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	<title>Palombara Tenute Rubino Archivi - Pugliosità</title>
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	<title>Palombara Tenute Rubino Archivi - Pugliosità</title>
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		<title>Tenute Rubino scrivono un nuovo capitolo nella storia del Primitivo di Manduria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[di Stefania Leo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Dec 2021 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Palombara Tenute Rubino]]></category>
		<category><![CDATA[Vino primitivo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Precursori nell&#8217;export del Primitivo, ora portano sul mercato il Progetto Palombara, frutto della prima vendemmia nell&#8217;omonima tenuta di Lizzano. Può un vino soddisfare i sensi e accompagnare una cena per tutte le portate principali? Tenute Rubino e Giuseppe Cupertino, Presidente FIS Puglia e sommelier del ristorante Due Camini di Borgo Egnazia, hanno dimostrato che non...</p>
<p>L'articolo <a href="https://pugliosita.it/2021/12/09/tenute-rubino-scrivono-un-nuovo-capitolo-nella-storia-del-primitivo-di-manduria/">Tenute Rubino scrivono un nuovo capitolo nella storia del Primitivo di Manduria</a> proviene da <a href="https://pugliosita.it">Pugliosità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Precursori nell&#8217;export del Primitivo, ora portano sul mercato il <strong>Progetto Palombara</strong>, frutto della prima vendemmia nell&#8217;omonima tenuta di Lizzano.</p>
<p>Può un vino soddisfare i sensi e accompagnare una cena per tutte le portate principali? <strong>Tenute Rubino </strong>e <strong>Giuseppe Cupertino</strong>, <strong>Presidente FIS Puglia</strong> e sommelier del ristorante <strong>Due Camini di</strong> <strong>Borgo Egnazia</strong>, hanno dimostrato che non solo è possibile, ma è anche un&#8217;esperienza destinata a diventare naturale. Infatti, dati gli effetti del cambiamento climatico, raffreddare il vino rosso non sarà più una stravaganza, bensì un&#8217;esigenza, che potrebbe portare a vivere emozioni enogastronomiche tutt&#8217;altro che prevedibili.</p>
<p>In una serata magica <strong>Luigi Rubino</strong>, proprietario dell’azienda, e sua moglie <strong>Romina</strong> hanno svelato la nuova creatura: <strong>Palombara Primitivo di Manduria Doc 2019</strong>. Questo progetto, nato nella tenuta agricola <strong>di Lizzano</strong>, nel cuore della <strong>Doc di Manduria</strong>, è stato il fulcro di una cena pensata in collaborazione con lo <strong>chef Domingo Schingaro</strong>, che ha portato in tavola tre piatti a cui, a diverse temperature, il <strong>Palombara</strong> è riuscito a dare spessore. Ogni calice è stata un&#8217;occasione per riflettere su quanta strada il Primitivo ha percorso per trasformarsi da uva da taglio in eccellenza in bottiglia e simbolo della Puglia del vino nel mondo.</p>
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<p><strong>«L&#8217;Amarone lo fa l&#8217;uomo, il Primitivo lo fa la natura»</strong></p>
<p><strong> </strong>Ma facciamo un passo indietro. Il vigneto di <strong>Palombara a Lizzano</strong>, nel cuore dell’arco ionico tarantino, è il terroir dove nasce il <strong>Palombara Primitivo di Manduria DOC</strong>. Qui le uve di Primitivo trovano il loro habitat ideale, grazie alle peculiari condizioni pedoclimatiche del territorio. <strong>Tenuta Palombara</strong> è stata dedicata interamente all’allevamento del Primitivo: 24 ettari complessivi, dislocati ad un’altitudine di 68 metri s.l.m., di cui 22 sono quelli vitati. Il frutto dell&#8217;annata 2019 è stato sintetizzato in 30.000 bottiglie.</p>
<p>Il progetto <strong>Palombara</strong> è solo l&#8217;ultimo tassello dell&#8217;importante storytelling del Primitivo (ma non solo) fatto dalla <strong>famiglia Rubino</strong> negli anni. All&#8217;estero uno dei vitigni simbolo della Puglia viene spesso chiamato <em>&#8220;baby Amarone&#8221;</em>. Ma <strong>Luigi Rubino</strong>, che ha visto la genesi del fenomeno Primitivo oltre i confini nazionali, ci tiene a precisare: <strong>«l&#8217;Amarone lo fa l&#8217;uomo, il Primitivo lo fa la natura. Ha una caratteristica unica, che dipende dalla maturazione degli acini sulla pianta»</strong>. L&#8217;uomo non può far altro che osservare e non perdere il momento giusto.</p>
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<p><strong>Primitivo, un lungo cammino</strong></p>
<p>Portare il Primitivo fuori dalla Puglia non è stato facile. «Prima di tutto, dovevamo far capire da che parte dell&#8217;Italia da cui venivamo: ancora oggi non è sempre chiaro. Per questo, quando viaggiamo per lavoro, magari in Medioriente, andiamo sempre in giro con delle cartine su cui ci posizioniamo rispetto alle classiche mete dell&#8217;enoturismo italiano, raccontando un&#8217;Italia diversa, piena di sole e sapori mediterranei. Affascinante perché sconosciuta».</p>
<p>Con circa 150.000 bottiglie prodotte e una quota di export del 60% (che arriva a toccare anche il Giappone), <strong>Tenute Rubino</strong> ha trasformato gli acquirenti in ambasciatori della Puglia. «La chiave di volta che ha permesso di farci conoscere in contesti internazionali è stato il mix di innovazione, di novità legata al nome del produttore, un&#8217;interpretazione del territorio moderno, che guardasse anche all&#8217;eleganza, cosa non scontata per quelli che un tempo erano considerati vini da taglio». E Tenute Rubino, il mondo del taglio, non lo ha mai vissuto: è passato dal produrre uva a imbottigliare vino. «Quando abbiamo capito quanto valevano le nostre uve per i nostri acquirenti, presi della passione per il mondo del vino, abbiamo voluto avvicinarci a questo mondo, andando avanti senza paraocchi, soprattutto in termini di interpretazione della vinificazione del Primitivo».</p>
<p>In casa Rubino non si parla, ovviamente, di Primitivo, ma di Primitivi. Anche il lavoro di mappatura e declinazione del vitigno in diverse zone ha reso importante il lavoro fatto dall&#8217;azienda con sede a Brindisi. Il lavoro dell&#8217;enologo Luca Petrelli è servito a non trasformare le alte gradazioni in uno svantaggio, soprattutto all&#8217;estero, portando fuori dai confini un vino di grande corpo in perfetto equilibrio.</p>
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<p><strong>Vino unico, tre temperature per tre piatti</strong></p>
<p>La cena pensata da <strong>Schingaro</strong>, <strong>Cupertino</strong> e la <strong>famiglia Rubino</strong> ha visto come entreès un uovo croccante morbido, con schiacciata di patate, tartufo e tartare di scampo, accompagnato da un calice di Palombara servito tra 5 e 7 gradi. L&#8217;abbinamento è stato pensato per far esprimere al vino il suo animo versatile ed eclettico ed esaltare la freschezza del frutto rosso maturo. <strong>La minestra di crostacei e ceci accostata al Palombara servito a 12 gradi</strong>, è stato un omaggio succulento di Schingaro e Cupertino al territorio pugliese. Infine due proposte di secondo, una a base di carne di maiale, rucola e melagrana e una a base di pesce con ombrina, salsa alla cacciatora e rapa. Due piatti strutturati, scelti in abbinamento ad un calice di Palombara servito a 18 gradi, per esaltare la rotondità e la morbidezza del vino e i tannini, ampi e seducenti.</p>
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<p><strong>Il futuro del Primitivo</strong></p>
<p><strong> </strong>Il futuro del Primitivo è in una parola: valorizzazione. Lo ha dimostrato il salto di temperature del <strong>Palombara</strong> voluto da <strong>Cupertino</strong> per i piatti di <strong>Schingaro</strong>. Lo ha testimoniato la bellissima etichetta realizzata dall&#8217;artista brindisino <strong>Dino Sambiasi</strong>. «Così come hanno fatto in Borgogna, Bordeaux, Valpolicella, Montalcino, Barolo, noi dobbiamo essere capaci di poter raccontare le punte qualitative del nostro lavoro e di far innamorare gli appassionati di vino, liberandoli dai pregiudizi con vini di qualità elevata. Ognuno avrà la sua storia da raccontare, il suo stile, ma l&#8217;idea di Primitivo non può essere legata a un solo brand. Deve raccogliere produttori piccoli, medi e grandi, per puntare insieme verso un solo obiettivo: valorizzare un territorio, la Puglia, e i suoi prodotti. Sono gli uomini che vedono le intuizioni e si industriano a migliorare le cose. Dobbiamo crederci e fare squadra, anche con le istituzioni. Il bel mare dura tre mesi all&#8217;anno. Se leghiamo questo elemento alla enogastronomia, possiamo creare un&#8217;attività più stabile in tutti i mesi dell&#8217;anno».</p>
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