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	<title>Pizzarello Giovinazzo Archivi - Pugliosità</title>
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		<title>Farina, sale e tradizioni: il pizzarello tra Molfetta, Giovinazzo e Terlizzi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Apr 2025 08:00:44 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Pizzarello]]></category>
		<category><![CDATA[pizzarello di Molfetta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://pugliosita.it/2025/04/16/farina-sale-e-tradizioni-il-pizzarello-tra-molfetta-giovinazzo-e-terlizzi/">Farina, sale e tradizioni: il pizzarello tra Molfetta, Giovinazzo e Terlizzi</a> proviene da <a href="https://pugliosita.it">Pugliosità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<section class="l-section wpb_row height_medium"><div class="l-section-h i-cf"><div class="g-cols vc_row via_flex valign_top type_default stacking_default"><div class="vc_col-sm-12 wpb_column vc_column_container"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"><div class="wpb_text_column"><div class="wpb_wrapper"><p>Il <strong>pizzarello</strong> è un racconto: narra la tradizione di un territorio che, nelle sue molteplici identità, condivide radici comuni. Cambiano gli ingredienti, ma resta immutato il suo valore: quello di un cibo semplice che unisce, nutre e custodisce la memoria della comunità, intrecciandosi con gli elementi del folclore religioso locale. E tra impasti, profumi e devozione, “u’ pizzariddè” continua a portare in tavola storie di identità e tradizione.</p>
<p>Attraverso un approfondimento speciale a cura del Viva Network in collaborazione con Pugliosità, raccontiamo questo prodotto lungo un itinerario che dalla costa, nelle città di Molfetta e Giovinazzo, si sposta nell’entroterra verso Terlizzi.</p>
<p>Condotto dalla giornalista del Viva Network Ida Vinella, con la regia di Davide Petruzzella, per la realizzazione del video &#8220;Pizzarello: farina, sale e tradizioni&#8221; hanno collaborato Nico Magarelli e Domenico Pace (Pane &amp; Amore – Molfetta), Francesco Manzari (La Nuova Tradizione – Terlizzi), Natale Scioscia (Voglia di Pane &#8211; Giovinazzo), Paolo Malerba (TerlizziViva), Gianluca Battista (GiovinazzoViva).</p>
<p>Ecco come si presenta nelle tre città della diocesi.</p>
<p>A Molfetta la ricetta è molto semplice: farina, acqua, lievito e olio. La sua farcitura tradizionale è con tonno, capperi, pomodori e olio EVO. Nel corso dei secoli si consolida la tradizione legata alla Quaresima e ai riti penitenziali: sia i confratelli, protagonisti delle processioni, sia i fedeli non rinunciano a questo simbolo immancabile della Settimana Santa molfettese.</p>
<p>Nella vicina Giovinazzo il pizzarello è molto simile alla tradizione molfettese. Anche qui l’origine narra di un prodotto realizzato in casa e distrubuito ai confratelli per le processioni notturne. Le Confraternite giovinazzesi arrivano a ordinarne anche 30 kg ciascuna, rafforzando il legame con i fornai locali.</p>
<p>A Terlizzi il pizzarello, pur condividendo il nome con la variante molfettese, è tutta un’altra storia: ha una forma allungata, con un impasto tipo focaccina, e si contraddistingue per la presenza sul dorso di sei pomodori (tre per lato), con un richiamo religioso alla Trinità e ai tre chiodi del Cristo crocifisso. Farcito spesso con mortadella e provolone, non è strettamente legato alla Quaresima: si mangia tutto l’anno, soprattutto il venerdì.</p>
</div></div></div></div></div></div></div></section>
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