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	<title>Vendemmia Archivi - Pugliosità</title>
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	<title>Vendemmia Archivi - Pugliosità</title>
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		<title>Bilancio post vendemmia: il Primitivo di Manduria cala nella produzione con grappoli di qualità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Sep 2024 07:00:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Primitivo di Manduria]]></category>
		<category><![CDATA[Vendemmia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Novella Pastorelli, Presidente del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria, ufficializza la conclusione della vendemmia 2024. Nonostante un calo della produzione che si aggira intorno al 40%  rispetto all&#8217;anno precedente, la qualità delle uve raccolte si conferma eccellente come sempre. &#8220;Abbiamo iniziato la vendemmia con due settimane di anticipo rispetto agli anni passati con...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Novella Pastorelli</strong>, Presidente del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria, ufficializza la conclusione della vendemmia 2024. Nonostante un calo della produzione che si aggira intorno al 40%  rispetto all&#8217;anno precedente, la <strong>qualità delle uve raccolte si conferma eccellente come sempre.</strong></p>
<p>&#8220;Abbiamo iniziato la vendemmia con due settimane di anticipo rispetto agli anni passati con una riduzione della produzione di circa il 40% ma indubbiamente abbiamo mantenuto <strong>una qualità eccellente per le nostre uve</strong>. &#8211;  dichiara Novella Pastorelli- Il caldo prolungato e la siccità prepotente hanno influito sulla dimensione dei grappoli che risultano più piccoli ma il loro stato di salute è straordinario e la maturazione anticipata ha permesso di ottenere uve con una gradazione alcolica più elevata rispetto agli anni precedenti. Desidero esprimere un sincero ringraziamento a tutti i viticoltori dei 18 comuni dell’areale che, con il loro lavoro costante e la loro dedizione, hanno reso possibile il successo di questa vendemmia. Il loro impegno quotidiano, anche di fronte a condizioni climatiche complesse è essenziale per preservare e promuovere l&#8217;eccellenza del Primitivo di Manduria”.</p>
<p>“Stiamo attraversando un momento delicato, segnato da una crisi vitivinicola mondiale di natura ciclica, nella quale, purtroppo, non mancano come ogni anno speculatori senza scrupoli che praticano politiche economiche sleali ai danni dei nostri viticoltori i quali per diverse ragioni si trovano spesso costretti a svendere il proprio prodotto.</p>
<p>Il Consiglio di Amministrazione, in questi anni, ha adottato tutte le misure previste dalla normativa vigente per tutelare il bene comune. Tuttavia, è importante ricordare che non è prerogativa del Consorzio intervenire nelle trattative private. Il calo naturale della pressione produttiva sulla DOC e la conseguente riduzione delle rese IGP porteranno, siamo certi, risultati positivi sul fronte delle giacenze che, attualmente, stanno attanagliando molte delle nostre cantine. Sono fiduciosa perché le crisi spesso aprono la strada al progresso. Continuiamo a lavorare insieme, non solo per mantenere alto il nome del Primitivo di Manduria ma anche per proteggere e valorizzare questo patrimonio vitivinicolo a livello globale. Le nuove sfide ci permetteranno di esplorare nuovi mercati e attrarre nuovi consumatori, garantendo così un futuro solido e prospero per la nostra denominazione. – conclude Pastorelli &#8211; Il nostro Consorzio continua a monitorare attentamente la qualità delle produzioni e a garantire che il Primitivo di Manduria rimanga un simbolo di tradizione, passione e qualità nel panorama vinicolo internazionale. La vendemmia 2024 si distingue per l&#8217;elevata qualità del Primitivo di Manduria, confermando il legame indissolubile tra la terra e i suoi produttori. Questo legame, radicato nella tradizione, continua a rafforzarsi grazie all&#8217;impegno di coloro che ogni giorno lavorano per mantenere viva una storia vitivinicola antica e prestigiosa”.</p>
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		<title>Ripartono le feste del vino, la Puglia celebra il post vendemmia</title>
		<link>https://pugliosita.it/2023/10/27/ripartono-le-feste-del-vino-la-puglia-celebra-il-post-vendemmia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[di Vito Prigigallo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Oct 2023 07:00:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Vendemmia]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da Rutigliano a Conversano passando per Turi e andando poi a Acquaviva e Noci. Questo cantone di Puglia celebra il vino tra ottobre e novembre. Che è tempo di vendemmia. Ha esordito Turi, che ha illustrato il suo bellissimo borgo antico con le luci del vino primitivo, un vero culto da queste parti, al pari...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Da Rutigliano a Conversano passando per Turi e andando poi a Acquaviva e Noci. Questo cantone di Puglia celebra il vino tra ottobre e novembre. Che è tempo di vendemmia.</p>
<p>Ha esordito Turi, che ha illustrato il suo bellissimo borgo antico con le luci del vino primitivo, un vero culto da queste parti, al pari delle ciliegie Ferrovia e delle percoche. Sabato 21 e domenica 22 si è infatti svolta la decima edizione di Bacco per Bacco.</p>
<p>Che ha fatto da apripista per gli altri due eventi.</p>
<p>Rutigliano, terra di uva da tavola e di vigneti a tendone, festeggia il vino (ricordiamo che la Puglia produce il 16% del vino IGT italiano) e i vitigni con la quarta edizione del Puglia wine festival, festa del vino e dei sapori d’autunno” prevista da venerdì 27 a domenica 29 ottobre. Anche nel caso della città del Fischietto, lo scenario è tra i più suggestivi, il centro storico e piazza Colamussi, che diviene il centro di gravità permanente di innumerevoli sagre. Il calice di cristallo appeso al collo è ormai divenuto una sorta di dress-code dei degustatori, amatori o esperti che siano. Numerose le cantine (dalla Crifo di Ruvo alla Lanzolla di Cassano, dalle aziende D’Alessandro e Achille di Conversano alla Di Donna di Rutigliano, dalla Giuliani di Turi alla Tenuta Viglione di Santeramo) che offriranno il loro prodotto, cosparse nelle viuzze, negli slarghi, nei claustri, nelle piazzette della città vecchia, all’ombra della Torre normanna. Scorci ricchi di fascino, resi ancora più suggestivi dagli allestimenti a tema autunnale con le luminarie. Non poteva mancare la musica popolare, con i Cipurrid che si esibiranno venerdì 27, l’Orchestra Mancina che salirà sul palco sabato e i Terraross che faranno ballare tutti domenica sera.</p>
<p>Proprio mentre mancheranno poche ore al via della sagra di Rutigliano, sarà presentata la manifestazione di Conversano. Nella città angioino-aragonese Novello sotto il castello (10-12 novembre) è alla edizione n°13 ed è ormai un punto fermo tra gli eventi capaci di attrarre grandi folle di visitatori. Nel monastero di San Benedetto previsti gli interventi, tra gli altri, dell’assessore regionale Donato Pentassuglia, del dirigente regionale Aldo Patruno e del consigliere regionale Francesco Paolicelli.</p>
<p>Insieme all’azienda del comparto ortofrutticolo Fruttaviva, che ha lanciato sul mercato la “castagna segreta”, insieme al partner “castanas el comùn” coltivate in un territorio unico qual è la Sierra de las Villuercas, a sud-est della provincia di Cáceres, in Guadalupa. Spettacolo assicurato con il bassista di Jovanotti Saturnico Celani, con The Sidh e la sua musica elettro-celtica e con la musica rigenerativa di ReacTJ.</p>
<p>Nel frattempo, Acquaviva proporrà la Festa del vino primitivo e del cece nero e Noci confermerà la sua vocazione enogastronomica con Bacco nelle gnostre, in programma il 18 e 19 novembre.</p>
<p>Nella cittadina delle fontane, l&#8217;evento si svolgerà sabato 4 novembre. Esso seguirà un percorso lungo i vicoli che collegano piazza San Paolo e piazza Don Albertario, creando un&#8217;atmosfera tipicamente autunnale e valorizzando il piccolo borgo. Come sempre ricchi di prelibatezze gli stand gastronomici che proporranno ai visitatori antiche ricette preparate con il gustoso cece nero, prodotti locali e castagne, il tutto accompagnato dal primitivo, vino “tosto” per eccellenza.</p>
<p>Le gnostre sono i tipici cortiletti nel paese vecchio a Noci: sono la cornice di questa festa, durante la quale si potranno gustare pietanze gastronomiche e il novello pugliese, in una atmosfera festosa e vivace, con sbandieratori, artisti di strada e musici, tra suoni di pizzica e tarantella.</p>
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		<title>La vendemmia 2023 rappresenta una sfida per il vino pugliese, meno quantità e più qualità in bottiglia</title>
		<link>https://pugliosita.it/2023/10/04/la-vendemmia-2023-rappresenta-una-sfida-per-il-vino-pugliese-meno-quantita-e-piu-qualita-in-bottiglia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Oct 2023 07:00:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Primitivo di Manduria]]></category>
		<category><![CDATA[Vendemmia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’annata 2023 sarà ricordata tra le più difficili vendemmie della storia vitivinicola italiana. Tante difficoltà, che hanno spinto anche alcune cantine pugliesi alla scelta sofferta di non vendemmiare, mentre chi l’ha fatto ha riscontrato molte problematiche rispetto alle stagioni passate. La diffucione della peronospora ha compromesso gran parte del racconto, il cambiamento climatico in atto...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’annata 2023 sarà ricordata tra le più difficili vendemmie della storia vitivinicola italiana. Tante difficoltà, che hanno spinto anche alcune cantine pugliesi alla scelta sofferta di non vendemmiare, mentre chi l’ha fatto ha riscontrato molte problematiche rispetto alle stagioni passate. La diffucione della peronospora ha compromesso gran parte del racconto, il cambiamento climatico in atto e gli aumenti esponenziali subiti sul vetro, sughero e su tutto il processo produttivo in generale ha determinato una vendemmia giocata sulla difensiva.</p>
<p>Il presidente del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria, Novella Pastorelli, ha espresso le sue considerazioni sulla recente vendemmia del celebre vino pugliese.“Nonostante una produzione contenuta in termini di quantità, la qualità si è rivelata eccellente”.</p>
<p>“La resa della vendemmia si è attestata a un livello inferiore, con una riduzione del 35% rispetto all&#8217;anno precedente. Tuttavia, le uve raccolte si sono distinte per la loro ottima qualità, caratterizzate da una buccia ben sviluppata e consistente. Questo vuol dire che avremo vini ricchi di colore e struttura. &#8211; sottolinea il presidente Pastorelli &#8211; Quest&#8217;anno, la raccolta è stata una sfida a livello nazionale, con il clima e le malattie della vite, tra cui la peronospora, a creare difficoltà. Tuttavia, nei 18 comuni della nostra area di produzione, la situazione è stata varia. Nonostante le sfide iniziali la situazione poteva essere peggiore. In un contesto inizialmente critico, con le condizioni meteo avverse che caratterizzavano la fine di luglio e l&#8217;inizio di agosto, si è poi verificata una significativa stabilizzazione atmosferica. L&#8217;assenza di piogge e, soprattutto, la persistente ventosità di tramontana per oltre due settimane, un evento insolitamente raro che non si verificava da decenni, hanno agevolato un processo di appassimento delle uve Primitivo di Manduria. Questo processo ha contribuito in modo significativo a una maggiore concentrazione degli zuccheri, ponendo così le basi per una vendemmia di qualità”.</p>
<p>Concludendo, nonostante la sfida rappresentata dalle malattie e dalle condizioni climatiche iniziali avverse, la vendemmia 2023 del Primitivo di Manduria si distingue per la sua eccellente qualità, promettendo vini di alta classe per gli amanti del Primitivo di Manduria in tutto il mondo.</p>
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		<title>Clemente Zecca: “È difficile fare previsioni, il comparto del vino ha dimostrato di reggere”</title>
		<link>https://pugliosita.it/2022/10/18/clemente-zecca-e-difficile-fare-previsioni-il-comparto-del-vino-ha-dimostrato-di-reggere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[di Claudio Miola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Oct 2022 06:30:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Imprenditori]]></category>
		<category><![CDATA[Conti Zecca]]></category>
		<category><![CDATA[Vendemmia]]></category>
		<category><![CDATA[Vino pugliese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È una falla da quasi 1,5 miliardi di euro quella causata da gas ed energia sul vino italiano. Anche uno dei comparti del made in Italy più in salute è costretto a lanciare l’allarme e ora il timore principale è che all’escalation dei costi si aggiunga la crisi dei consumi, in Italia e nel mondo....</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È una falla da quasi 1,5 miliardi di euro quella causata da gas ed energia sul vino italiano. Anche uno dei comparti del made in Italy più in salute è costretto a lanciare l’allarme e ora il timore principale è che all’escalation dei costi si aggiunga la crisi dei consumi, in Italia e nel mondo. Secondo l’indagine dell’<strong>Osservatorio Uiv-Vinitaly</strong> compiuta nell’ultima settimana sulle imprese del Belpaese, il surplus dei soli costi energetici (+425 milioni di euro) e, di conseguenza, delle materie prime secche (oltre 1 miliardo in più per vetro, carta, cartone, tappi, alluminio) valgono da soli un aumento dell’83% rispetto ai budget di inizio 2022. A questi si aggiungono altre voci in incremento (vino sfuso, costi commerciali, forza lavoro) che portano a un aumento dei costi totali di quest’anno del 28%. Il risultato, secondo l’indagine compiuta su un panel in rappresentanza del 30% del mercato, ha il sapore di una beffa per il settore.</p>
<p>L’incremento dei listini stimati dall’Osservatorio nei primi 9 mesi di quest’anno è infatti del 6,6%, un dato positivo ma insufficiente per coprire una variazione al rialzo dei prezzi che le imprese hanno richiesto nell’ordine dell’11%. Il gap equivalente è pari a 600 milioni di euro di costi non coperti da ricavi che il vino italiano è costretto a sostenere per rimanere sul mercato. A rimetterci più di tutte sono proprio le aziende di filiera, il cluster più numeroso – ma con minor forza contrattuale &#8211; composto perlopiù da piccole imprese che producono, vinificano e imbottigliano tutto, o quasi, in casa propria. Ma, salvo eccezioni, anche gli industriali del vino e il mondo della cooperazione sono in sofferenza a causa di una dinamica che penalizza in particolare i segmenti basic e popular dell’offerta, a partire dagli spumanti di prezzo medio. Diverso l’impatto sulla fascia premium, non solo perché in grado di assorbire meglio le variazioni ma anche in virtù di un mercato maggiormente disposto ad accettare le richieste di aumento dei listini. In questo scenario si colloca l’intervista a <strong>Clemente Zecca</strong>, produttore di una delle cantine più importanti della Puglia, Conti Zecca a Leverano, gli abbiamo posto alcune domande per comprendere il sentiment durante il periodo più importante per un’azienda vitivinicola, la fase della vendemmia.</p>
<p><strong>Quali sono i vitigni più rappresentativi della vostra cantina?</strong></p>
<p>I vitigni autoctoni per eccellenza del nostro territorio sono senza dubbio Negroamaro e Primitivo. Noi di Conti Zecca siamo molto focalizzati sul Negroamaro che, grazie alla sua struttura, alla persistenza e al suo carattere deciso, racconta meglio di altre varietà il Salento più autentico.</p>
<p>Per le varietà a bacca bianca coltiviamo principalmente Malvasia bianca, Fiano e Vermentino. Sono le caratteristiche pedoclimatiche degli specifici appezzamenti dove viene coltivata ogni varietà a rendere il corredo organolettico dei vini prodotti unico e irriproducibile.</p>
<p><strong>A quanto ammonta la vostra produzione totale e quanti ettari vitati possedete?</strong></p>
<p>Conti Zecca è un’azienda agricola a conduzione famigliare sin dalla sua nascita. La nostra famiglia possiede circa 320 ettari che si estendono tra Leverano, Veglie e Salice Salentino e produciamo i nostri vini solo dalle uve qui coltivate. La produzione annua si aggira intorno ai 2.800.000 bottiglie, che includono le linee destinate al canale HoReCa e quelle per la GDO.</p>
<p><strong>Quanto inciderà l’aumento dei costi sul prezzo finale per questa nuova annata?</strong></p>
<p>Tra pandemia e tensioni geopolitiche, l’aumento delle materie prime e il caro prezzi stanno mettendo in seria difficoltà i settori produttivi. Lo scorso anno il rincaro si è tradotto in un aumento del 10% circa, considerando energia e materie prime, e per quest’anno la situazione è ancora in divenire. Oltre a questo, un altro problema che stiamo incontrando ormai da mesi è la difficoltà di approvvigionamento di vetro, carta e altri materiali, nonostante cerchiamo di programmare e pianificare il più possibile le nostre forniture.</p>
<p><strong>Quali aumenti medi subirà il vostro mercato/clientela, e se state guardando ad un nuovo mercato per vendere, laddove non sia stato fatto; la produzione invenduta negli anni della pandemia?</strong></p>
<p>L’aumento dei listini sarà graduale e non è nella nostra politica penalizzare i clienti con incrementi sconsiderati per poter assorbire i plus di produzione. Se dobbiamo vedere un lato positivo, possiamo dire che questa crisi può rappresentare un’opportunità per migliorare il posizionamento di alcuni vini, perché se i consumi tengono, significa che il valore percepito dal consumatore è più alto rispetto al prezzo praticato.</p>
<p>Da tempo, la forte espansione dell’export ci sta consentendo di incrementare la nostra presenza anche nei mercati stranieri. Tuttavia, tale crescita è da considerarsi un percorso graduale negli anni e priva di incrementi esponenziali, poiché cerchiamo di essere coerenti con la nostra identità produttiva. Fortunatamente, la problematica di giacenze invendute durante la pandemia non ha impattato in modo significativo la nostra cantina anche se le chiusure di ristoranti e attività hanno senza dubbio causato un’inflessione, come in molti settori.</p>
<p><strong>Il caldo intenso di questa estate che ripercussioni avrà sulla vendemmia?</strong></p>
<p>L’andamento climatico di quest’anno ha portato a una vendemmia precoce, con rese più basse. Ormai da anni la gestione dei nostri vigneti è improntata a renderli quanto più equilibrati possibile, in modo che anche in presenza di fenomeni atmosferici imprevedibili e violenti, la pianta possa reagire al meglio.</p>
<p>Il problema più urgente che stiamo riscontrando è la mancanza della risorsa più importante e indispensabile per l’agricoltura: l’acqua. Sarebbe davvero di aiuto fondamentale l’installazione di un dissalatore nel nostro territorio.</p>
<p><strong>In questo clima generale di cambiamenti siete nelle condizioni di poter fare delle previsioni future sulla vostra realtà?</strong></p>
<p>La pandemia ha dimostrato che, seppur preparati ad ogni evenienza, possono intervenire avvenimenti su cui non si ha controllo e quello che possiamo fare è continuare a fare il nostro lavoro con ancora più cura e tenacia. È difficile fare previsioni sulle reazioni del mercato in questo costante clima di incertezza che ormai, per varie ragioni, ci accompagna da tempo, ma quello del vino è un settore che ha dimostrato di reggere nonostante le difficoltà, dando prova di grande solidità e dinamismo. Non possiamo permetterci di essere pessimisti proprio ora.</p>
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