1500w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Hagakure-Noh-Samba-300x300.png 300w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Hagakure-Noh-Samba-1024x1024.png 1024w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Hagakure-Noh-Samba-150x150.png 150w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /><figcaption id="caption-attachment-12403" class="wp-caption-text">Hagakure Noh Samba (Bari)</figcaption></figure>
<p><strong>3.Fefino (Trani)</strong></p>
<p>Chi dice che il sushi non possa essere vegetale non è ancora stato da Fefino. Nel cuore di Trani, Gloriana Tesoro ha creato una cucina che definire semplicemente &#8220;vegetariana&#8221; è riduttivo: inclusiva, creativa, capace di reinterpretare anche il sushi attraverso ingredienti plant-based, compreso un &#8220;salmone&#8221; vegetale, senza far rimpiangere nulla.</p>
<p>La proposta è pensata tanto per chi già ama la cucina vegetale quanto per chi vuole scoprire sapori nuovi, con materie prime di altissima qualità.</p>
<figure id="attachment_12404" aria-describedby="caption-attachment-12404" style="width: 650px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-12404" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Fefino.png?x73391" alt="" width="650" height="433" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Fefino.png 2560w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Fefino-300x200.png 300w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Fefino-1024x683.png 1024w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /><figcaption id="caption-attachment-12404" class="wp-caption-text">Fefino (Trani)</figcaption></figure>
<p><strong>4.Yuki Cucina Giapponese (Noci)</strong></p>
<p>Yuki è stato fondato nel 2018 da Maurizio Tinelli ed è diventato rapidamente una delle mete culinarie più ambite della regione. Il ristorante sorge all&#8217;interno di un&#8217;antica neviera: una scelta non casuale, perché la neviera è una struttura comune alla cultura pugliese e a quella giapponese.</p>
<p>Da marzo 2019 Yuki ha ottenuto la certificazione JETRO, rilasciata dal Ministero delle Politiche Agricole del Giappone, che attesta la qualità delle materie prime e l&#8217;autenticità della cucina proposta.</p>
<figure id="attachment_12405" aria-describedby="caption-attachment-12405" style="width: 650px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-12405" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/yuki.jpg?x73391" alt="" width="650" height="368" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/yuki.jpg 1500w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/yuki-300x170.jpg 300w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/yuki-1024x580.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /><figcaption id="caption-attachment-12405" class="wp-caption-text">Yuki Cucina Giapponese (Noci)</figcaption></figure>
<p><strong>5. Fugu Restaurant (Lecce)</strong></p>
<p>Devozione, sforzo e un pizzico di follia sono gli ingredienti del successo dietro Ivan Scrimitore, chef giramondo che ha portato la cucina giapponese e thailandese nel Salento quando questi piatti erano ancora poco conosciuti nella zona.</p>
<p>In menu sfilano sushi e sashimi, tartare, ceviche, tempure, pad-thai, ramen e zuppe di miso, tutti preparati con materie prime d&#8217;eccellenza: dal tonno rosso Balfegò al gambero viola di Gallipoli. Un indirizzo che tiene insieme rigore e fantasia, nel cuore del Salento.</p>
<figure id="attachment_12406" aria-describedby="caption-attachment-12406" style="width: 650px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-12406" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Fugu-Restaurant.webp?x73391" alt="" width="650" height="431" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Fugu-Restaurant.webp 960w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Fugu-Restaurant-300x199.webp 300w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /><figcaption id="caption-attachment-12406" class="wp-caption-text">Fugu Restaurant (Lecce)</figcaption></figure>
<p><strong>Al Mulo Cojone (Corato)</strong></p>
<p>C&#8217;è anche chi il sushi lo ha completamente reinventato, partendo dalla terra invece che dal mare.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Il sushi di carne diventato simbolo del Mulo Cojone di Corato nasce in un periodo difficile: il lockdown. «Il sushi di carne è nato in un periodo non del tutto idilliaco, perché l&#8217;idea è venuta durante il Covid, quando tutte le attività ristorative erano chiuse», racconta Domenico Marcone.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Tre le ragioni alla base della scelta, elencate dallo stesso chef: la passione personale per quel tipo di cucina, l&#8217;esperienza come consumatore e una convinzione legata al periodo pandemico. «Ho sempre creduto che in quel periodo il prodotto più facile da trasportare fosse la carne», spiega Marcone.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">A guidare la decisione è stato soprattutto un criterio identitario. «All&#8217;interno del ristorante e della mia cucina credo fortemente nell&#8217;identità», afferma lo chef, che ha escluso da subito l&#8217;idea di un sushi tradizionale a base di pesce. «Quando pensai al sushi, mi chiesi che senso avesse, in un ristorante di terra, fare il sushi con salmone, tonno e quant&#8217;altro. Non avrebbe avuto senso».</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Da quella riflessione nasce il sushi di carne, con i primi abbinamenti messi a punto da Marcone. Nel tempo il piatto è diventato centrale per l&#8217;attività: «È diventato a tutti gli effetti il core business del ristorante», dichiara.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Il menù cambia con le stagioni. Nella proposta estiva sono comparsi il ramen di cavallo e i gyoza con olive taggiasche e fiori di zucca. Restano invece fissi alcuni abbinamenti, definiti dallo chef «must» del locale: battuta di cavallo con speck d&#8217;anatra e polvere di olive nere; un secondo che richiama la parmigiana, con mortadella e melanzana.</p>
<figure id="attachment_12407" aria-describedby="caption-attachment-12407" style="width: 650px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-12407" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Al-Mulo-Cojone.avif?x73391" alt="" width="650" height="460" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Al-Mulo-Cojone.avif 949w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Al-Mulo-Cojone-300x212.avif 300w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /><figcaption id="caption-attachment-12407" class="wp-caption-text">Al Mulo Cojone (Corato)</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto credit: Frank Sushi Club/Hagakure Noh Samba/Fefino/Yuki Cucina Giapponese/Fugu Restaurant/Al Mulo Cojone</p>
<p>L'articolo <a href="https://pugliosita.it/2026/06/22/sushi-day-2026-i-migliori-ristoranti-di-sushi-in-puglia/">Sushi Day 2026: i migliori ristoranti di sushi in Puglia</a> proviene da <a href="https://pugliosita.it">Pugliosità</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Puglia: gli eventi enogastronomici del weekend 19-21 giugno</title>
		<link>https://pugliosita.it/2026/06/19/puglia-gli-eventi-enogastronomici-del-weekend-19-21-giugno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 07:00:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Fine settimana]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://pugliosita.it/?p=12434</guid>

					<description><![CDATA[<p>Cinque imperdibili appuntamenti per vivere il territorio pugliese e le sue tipicità Con il solstizio d&#8217;estate la Puglia si trasforma in un palcoscenico naturale per chi ama il buon cibo e il vino di qualità. Il weekend del 19-21 giugno 2026 non fa eccezione: dalla Valle d&#8217;Itria al Salento, dal Gargano alla Terra di Bari,...</p>
<p>L'articolo <a href="https://pugliosita.it/2026/06/19/puglia-gli-eventi-enogastronomici-del-weekend-19-21-giugno/">Puglia: gli eventi enogastronomici del weekend 19-21 giugno</a> proviene da <a href="https://pugliosita.it">Pugliosità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Cinque imperdibili appuntamenti per vivere il territorio pugliese e le sue tipicità</strong></p>
<p>Con il solstizio d&#8217;estate la Puglia si trasforma in un palcoscenico naturale per chi ama il buon cibo e il vino di qualità. Il weekend del 19-21 giugno 2026 non fa eccezione: dalla Valle d&#8217;Itria al Salento, dal Gargano alla Terra di Bari, il territorio pugliese si anima di appuntamenti dedicati alle eccellenze agroalimentari locali, offrendo un itinerario esperienziale che unisce gusto, cultura e paesaggio.</p>
<p>Ecco gli eventi imperdibili di questo fine settimana:</p>
<p><strong>20 e 21 giugno, San Marco in Lamis e Mattinata, (Gargano): Grani Futuri </strong></p>
<p>Torna per l&#8217;ottava edizione Grani Futuri, l&#8217;evento internazionale dedicato al pane che riunisce fornai, chef, agricoltori, studiosi e appassionati. Il tema di quest&#8217;anno è &#8220;La strada del pane&#8221;: un percorso che esplora il pane come strumento di sviluppo locale, identità culturale e valorizzazione delle comunità.</p>
<p>Il programma prevede degustazioni, laboratori, seminari e tavole rotonde. Le location sono due: San Marco in Lamis e Mattinata. L&#8217;ideatore Antonio Cera definisce l&#8217;evento &#8220;un laboratorio di idee e visioni&#8221;, sottolineando come il pane sia non solo un alimento ma un vero patrimonio collettivo capace di connettere cultura, turismo, agricoltura e artigianato.</p>
<p><strong>Programma:</strong></p>
<p>Sabato 20 si parte con il Pranzo in Famiglia in Contrada Jampiccio, seguito dal workshop &#8220;Impasta con Noi&#8221; con maestri panificatori pugliesi. In serata, la tavola rotonda &#8220;La Strada del Pane&#8221; con docenti della SDA Bocconi, giornalisti e maestri fornai da tutta Italia, e l&#8217;itinerario &#8220;Pane in Strada&#8221; tra postazioni d&#8217;autore, chef e musica dal vivo.</p>
<p>Domenica 21 si apre con la Colazione di Pane e una degustazione guidata di pani abbinati a olio extravergine e pomodoro. Seguono seminari con lo chef stellato Francesco Apreda e i pizzaioli de La Divina Pizza di Firenze, il tradizionale pranzo della domenica pugliese e, nel pomeriggio, la visita agli antichi forni rupestri di Vignanotica con aperitivo vista mare.</p>
<figure id="attachment_12435" aria-describedby="caption-attachment-12435" style="width: 488px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-12435" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Grani-futuri.jpeg?x73391" alt="" width="488" height="650" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Grani-futuri.jpeg 720w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Grani-futuri-225x300.jpeg 225w" sizes="auto, (max-width: 488px) 100vw, 488px" /><figcaption id="caption-attachment-12435" class="wp-caption-text">Grani Futuri, l&#8217;evento internazionale dedicato al pane</figcaption></figure>
<p><strong>19-21 giugno, Cisternino (Brindisi): Weekend romantico nel borgo</strong></p>
<p>Nel weekend del Solstizio d&#8217;Estate, il borgo di Cisternino (Valle d&#8217;Itria) si trasforma in una scenografia romantica. L&#8217;evento, organizzato dal Comune e dall&#8217;A.P.S. Pro Cisternino con il patrocinio de I Borghi più Belli d&#8217;Italia, anima piazze e vicoli sotto il claim &#8220;Il borgo dove l&#8217;amore si incontra, si racconta e si festeggia&#8221;.</p>
<p>Per tre giorni saranno attivi menù romantici, aperitivi a tema, offerte speciali per coppie e allestimenti dedicati. Tra le esperienze da non perdere, il &#8220;Percorso Romantico sotto le stelle&#8221;: un itinerario in sei tappe pensato per tutti.</p>
<p><strong>Programma: </strong></p>
<p>Si parte venerdì 19 con la &#8220;Tavolata Romantica&#8221; in Corso Umberto: grande cena sotto le stelle con ristoratori locali, percorso enogastronomico e musica dal vivo. Per tutto il weekend gli &#8220;Esercizi Romantici&#8221; animano il borgo con menù a tema ed esperienze per coppie.</p>
<p>Sabato 20 le piazze si accendono con la musica tradizionale dei Galletti della Valle d&#8217;Itria e dei Musicanti Itineranti. Domenica 21 gran finale con il salotto culturale &#8220;Parlami d&#8217;Amore&#8221; tra libri e arte, e il DJ set &#8220;80-90 Love&#8221; in Piazza Garibaldi.</p>
<figure id="attachment_12439" aria-describedby="caption-attachment-12439" style="width: 488px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-12439" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Cisternino-2.jpeg?x73391" alt="" width="488" height="650" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Cisternino-2.jpeg 1200w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Cisternino-2-225x300.jpeg 225w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Cisternino-2-768x1024.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 488px) 100vw, 488px" /><figcaption id="caption-attachment-12439" class="wp-caption-text">Cisternino</figcaption></figure>
<p><strong>17-21 giugno, Castellana Grotte (Bari): Birra Grande</strong></p>
<p>A Largo Porta Grande, nel cuore di Castellana Grotte, torna Birra Grande: cinque serate di festa organizzate dal Birrificio Lieviteria con il patrocinio del Comune.</p>
<p>Protagonista è la birra artigianale firmata Lieviteria, affiancata da stand di street food gourmet con opzioni anche gluten free. Il programma offre intrattenimento per tutte le età: luna park, animazione per bambini, mercatino di collezionismo e hobbistica con creazioni artigianali.</p>
<p>Un evento che unisce gusto, svago e socialità per brindare all&#8217;inizio dell&#8217;estate.</p>
<figure id="attachment_12437" aria-describedby="caption-attachment-12437" style="width: 434px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-12437" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Birra.jpeg?x73391" alt="" width="434" height="650" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Birra.jpeg 1068w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Birra-200x300.jpeg 200w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Birra-684x1024.jpeg 684w" sizes="auto, (max-width: 434px) 100vw, 434px" /><figcaption id="caption-attachment-12437" class="wp-caption-text">Birra</figcaption></figure>
<p><strong>20 e 23 giugno, Bari Vecchia: Sagra di San Giovanni</strong></p>
<p>Nel cuore di Bari Vecchia, in Piazza Odegitria Cattedrale, torna uno degli appuntamenti più amati e sentiti dalla comunità barese: “La Vescigghie de San Geuanne”, la tradizionale Sagra di San Giovanni che ogni anno rinnova il legame tra il quartiere antico e le sue radici popolari.</p>
<p>Un fine settimana magico e conviviale, tra canti, balli e ospiti d&#8217;onore, in cui la baresità non è solo folklore ma identità viva e condivisa. L&#8217;evento celebra la vigilia di San Giovanni con tutto il calore della tradizione: il profumo del cibo, la musica, le voci del dialetto e la piazza che si anima come ai tempi di una volta.</p>
<p>Tutto condito con il mitico piatto “le menuicchie che la recotte marzoteche, le chelumme de san Geuanne, taralli e nu bell bicchire de mirre teste”.</p>
<p><strong>Programma:</strong></p>
<p>Sabato 20 la Bassa Banda &#8220;La Banne de le chiacune&#8221; sfila lungo Via Sparano, poi in Piazza Odegitria la 3ª edizione dei giochi di strada di una volta con le associazioni del quartiere.</p>
<p>Martedì 23, vigilia di San Giovanni, visita guidata alla Chiesa Bizantina di San Giovanni Crisostomo con rito bizantino, seguita da balli, canti, sbandieratori, degustazione di menuicchie, ricotta marzatica e chelumme, musica anni &#8217;60/&#8217;70 e ospite d&#8217;onore Vito Signorile. Gran finale con il tentativo di svegliare San Giovanni.</p>
<figure id="attachment_12438" aria-describedby="caption-attachment-12438" style="width: 433px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-12438" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Bari-Vecchia.jpeg?x73391" alt="" width="433" height="650" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Bari-Vecchia.jpeg 1066w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Bari-Vecchia-200x300.jpeg 200w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Bari-Vecchia-682x1024.jpeg 682w" sizes="auto, (max-width: 433px) 100vw, 433px" /><figcaption id="caption-attachment-12438" class="wp-caption-text">Scorcio di Bari Vecchia</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>19-25 giugno: Birrifici Aperti</strong></p>
<p>Birrifici Aperti è l&#8217;iniziativa annuale promossa da Unionbirrai che, dal 19 al 25 giugno 2026, apre le porte dei piccoli birrifici artigianali indipendenti italiani a consumatori, appassionati e curiosi, con visite, degustazioni ed eventi organizzati direttamente nei birrifici aderenti. L&#8217;edizione 2026 è particolarmente significativa perché coincide con il trentesimo anniversario della birra artigianale italiana, nata convenzionalmente nel 1996 con le prime esperienze pionieristiche del settore. Durante la settimana, il pubblico potrà accedere ai birrifici aderenti, conoscere i processi produttivi e partecipare a eventi dedicati alla cultura della birra, potendo degustare in molte tappe la birra celebrativa &#8220;Buona questa Birra!&#8221;, una Italian Pils creata grazie alla collaborazione di centinaia di birrifici italiani.</p>
<p><span>I nove birrifici pugliesi coinvolti nel progetto sono Birranova (Triggianello), I Peuceti (Bitonto), Caput Ursi (Cellamare), Officine Birrai (Lecce), SBAM! (Poggiorsini), Delta Esse (Andria), B94 (Lecce), Birrificio degli Ostuni (Poggiorsini) e Rebeers (Foggia).</span></p>
<p><strong>Programma</strong></p>
<p>Birranova: <span>Data di inizio: 19 giugno 2026 18:00; d</span><span>ata di fine: 20 giugno 2026 13:00; i</span><span>ndirizzo: via Brigata Ferrara 12, Triggianello (BA).</span></p>
<p>I Peuceti: <span>Data di inizio:19 giugno 2026 10:00; d</span><span>ata di fine: 19 giugno 2026 13:00; i</span><span>ndirizzo: viale Europa 28, Bitonto (BA)</span></p>
<p>Caput Ursi: <span>Data di inizio: 20 giugno 2026 16:30; d</span><span>ata di fine: 20 giugno 2026 23:00; i</span><span>ndirizzo: via Fiume 8, Cellamare (BA)</span></p>
<p>SBAM: <span>Data di inizio: 22 giugno 2026 11:00; d</span><span>ata di fine: 22 giugno 2026 18:30; i</span><span>ndirizzo: via dei Mille 9, Poggiorsini (BA)</span></p>
<p>B94: <span>Data di inizio: 25 giugno 2026 19:30; d</span><span>ata di fine: 28 giugno 2026 23:30; i</span><span>ndirizzo: via Prov.le Lecce-Cavallino Km 0,5, Lecce</span></p>
<p>Birrificio degli Ostuni: <span>Data di inizio: 22 giugno 2026 10:00; d</span><span>ata di fine: 22 giugno 2026 13:00; i</span><span>ndirizzo: via Giuseppe Mazzini 9, Poggiorsini (BA)</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://pugliosita.it/2026/06/19/puglia-gli-eventi-enogastronomici-del-weekend-19-21-giugno/">Puglia: gli eventi enogastronomici del weekend 19-21 giugno</a> proviene da <a href="https://pugliosita.it">Pugliosità</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il gelso di Puglia: il viaggio di un frutto che torna protagonista</title>
		<link>https://pugliosita.it/2026/06/16/il-gelso-di-puglia-il-viaggio-di-un-frutto-che-torna-protagonista/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 07:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[prodotti]]></category>
		<category><![CDATA[Gelateria Scoop Canosa]]></category>
		<category><![CDATA[Gelsi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://pugliosita.it/?p=12388</guid>

					<description><![CDATA[<p>Da una lunga storia alle gelaterie pugliesi Il gelso dà il benvenuto all’estate con le sue foglie grandi e ruvide al tatto e i suoi frutti piccoli e succosi che macchiano le dita di viola scuro o di bianco latteo a seconda della varietà. L’albero di gelso, appartenente alla famiglia delle Moracee, è una pianta...</p>
<p>L'articolo <a href="https://pugliosita.it/2026/06/16/il-gelso-di-puglia-il-viaggio-di-un-frutto-che-torna-protagonista/">Il gelso di Puglia: il viaggio di un frutto che torna protagonista</a> proviene da <a href="https://pugliosita.it">Pugliosità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Da una lunga storia alle gelaterie pugliesi</strong></p>
<p>Il <a href="https://pugliosita.it/2024/07/26/il-gelso-un-frutto-estivo-dolce-e-da-riscoprire/">gelso</a> dà il benvenuto all’estate con le sue foglie grandi e ruvide al tatto e i suoi frutti piccoli e succosi che macchiano le dita di viola scuro o di bianco latteo a seconda della varietà.</p>
<p>L’albero di gelso, appartenente alla famiglia delle Moracee, è una pianta ricca di storia, tradizioni, utilizzi e benefici le cui tipologie principali sono quella bianca e quella nera, con le rispettive caratteristiche.</p>
<figure id="attachment_12391" aria-describedby="caption-attachment-12391" style="width: 488px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-12391" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Gelsi-Pugliosita-2.jpeg?x73391" alt="" width="488" height="650" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Gelsi-Pugliosita-2.jpeg 1200w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Gelsi-Pugliosita-2-225x300.jpeg 225w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Gelsi-Pugliosita-2-768x1024.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 488px) 100vw, 488px" /><figcaption id="caption-attachment-12391" class="wp-caption-text">Gelsi neri raccolti direttamente dall&#8217;albero</figcaption></figure>
<p><strong>I gelsi: un po’ di storia</strong></p>
<p>Il gelso bianco (Morus alba L.), originario dell&#8217;Asia centrale e orientale, può raggiungere i 15 metri d&#8217;altezza: è quello che ha fatto la storia, perché arrivò in Europa insieme al baco da seta, ghiotto delle sue foglie. Il gelso nero (Morus nigra L.), proveniente dall&#8217;Asia Minore e dall&#8217;Iran, ha foglie più piccole e frutti nero-violacei dal sapore più intenso e deciso.</p>
<figure id="attachment_12392" aria-describedby="caption-attachment-12392" style="width: 488px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-12392" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Gelsi-Pugliosita-1.jpeg?x73391" alt="" width="488" height="650" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Gelsi-Pugliosita-1.jpeg 1200w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Gelsi-Pugliosita-1-225x300.jpeg 225w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Gelsi-Pugliosita-1-768x1024.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 488px) 100vw, 488px" /><figcaption id="caption-attachment-12392" class="wp-caption-text">Gelsi bianchi</figcaption></figure>
<p>Fino alla metà del Novecento, la bachicoltura rappresentò una risorsa economica fondamentale in molte regioni italiane, Puglia compresa. I gelsi erano ovunque — piantati lungo le strade per contenere il terreno, proteggere alzaie e binari da frane e smottamenti, e naturalmente per nutrire i bachi che producevano la seta destinata ai mercati di mezza Europa. Poi arrivarono le fibre sintetiche, la bachicoltura scomparve, e con essa la coltivazione intensiva del gelso bianco.</p>
<p>Eppure, l&#8217;albero resistette. Dal Gargano al Salento, il paesaggio pugliese conserva ancora oggi esemplari secolari a bordo strada, in campagna, lungo le vecchie ferrovie, presso gli antichi frantoi. Alcuni sono veri giganti verdi, inseriti nel Registro degli Alberi Monumentali d&#8217;Italia: in Puglia si contano esemplari con oltre 280 anni di vita, testimoni silenziosi di una storia che nessuna fibra sintetica ha saputo cancellare.</p>
<p><strong>Patrimonio gastronomico: il riconoscimento PAT</strong></p>
<p>Il gelso figura dal 2026 nell&#8217;elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) della Puglia, il riconoscimento con cui il Ministero dell&#8217;Agricoltura censisce e tutela le produzioni legate alla storia e all&#8217;identità dei territori. Un risultato che identifica i frutti del gelso come ufficialmente riconosciuti patrimonio gastronomico regionale, da preservare e valorizzare. Un punto di partenza per chi, tra produttori e amministratori locali, scommette su questo albero antico come risposta concreta a una domanda sempre più attuale: come recuperare ciò che il territorio sa fare meglio.</p>
<figure id="attachment_12393" aria-describedby="caption-attachment-12393" style="width: 488px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-12393" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Gelsi-Pugliosita-4.jpeg?x73391" alt="" width="488" height="650" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Gelsi-Pugliosita-4.jpeg 1200w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Gelsi-Pugliosita-4-225x300.jpeg 225w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Gelsi-Pugliosita-4-768x1024.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 488px) 100vw, 488px" /><figcaption id="caption-attachment-12393" class="wp-caption-text">Gelsi neri</figcaption></figure>
<p><strong>I gelsi nella gelateria <a href="https://pugliosita.it/2025/10/07/scoop-gelato-caffe-e-famiglia-secondo-francesco-di-nunno/">Scoop</a> (Canosa di Puglia)</strong></p>
<p>C&#8217;è chi il gelso lo conosce non dai libri, ma dalle mani. È il caso di Francesco Di Nunno che con questo frutto ha un rapporto antico e diretto, maturato anche in Sicilia, terra di granita per eccellenza. «Il mio approccio con il gelso è sempre stato proiettato più verso la granita che verso il gelato», racconta. «In Sicilia c&#8217;è una tradizione fortissima, e lì ho capito che non tutti i gelsi sono uguali».</p>
<p>La differenza tra nero e bianco, spiega, è netta. «Il gelso pugliese è generalmente più zuccherino di quello siciliano, che ha un&#8217;acidità più forte, più presente, con un gusto quasi vinoso, se si può usare questo termine». Ma è il gelso nero, in entrambe le varianti geografiche, a spuntarla per la lavorazione: «Si presta meglio alla granita e al sorbetto perché meno zuccherino del bianco e più aromatico».</p>
<p>C&#8217;è poi un aspetto che per un professionista del freddo non è secondario: il colore. «Il gelso bianco subisce fortemente l&#8217;ossidazione, sia a contatto con l&#8217;aria che con il movimento meccanico di un frullatore. La granita tende a diventare subito marroncina e perde anche un po&#8217; di sapore». Il nero, invece, mantiene una cromaticità straordinaria e viva fino all&#8217;ultimo cucchiaio.</p>
<p>Il problema, almeno in Puglia, è trovarlo. «Dalle mie parti ci sono più alberi di gelso bianco che nero. Diventa difficile reperirlo, se non da qualche contadino amico che te lo porta». La sua sentenza finale è senza appello: «Gelso nero tutta la vita. Il bianco? Da consumare solo appena staccato dall’albero».</p>
<p>L'articolo <a href="https://pugliosita.it/2026/06/16/il-gelso-di-puglia-il-viaggio-di-un-frutto-che-torna-protagonista/">Il gelso di Puglia: il viaggio di un frutto che torna protagonista</a> proviene da <a href="https://pugliosita.it">Pugliosità</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Puglia: gli eventi enogastronomici del weekend 12-14 giugno</title>
		<link>https://pugliosita.it/2026/06/12/puglia-gli-eventi-enogastronomici-del-weekend-12-14-giugno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 15:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Puglia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://pugliosita.it/?p=12344</guid>

					<description><![CDATA[<p>Cinque imperdibili appuntamenti per vivere il territorio pugliese e le sue tipicità Giugno conferma il suo ruolo di mese chiave nel calendario enogastronomico pugliese. Dal 12 al 14 giugno 2026 la regione si anima di festival, sagre e rassegne dedicate ai prodotti e alle tradizioni di un territorio che ha fatto della tavola uno dei...</p>
<p>L'articolo <a href="https://pugliosita.it/2026/06/12/puglia-gli-eventi-enogastronomici-del-weekend-12-14-giugno/">Puglia: gli eventi enogastronomici del weekend 12-14 giugno</a> proviene da <a href="https://pugliosita.it">Pugliosità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Cinque imperdibili appuntamenti per vivere il territorio pugliese e le sue tipicità</strong></p>
<p>Giugno conferma il suo ruolo di mese chiave nel calendario enogastronomico pugliese. Dal 12 al 14 giugno 2026 la regione si anima di festival, sagre e rassegne dedicate ai prodotti e alle tradizioni di un territorio che ha fatto della tavola uno dei suoi tratti identitari più forti. Da nord a sud, piazze, borghi e spazi urbani si trasformano in palcoscenici a cielo aperto in cui convivialità, cultura e senso del luogo si intrecciano in modo autentico.</p>
<p>Ecco gli eventi imperdibili di questo fine settimana:</p>
<p><strong>Venerdì 12 giugno alle 21, “Il Presidente” (Lucera): Presentazione ufficiale della gamma dello Champagne Pannier </strong></p>
<p>Venerdì 12 giugno alle 21, il ristorante &#8220;Il Presidente&#8221; di Lucera ospita una serata dedicata allo Champagne Pannier, storica maison francese fondata nel 1899 a Château-Thierry, nella Valle della Marna. Chef Massimo Ferosi, Brand Ambassador della cantina per la provincia di Foggia, guiderà gli ospiti alla scoperta della gamma attraverso un menù degustazione di sei portate abbinate alle etichette della maison, servite dai sommelier della sezione Capitanata dell&#8217;AIS.</p>
<p>All&#8217;evento parteciperanno il referente italiano di Pannier e un membro della famiglia proprietaria, che metterà in palio tra i commensali due inviti per una visita con degustazione gratuita nella suggestiva sede medievale del XII secolo, ricavata in un&#8217;antica cava di pietra.</p>
<figure id="attachment_12346" aria-describedby="caption-attachment-12346" style="width: 433px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-12346" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Champagne.jpeg?x73391" alt="" width="433" height="650" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Champagne.jpeg 1066w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Champagne-200x300.jpeg 200w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Champagne-682x1024.jpeg 682w" sizes="auto, (max-width: 433px) 100vw, 433px" /><figcaption id="caption-attachment-12346" class="wp-caption-text">Presentazione ufficiale della gamma dello Champagne Pannier</figcaption></figure>
<p><strong>13-14 giugno, Margherita di Savoia (BA):</strong> <strong>Cipolla in Festa</strong></p>
<p>Dopo il successo dell’anno scorso, ritorna “Cipolla in festa” a Margherita di Savoia, dal 13 al 14 giugno. La manifestazione, organizzata dal Consorzio di tutela e valorizzazione della Cipolla Bianca di Margherita Igp, è promossa e patrocinata dal<strong> </strong>Comune di Margherita di Savoia e dalla Proloco locale. Protagonista assoluto di questa ottava edizione sarà il gusto. In programma, infatti, sono previste diversi appuntamenti per assaporare l’eccellenza Igp.</p>
<p>In particolare, quello di domenica 14 giugno, a cura degli Slow Food di Castel del Monte e Manfredonia, oltre che di Alleanza dei Cuochi Slow Food<strong>. </strong>Previste anche attività per bambini, sportive e culturali.</p>
<figure id="attachment_12347" aria-describedby="caption-attachment-12347" style="width: 433px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-12347" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Cipolla-bianca.jpeg?x73391" alt="" width="433" height="650" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Cipolla-bianca.jpeg 1066w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Cipolla-bianca-200x300.jpeg 200w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Cipolla-bianca-682x1024.jpeg 682w" sizes="auto, (max-width: 433px) 100vw, 433px" /><figcaption id="caption-attachment-12347" class="wp-caption-text">Cipolla Bianca di Margherita Igp</figcaption></figure>
<p><strong>Dal 12-14 giugno,</strong> <strong>Giurdignano (Salento): Festa del Tartufo</strong></p>
<p>Dal 12 al 14 giugno 2026, Giurdignano, borgo salentino noto per il suo patrimonio megalitico, ospita la terza edizione del suo festival dedicato al tartufo, ingrediente che in questo territorio cresce davvero. Tre giorni di workshop, degustazioni, talk, percorsi esperienziali, street food e musica dal vivo, organizzati da Puglia Expò con il patrocinio di Regione Puglia, Provincia di Lecce e altri enti locali, in collaborazione con Borgia Tartufi.</p>
<p>La novità dell&#8217;edizione 2026 è il gemellaggio con Calestano, borgo dell&#8217;Appennino parmense e anch&#8217;esso membro dell&#8217;Associazione Nazionale Città del Tartufo. Domenica 14 giugno il percorso enogastronomico &#8220;La Food Valley&#8221; metterà a confronto le due tradizioni: una verticale di Parmigiano Reggiano, un risotto al tartufo secondo la ricetta di Calestano e i vini della Strada del Prosciutto dialogheranno con i sapori e i vini del Salento. Un incontro tra due estremi geografici d&#8217;Italia che, a tavola, trovano più punti in comune di quanto ci si aspetti.</p>
<figure id="attachment_12348" aria-describedby="caption-attachment-12348" style="width: 650px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-12348" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Tartufo.jpeg?x73391" alt="" width="650" height="650" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Tartufo.jpeg 1600w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Tartufo-300x300.jpeg 300w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Tartufo-1024x1024.jpeg 1024w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Tartufo-150x150.jpeg 150w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /><figcaption id="caption-attachment-12348" class="wp-caption-text">Tartufo</figcaption></figure>
<p><strong>13 giugno, Virgola Pasticceria (San Vito Dei Normanni): La notte dei cornetti</strong></p>
<p>Torna l’appuntamento più dolce della settimana con “La notte dei cornetti” di Virgola Pasticceria. Un evento che trasforma la classica pausa del cornetto in qualcosa di più lungo, più festoso e decisamente più goloso.</p>
<p>Dalla tarda serata fino a notte fonda, il profumo dell&#8217;impasto appena sfornato si diffonde per le strade del centro, diventando un richiamo difficile da ignorare.</p>
<figure id="attachment_12349" aria-describedby="caption-attachment-12349" style="width: 650px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-12349" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Cornetti.jpeg?x73391" alt="" width="650" height="433" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Cornetti.jpeg 1600w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Cornetti-300x200.jpeg 300w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Cornetti-1024x682.jpeg 1024w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /><figcaption id="caption-attachment-12349" class="wp-caption-text">Cornetti</figcaption></figure>
<p><strong>Dal 12 al 14 giugno, Galatina (Salento): Fish and Gin Festival</strong></p>
<p>Dal 12 al 14 giugno, ogni sera dalle 19:00 fino a tarda notte con ingresso gratuito, il borgo antico di Galatina si trasforma in una urban nightlife destination a cielo aperto. Vicoli, piazze e corti storiche del centro storico ospitano un festival che mette al centro due protagonisti apparentemente distanti — il pesce e il gin — fondendoli in un&#8217;esperienza che attraversa gastronomia, mixology e cultura urbana.</p>
<p>L&#8217;offerta food spazia da panini di mare, fritti e crudi fino a un&#8217;esclusiva oyster experience e alla cucina giapponese, con alternative di carne, vegetariane e dolci. Sul fronte beverage, realizzato in collaborazione con Fever-Tree, i numeri parlano chiaro: oltre 20 produttori da tutta Italia, più di 50 etichette di gin, 40 bartender coinvolti, 60 signature drinks inediti e un percorso articolato tra 10 cocktail bar e 18 postazioni fisse. Ogni sera dalle 19:00 alle 21:00 è in programma il &#8220;Momento Aperitivo&#8221;, con lanci di nuovi prodotti e gadget esclusivi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://pugliosita.it/2026/06/12/puglia-gli-eventi-enogastronomici-del-weekend-12-14-giugno/">Puglia: gli eventi enogastronomici del weekend 12-14 giugno</a> proviene da <a href="https://pugliosita.it">Pugliosità</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il sospiro biscegliese a forma di trullo: la risposta del pasticcere Nicola Giotti</title>
		<link>https://pugliosita.it/2026/06/10/il-sospiro-biscegliese-a-forma-di-trullo-la-risposta-del-pasticcere-nicola-giotti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 07:00:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Giotti]]></category>
		<category><![CDATA[Sospiro Bisceglie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://pugliosita.it/?p=12313</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il pasticcere giovinazzese reinventa il sospiro biscegliese e risponde alle polemiche «Sono uno dei più estremi difensori di quelle che sono le tradizioni dolciarie della nostra terra. Il mio intento è quello di raccontare la nostra terra attraverso i dolci, con degli omaggi ai suoi simboli più iconici». Così Nicola Giotti, pasticcere giovinazzese, ha risposto...</p>
<p>L'articolo <a href="https://pugliosita.it/2026/06/10/il-sospiro-biscegliese-a-forma-di-trullo-la-risposta-del-pasticcere-nicola-giotti/">Il sospiro biscegliese a forma di trullo: la risposta del pasticcere Nicola Giotti</a> proviene da <a href="https://pugliosita.it">Pugliosità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il pasticcere giovinazzese reinventa il sospiro biscegliese e risponde alle polemiche</strong></p>
<p>«Sono uno dei più estremi difensori di quelle che sono le tradizioni dolciarie della nostra terra. Il mio intento è quello di raccontare la nostra terra attraverso i dolci, con degli omaggi ai suoi simboli più iconici». Così Nicola Giotti, pasticcere giovinazzese, ha risposto alle accuse di “dissacrazione” che gli sono state mosse nei confronti del tradizionale <a href="https://pugliosita.it/2024/08/08/sospiro-di-bisceglie-il-dolce-nato-da-un-matrimonio-finito-male/">Sospiro biscegliese</a> da lui “trasformato” in un trullo.</p>
<p><strong>Il sospiro trullo realistico</strong></p>
<p>È di Nicola Giotti di &#8220;Giotti Pasticceri&#8221; l’idea di trasformare lo storico sospiro di Bisceglie in un trullo, che sembra però non essere una novità per il pasticcere grazie alla sua invenzione della tecnica di decorazione ad aerografo. «Il sospiro originale è il più bel biglietto da visita della nostra terra perché incarna una serie di valori culturali e comportamentali che sono tipici delle persone di questo luogo: passione, accoglienza, amore e rispetto».</p>
<p>Nicola Giotti ha deciso di allineare la “moda” della frutta realistica e la sua conoscenza nell’uso dell’aerografo per dar vita al “Sospiro trullo realistico”.</p>
<p>«Ho inserito il gusto della “crema all&#8217;antica”, fatta con l’infusione del baccello di vaniglia, della cannella, dei chiodi di garofano, delle bucce di limone o arancio, alleggerita con panna per poterla congelare», ha raccontato Giotti. «Il cuore è una gelée alle <a href="https://pugliosita.it/2026/06/05/loro-rosso-di-puglia-la-ciliegia-ferrovia-tra-storia-terra-e-sagra/">ciliegie ferrovia</a> di Bisceglie. Il sospiro a sua volta è stato bagnato all&#8217;interno del liquore Alchermes che nella nostra terra veniva utilizzato soprattutto per produrre dolci legati a eventi particolari. Per concludere, una crema leggera alla vaniglia sul sospiro che è stato poi colato nel cioccolato con una successiva decorazione»</p>
<figure id="attachment_12322" aria-describedby="caption-attachment-12322" style="width: 489px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-12322" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Sospiro-Trullo-Realistico-2.jpeg?x73391" alt="" width="489" height="650" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Sospiro-Trullo-Realistico-2.jpeg 1536w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Sospiro-Trullo-Realistico-2-226x300.jpeg 226w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Sospiro-Trullo-Realistico-2-771x1024.jpeg 771w" sizes="auto, (max-width: 489px) 100vw, 489px" /><figcaption id="caption-attachment-12322" class="wp-caption-text">Pasticcere Nicola Giotti</figcaption></figure>
<p><strong>Una dissacrazione del sospiro tradizionale?</strong></p>
<p>La decisione di Nicola Giotti di reinterpretare il sospiro biscegliese ha però suscitato differenti reazioni: se c’è chi ha apprezzato la creatività del pasticcere, dall’altro lato c’è chi ha sottolineato la perdita di identità di un dolce simbolo di un territorio.</p>
<p>«Faccio parte dell&#8217;Associazione Storica dei Sospiri di Bisceglie e sono il primo difensore e divulgatore del sospiro», tiene a precisare Giotti. «Quindi nessuno vuole dissacrare la tradizione. La critica che mi è stata mossa per aver cambiato il sospiro, quasi dissacrandola, non mi appartiene. La decisione, inoltre &#8211; aggiunge il pasticcere &#8211; è stata condivisa con l&#8217;Associazione del sospiro. Il mio intento è quello di raccontare la nostra terra con degli omaggi ai simboli iconici della nostra terra. Da sempre cerco di fare una pasticceria che racconti la mia terra e quindi &#8211; conclude &#8211; il sospiro mi ha naturalmente ispirato la forma del trullo».</p>
<p>A mettere a tacere le polemiche è arrivata anche la voce di Sergio Salerno, Direttore e Fondatore del progetto Sospiro di Bisceglie e dell&#8217;Associazione Pasticcerie Storiche, che ha espresso il proprio sostegno alla creazione di Giotti senza riserve.</p>
<p>«Quando Nicola ha creato il sospiro &#8220;trullo&#8221;», racconta Salerno, «è stato accolto con grande entusiasmo da noi perché è un concentrato di innovazione della pasticceria applicato alla tradizione. Noi non possiamo che essere contenti ed entusiasti del lavoro e della tecnica applicata a questo dolce che rimarrà sempre il sospiro».</p>
<p>«Non si tratta di una trasformazione &#8211; precisa il direttore &#8211; ma di una rivisitazione ed icona della Puglia dolce. Non si è capita l&#8217;arte della pasticceria che ha utilizzato un prodotto che rimane comunque tradizionale, ma che viene anzi valorizzato. L&#8217;importante &#8211; conclude Salerno &#8211; è che quando si utilizza il nome &#8220;sospiro di Bisceglie&#8221; lo si faccia con dei criteri specifici. Nicola Giotti fa parte dell&#8217;associazione e si è interessato del nostro parere, essendo un grande professionista».</p>
<figure id="attachment_12316" aria-describedby="caption-attachment-12316" style="width: 453px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-12316" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Sospiro-Trullo-Realistico-4.jpeg?x73391" alt="" width="453" height="650" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Sospiro-Trullo-Realistico-4.jpeg 1426w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Sospiro-Trullo-Realistico-4-209x300.jpeg 209w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Sospiro-Trullo-Realistico-4-713x1024.jpeg 713w" sizes="auto, (max-width: 453px) 100vw, 453px" /><figcaption id="caption-attachment-12316" class="wp-caption-text">Sospiro Trullo Realistico</figcaption></figure>
<p><strong>Dalla guerra alla dolcezza: il sospiro nel cuore della famiglia Giotti</strong></p>
<p>Il sospiro alla crema è il primo dolce della tradizione della famiglia Giotti. Ma non è solo questo il motivo che lega così tanto il pasticcere a questo dolce tradizionale. Un aneddoto familiare continua ad essere presente nei suoi ricordi: «Mio nonno Nicola, prima di aprire la pasticceria, aveva prestato servizio agli inglesi per un po’ di anni dopo la guerra. Gli inglesi crearono a Giovinazzo un campo di sminamento e lui si occupava della cucina.</p>
<p>Quando gli inglesi abbandonarono l&#8217;Italia, lasciarono un camion che trasportavano i prigionieri. Qui comincia questa storia incredibile e meravigliosa dedicata al sospiro. Mio nonno, lungimirante, in un periodo come quello del dopoguerra dove era necessario adattarsi, decise di smontare la grata del finestrino di questo camion, fatta di ferro smaltato divenne la grata sulla quale si poggiavano i sospiri per farlo scolare dallo zucchero fondente.</p>
<p>Questo è il più bel ricordo, o meglio, racconto di famiglia che mi lega indissolubilmente al sospiro. Un racconto in cui si evince in quegli anni la capacità di adattarsi e soprattutto di creare dolcezza perché la gente aveva voglia di dolcezza dopo i duri colpi della guerra».</p>
<figure id="attachment_12315" aria-describedby="caption-attachment-12315" style="width: 650px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-12315" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Sospiro-Trullo-Realistico-3.jpeg?x73391" alt="" width="650" height="413" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Sospiro-Trullo-Realistico-3.jpeg 1200w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Sospiro-Trullo-Realistico-3-300x191.jpeg 300w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Sospiro-Trullo-Realistico-3-1024x651.jpeg 1024w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /><figcaption id="caption-attachment-12315" class="wp-caption-text">Sospiro Trullo Realistico</figcaption></figure>
<p>L'articolo <a href="https://pugliosita.it/2026/06/10/il-sospiro-biscegliese-a-forma-di-trullo-la-risposta-del-pasticcere-nicola-giotti/">Il sospiro biscegliese a forma di trullo: la risposta del pasticcere Nicola Giotti</a> proviene da <a href="https://pugliosita.it">Pugliosità</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Andria 1931: il panino quasi tutto pugliese conquista le autostrade italiane</title>
		<link>https://pugliosita.it/2026/06/09/andria-1931-il-panino-quasi-tutto-pugliese-conquista-le-autostrade-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 07:00:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[prodotti]]></category>
		<category><![CDATA[Burrata di Andria igp]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Mennea]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://pugliosita.it/?p=12305</guid>

					<description><![CDATA[<p>La Burrata di Andria IGP conquista le aree di servizio italiane con un panino che racconta la Puglia quasi fino in fondo La Burrata di Andria IGP approda nelle aree di servizio della rete autostradale italiana con il nuovo panino &#8220;Andria 1931&#8221; firmato Autogrill ed inserito all’interno del progetto &#8220;Origini Edition&#8221;, l&#8217;iniziativa dedicata alla promozione...</p>
<p>L'articolo <a href="https://pugliosita.it/2026/06/09/andria-1931-il-panino-quasi-tutto-pugliese-conquista-le-autostrade-italiane/">Andria 1931: il panino quasi tutto pugliese conquista le autostrade italiane</a> proviene da <a href="https://pugliosita.it">Pugliosità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La Burrata di Andria IGP conquista le aree di servizio italiane con un panino che racconta la Puglia quasi fino in fondo</strong></p>
<p>La <a href="https://pugliosita.it/2025/09/24/burrata-di-andria-igp-experience-il-consorzio-di-tutela-promuove-lo-sviluppo-di-nuovi-mercati/">Burrata di Andria IGP</a> approda nelle aree di servizio della rete autostradale italiana con il nuovo panino &#8220;Andria 1931&#8221; firmato Autogrill ed inserito all’interno del progetto &#8220;Origini Edition&#8221;, l&#8217;iniziativa dedicata alla promozione delle eccellenze agroalimentari certificate DOP e IGP lungo i principali snodi della ristorazione di viaggio nel paese.</p>
<p>Il prodotto porta nel cuore dei viaggiatori la Burrata di Andria IGP affiancata dal Capocollo di Martina Franca: un connubio di territori e tradizioni che racconta la radicata ricchezza agroalimentare del territorio pugliese.</p>
<p><strong>La burrata di Andria tra gli IGP pugliesi</strong></p>
<p>Con un totale di 22 cibi IGP, la Puglia è la Regione numero 9 in Italia per prodotti agroalimentari a Indicazione Geografica Protetta. In questo quadro la Burrata di Andria occupa un posto di rilievo diventando uno dei simboli più noti della tradizione casearia pugliese.</p>
<p>Nata nelle campagne di Andria nei primi decenni del Novecento, è un formaggio fresco di latte vaccino a pasta filata, caratterizzato da un involucro esterno che racchiude un cuore cremoso di stracciatella e panna.</p>
<p>Dal 2016 la Burrata di Andria IGP gode del riconoscimento di Indicazione Geografica Protetta, con un disciplinare che regola ingredienti, lavorazione e area di produzione.</p>
<p>Le sue prime attestazioni risalgono al 1931 quando un mastro casaro andriese Lorenzo Bianchino diede vita a quella che sarebbe diventata una delle specialità più celebrate e riconoscibili della tradizione casearia pugliese e italiana grazie ad un’intuizione: a causa di una forte nevicata che colpì la Murgia, Bianchino decise di creare un sacchetto protettivo, fatto della stessa pasta della mozzarella, che contenesse il suo goloso ripieno.</p>
<p>Il nome “Andria 1931” parte proprio di qui.</p>
<figure id="attachment_11356" aria-describedby="caption-attachment-11356" style="width: 650px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-11356" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/03/burrata.jpg?x73391" alt="" width="650" height="650" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/03/burrata.jpg 1000w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/03/burrata-300x300.jpg 300w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/03/burrata-150x150.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /><figcaption id="caption-attachment-11356" class="wp-caption-text">Burrata di Andria IGP</figcaption></figure>
<p><strong>La burrata all’interno di un panino internazionale</strong></p>
<p>«L&#8217;inserimento della Burrata di Andria nella nuova selezione di panini di Autogrill», ha dichiarato Francesco Mennea, Direttore del Consorzio di tutela, «è sicuramente motivo di orgoglio per il lavoro di valorizzazione svolto dal Consorzio stesso che, dalla sua fondazione, ha operato per tutelare e promuovere nel mondo il simbolo gastronomico della Regione Puglia».</p>
<p>«Oggi», ha proseguito Mennea, «con l’inserimento in questa importante iniziativa di Autogrill, nata per celebrare la qualità italiana certificata DOP e IGP (per il quale si ringrazia oltre che Autogrill anche Fondazione Qualivita, Origin-Italia , il MASAF e  FIPE) non solo si riuscirà a raccontare al grande pubblico qual è l’originale Burrata, oggi riconosciuta dall’Unione Europea con l’Indicazione Geografica, ma promuoveremo anche il nostro territorio di produzione che è l’intera Puglia».</p>
<p><strong>Un panino non completamente pugliese</strong></p>
<p>C&#8217;è un ingrediente nel panino &#8220;Andria 1931&#8221; che racconta una storia diversa dagli altri. Mentre la Burrata di Andria IGP e il Capocollo di Martina Franca parlano chiaramente di Puglia, l&#8217;olio extravergine di oliva Toscano IGP arriva da un&#8217;altra regione, da un altro paesaggio, da un&#8217;altra cultura produttiva.</p>
<p>Una scelta che non passa inosservata, soprattutto alla luce di un dato difficile da ignorare: la Puglia è la prima regione olivicola d&#8217;Italia, con milioni di ulivi che ricoprono il territorio come una distesa argentata da Foggia al Salento.</p>
<p>«L&#8217;iniziativa di Autogrill», ha sottolineato Mennea, «nasce per celebrare la qualità italiana certificata DOP e IGP: non si tratta di presentare semplici prodotti regionali, ma di raccontare l&#8217;Italia delle Eccellenze a milioni di viaggiatori italiani e stranieri».</p>
<p>«Siamo orgogliosi», ha continuato il Direttore del Consorzio, «di vedere nel panino &#8220;Andria 1931&#8221; la Burrata di Andria abbinata a due altre straordinarie Indicazioni Geografiche: l&#8217;Olio Toscano IGP, eccellenza tra gli oli italiani certificati, e il Capocollo di Martina Franca. Così come siamo orgogliosi di essere presenti come ingrediente nel primo panino della linea &#8220;Origini Edition&#8221; presentato da Autogrill, il &#8220;Carpegna 1463&#8221;, insieme al Prosciutto di Carpegna DOP e all&#8217;Olio Terra di Bari DOP, altra eccellenza del nostro territorio».</p>
<p>«Nessun campanilismo», ha concluso Mennea, «ma la celebrazione delle Indicazioni Geografiche italiane DOP e IGP, capaci non solo di garantire qualità, ma di raccontare al mondo l&#8217;Italia delle Eccellenze».</p>
<p>L'articolo <a href="https://pugliosita.it/2026/06/09/andria-1931-il-panino-quasi-tutto-pugliese-conquista-le-autostrade-italiane/">Andria 1931: il panino quasi tutto pugliese conquista le autostrade italiane</a> proviene da <a href="https://pugliosita.it">Pugliosità</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Radici del Sud, la XXI edizione celebra il vino del Mezzogiorno a Gioia del Colle</title>
		<link>https://pugliosita.it/2026/06/08/radici-del-sud-la-xxi-edizione-celebra-il-vino-del-mezzogiorno-a-gioia-del-colle/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 09:02:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Gioia del Colle]]></category>
		<category><![CDATA[Radici del Sud]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://pugliosita.it/?p=12297</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dalle 11 alle 23, l&#8217;ex Distilleria Paolo Cassano apre le porte al pubblico per degustazioni, premiazioni e una grande festa del vino meridionale Giornata conclusiva di Radici del Sud a Gioia del Colle. Oggi, lunedì 8 giugno, l&#8217;ex Distilleria Paolo Cassano di Gioia del Colle ospita l&#8217;ultimo appuntamento con il Salone dei vini e degli...</p>
<p>L'articolo <a href="https://pugliosita.it/2026/06/08/radici-del-sud-la-xxi-edizione-celebra-il-vino-del-mezzogiorno-a-gioia-del-colle/">Radici del Sud, la XXI edizione celebra il vino del Mezzogiorno a Gioia del Colle</a> proviene da <a href="https://pugliosita.it">Pugliosità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dalle 11 alle 23, l&#8217;ex Distilleria Paolo Cassano apre le porte al pubblico per degustazioni, premiazioni e una grande festa del vino meridionale</strong></p>
<p>Giornata conclusiva di Radici del Sud a Gioia del Colle. Oggi, lunedì 8 giugno, l&#8217;ex Distilleria Paolo Cassano di Gioia del Colle ospita l&#8217;ultimo appuntamento con il Salone dei vini e degli oli del Mezzogiorno che dal 2005 porta all&#8217;attenzione nazionale e internazionale il patrimonio ampelografico delle regioni meridionali italiane.</p>
<p>La manifestazione, giunta al suo ventunesimo anno, ha puntato i riflettori sulla produzione di vino e olio delle regioni meridionali italiane, promuovendone qualità e valore attraverso il concorso dedicato ai vini da vitigni autoctoni, gli educational tour sui territori con gli operatori internazionali, incontri B2B tra produttori e buyer, banchi d&#8217;assaggio e seminari.</p>
<p><strong>Una giornata aperta a tutti</strong></p>
<p>Il calendario della manifestazione ha previsto dal 3 al 5 giugno tour nei territori per giornalisti e importatori internazionali; il 6 e 7 giugno giornate a porte chiuse dedicate al concorso dei vini del Sud e agli incontri tra importatori e produttori di vino e olio di Abruzzo, Molise, Basilicata, Campania, Calabria, Puglia, Sardegna e Sicilia.</p>
<p>Quella conclusiva è la giornata aperta al grande pubblico, con un programma articolato in tre momenti distinti.</p>
<p>Dalle 11 alle 12.30 si tiene la conferenza conclusiva con la premiazione dei migliori vini selezionati dalle quattro giurie. Nel pomeriggio, dalle 15 alle 21, il salone apre le porte alla stampa, agli importatori e al pubblico per la presentazione delle nuove annate di vini e oli, con un&#8217;area food che vede protagoniste aziende produttrici e di trasformazione e i cuochi del Sud Italia. In serata, dalle 21 in poi, spazio alla festa con i due chef Giammichele Pagone di Plebiscito 7 di Casamassima e Ottavio Surico del Borgo Antico di Gioia del Colle, dedicata agli 80 vini vincitori del concorso di quest&#8217;anno.</p>
<figure id="attachment_12299" aria-describedby="caption-attachment-12299" style="width: 488px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-12299" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Radici-del-Sud.jpg?x73391" alt="" width="488" height="650" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Radici-del-Sud.jpg 1200w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Radici-del-Sud-225x300.jpg 225w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Radici-del-Sud-768x1024.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 488px) 100vw, 488px" /><figcaption id="caption-attachment-12299" class="wp-caption-text">Masterclass organizzata a Radici del Sud</figcaption></figure>
<p><strong>Vent&#8217;anni di viticoltura meridionale in verticale</strong></p>
<p>L&#8217;edizione 2026 porta con sé un significato speciale. Sono previste verticali di 20 anni dei vini da vitigno autoctono delle regioni del Sud per raccontare la transizione epocale del vino meridionale, passato da una produzione industriale alla valorizzazione del territorio.</p>
<p>Un percorso che restituisce non solo la storia di un comparto, ma l&#8217;identità di un&#8217;intera civiltà agricola.</p>
<p><strong>Il dibattito: dal calo dei consumi all&#8217;opportunità di mercato</strong></p>
<p>La conferenza conclusiva non sarà dedicata solo alla premiazione. Dalle 11 alle 12.30, con il contributo di istituzioni ed esperti, si discuterà della trasformazione strategica del calo dei consumi da problema ad opportunità, e di quanto valore, trasparenza, benessere e linguaggio possano bastare per riposizionare la filiera vinicola, alle prese con la crescita della domanda di qualità e delle tendenze del 2026.  Un tema quanto mai attuale in un settore che, a livello globale, si interroga su come parlare alle nuove generazioni di consumatori.</p>
<p><strong>Le giurie internazionali</strong></p>
<p>A valutare le etichette di vini e oli provenienti da oltre 80 aziende di Puglia, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Sardegna e Sicilia sono state chiamate quattro giurie, due internazionali e due nazionali. La prima giuria internazionale è presieduta da Richard Baudains di Decanter e comprende Sarah Lane del Daily Telegraph, Christine Austin dello Yorkshire Post, Gwendolyn Alley di Wine Predator (USA) e Heather Dougherty di The Buyer. La seconda giuria internazionale è presieduta da Antonello Nicastri, sommelier dell&#8217;anno per la guida Gault-Millau e patron di un ristorante due stelle Michelin nei Paesi Bassi, affiancato da giornalisti e professionisti da USA, Corea del Sud e Svezia.</p>
<p>Tra gli importatori presenti figurano buyer da Corea del Sud, Vietnam, Australia, Polonia, Svizzera e Canada, a conferma della vocazione internazionale che Radici del Sud ha saputo costruire in oltre due decenni di attività.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto credit: Radici del Sud</p>
<p>L'articolo <a href="https://pugliosita.it/2026/06/08/radici-del-sud-la-xxi-edizione-celebra-il-vino-del-mezzogiorno-a-gioia-del-colle/">Radici del Sud, la XXI edizione celebra il vino del Mezzogiorno a Gioia del Colle</a> proviene da <a href="https://pugliosita.it">Pugliosità</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Torna la stagione delle conserve: quello che devi sapere prima di mettere il coperchio</title>
		<link>https://pugliosita.it/2026/06/07/torna-la-stagione-delle-conserve-quello-che-devi-sapere-prima-di-mettere-il-coperchio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jun 2026 07:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Conserve]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza alimentare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://pugliosita.it/?p=12290</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il rito del &#8220;mettere sotto&#8221; è una delle tradizioni più vive della Puglia. Ecco le regole per portare l&#8217;orto in tavola anche d&#8217;inverno, in tutta sicurezza. La cultura del &#8220;mettere sotto&#8221;, come si dice in dialetto per indicare la preparazione delle conserve, è una pratica radicata, tramandata di generazione in generazione, e che ancora continua...</p>
<p>L'articolo <a href="https://pugliosita.it/2026/06/07/torna-la-stagione-delle-conserve-quello-che-devi-sapere-prima-di-mettere-il-coperchio/">Torna la stagione delle conserve: quello che devi sapere prima di mettere il coperchio</a> proviene da <a href="https://pugliosita.it">Pugliosità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il rito del &#8220;mettere sotto&#8221; è una delle tradizioni più vive della Puglia. Ecco le regole per portare l&#8217;orto in tavola anche d&#8217;inverno, in tutta sicurezza.</p>
<p>La cultura del &#8220;mettere sotto&#8221;, come si dice in dialetto per indicare la preparazione delle conserve, è una pratica radicata, tramandata di generazione in generazione, e che ancora continua ad essere il metodo conosciuto e riconosciuto da molti.</p>
<p>Eppure, proprio questo gesto quotidiano e familiare, apparentemente innocuo, si trova al centro della Giornata Mondiale della Sicurezza Alimentare istituita da FAO e OMS il 7 giugno. Il tema scelto per il 2025 è &#8220;La scienza in azione&#8221;, che richiama l&#8217;attenzione sull&#8217;uso delle conoscenze scientifiche come chiave per ridurre le malattie, tagliare i costi e salvare vite umane. Un messaggio che suona globale, ma che ha radici profondamente domestiche</p>
<p>Parlare di sicurezza alimentare non significa solo fare riferimento a grandi industrie, catene di distribuzione o controlli nei supermercati. Il concetto tocca ogni anello della filiera, dal produttore al consumatore finale che prepara le conserve sul proprio balcone o nella cucina di casa. La sicurezza alimentare è la garanzia che un alimento non causi danni alla salute quando venga preparato e consumato secondo l&#8217;uso previsto.</p>
<p>In Italia, la normativa di riferimento per la produzione domestica e artigianale di conserve è piuttosto articolata. Il Ministero della Salute, in collaborazione con l&#8217;Istituto Superiore di Sanità, ha pubblicato nel corso degli anni linee guida specifiche per la preparazione casalinga di conserve vegetali.</p>
<p>I numeri che emergono da quel documento sono eloquenti: in Italia si registrano mediamente 20-30 casi di botulismo ogni anno, e nella stragrande maggioranza sono dovuti al consumo di conserve prodotte in ambito domestico senza rispettare le regole igieniche. La prevenzione, in questo caso, è l&#8217;unica vera arma.</p>
<p><strong>Dall&#8217;orto alla dispensa: guida pratica alla conservazione sicura di frutta e ortaggi</strong></p>
<p>Esistono diversi metodi di conservazione, ognuno adatto a specifici tipi di prodotto, con livelli di difficoltà e di rischio differenti.</p>
<p>La base di qualsiasi tecnica resta sempre l’igiene: mani pulite, attrezzature sterilizzate, prodotti sani e privi di ammaccature o muffe: senza questi presupposti, nessuna tecnica di conservazione può garantire un risultato sicuro.</p>
<p><strong>Sterilizzazione e pastorizzazione</strong></p>
<p>Secondo la definizione dell’americana Food and Drug Administration (FDA), la sterilizzazione è un processo capace di distruggere tutte le forme vitali dei microrganismi, incluse le spore batteriche, non applicabile a livello domestico dove invece è necessaria la pastorizzazione, in grado di eliminare la maggior parte dei microrganismi. Tale trattamento non altera la naturale consistenza del prodotto ma deve essere condotto in maniera accurata per evitarne il possibile deterioramento. Come dimostrato dall’ISS, il tempo di trattamento termico dipende dal tipo di alimento, dal modo in cui viene posto nel barattolo e dalle dimensioni di quest’ultimo. Il tempo necessario per produrre in modo sicuro conserve alimentari caratterizzate da bassa acidità a bagnomaria bollente varia da 7 a 11 ore; quello necessario per gli alimenti acidi varia da 5 a 85 minuti.</p>
<p><strong>Cottura degli alimenti</strong></p>
<p>La cottura è un metodo utilizzato fin dall’antichità per ridurre significativamente il numero di microrganismi ed enzimi naturalmente presenti negli alimenti aumentandone la conservabilità. La cottura, inoltre, modificando alcune caratteristiche chimico-fisiche degli alimenti, ne aumenta l’appetibilità, la digeribilità e in alcuni casi li rende commestibili, in quanto disattiva alcune sostanze tossiche e anti-nutrienti eventualmente presenti. Un’adeguata cottura può, tuttavia, risultare inefficace se successivamente ad essa non vengono messi in atto idonei accorgimenti, come per esempio il consumo in tempi brevi o la conservazione a temperature che rallentano la proliferazione microbica.</p>
<p><strong>La conservazione sott&#8217;aceto</strong></p>
<p>La regola fondamentale per questa preparazione è usare aceto con una concentrazione di acido acetico di almeno il 5-6%, che è quella dell&#8217;aceto di vino commerciale standard. I prodotti vanno ben lavati, asciugati e, nel caso di verdure voluminose, sbollentati brevemente prima di essere immersi nell&#8217;aceto. I vasetti, come sempre, devono essere sterilizzati e le conserve sott&#8217;aceto richiedono comunque una pastorizzazione finale a bagnomaria di almeno 15-20 minuti.</p>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-12291" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Sicurezza-alimentare-1-scaled.jpg?x73391" alt="" width="366" height="650" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Sicurezza-alimentare-1-scaled.jpg 1442w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Sicurezza-alimentare-1-169x300.jpg 169w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Sicurezza-alimentare-1-577x1024.jpg 577w" sizes="auto, (max-width: 366px) 100vw, 366px" /></strong></p>
<p><strong>Conservazione in olio</strong></p>
<p>Le verdure sott&#8217;olio sono forse le conserve più amate della tradizione pugliese.</p>
<p>La procedura corretta prevede sempre un passaggio preliminare in aceto (la cosiddetta &#8220;scottatura in aceto&#8221;) o in acqua acidulata con limone, che abbassa il pH della verdura prima che venga immersa nell&#8217;olio. La cottura dei vegetali non deve essere prolungata, essi devono risultare “al dente” altrimenti durante le fasi di conservazione perderanno completamente consistenza. Terminata la cottura devono essere scolati grossolanamente e lasciati raffreddare ed asciugare su un panno asciutto e pulito, quindi inseriti nel contenitore facendo attenzione a colmare tutti gli spazi vuoti, senza però schiacciarli troppo. A riempimento avvenuto, ricoprire completamente con l’olio e cercare di togliere l’eventuale aria ancora rimasta intrappolata nell’alimento, per poi procedere con la pastorizzazione.</p>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-12292" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Sicurezza-alimentare.jpeg?x73391" alt="" width="650" height="433" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Sicurezza-alimentare.jpeg 1600w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Sicurezza-alimentare-300x200.jpeg 300w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Sicurezza-alimentare-1024x682.jpeg 1024w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /></strong></p>
<p><strong>Frutta: marmellate, confetture e frutta sciroppata</strong></p>
<p>Le marmellate e le confetture sono tra le conserve più semplici da preparare in sicurezza, grazie alla combinazione di zucchero, calore e acidità.</p>
<p>Le composte di frutta sono conserve in cui il contenuto di zucchero è minore di quello delle marmellate e delle confetture. Si possono ottenere anche delle varianti senza aggiungere zucchero, utilizzando frutta molto matura che viene cotta per una ventina di minuti insieme al succo di limone quindi frullata e conservata. Si può conservare in frigorifero fino a 7 giorni, oppure più a lungo previa pastorizzazione come le altre conserve vegetali.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-12293" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Sicurezza-alimentare-3-scaled.jpg?x73391" alt="" width="433" height="650" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Sicurezza-alimentare-3-scaled.jpg 1706w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Sicurezza-alimentare-3-200x300.jpg 200w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Sicurezza-alimentare-3-683x1024.jpg 683w" sizes="auto, (max-width: 433px) 100vw, 433px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://pugliosita.it/2026/06/07/torna-la-stagione-delle-conserve-quello-che-devi-sapere-prima-di-mettere-il-coperchio/">Torna la stagione delle conserve: quello che devi sapere prima di mettere il coperchio</a> proviene da <a href="https://pugliosita.it">Pugliosità</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;oro rosso di Puglia: la ciliegia Ferrovia tra storia, terra e sagra</title>
		<link>https://pugliosita.it/2026/06/05/loro-rosso-di-puglia-la-ciliegia-ferrovia-tra-storia-terra-e-sagra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 07:15:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[prodotti]]></category>
		<category><![CDATA[Ciliegia Ferrovia]]></category>
		<category><![CDATA[ciliegia ferrovia Turi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://pugliosita.it/?p=12275</guid>

					<description><![CDATA[<p>Turi celebra la sua regina: tre giorni di festa, sapori e tradizione per la ciliegia più amata d&#8217;Italia Ci sono luoghi in Italia dove un singolo frutto è capace di definire l&#8217;identità di un intero territorio, di scandire le stagioni, di muovere l&#8217;economia e di richiamare ogni anno decine di migliaia di persone in festa....</p>
<p>L'articolo <a href="https://pugliosita.it/2026/06/05/loro-rosso-di-puglia-la-ciliegia-ferrovia-tra-storia-terra-e-sagra/">L&#8217;oro rosso di Puglia: la ciliegia Ferrovia tra storia, terra e sagra</a> proviene da <a href="https://pugliosita.it">Pugliosità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Turi celebra la sua regina: tre giorni di festa, sapori e tradizione per la ciliegia più amata d&#8217;Italia</strong></p>
<p>Ci sono luoghi in Italia dove un singolo frutto è capace di definire l&#8217;identità di un intero territorio, di scandire le stagioni, di muovere l&#8217;economia e di richiamare ogni anno decine di migliaia di persone in festa. Turi, un borgo di dodicimila abitanti nella Città Metropolitana di Bari, è uno di questi luoghi. E il frutto che lo ha reso famoso nel mondo ha un nome che racconta già da sé una storia: la Ciliegia Ferrovia è una varietà originaria delle Murge, in Puglia.</p>
<p><strong>Un nome che nasce lungo i binari</strong></p>
<p>Il nome &#8220;Ferrovia&#8221; si deve al fatto che il primo albero nacque da un nocciolo di ciliegie vicino al binario ferroviario delle Ferrovie Sud-Est, intorno al 1935. Secondo la tradizione, il primo esemplare di questa varietà fu notato nei pressi del casello delle Ferrovie del Sud Est di Sammichele di Bari, sulla linea Mungivacca-Putignano, e curato per diversi anni dal casellante ferroviario dell&#8217;epoca, Giorgio Rocco.</p>
<p>Un&#8217;altra versione romantica vuole invece che il nome derivi dal mezzo di trasporto: tra la fine degli anni &#8217;40 e l&#8217;inizio degli anni &#8217;50, quando si scoprì che la ciliegia era abbastanza dura e adatta al commercio, il trasporto non fu più gestito con i carri ma con la ferrovia, cioè con il treno. Qualunque sia l&#8217;origine vera, il nome è rimasto, ed è diventato un simbolo.</p>
<p>Esiste anche una terza leggenda, meno documentata ma affascinante: le origini delle ciliegie Ferrovia sembrano essere germaniche; si racconta che siano state portate nel nostro paese dai soldati tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale.</p>
<p><strong>Come si presenta: la regina delle ciliegie italiane</strong></p>
<p>La ciliegia Ferrovia di Turi è inconfondibile per il suo colore rosso vermiglio, la polpa croccante e il sapore dolce e succoso. È stata eletta ciliegia più buona d&#8217;Italia nel corso delle edizioni 2004, 2005, 2006, 2008, 2015 e 2016 del concorso &#8220;C. Locchi&#8221;, organizzato ogni anno ad Orvieto da Slow Food, Regione Lazio e Università della Tuscia.</p>
<p>Questi dolcissimi frutti rossi, di taglia medio-grande, hanno un profilo cuoriforme, una buccia di colore rosso vivo con sprazzi tendenti al bruno e una polpa sugosa, consistente e zuccherina. Sono classificate come durone: frutti di grossa pezzatura con peduncolo lungo. La buccia è rosso brillante, la polpa è molto consistente e croccante, di colore rosa, più scura vicino al nocciolo. Grazie alla sua eccellente resistenza alla conservazione e al trasporto, è tra le ciliegie italiane più esportate all&#8217;estero.</p>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-12276" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Ciliegia-ferrovia-1.jpeg?x73391" alt="" width="433" height="650" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Ciliegia-ferrovia-1.jpeg 1066w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Ciliegia-ferrovia-1-200x300.jpeg 200w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Ciliegia-ferrovia-1-682x1024.jpeg 682w" sizes="auto, (max-width: 433px) 100vw, 433px" /></strong></p>
<p><strong>Dove cresce e come viene coltivata</strong></p>
<p>La coltivazione della Ferrovia si è diffusa su gran parte del territorio sud-orientale di Bari, nei comuni di Turi e Conversano, che oggi sono i principali produttori in Italia. Turi, posta a 250 metri sul livello del mare, offre condizioni pedoclimatiche ideali per questo frutto nel territorio murgiano.</p>
<p>Il ciliegio Ferrovia è un albero di grandi dimensioni, con chioma espansa e vigorosa. È autoincompatibile e necessita di impollinatori come le varietà Giorgia o Lapins. Il ciliegio soffre le gelate tardive, predilige le zone riparate e ben esposte al sole; anche le piogge consistenti possono rovinare il raccolto, soprattutto durante il periodo primaverile, provocando la spaccatura dei frutti durante la maturazione. La siccità prolungata potrebbe compromettere la fioritura e di conseguenza il raccolto dell&#8217;anno successivo.</p>
<p>Durante i primi giorni di aprile iniziano a dare vita a prospere fioriture bianche, mentre la raccolta dei frutti viene effettuata solitamente nella seconda settimana di giugno. La raccolta può essere eseguita sia manualmente che in maniera meccanizzata, ma il prodotto ottenuto nel secondo caso è quello destinato alla lavorazione.</p>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-12277" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Ciliegia-ferrovia-3.jpeg?x73391" alt="" width="650" height="430" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Ciliegia-ferrovia-3.jpeg 1600w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Ciliegia-ferrovia-3-300x199.jpeg 300w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/06/Ciliegia-ferrovia-3-1024x678.jpeg 1024w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /></strong></p>
<p><strong>La Sagra: Turi si tinge di rosso</strong></p>
<p>Ogni anno, quando le ciliegie raggiungono la piena maturazione, Turi si trasforma. Dal 5 al 7 giugno 2026 torna la 34ª Sagra della Ciliegia Ferrovia: tre giorni dedicati alla ciliegia più famosa d&#8217;Italia, quella grossa, rossa e croccante che nasce nelle Murge pugliesi. Ingresso gratuito, stand gastronomici, musica, arte e un intero borgo che profuma di estate.</p>
<p>La Sagra della Ciliegia Ferrovia di Turi è uno degli eventi enogastronomici più attesi in Puglia: ogni anno richiama migliaia di visitatori tra appassionati di prodotti tipici, turisti e famiglie, trasformando il centro storico in un percorso di sapori, musica e tradizioni contadine. L&#8217;evento celebra non solo il frutto, ma l&#8217;identità agricola del territorio, con degustazioni, stand, spettacoli e iniziative culturali.</p>
<p>L&#8217;associazione culturale &#8220;In Piazza&#8221;, attiva dal 2015 nella promozione del territorio, ha costruito un calendario lungo tre mesi, &#8220;Il tempo delle ciliegie a Turi&#8221;, che anima il paese tra aprile e giugno. La sagra è il culmine di un percorso lungo due mesi.</p>
<p>Il programma della 34ª edizione comprende stand enogastronomici e degustazioni, concerti e DJ set ogni sera, mostre diffuse nel borgo, il concorso gastronomico MasterCherry, talk, visite guidate e spettacoli itineranti. Il concorso vede chef professionisti, appassionati e giovani talenti sfidarsi con la ciliegia Ferrovia come ingrediente principale, tra show cooking, degustazioni e stand.</p>
<p><strong>Un frutto, un&#8217;identità</strong></p>
<p>La Ciliegia Ferrovia non è soltanto un prodotto agricolo di eccellenza. È il racconto di una comunità che ha saputo trasformare un territorio in qualcosa di unico e irripetibile. Le chiamano &#8220;oro rosso di Puglia&#8221; perché anche nell&#8217;aspetto si mostrano come autentici gioielli: grandi, rosse, lucenti, consistenti, saporite.</p>
<p>L'articolo <a href="https://pugliosita.it/2026/06/05/loro-rosso-di-puglia-la-ciliegia-ferrovia-tra-storia-terra-e-sagra/">L&#8217;oro rosso di Puglia: la ciliegia Ferrovia tra storia, terra e sagra</a> proviene da <a href="https://pugliosita.it">Pugliosità</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 87/233 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Lazy Loading (feed)
Minified using Redis
Database Caching 17/63 queries in 0.033 seconds using Redis

Served from: pugliosita.it @ 2026-06-30 04:54:19 by W3 Total Cache
-->