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	<title>territorio Archivi - Pugliosità</title>
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	<title>territorio Archivi - Pugliosità</title>
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	<item>
		<title>In Puglia aumenta il turismo di lusso</title>
		<link>https://pugliosita.it/2025/11/18/in-puglia-aumenta-il-turismo-di-lusso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Nov 2025 08:00:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo di lusso in Puglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è svolta a Borgo Egnazia da mercoledì 12 novembre a venerdì 14 la quarta edizione di“Do Not Disturb”, la fiera di settore del turismo più esclusiva al mondo, dedicata a un&#8217;evoluzione del viaggio di lusso verso esperienze che offrono più spazio, riservatezza e sostenibilità. La forza espressiva delle immagini, il messaggio emozionale di una accoglienza...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Si è svolta a Borgo Egnazia da mercoledì 12 novembre a venerdì 14 la quarta edizione di“<strong>Do Not Disturb</strong>”,<span> </span>la fiera di settore del turismo più esclusiva al mondo, dedicata a un&#8217;evoluzione del viaggio di lusso verso esperienze che offrono più spazio, riservatezza e sostenibilità. La forza espressiva delle immagini, il messaggio emozionale di una accoglienza pugliese mozzafiato e spettacolare tornano a sorprendere, la Puglia del lusso si ritrova a<span> </span><strong>Borgo Egnazia</strong><span> </span>e si racconta al mondo con la sua autenticità e raffinatezza, attraverso un grande evento internazionale dedicato a esperienze di viaggio esclusive e a una nuova forma di turismo incentrata su riservatezza e sostenibilità, tra borghi, masserie, attività outdoor ed enogastronomia. “<strong>Do Not Disturb”</strong><span> </span>è una manifestazione a cui partecipano aziende pugliesi, italiane e del resto del mondo specializzate nel turismo di alta gamma. Coloro che partecipano alla manifestazione sono una vera e propria community, in cui principi guida sono la capacità di creare avventure su misura in destinazioni che ispirino i viaggiatori, avendo come obiettivo la salvaguardia del pianeta e delle comunità globali.</p>
<p style="font-weight: 400;">La destinazione Puglia è una regione che riscuote sempre maggior successo nel settore internazionale del lusso, grazie alla qualità crescente dell’offerta ricettiva e dei servizi.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le immagini dell’edizione 2023 di “<strong>Do Not Disturb</strong>” con la lunga ed elegantissima tavolata sul ponte di Lama Monachile di Polignano a mare e dei trulli di Alberobello nel 2024  hanno fatto il giro del mondo. Quest’anno il grande evento, di cui l’Agenzia Regionale del Turismo<span> </span><strong>Pugliapromozione</strong><span> </span>è il main partner, si è spostato nel brindisino. Sotto le mura Aragoesi, con 400 ospiti esclusivi provenienti da tutto il mondo sono stati seduti a tavola, avendo raggiunto la destinazione a bordo di auto storiche.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-10524" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/11/2024-DND-ALBEROBELLO-753x1024.png?x47017" alt="" width="478" height="650" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/11/2024-DND-ALBEROBELLO-753x1024.png 753w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/11/2024-DND-ALBEROBELLO-221x300.png 221w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/11/2024-DND-ALBEROBELLO.png 824w" sizes="(max-width: 478px) 100vw, 478px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;">La prima edizione di<span> </span><strong>DND s</strong>i è tenuta nel novembre 2022 con 250 partecipanti da tutto il mondo. L&#8217;evento 2025 ospita 400 partecipanti attentamente selezionati su invito, fra i quali 130 travel advisor e tour operator internazionali ospitati (hosted buyers) selezionati fra i migliori agenti di viaggio di fascia alta, società di concierge e di lifestyle management provenienti da molti dei mercati più importanti e maturi del mondo. Sono in arrivo, inoltre, 15 rappresentati dei media del settore travel per raccontare la<span> </span><strong>Puglia</strong><span> </span>e le storie dei partecipanti all&#8217;evento.</p>
<p style="font-weight: 400;">“<strong>D</strong><strong>o Not Disturb</strong>” è dedicato a esperienze di viaggio private e a proprietà &#8220;single key&#8221; a uso esclusivo in tutto il mondo, con espositori che includono aviazione privata, ville, yacht, isole, tenute, residenze e DMC (Destination Management Companies) specializzati.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>IL TURISMO DEL LUSSO IN PUGLIA</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">La Puglia si afferma tra le destinazioni del turismo di lusso esperienziale con le presenze negli hotel 5 stelle e 5lusso in crescita del +34% rispetto al 2019 e del +16% sul 2024, come emerge dall’analisi dell’Osservatorio turistico di<span> </span><strong>Pugliapromozione</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’analisi sui flussi registrati nelle strutture 5 Stelle e 5 Stelle Lusso (periodo gennaio-settembre 2025) evidenzia una notevole crescita: le presenze complessive (notti trascorse) nel settore lusso sono proiettate a raggiungere quota 700mila entro la fine dell’anno, con un incremento registrato sinora del +34% rispetto al periodo pre-pandemico del 2019. Il tasso di crescita accelera anche nel biennio recente, con un aumento del +16% delle presenze nel 2025 rispetto al 2024. Nello stesso periodo, gli arrivi sono aumentati del +16% arrivando a quota 140mila.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nel 2025 gli arrivi e le presenze internazionali nel settore luxury sono oltre il 66% del totale dei flussi (rispetto a una media regionale del 40-45%). Le presenze nelle strutture 5 Stelle e 5 Stelle Lusso (gennaio-settembre 2025) mostra al primo posto, per volume di notti trascorse, gli Stati Uniti d’America con 83.349 presenze. Seguono in Europa il Regno Unito al secondo posto (34.028 presenze) e la Francia al terzo (26.042 presenze), poi il Brasile (17.141 presenze) e la Germania (15.795 presenze).</p>
<p style="font-weight: 400;">Tra le aree più dinamiche del turismo di lusso si segnalano la Valle d’Itria, la fascia costiera adriatica tra Monopoli e Fasano (che intercettano i flussi più consistenti provenienti dagli Stati Uniti) e il Salento, dove l’offerta si arricchisce di boutique hotel, dimore storiche, ville private e servizi personalizzati, in linea con le nuove aspettative del viaggiatore contemporaneo.</p>
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		<title>Il turismo in Puglia continua la sua corsa: prossima sfida è la sostenibilità</title>
		<link>https://pugliosita.it/2025/10/24/il-turismo-in-puglia-continua-la-sua-corsa-prossima-sfida-e-la-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Oct 2025 07:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo Puglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nei primi otto mesi del 2025 la regione registra una crescita a doppia cifra con arrivi in aumento dell’11,8% e presenze del 10,1% rispetto allo stesso periodo del 2024. A trainare la stagione sono soprattutto i visitatori stranieri, che segnano un balzo del +23,8% negli arrivi e +22,4% nei pernottamenti, confermando la Puglia tra le...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nei primi otto mesi del 2025 la regione registra una crescita a doppia cifra con <strong>arrivi in aumento dell’11,8%</strong> e <strong>presenze del 10,1%</strong> rispetto allo stesso periodo del 2024. A trainare la stagione sono soprattutto i <strong>visitatori stranieri</strong>, che segnano un balzo del <strong>+23,8% negli arrivi</strong> e <strong>+22,4% nei pernottamenti</strong>, confermando la Puglia tra le mete più ambite del Mediterraneo.</p>
<p>Sono i dati contenuti nell’ultimo approfondimento scientifico realizzato dall’Osservatorio Turistico della Regione Puglia, in collaborazione con Questlab srl, e presentati oggi nella Fiera TTG di Rimini nello Stand Puglia, dai quali emerge un turismo che traina l’economia regionale e tante nuove informazioni utili per la pianificazione strategica, sia pubblica che di investitori privati.</p>
<p>“Il turismo in Puglia continua a crescere con forza, e i numeri lo dimostrano.</p>
<p>Nei primi otto mesi del 2025 abbiamo superato 4,8 milioni di arrivi e raggiunto 17,5 milioni di presenze, con una crescita a doppia cifra rispetto al 2024: +11,8% di arrivi e +10,1% di presenze. A trainare la stagione sono soprattutto i mercati internazionali, che segnano un balzo del +23,8% negli arrivi e +22,4% nei pernottamenti – ha detto <strong>Gianfranco Lopane,</strong> assessore al Turismo Regione Puglia &#8211;</p>
<p><strong>Approfondimenti 2025 </strong></p>
<p>Francia, Germania, Stati Uniti e Polonia sono i principali mercati in crescita nel corso dei primi otto mesi del 2025. Dall’Argentina alla Romania, passando per Austria, Spagna e Svezia, la Puglia conquista nuovi segmenti di viaggiatori con crescite tra il 20 e il 70%.</p>
<p>Tutte le province registrano numeri positivi, con <strong>Bari e Taranto</strong> in testa per crescita di arrivi e <strong>Barletta-Andria-Trani</strong> per incremento delle presenze.  Nel 2025 le località come <strong>Vieste</strong> e <strong>Gallipoli</strong> continuano a svettare nella classifica per numero di presenze assolute, confermando l’alta fidelizzazione del turista che sceglie la Puglia per la villeggiatura lunga.</p>
<p>La città di <strong>Bari</strong> si conferma l’hub principale per gli arrivi, gestendo un flusso rapido e costante di visitatori, un indicatore chiave per il turismo culturale, d’affari e per la connettività (aerea e marittima). Mete come <strong>Alberobello</strong> e <strong>Lecce</strong> hanno registrato una significativa crescita degli arrivi, segnalando un rafforzamento del turismo al di fuori del solo beach resort, valorizzando l’entroterra e il patrimonio UNESCO.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La Puglia raggiunge i primi posti tra le mete enogastronomiche italiane</title>
		<link>https://pugliosita.it/2025/10/15/la-puglia-raggiunge-i-primi-posti-tra-le-mete-enogastronomiche-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Oct 2025 07:00:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[enogastronomia pugliese]]></category>
		<category><![CDATA[turismo in Puglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il report realizzato per Pugliapromozione e presentato al TTG Rimini da Roberta Garibaldi sancisce il raggiungimento della Puglia al primo posto in classifica, a pari merito con la Toscana, per riconoscimento da parte dei turisti italiani, ma il Tacco d’Italia è stato protagonista di un balzo dell’11% nel post pandemia. Il mare spinge l’incoming e...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Il report realizzato per Pugliapromozione e presentato al TTG Rimini da Roberta Garibaldi sancisce il raggiungimento della Puglia al primo posto in classifica, a pari merito con la Toscana, per riconoscimento da parte dei turisti italiani, ma il Tacco d’Italia è stato protagonista di un balzo dell’11% nel post pandemia.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il mare spinge l’incoming e l’8% dei turisti sono alto-spendenti. La stagione autunnale e invernale si rivelano come uno dei momenti ideali per degustare la Puglia. La ricerca svolta per l’agenzia<span> </span><strong><em>Pugliapromozione</em></strong><span> </span>attraverso il<span> </span><strong><em>Rapporto sul Turismo Enogastronomico in Puglia</em></strong>, presentato a TTG da<span> </span><strong><em>Roberta Garibaldi</em></strong>, presidente di<span> </span><strong><em>Aite-Associazione italiana turismo enogastronomico</em></strong>, ha analizzato il comportamento della domanda turistica legata all’enogastronomia, per fornire indicazioni utili per una più efficace valorizzazione di questo prodotto. E l’indagine si è focalizzata sul posizionamento della Puglia rispetto alle altre regioni italiane, sulle caratteristiche del soggiorno, sula conoscenza delle specialità regionali e sulle esperienze enogastronomiche vissute (motivazioni, tipologie, soddisfazione, attività abbinate, fonti informative e modalità di prenotazione).</p>
<p style="font-weight: 400;">Il risultato finale della ricerca vede in testa a pari merito la Puglia e la Toscana tra le regioni italiane più riconosciute come mete enogastronomiche dagli italiani, con il 41% delle preferenze. A seguire troviamo l’Emilia-Romagna (37%) e la Sicilia (35%).</p>
<p style="font-weight: 400;">In evidenza il “grande balzo” della Puglia nel periodo post pandemico, con un +11% rispetto al 2019 grazie alla notorietà dei suoi prodotti agroalimentari e vitivinicoli e alle azioni di sistema avviate, a livello regionale dagli operatori pubblici e privati, delle filiere del turismo e dell’agricoltura.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il mare resta il primo motivo di viaggio (42%), ma emerge un quadro multi-motivazionale. Subito dopo il mare, le risposte indicano la Puglia come destinazione per vivere appieno il territorio (14%), visitare parenti e amici (10%), per scoprire le specialità enogastronomiche (7%), la cultura (6%) e la natura con gli spazi aperti (6%).</p>
<p style="font-weight: 400;">La geografia delle mete enogastronomiche pugliesi conferma la leadership del Salento, senza differenze tra Adriatico e Ionio (entrambi 34%). Seguono Bari e la costa adriatica barese (26%) e Gargano/Daunia (24%), con la Valle d’Itria tra le principali destinazioni (21%). Ed è significativa la spesa media giornaliera dei turisti che visitano la Puglia. Per il 64% si concentra tra 51 e 150 euro, con una componente alto-spendente oltre i 200 euro pari all’8%. I viaggi VFR-Visiting friends and relatives (amici e parenti) hanno spesa contenuta (60% entro 100 euro), mentre l’enogastronomia mostra la traslazione più evidente verso l’alto (per il 29% supera i 151 euro). Quanto alla quota di budget destinata a vitto ed esperienze enogastronomiche, la maggioranza (63% del totale) si colloca tra 11 e 30 euro, ma tra chi viaggia per enogastronomia questa percentuale sale al 75%, mentre nei viaggi orientati alla natura/spazi aperti un 31% vi destina il 31–50% della spesa.</p>
<p style="font-weight: 400;">I prodotti più noti della Puglia? Sono le orecchiette alle cime di rapa (35%), l’olio di oliva (28%) e i taralli (26%) a comporre il podio. A seguire troviamo il vino (17%), la focaccia (13%), i pasticciotti e pesce (10%).</p>
<p style="font-weight: 400;">Tra le motivazioni per scoprire l’enogastronomia pugliese emerge un profilo multi-motivazionale che indica un turista in cerca di novità, contenuti educativi, benessere e outdoor. Prevale la ricerca di nuove esperienze (37%), più marcata tra i giovani. Seguono lo staccare dalla routine (27%), l’arricchimento culturale (26%) e l’immersione nella natura (23%). Rispetto al dato nazionale, fra chi ha soggiornato in Puglia sono meno citati l’aspetto culturale (26% vs 34%) e la natura (23% vs 31%), mentre sono leggermente più alti divertimento (18% vs 16%) e benessere (15% vs 12%).</p>
<p style="font-weight: 400;">La quasi totalità dei turisti ha vissuto almeno un’esperienza enogastronomica: esperienze culinarie (95%) degustazioni e acquisti (78%), visite ai luoghi di produzione (75%), eventi (66%), esperienze attive e di relax (59%) e tour o itinerari (56%). Tra le esperienze più diffuse spicca il recarsi in ristoranti tipici (70%), seguito dalle visite a mercati e botteghe artigiane (46%), dagli eventi legati al cibo (45%) e dallo street food (37%). L’olio rappresenta una componente chiave: il 36% dei turisti ha acquistato direttamente in azienda, il 28% ha partecipato a degustazioni nei frantoi e circa 1 su 4 ha visitato un frantoio storico o un’azienda olivicola.</p>
<p style="font-weight: 400;">Accanto all’olio, restano rilevanti l’acquisto di vino (30%) e le visite ai caseifici (28%), a conferma di un’offerta che si articola su più filiere e che intercetta target differenti. Tutte le esperienze ottengono valutazioni positive, con punti di forza e aree di miglioramento.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le criticità della Puglia riguardano il prezzo (3,89) e la facilità di reperire informazioni (3,94), che rappresentano aree di miglioramento. Le degustazioni e gli acquisti di prodotti sono le esperienze più apprezzate, mentre gli eventi mostrano margini di crescita. Le esperienze attive e di relax ottengono punteggi particolarmente positivi per qualità del servizio e accessibilità.</p>
<p style="font-weight: 400;">Da notare che sono tre i principali cluster di abbinamento che emergono: enogastronomia e mare, enogastronomia e cultura. In particolare, il 60% degli intervistati ha affiancato le esperienze enogastronomiche a momenti di relax con parenti e amici, spesso nel contesto della vacanza balneare. Seguono le escursioni nelle mete vicine (48%), lo shopping e le visite culturali (entrambi 46%), che confermano la propensione a combinare le esperienze culinarie con la scoperta del territorio.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong> </strong><strong>EFFICIENZA, SOSTENIBILITÀ, DIGITALIZZAZIONE</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">“Il turismo è un settore che in Puglia vale il 15% dell’economia regionale”, ha spiegato<span> </span><strong>Nicola Ianuale</strong><span> </span>di Questlab, la società che per un oltre un anno ha supportato l’Osservatorio di Pugliapromozione nella raccolta e analisi dei dati sull’economia turistica. “Il turismo si conferma una leva economica cruciale: contribuisce al 14,8% del valore aggiunto regionale e impiega oltre 123 mila addetti. Bari è la provincia con il maggiore impatto economico (quasi 4 miliardi di euro), seguita da Lecce. Altro tema di riflessione per la Puglia possono essere l’innovazione e la qualità percepita. Le imprese pugliesi guardano al futuro investendo in<span> </span><strong>efficienza, digitalizzazione e<span> </span></strong>intelligenza artificiale. Secondo l’indagine Pugliapromozione, il Sentiment Index dei visitatori supera<span> </span><strong>l’85 su 100</strong><span> </span>in tutte le province, con<span> </span><strong>Brindisi e Lecce</strong><span> </span>ai vertici per gradimento. Enogastronomia, accoglienza e autenticità restano i punti di forza del brand Puglia nel mondo”.</p>
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		<title>Divieto dei cellulari a scuola, gli psicologi: &#8220;Una finzione che non affronta il problema&#8221;</title>
		<link>https://pugliosita.it/2025/09/22/divieto-dei-cellulari-a-scuola-gli-psicologi-una-finzione-che-non-affronta-il-problema/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Sep 2025 07:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Divieto dei cellulari a scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Vinci psicologo]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questa settima in Puglia si è aperto il nuovo anno scolastico e con esso è partita una misura destinata a far discutere: il divieto di utilizzare i cellulari in classe, esteso in via obbligatoria anche agli studenti delle scuole superiori. Una circolare chiara, almeno sulla carta. Ma davvero basterà per risolvere il problema della distrazione digitale...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa settima in Puglia si è aperto il nuovo anno scolastico e con esso è partita una misura destinata a far discutere: il<span> </span><b>divieto di utilizzare i cellulari in classe</b>, esteso in via obbligatoria anche agli studenti delle scuole superiori. Una circolare chiara, almeno sulla carta. Ma davvero basterà per risolvere il problema della distrazione digitale tra i banchi? Per<span> </span><b>Giuseppe Vinci, presidente dell’Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi della Regione Puglia</b>, la questione è più complessa.</p>
<p>«Quello del cellulare a scuola è un nodo reale, ma affrontato così, solo con un divieto, si resta alla superficie» dice lo psicologo. «È un po’ come spolverare senza rimuovere la polvere:<span> </span><b>l’apparenza migliora, la sostanza resta intatta</b>».</p>
<p>Per Vinci, il tema è evidente a chiunque abbia vissuto una lezione: tra messaggi, chat e video, mantenere la concentrazione diventa quasi impossibile. «E c<span>’</span>era davvero bisogno di una circolare per dire che non ci si può concentrare se si chatta durante una spiegazione? La domanda non è solo retorica: quante scuole stanno applicando la misura? E, soprattutto, per quanto tempo durerà?»</p>
<p>Il rischio, secondo il presidente degli psicologi pugliesi, è che si tratti di una<span> </span><b>“finzione educativa”</b>, un provvedimento che mostra fermezza senza incidere realmente. «I nostri ragazzi – continua Vinci – vivono immersi nel digitale. Lo stesso vale per noi adulti, insegnanti compresi. Gli strumenti tecnologici ci hanno dato molte opportunità, ma hanno anche frammentato le relazioni, il tempo, la nostra capacità di attenzione. In fondo, non siamo noi a usare gli strumenti, sono loro a usare noi, spremendo i nostri dati e vendendoli».</p>
<p>Da qui il richiamo alla necessità di inserire all’interno del piano di studi l’<b>educazione digitale</b>. Vinci insiste sul fatto che «i ragazzi devono imparare a conoscere i meccanismi che stanno alla base degli strumenti che usano, dall’intelligenza artificiale ai social. Non solo per aiutarsi con i temi o le traduzioni, ma, ad esempio, per non cadere nelle trappole di chi propone “terapie digitali” improvvisate, o in quei contenuti che possono rivelarsi dannosi per menti fragili».</p>
<p><b>Non proibire in blocco, ma insegnare a usare, stando loro accanto</b>. Anche perché i divieti rischiano di trasformarsi in una sfida. «Gli adolescenti &#8211; spiega Vinci &#8211; sono bravissimi a raggirare i divieti. Con un’ordinanza si spaventa qualcuno, ma la maggior parte si mette subito all’opera per aggirarla, divertendosi. E come la mettiamo con i tablet, con gli smartwatch, con tutti gli altri dispositivi?».</p>
<p>Il presidente dell’Ordine<b><span> </span>immagina invece un’altra scuola.</b><span> </span>«Docenti pagati (riconosciuti) come si deve, preparati, autorevoli, che sappiano trasmettere la bellezza di ciò che insegnano e coinvolgere i ragazzi, dunque capaci di partenere i telefoni spenti, quando serve. Gli studenti cercano adulti così: figure che li guidino con l’esempio, non con circolari calate dall’alto».</p>
<p>Il riferimento finale è alla tradizione letteraria:<span> </span><b>Vinci richiama Manzoni e le “gride” de<span> </span></b><b><i>I Promessi Sposi</i></b>. «Questi divieti ricordano quelle leggi proclamate ma mai rispettate. Servono solo a “fare ammuina”, a mostrare forza e impegno dove invece mancano. Ma gli adolescenti hanno uno sguardo severo su noi adulti: se ci vedono incoerenti o disimpegnati, non ci seguono più. E ogni divieto evapora al primo intervallo».</p>
<p>L'articolo <a href="https://pugliosita.it/2025/09/22/divieto-dei-cellulari-a-scuola-gli-psicologi-una-finzione-che-non-affronta-il-problema/">Divieto dei cellulari a scuola, gli psicologi: &#8220;Una finzione che non affronta il problema&#8221;</a> proviene da <a href="https://pugliosita.it">Pugliosità</a>.</p>
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		<item>
		<title>Il Rizzaglio o “Rezzaglio”: un’antica tecnica di pesca</title>
		<link>https://pugliosita.it/2025/09/16/il-rizzaglio-o-rezzaglio-unantica-tecnica-di-pesca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[di Angela Ciciriello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Sep 2025 07:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Margherita din Savoia]]></category>
		<category><![CDATA[Rezzaglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un corpo chino ore ed ore su una sedia pieghevole in legno a fasce, dinnanzi a quello che sembrerebbe un monumento alla memoria di caduti in guerra. Interi pomeriggi con ago e filo a riparare reti. Non so quanti pomeriggi abbia osservato con ammirazione un uomo di cui scorgevo a malapena il volto, in lontananza,...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un corpo chino ore ed ore su una sedia pieghevole in legno a fasce, dinnanzi a quello che sembrerebbe un monumento alla memoria di caduti in guerra. Interi pomeriggi con ago e filo a riparare reti. Non so quanti pomeriggi abbia osservato con ammirazione un uomo di cui scorgevo a malapena il volto, in lontananza, scrutando i suoi movimenti, la sua manodopera, la sua pazienza.</p>
<p>Una quiete che ti arrivava anche a distanza di metri, parecchi. Lui nel bel mezzo di un piccolo spazio, una piazzetta davanti ad un monumento della città di Margherita di Savoia. Posto a pochi metri da via Barletta, arteria molto trafficata in piena estate perché di accesso a questo borgo: marinaro, termale, turistico ed agricolo. Strada attraversata dai tanti bagnanti provenienti da Barletta, Andria, Trinitapoli, Canosa di Puglia, Trani, ma anche da chi la percorre per raggiungere l’area del promontorio del Gargano che quest’anno è tornato a crescere, in termini di arrivi, a differenza del Salento.</p>
<p>Un paese, quello di Margherita di Savoia, precedentemente chiamato le “Saline di Barletta” poiché villaggio in cui si svolgeva il duro lavoro manuale di raccolta del sale, bene prezioso, effettuato sotto il controllo ed alle dipendenze della limitrofa città di Barletta. Non è casuale infatti ascoltare e percepire talvolta un certo astio tra i due vicini rimasti confinanti, ma ormai entrambi dotati di propria autonomia comunale.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-9992" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/09/1000228480-768x1024.jpg?x47017" alt="" width="488" height="650" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/09/1000228480-768x1024.jpg 768w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/09/1000228480-225x300.jpg 225w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/09/1000228480.jpg 1200w" sizes="(max-width: 488px) 100vw, 488px" /></p>
<p>Tornando a Gaetano, il “<em>rizzaio</em>” (termine inesistente), l’artigiano di reti da pesca, dopo averlo osservato da un balcone tutte le volte in cui ero alla ricerca di un po&#8217; di relax, finalmente scopro il suo nome, ed il suo volto. Un uomo mingherlino, col viso segnato dal duro lavoro e dal sole, si sa, il sole invecchia la pelle. Una persona di poche parole. Mi siedo affianco a lui, lo saluto, lui a malapena accenna a ricambiarlo, annuendo con la testa, come se volesse dirmi: “Ciao, puoi restare se vuoi”. Sono così felice di averlo ritrovato dopo giorni di assenza che decido di restare lì in silenzio per un po’.</p>
<p>Poi, la curiosità mi assale, e dopo una breve presentazione lo riempio di domande. Domande retoriche, che si pongono quando ci si incontra per la prima volta: “Come ti chiami? Che fai?”, fino a “Dove vivi?”. A momenti mancava solo gli chiedessi la carta d’identità! Proprio come facevano le nostre mamme quando rispondendo ad una chiamata che raggiungeva la linea telefonica fissa di casa, sentendo dall’altra parte una voce maschile che chiedeva “Posso parlare con….?”, rispondevano: “Chi sei, come ti chiami, di chi sei figlio?”.</p>
<p>Così Gaetano Ronzini, 76 anni, comincia a parlarmi della sua vita. Abita proprio lì vicino, a due passi da quel luogo, che poi scopro essere un vecchio cimitero, ormai inesistente, in memoria del quale ci hanno successivamente costruito un monumento. In quel momento noto però che Gaetano, con il suo ago gigante (rispetto a quelli che noi comunemente utilizziamo) sta riparando una rete diversa dal solito.</p>
<p><strong>“Di che si tratta?”, gli chiedo.</strong></p>
<p>“Questa -mi spiega- è una rete da posta”.</p>
<p><strong>“Di cosa è fatta e come si utilizza?”</strong></p>
<p>“ È di nylon. In questo caso di colore verde, di 20-30 metri di diametro. Così chiamata poiché si lascia in mare, sul fondale, per catturare le specie di pesce che ne restano incastrati. Con galleggianti in cima e piombo alle estremità”.</p>
<p>Non richiede quindi la presenza di qualcuno che stia lì a controllarla. Viene lasciata la sera e la mattina si torna a prenderla con ciò che ne rimane intrappolato: il pescato del giorno.</p>
<p><strong>“Ma tutte le volte vedevo che tu riparavi reti diverse da questa!”, affermo.</strong></p>
<p>Non risponde, si alza, va via speditamente senza dire una parola, senza che io possa capirci qualcosa. Resto in attesa, a volte le parole non servono. Gaetano è un uomo d’azione, un uomo del fare. Intuisco che tornerà. infatti, dopo poco torna con una di quelle magnifiche reti che gli ho visto riparare tante volte. “Questo è il RIZZAGLIO a mano” – mi dice.</p>
<p>Si sposta, va dove c’è il sole. Di un colore meraviglioso, è l’ora del tramonto. Tutta la pietra del monumento riflette la stessa luce aranciata, rossastra.</p>
<p>Gaetano è felice, abbozza un sorriso. Lo avverto, finalmente qualcuno si sta interessando alla sua passione, al perché trascorresse tante ore per riparare reti che ormai quasi più nessuno sa sistemare. Oggi in cui tutto si compra, si utilizza, si consuma e si butta.</p>
<p>Gaetano no, lui rammenda. Mi racconta che ha fatto il pescatore per vent’anni, da quando ne aveva otto. Poi le cose sono cambiate, non si riusciva più a vivere solo di pesca. E così all’età di ventitré anni è diventato dipendente comunale, faceva il custode nella villa comunale a Margherita di Savoia. Adesso è in pensione e può dedicarsi alla sua passione.</p>
<p>Mentre comincia a parlare un po’ di più, mi mostra come si apre, come si lancia il “rezzaglio”. Anche questa è un’arte, bisogna allenarsi per imparare a farlo formando una specie di campana, utile a catturare i pesci che ne restano intrappolati con la sua chiusura. All’improvviso, con un gesto lancia questa rete circolare dinnanzi a me creando un cerchio sul pavimento che occupa un diametro di circa 15 metri (aggiunge dopo).</p>
<p>“Questa l’ho fatta per mio figlio”.</p>
<p><strong>“Quanto ci hai impiegato?”</strong></p>
<p>“Un mese con due ore al giorno di lavoro. È tutta fatta a mano, con i piombini sotto come pesi”.</p>
<p><strong>“E dove la utilizza tuo figlio?”</strong></p>
<p>“In riva al mare, al Porto Canale oppure alla foce dell’Ofanto”.</p>
<p><strong>“Alla foce dell’Ofanto?”, gli chiedo perplessa. </strong></p>
<p>“Quello è un fiume, l’acqua è dolce”, affermo.</p>
<p><strong>“Come mai pesci di mare vanno lì?”</strong></p>
<p>“Perché a loro piace l’acqua dolce”.</p>
<p><strong>“E quali specie si pescano?”</strong></p>
<p>“Cefali, sogliole, spigole, seppie”.</p>
<p><strong>“E i cannolicchi, ci sono?”, chiedo.</strong></p>
<p>“No, sono in via di estinzione”.</p>
<p><strong>“Perché?”</strong></p>
<p>“I granchi blu. È pieno, sono in tutto l’Adriatico!”.</p>
<p>E qui Gaetano ritorna ad essere nostalgico. Di ciò che era, di ciò che sta passando…anche di moda, e di ciò che forse non ci sarà più. Ma chissà che qualcuno non impari da lui questa bellissima arte del produttore e riparatore di reti da pesca e lanciatore del rezzaglio. Alla fine Gaetano, prima di salutarci, si allontana nuovamente, lo vedo arrivare con qualcosa in mano, e mentre scorgo un’espressione di gioia mi porge qualcosa: un rezzaglio in miniatura, color fucsia, un dono per ricordarmi di lui, della sua arte, della sua maestria artigiana.</p>
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		<title>Turismo in Puglia: come cambia nell&#8217;estate dei prezzi alti</title>
		<link>https://pugliosita.it/2025/08/22/turismo-in-puglia-come-cambia-nellestate-dei-prezzi-alti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[di Angela Ciciriello]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Aug 2025 07:00:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[turismo in Puglia 2025]]></category>
		<category><![CDATA[turismo pugliese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Strade semivuote, saracinesche abbassate, macchine che viaggiano silenziose, schermi illuminati riflessi nelle vetrate delle finestre di palazzi ancora abitati. Giornate che corrono veloci tra call, video call, email e chat di messaggi. Sono all’incirca le ore 10 di un semplice lunedì mattina di mezza estate. Nelle città in cui non c’è il mare, è più...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Strade semivuote, saracinesche abbassate, macchine che viaggiano silenziose, schermi illuminati riflessi nelle vetrate delle finestre di palazzi ancora abitati. Giornate che corrono veloci tra call, video call, email e chat di messaggi. Sono all’incirca le ore 10 di un semplice lunedì mattina di mezza estate. Nelle città in cui non c’è il mare, è più che comune vedere meno gente percorrere le strade che durante altri periodi dell’anno sono molto più affollate, si sa il caldo si fa sentire ed in molti lo soffrono e cercano di ripararsi come meglio possono. Chi va al mare, se può permetterselo, visti i costi della benzina, per non parlare del prezzo di un ombrellone e due lettini che sin da fine giugno oscilla tra i trenta e i quaranta euro nel territorio della provincia Bat (inserito tra i meno costosi della regione Puglia). Una Puglia super gettonata a livello turistico, in alcune aree si parla ormai sempre più spesso di overtourism.</p>
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<p><strong>Ma come sta cambiando in realtà il volto delle città pugliesi, turistiche e non?</strong></p>
<p>Diverse città dell’entroterra vivono la situazione di semi desolazione descritta, mentre altre si ritrovano a vivere un sovraffollamento quasi distruttivo per l’ecosistema costiero. Quelle prese ulteriormente di assalto sono immancabilmente le destinazioni turistiche presenti lungo il litorale sabbioso, molto più confortevole per famiglie con bambini, ma anche per chi predilige la comodità di accesso al mare e sceglie ampi stabilimenti in grado di offrire una serie di servizi come bar, ristoranti, area giochi per grandi e piccini, campi da beach volley, ed in alcuni casi anche piscine. Luoghi che divengono anche spazi di aggregazione, svago e divertimento per trascorrere giornate in compagnia tra relax, buon cibo, aria salutare -tutti i medici ci dicono che respirare iodio faccia bene, ma sono sempre di più le persone che non possono permetterselo, pur avendo lavorato per un anno intero.</p>
<p>Sarebbero altresì in crescita i numeri di coloro che accedono a finanziamenti per poter vivere le tanto agognate vacanze. “E dopo mesi di fatica &#8211; come direbbe il ragionier Fantozzi – arrivarono finalmente le fatidiche vacanze!” A guardarsi bene attorno però non sembrerebbero tali: famiglie, proprio come accadeva nei film anni ‘80-’90 in cui l’attore Paolo Villaggio ben rappresentava l’italiano medio, anzi possiamo dire che siam messi ancora peggio. Come allora anche oggi, ore ed ore di preparazione di piatti freddi, bevande ben precedentemente congelate inserite in apposite borse frigo, sempre più carine-non c’è che dire purchè possano essere un pò più camuffate e meno brutte di ciò che erano – chilometri e code da smaltire, nonostante la levataccia mattutina – anche di domenica! In fin dei conti non è cambiato molto, nonostante le apparenze, con foto sempre perfette e patinate, con facce rilassate e sorridenti, spiagge caraibiche (a volte fasulle poiché modificate)- in Puglia ne abbiamo per davvero però!</p>
<p>Ma basta osservare meglio per comprendere che spesso dietro tutto ciò c’è molta semplicità. La semplicità di chi nella vita sa che per far qualsiasi cosa occorre sacrificarsi e sono proprio quelli i sorrisi veri, li trovi nei volti di chi ha lavorato mesi e mesi ed oggi, pur di stare un pò al mare, sorride anche dopo un’ora di coda a 40° e mezz’ora di trasporto merci sotto il sole cocente. Eppure le chiamano “vacanze”, e pensare che almeno Fantozzi non doveva accendere un finanziamento per potersele permettere, oggi invece si.</p>
<p><strong>Come si sta evolvendo il turismo in Puglia? </strong></p>
<p>Non è un caso che la Puglia stia crescendo in termini di arrivi grazie agli stranieri, il trend parla chiaro, l’impennata è determinata non più da circuiti di turismo interno nazionale, ma internazionale. Perché l’italiano medio, oggi, sta peggio di ieri, è indebitato. È per lo stesso motivo che la Puglia, come destinazione turistica, è divenuta cara per i pugliesi e per gli italiani, eccetto coloro che non stanno nel mezzo. Ed è ciò che spinge il target, che fino a qualche anno fa affollava le nostre città e spiagge pugliesi, a scegliere altre mete come l’Albania.</p>
<p>Uno scenario che non sembra possa cambiare in breve tempo visti vari fattori critici: bassi salari, concentrazione del periodo cosiddetto “di ferie” ancora concentrato nelle settimane centrali di agosto – motivo per cui ad una elevata domanda, l’offerta risponde con prezzi alti, nonostante i servizi non siano verosimilmente all’altezza. Ma sono soltanto questi i fattori critici che impediscono all’italiano medio di potersi permettere vacanze adeguate alle fatiche sopportate?</p>
<p><strong>Cosa sta cambiando?</strong></p>
<p>Sta cambiando anche la tipologia di spesa che gli italiani decidono di fare o il costo della vita è aumentato? Le fonti parlano di crescita di alcuni consumi, quali: piatti pronti, l’abitudine a mangiare fuori casa almeno una volta a settimana, gli acquisti online, la domanda di beni di lusso, e il divario tra le fasce sociali e quindi economiche. Insomma ci stanno dicendo che ci sono sempre più poveri e sempre più ricchi, la classe media sta diminuendo, quella fantozziana per intenderci! E di conseguenza sta mutando anche lo scenario ed il volto delle città.</p>
<p>Infatti, le città affollate, come quelle di cui parlavamo, che in estate vivono un vero e proprio spopolamento, hanno un comune denominatore: Bari, come Andria, Trani e Barletta, e Lecce, mettendo a confronto alcune province pugliesi vivono situazioni comuni. Il comune denominatore è la chiusura di tantissime attività commerciali con il risultato che vedere il cartello “AFFITTASI LOCALE COMMERCIALE” è divenuta un’abitudine. Sempre più strade si stanno letteralmente riempiendo di saracinesche abbassate con all’interno locali da ricollocare ad altre finalità commerciali.</p>
<p>Sono le stesse saracinesche di cui parlavamo all’inizio, nella città dell’entroterra, ma si trovano in egual misura in quelle lungo la costa. Bari, ad esempio, capoluogo di regione nell’ultimo anno ha visto la chiusura di tantissime realtà commerciali storiche che davano lustro alle vie del centro cittadino come Via Sparano, Via Argiro e sue affluenti. Già aver visto palazzo Mincuzzi, meraviglioso esempio di architettura novecentesca, occupato per diversi mesi da una catena commerciale come ce ne sono tante sparpagliate in tutto il mondo la dice lunga su quanto si stia perdendo l’identità di un luogo in quanto tale.</p>
<p>Un’identità venduta prima e svenduta dopo a vantaggio di chi, di che cosa?</p>
<p>A vantaggio della globalizzazione. L’Italia, non solo la Puglia, sta perdendo tutto ciò che il mondo ci invidiava: classe, eleganza, creatività e UNICITA’. Nella moda, come nella ristorazione e nell’arte.</p>
<p>Dai viaggi dei Grand Tour, che giovani rampolli, soprattutto dell’aristocrazia inglese, facevano per togliersi di dosso quell’aria rude, poco raffinata e consona per l’ingresso in società, le cui mete erano proprio il Belpaese per acculturarsi ed elevarsi intellettualmente, ne abbiamo fatta di strada, ma all’indietro. L’Italia era la meta prediletta per questi viaggi, viaggi-studio come li chiameremmo oggi. Qui si recavano in visita nelle città più belle del mondo come Roma, Firenze, Venezia, Napoli la Sicilia. Studiavano la lingua italiana, i pittori più importanti: Caravaggio, Michelangelo, Raffaello, visitavano le nostre città e se ne innamoravano.</p>
<p>Questi viaggi erano molto costosi, e potevano permetterseli in pochi, pochissimi privilegiati. Poi è arrivato Thomas Cook, e con lui sono cominciati i primi viaggi organizzati, fino ad arrivare ai giorni nostri con i famigerati “pacchetti all-inclusive”.  A lui hanno dedicato anche una statua nella sua città di origine Leicester. <em>All inclusive</em>, dall’inglese “tutto incluso”, e dall’anglosassone che poi abbiamo cominciato a copiare tante cose. Oggi dopo aver insegnato e condiviso qualsiasi cosa con rappresentanti d’oltreoceano, c’è un po&#8217; d’Italia in giro per il mondo, dal food alla moda, al design.</p>
<p>E l’Italia invece ha sposato un altro modello: quello americano. Pieno di fast food, cibo “spazzatura” che però mangeremmo tutti i giorni – anche perché è fatto con sostanze che provocano dipendenza – abbigliamento usa e getta perché passata la moda non serve più e si può anche cestinare visto il costo contenuto – e non fa niente se è sintetico, cancerogeno, o se è stato realizzato da bambini di 5 o 10 anni, sfruttati, sottopagati e costretti ad orari di lavoro massacranti, acquisti online in una società sempre più liquida e meno conscia di ciò che realmente è reale – che chi se ne importa se chiudono le attività fisiche. Una società che ha perso tutta la sua identità, ed insieme a lei anche i nostri territori.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-9762" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG-20250819-WA0019-576x1024.jpg?x47017" alt="" width="366" height="650" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG-20250819-WA0019-576x1024.jpg 576w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG-20250819-WA0019-169x300.jpg 169w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG-20250819-WA0019.jpg 900w" sizes="auto, (max-width: 366px) 100vw, 366px" /></p>
<p>Foto credit: Erika Musardo</p>
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		<title>Lido “Spiaggia Verde”: un mare sostenibile nella zona di Boccadoro</title>
		<link>https://pugliosita.it/2025/07/25/lido-spiaggia-verde-un-mare-sostenibile-nella-zona-di-boccadoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[di Francesca De Leonardis]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Jul 2025 07:00:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Boccadoro]]></category>
		<category><![CDATA[Famiglia Di Teo]]></category>
		<category><![CDATA[lido Spiaggia Verde]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In un giorno di luglio, con un caldo torrido, decido di mettermi in auto per andare a visitare il lido “Spiaggia Verde”, situato esattamente al confine fra i tratti costieri di Trani e Barletta. Così, prima di giungere a destinazione, mi imbatto nella zona della cosiddetta vasca di Boccadoro, una polla sorgiva di acqua dolce...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In un giorno di luglio, con un caldo torrido, decido di mettermi in auto per andare a visitare il lido <strong>“Spiaggia Verde”</strong>, situato esattamente al confine fra i tratti costieri di Trani e Barletta. Così, prima di giungere a destinazione, mi imbatto nella zona della cosiddetta vasca di Boccadoro, una polla sorgiva di acqua dolce quasi in riva al mare, dove si fermano anche alcune specie di uccelli migratori. Inutile aggiungere che si tratta di un tratto di paesaggio inusuale, nel quale dominano il color marrone tabacco dei terreni coltivati, con tanti puntini rossi e verdi costituiti da pomodori e ortaggi, l&#8217;azzurro del mare ed il verde delle palme.</p>
<p>Prima di arrivare al lido, la mia attenzione viene attratta da un giovane contadino, di nome Francesco, che vende i suoi prodotti: in particolare, propone i famosi pomodori della c, d. Palude o Padura, sapidi e dolci, come tutto ciò cui madre natura concede il privilegio di godere contemporaneamente della presenza della salsedine sulle loro bucce e dell&#8217;irrigazione fornita dalle sorgenti di acqua dolce.</p>
<p>Quando arriva alla meta, il visitatore posteggia l&#8217;auto nel parcheggio privato, si trova immerso nel fragore del suono delle cicale e all&#8217;ombra delle tamerici. Si, proprio quelle “salmastre ed arse” di d&#8217;Annunzio&#8230;</p>
<p>Il vento dell&#8217;estate che ti accoglie ti fa subito pensare alle parole della canzone di Max Gazzè: “Vento d&#8217;estate io vado al mare, voi che fate? Non mi aspettate. Forse mi perdo”. Ecco, questa è la sensazione che ti avvolge quando si arriva alla Spiaggia Verde.</p>
<p>Vengo subito accolta dalla famiglia <strong>Di Teo</strong>, dal padre Matteo e da uno dei due figli, Stefano con in braccio il piccolo Matteo, di tre mesi, che rappresenta la quarta generazione dei proprietari del lido, mentre l&#8217;altro figlio Roberto era impegnato in una delle altre 3 aziende di famiglia.</p>
<p>Essendo interessata al bello, oltre che al buono, vengo innanzitutto rapita dalla installazione del tetto del chiringuito, fatto da tanti coni di paglia d&#8217;Africa.  È tutto al naturale, con colori che parlano di silenzi immensi e fanno venir fuori soltanto il rumore della natura: dalle distese di sabbia mista a scogli che hai davanti agli occhi al verde intenso che sai di avere alle tue spalle ai profumi delle essenze mediterranee portati dalla brezza marina fin nelle tue narici. Qui sembra che il tempo si sia fermato. È proprio così, è come se qualcuno ti dicesse: “lascia tutto e prenditi cura di Te e di ciò che davvero è importante”.</p>
<p>Dopo essere stata catturata dalla tanta bellezza di questo luogo, chiedo subito perché si chiami lido Spiaggia Verde.  Perché – mi rispondono &#8211; il nonno, quando acquistò negli anni 70, esattamente nel 1972, questo terreno fronte mare, notò che sulla battigia arrivavano e si arenavano una gran quantità di alghe verdi, tappezzando la riva di questo colore. Così fu deciso il nome del luogo.</p>
<p>Dopo aver dato in gestione la struttura a terzi a causa degli impegni assorbenti delle altre attività di famiglia, la famiglia Di Teo, grazie all&#8217;apporto della nuova generazione -che ha terminato gli studi universitari-, si occupa direttamente da cinque anni della gestione del lido. Esso è composto da 52 cabine con 100 ombrelloni e 200 lettini ed è suddiviso in varie zone: dalla trattoria di mare, al campo di beach volley, all&#8217;area dog friendly, alla zona giochi per i bimbi, alla zona lettura con una piccola dotazione di libri a disposizione sino alla boutique temporanea, i cui proventi sono destinati all&#8217;Associazione ricerca contro il cancro.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-9554" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG-20250717-WA0031-802x1024.jpg?x47017" alt="" width="509" height="650" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG-20250717-WA0031-802x1024.jpg 802w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG-20250717-WA0031-235x300.jpg 235w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG-20250717-WA0031.jpg 1170w" sizes="auto, (max-width: 509px) 100vw, 509px" /></p>
<p>Il papà, il signor Matteo, ha coronato il sogno di realizzare un day village in grado di soddisfare le esigenze di tutti gli ospiti, ivi compreso un chiringuito della grandezza di 400mq arredato con i colori della natura, in prevalenza l&#8217;azzurro e il sabbia.</p>
<p>La trattoria si inserisce all&#8217;interno dell&#8217;area “chiringuito”, con un menù impostato principalmente a base di prodotti di mare, menù che varia anche a seconda della disponibilità del pescato del giorno e con una piccola cantina, rispettosa innanzitutto dei vitigni del territorio. È quanto mai bello vedere una famiglia tanto affiatata, in cui le decisioni vengono prese sempre all&#8217;unisono dal padre e dai due figli, sia che si tratti di organizzazione che di logistica che di ristorazione.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-9555" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG-20250717-WA0033-768x1024.jpg?x47017" alt="" width="488" height="650" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG-20250717-WA0033-768x1024.jpg 768w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG-20250717-WA0033-225x300.jpg 225w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG-20250717-WA0033.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 488px) 100vw, 488px" /></p>
<p>Non si tratta solo di classica accoglienza, ma di attenzione alla proposizione di iniziative nuove, dalla voglia di offrire anche contenuti culturali e di intrattenimento -anche serale- al ricorso all&#8217;economia circolare, alla ecosostenibilità, alla rassegna cinematografica che si tiene tutti i giovedì sera, al teatro della risata con il cabaret.</p>
<p>Non si può non apprezzare ciò che il giovane Stefano rivendica con orgoglio, quando ci spiega che tutto ciò che si spiaggia in riva al mare -dai tronchi d&#8217;albero al cordame- viene sempre riutilizzato nell&#8217;arredo del lido: così, ad esempio, i piani di appoggio dei banconi del bar o della zona trattoria sono stati realizzati con legno di recupero, preventivamente trattato per renderlo certificato ISO 22000 oppure i lampadari, ugualmente ricavati da materiale riciclato e opportunamente trattato. L&#8217;apporto e l&#8217;approccio delle nuove generazioni all&#8217;attività d&#8217;impresa è anche in questa innovativa visione del modo di fare economia.</p>
<p>Il progetto – ci sottolinea il signor Matteo – è attualmente al 70% della sua realizzazione, mancando ancora una serie di implementazioni ulteriori che vedranno la luce in futuro.</p>
<p>Un luogo che offre verde, sabbia, ciottoli, mare pulito, area giochi, spazi per i nostri fedeli amici a quattro zampe, cinema all&#8217;aperto, cabaret&#8230;eppure riesce a dare qualcosa di più. Passeggiando lungo la riva del mare, al limite della proprietà del lido, ci si imbatte in un ruscello di acqua dolce e ghiacciata, che arriva dritta dalle Murge e che sfocia a mare esattamente lì: ci arrivi, con le scarpine da mare preferibilmente, segnalato da un piccolo canneto e dalle libellule che ti salutano quando passi. Poi non resta che immergersi in quel letto refrigerante e capire ciò che Stefano intendeva quando ci diceva:” Quando vengo qui io stacco la spina e sto bene, anche se lavoro&#8230;”.</p>
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		<title>Conversano e l’Arte Ritrovata: la Galleria Cattedrale di Lucilla Tauro</title>
		<link>https://pugliosita.it/2025/07/22/conversano-e-larte-ritrovata-la-galleria-cattedrale-di-lucilla-tauro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[di Mara Battista e Marina Saponari]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jul 2025 07:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Galleria Cattedrale Conversano]]></category>
		<category><![CDATA[Lucilla Tauro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In un angolo silenzioso e luminoso del centro storico di Conversano, tra il bianco calcinato delle case e il rosso ruggine della terra pugliese, prende forma un progetto visionario: la Galleria Cattedrale, fondata nel 2018 da Lucilla Tauro, storica dell’arte e collezionista, che ha scelto di restituire alla sua terra il valore e la voce...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In un angolo silenzioso e luminoso del centro storico di Conversano, tra il bianco calcinato delle case e il rosso ruggine della terra pugliese, prende forma un progetto visionario: la <strong>Galleria Cattedrale</strong>, fondata nel 2018 da<strong> Lucilla Tauro</strong>, storica dell’arte e collezionista, che ha scelto di restituire alla sua terra il valore e la voce dei suoi artisti. Una galleria d’arte contemporanea nata dal cuore, dalla formazione e da un’intuizione. “L’arte – afferma Lucilla – guardandola, toccandola, ascoltandola… ci guarisce.”</p>
<p>E non è solo un modo di dire. Per lei è una missione intima e culturale, maturata nel tempo grazie anche al nonno, figura centrale e ispiratrice, che sin da bambina le regalava opere d’arte e la portava nelle pinacoteche, raccontandole le storie degli artisti pugliesi “con la valigia”.</p>
<p><strong>Gli Artisti con la Valigia</strong></p>
<p>È proprio questo il titolo della collezione permanente: Gli artisti con la valigia.</p>
<p>Un’ode visiva a pittori pugliesi che, per mancanza di accademie d’arte fino agli anni ’60–’70, furono costretti a lasciare la regione per formarsi altrove – a Napoli, a Roma, a Milano – ma che mai hanno reciso il filo che li legava alla loro terra d’origine. Tra loro, anche nomi celebri come Giuseppe De Nittis, barlettano di nascita e parigino d’adozione, che apre simbolicamente il percorso espositivo, insieme a decine di altri autori vissuti tra il primo Novecento e il presente.</p>
<figure id="attachment_9493" aria-describedby="caption-attachment-9493" style="width: 520px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-9493" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/07/1000205897-819x1024.jpg?x47017" alt="" width="520" height="650" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/07/1000205897-819x1024.jpg 819w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/07/1000205897-240x300.jpg 240w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/07/1000205897.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 520px) 100vw, 520px" /><figcaption id="caption-attachment-9493" class="wp-caption-text">Opera di Giuseppe De Nittis</figcaption></figure>
<p>La selezione di Lucilla Tauro non è casuale: tutte le opere rappresentano artisti pugliesi selezionati secondo precisi criteri – presenze alla Biennale di Venezia o alle Quadriennali di Roma, riconoscibilità critica – e spesso facenti parte di collezioni museali prestigiose come il Museo del Novecento.</p>
<p><strong>L’Arte come Etica</strong></p>
<p>Oggi la Galleria Cattedrale non è solo un punto di riferimento artistico, ma anche etico. “Chi coltiva il bello – afferma Lucilla – coltiva anche la bontà, la cortesia. L’estetica è il primo gradino dell’etica. E attraverso la bellezza si impara a essere migliori”.</p>
<p><strong>Una Galleria Diffusa</strong></p>
<p>Ma la Galleria Cattedrale non è un luogo soltanto. È un’esperienza. Le opere sono esposte in sette sale distribuite nel centro storico: da Largo Cattedrale a Piazza Castello, fino a Piazza XX Settembre. Un museo diffuso dove l’arte dialoga con l’architettura, la pietra e la memoria urbana, offrendo al visitatore un doppio sguardo: quello sulla bellezza delle opere e quello sulla città. “La sala cui sono più affezionata – racconta Lucilla – è la prima, quella di Largo Cattedrale 9. È lì che è cominciato tutto, e lì che l’esperienza visiva si fonde con la bellezza del percorso urbano”.</p>
<p><strong>Una Collezione Che Vive e Ispira</strong></p>
<p>La pandemia aveva interrotto il cammino della galleria, ma nel periodo post-Covid è rinata più viva che mai. “In un momento in cui tutti erano timorosi di riaffacciarsi al quotidiano, ho voluto dare nuova linfa alla galleria pensando a una mostra che raccontasse la grandezza dell’arte pugliese del Novecento.”</p>
<p>Le opere oggi esposte sono in parte appartenute alla famiglia di Lucilla, in parte da lei acquistate nel tempo. Alcune erano regali di compleanno del nonno: doni rari, fatti di tela e pigmento, con storie incastonate nei colori. “In ogni quadro – dice Lucilla – ho cercato non solo gli occhi della mia anima, ma anche il riflesso dei colori della nostra terra. Il rosso era la ruggine del terreno, il bianco il calcinato dei muri, il blu il mare&#8230;”.</p>
<figure id="attachment_9492" aria-describedby="caption-attachment-9492" style="width: 664px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-9492" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/07/1000205896-1024x1003.jpg?x47017" alt="" width="664" height="650" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/07/1000205896-1024x1003.jpg 1024w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/07/1000205896-300x294.jpg 300w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/07/1000205896.jpg 1440w" sizes="auto, (max-width: 664px) 100vw, 664px" /><figcaption id="caption-attachment-9492" class="wp-caption-text">Opera di Luigi Presicce</figcaption></figure>
<p><strong>Sguardo al Futuro</strong></p>
<p>Tra i progetti futuri, l’idea di rendere itinerante la collezione, portandola nei luoghi in cui questi artisti hanno studiato e vissuto, da Milano a Venezia. Un modo per far conoscere la grandezza dell’arte pugliese fuori dai confini regionali, laddove spesso quegli stessi artisti sono stati più apprezzati.</p>
<p><strong>La Puglia, Terra di Arte e Radici</strong></p>
<p>Oggi la Puglia è considerata una delle regioni più affascinanti al mondo. Lo è per la luce, per la pietra, per il mare… ma anche – e forse soprattutto – per la sua profondissima anima culturale. Un’anima che si esprime attraverso gli “artisti con la valigia”, che hanno portato nel mondo i colori, i sogni e le forme di questa terra, facendola conoscere e amare anche da chi non l’ha mai visitata. La Galleria Cattedrale ne è la dimostrazione concreta: uno scrigno di bellezza che racconta la forza di una regione capace di generare arte, resilienza e visioni. Perché, come dice Lucilla Tauro, “la bellezza è un nutrimento dell’anima, E chi ama il bello, coltiva anche il buono”. Ammirare le opere d’arte porta a rispettare la memoria, onorare le radici e abbracciare la bellezza autentica della Puglia.</p>
<figure id="attachment_9495" aria-describedby="caption-attachment-9495" style="width: 520px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-9495" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/07/1000205901-819x1024.jpg?x47017" alt="" width="520" height="650" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/07/1000205901-819x1024.jpg 819w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/07/1000205901-240x300.jpg 240w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/07/1000205901.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 520px) 100vw, 520px" /><figcaption id="caption-attachment-9495" class="wp-caption-text">&#8220;Gli artisti con la valigia&#8221;</figcaption></figure>
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		<title>156 milioni per il turismo: parte &#8220;Puglia Core&#8221;, la nuova programmazione della regione</title>
		<link>https://pugliosita.it/2025/07/18/156-milioni-per-il-turismo-parte-puglia-core-la-nuova-programmazione-della-regione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jul 2025 07:00:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Puglia Core]]></category>
		<category><![CDATA[turismo in Puglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Puglia turistica si muove in direzione di un percorso di crescita e consolidamento, “Con Puglia Core presentiamo per la prima volta la pianificazione strategica del turismo regionale come un unico impianto organico, fatto di risorse, visione e azioni integrate per la nostra destinazione – ha dichiarato l’assessore regionale al Turismo Gianfranco Lopane &#8211; . Non un mosaico frammentato, ma...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span>La </span><span>Puglia turistica si muove in direzione di un percorso di crescita e consolidamento, </span>“Con<span> </span><strong>Puglia Core</strong><span> </span>presentiamo per la prima volta la pianificazione strategica del turismo regionale come un unico impianto organico, fatto di risorse, visione e azioni integrate per la nostra destinazione – ha dichiarato l’assessore regionale al Turismo<span> </span><strong>Gianfranco Lopane</strong><span> </span>&#8211; . Non un mosaico frammentato, ma un vero e proprio piano di sviluppo turistico che tiene insieme promozione, infrastrutture, esperienze, governance, competitività. Una programmazione che ha a cuore il futuro della nostra destinazione turistica. Mettiamo in campo 156 milioni di euro in attuazione dal 2025 e per il prossimo triennio, a valere sul POC 2021-2027, per trasformare il turismo in una leva strutturale di crescita per i territori pugliesi”.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>La Puglia è oggi fra le mete enogastronomiche preferite dai turisti italiani ed è la prima regione italiana per occupati nella filiera agrifood</strong>,<span> </span><strong>come è emerso dallo studio di Roberta Garibaldi.<span> </span></strong>Nella filiera agrifood nazionale, la Puglia dà un contributo rilevante alla generazione di valore economico e sociale: 3,9 miliardi di euro di Valore Aggiunto e oltre 149 mila occupati (primato nazionale). Risulta poi eccellente la performance dell’export agroalimentare: 2,5 miliardi di euro al 2023, record storico con una crescita due volte superiore rispetto alla media nazionale (10,1% vs +5,7%). La ristorazione vanta 8.166 imprese con somministrazione, 449 street food (terza regione italiana)<strong><span> </span></strong>e 22 Ristoranti stellati (inclusi Stella Verde e BiB Gourmand). Per quanto riguarda gli agriturismi, le aziende autorizzate sono 941, a cui si aggiungono 22 masserie didattiche – un unicum dell’offerta pugliese.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Interessanti le prospettive di crescita del turismo lento in Puglia, con riferimento a Cammini e Cicloturismo</strong>, come emerge dalla ricerca svolta da<span> </span><strong>SWG</strong><span> </span>per conto di Pugliapromozione. La Puglia è la prima destinazione per camminatori, terza per cicloturisti. In generale gode di una buona immagine come destinazione per cammini o cicloturismo, soprattutto per chi va in cerca di qualcosa di diverso.  Il prodotto turistico pugliese si contraddistingue per un’offerta articolata, adatta a tutti gli stili di vacanza e il settore afferente al turismo lento presenta elevate potenzialità di espansione. Grazie alla morfologia del territorio e la bellezza dei paesaggi, infatti, il territorio pugliese ha la possibilità di far vivere diverse esperienze lungo il percorso: dai momenti di relax al mare alla scoperta delle aree interne dell’entroterra. Inoltre, la presenza di innumerevoli siti di interesse storico-culturale e borghi storici, nonché di una forte offerta enogastronomica, permettono ai turisti di vivere un’esperienza immersiva e autentica a contatto con il territorio e con le comunità locali.</p>
<p>Il 2024 è stato un anno positivo per il turismo pugliese e i recenti dati pubblicati dall’ISTAT evidenziano che la Puglia è fra le regioni più dinamiche nel panorama italiano. La fase di crescita continua anche nel 2025: i primi cinque mesi dell’anno hanno registrato una crescita sensibile dei flussi turistici in Puglia.</p>
<p>Per l’intero periodo gennaio-maggio i risultati evidenziano, rispetto allo stesso periodo 2024:</p>
<ul>
<li>+268mila arrivi, pari a +19,1%</li>
<li>+587mila presenze, pari a +18,2%.</li>
</ul>
<p>Relativamente al solo mese di maggio la crescita è stata:</p>
<ul>
<li>+ 113mila arrivi, pari a +20,8%</li>
<li>+ 202mila presenze, pari a +14,9%.</li>
</ul>
<p><strong>Italiani e stranieri</strong></p>
<p>Il trend dal 2019 (pre-covid) al 2025, sempre con riferimento al periodo gennaio-maggio, evidenzia una crescita importante dei flussi turistici, soprattutto delle presenze degli stranieri:</p>
<ul>
<li>Italiani +22,3%</li>
<li>Stranieri +143,7%.</li>
</ul>
<p>Il corrispondente tasso d’internazionalizzazione è passato dal , con riferimento al periodo gennaio-maggio, è passato da:</p>
<ul>
<li>35,9% nel 2019</li>
<li>52,7% nel 2025</li>
</ul>
<p>Va comunque segnalato un dato in controtendenza per i turisti tedeschi, le cui presenze sono diminuite nei primi cinque mesi del 2025 nella misura di -9,6%, a fronte di una lieve crescita degli di arrivi (+1,9%).</p>
<p>I principali mercati esteri di riferimento, in questa prima parte dell’anno sono stati: Francia, Germania, Polonia, Stati Uniti, Regno Unito, che complessivamente hanno registrato la metà delle presenze straniere in Puglia.</p>
<p><strong>Dati provinciali</strong></p>
<p>La crescita delle presenze turistiche, nel periodo gennaio-maggio 2025, ha interessato tutte le province:</p>
<ul>
<li>Lecce +21,7%</li>
<li>Bari +21,1%</li>
<li>Brindisi +20,6%</li>
<li>Barletta-Andria-Trani +18,6%</li>
<li>Taranto +15,5%</li>
<li>Foggia+3,6%</li>
</ul>
<p><strong>Dati comunali</strong></p>
<p>In questa prima parte dell’anno venti comuni hanno registrato circa ¾ delle presenze turistiche in Puglia.</p>
<p>Tra questi emergono:</p>
<ul>
<li>Bari (19,7%)</li>
<li>Lecce (7,9%)</li>
<li>Fasano (5,2%)</li>
<li>Monopoli (4,9%)</li>
<li>San Giovanni Rotondo (3,8%)</li>
<li>Ostuni (3,5%).</li>
</ul>
<p><strong>Comparti ricettivi</strong></p>
<p>L’ alberghiero si conferma il principale comparto ricettivo e continua la crescita sostenuta delle locazioni turistiche.</p>
<p>Nel dettaglio, nei primi cinque mesi del 2025:</p>
<ul>
<li>l’alberghiero ha registrato il 54,6% di presenze, con una crescita del +17,2% rispetto al 2024;</li>
<li>l’extra-alberghiero ha registrato il 29,5% di presenze, con una crescita del +9% rispetto al 2024;</li>
<li>le locazioni turistiche hanno registrato il 15,9% di presenze, con una crescita del +45,4% rispetto al 2024.</li>
</ul>
<p><strong>Le previsioni estive 2025</strong></p>
<p>Le prospettive per il turismo pugliese nei mesi estivi sono positive.</p>
<p>Le stime riguardanti le presenze turistiche, sulla base del trend degli ultimi tre anni, evidenziano:</p>
<ul>
<li>+5,2% a giugno</li>
<li>+2,7% a luglio</li>
<li>+2,5% ad agosto</li>
<li>+7,2% a settembre.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>I Prodotti Agroalimentari Tradizionali, un tesoro gastronomico da tutelare</title>
		<link>https://pugliosita.it/2025/07/11/i-prodotti-agroalimentari-tradizionali-un-tesoro-gastronomico-da-tutelare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jul 2025 11:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Barbara Politi]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Frizzale]]></category>
		<category><![CDATA[PAT]]></category>
		<category><![CDATA[Senatrice Anna Maria Fallucchi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Su iniziativa della Sen. Anna Maria Fallucchi, si è tenuta lunedì 30 giugno presso la Sala “Caduti di Nassiriya” del Senato della Repubblica, la conferenza stampa dal titolo “Prodotti Agroalimentari Tradizionali – Strumento per la valorizzazione della cultura e promozione del territorio”. Un momento istituzionale di grande rilievo, che segna un passo importante nel percorso...</p>
<p>L'articolo <a href="https://pugliosita.it/2025/07/11/i-prodotti-agroalimentari-tradizionali-un-tesoro-gastronomico-da-tutelare/">I Prodotti Agroalimentari Tradizionali, un tesoro gastronomico da tutelare</a> proviene da <a href="https://pugliosita.it">Pugliosità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Su iniziativa della Sen. Anna Maria Fallucchi, si è tenuta lunedì 30 giugno presso la Sala “Caduti di Nassiriya” del Senato della Repubblica, la conferenza stampa dal titolo “Prodotti Agroalimentari Tradizionali – Strumento per la valorizzazione della cultura e promozione del territorio”.</p>
<p>Un momento istituzionale di grande rilievo, che segna un passo importante nel percorso di riconoscimento e valorizzazione dei PAT – Prodotti Agroalimentari Tradizionali, patrimonio culturale ed economico del nostro Paese. Cooking Solution, promotrice dell’iniziativa, esprime profonda gratitudine alla Consigliera regionale Tonia Spina, da subito attivamente impegnata nella realizzazione dell’evento, e alla Senatrice, che ha accolto e promosso con convinzione la proposta, rendendo possibile questo significativo appuntamento in uno dei luoghi simbolo delle nostre istituzioni.</p>
<p>Cosa sono i PAT? La denominazione completa è Prodotti Agroalimentari Tradizionali, ovvero tutte quelle produzioni gastronomiche, preparazioni degli alimenti o metodologie di lavorazione che permettono ad una pietanza di contraddistinguersi da almeno 25 anni. Grande valore assumono la territorialità e la tradizione, due elementi imprescindibili per i PAT. La loro istituzione, grazie alle sollecitazioni comunitarie, è disciplinata dalla normativa statale del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali per valorizzare il patrimonio gastronomico di ogni stato appartenente alla Unione Europea.</p>
<p>Istituire i PAT è stata una necessità derivante dal bisogno di proteggere e tutelare le produzioni locali, troppo esigue per essere configurate tramite altre qualificazioni come DOC o DOP, ma ugualmente meritevoli di una normativa adatta al loro mantenimento e al loro sviluppo. La ragione della nascita dei prodotti agro-alimentari tradizionali italiani è da ricercare nella conformazione del territorio e nella forte presenza della tradizione in tutto il settore agricolo, dell&#8217;allevamento e gastronomico. Molte produzioni sono localizzate e ristrette a tal punto da essere considerate di nicchia, per cui per permettere di concorrere nel panorama internazionale si è scelto di conferire loro una protezione maggiore.</p>
<p>Il Decreto Interministeriale del 9 aprile 2008, emanato dai Ministeri delle Politiche Agricole e dei Beni Culturali, ha riconosciuto i prodotti agroalimentari tradizionali italiani (PAT) come parte del patrimonio culturale italiano. Questo decreto ha ufficialmente identificato i PAT come espressione della cultura e delle tradizioni locali, valorizzandone il legame con il territorio e la storia.</p>
<p>L’incontro è stato introdotto dalla Sen. Anna Maria Fallucchi, componente della Commissione Attività Produttive del Senato che ha sottolineato l’importanza del ruolo delle istituzioni nel difendere e promuovere iniziative di promozione e valorizzazione della cultura delle tradizioni che vedono i produttori principali protagonisti.</p>
<p>Sono seguiti gli interventi del Sindaco di Bisceglie Angelantonio Angarano, dell’Assessore alla cultura e turismo di Canosa di Puglia Cristina Saccinto, di Vincenzo Patruno, Presidente FedAgriPesca Puglia, Tonia Massaro, Vicepresidente Confcommercio Bari-BAT e componente di giunta della Camera di Commercio di Bari, Mauro De Ruvo, Presidente dell’Associazione &#8220;Cicoriella Puntarelle Molfettese&#8221;, Andrea Ferrante Presidente dell’Associazione Assolocali Bisceglie, dei rappresentanti istituzionali e dei produttori agricoli.</p>
<p>Le conclusioni sono state affidate alla consigliera Regionale Tonia Spina che ha evidenziato la necessità di fare rete per costruire un percorso condiviso di iniziative a sostegno del patrimonio enogastronomico di ogni comunità. A coordinare la conferenza stampa Barbara Politi, conduttrice TV e giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno. Giuseppe Frizzale, Responsabile “Ricostruiamo il territorio” di Cooking Solution, ha dichiarato:</p>
<p>“Essere presenti al Senato è stato il segno tangibile di un importante lavoro di squadra, realizzato assieme a Confcommercio Bisceglie, Proloco Bisceglie, Assolocali, Antonia Sinesi e a tutti i soci Cooking Solution, con i quali abbiamo condiviso momenti significativi come la BIT di Milano, Evolio Expo e BTM di Bari. Si è respirato un grande entusiasmo e una reale volontà di costruire una rete solida e condivisa. L&#8217;incontro ha rappresentato un importante momento di confronto, arricchito dagli interventi di personalità politiche, rappresentanti di associazioni, professionisti e produttori.</p>
<p>Tra i PAT presenti c&#8217;erano:</p>
<p>&#8211; la focaccia e il sospiro di Bisceglie,</p>
<p>&#8211; la sfigghiet, il pane a prosciutto e gli ubriachelli di Canosa di Puglia,</p>
<p>&#8211; il Pane di Altamura D.O.P.,</p>
<p>&#8211; le cicorie puntarelle di Molfetta, pronte a ricevere l&#8217;IGP,</p>
<p>&#8211; i carciofini di Trinitapoli.</p>
<p>Il nostro lavoro, dopo aver ottenuto il riconoscimento PAT per la focaccia di Bisceglie &#8220;u cucùe&#8221;, non si è fermato. Infatti, abbiamo già presentato la richiesta di riconoscimento PAT per il &#8220;pane Meniske&#8221; e stiamo lavorando per acquisire altre documentazioni. Durante la conferenza abbiamo presentato il progetto &#8220;RiCostruiAmo il territorio&#8221; e illustrato le prossime iniziative, sulle quali chiediamo la massima partecipazione di tutto l&#8217;ecosistema coinvolto. Non poteva esserci cornice più significativa di uno dei luoghi simbolo delle nostre istituzioni.</p>
<p>Nel ringraziare la Senatrice Fallucchi per l’attenzione verso il progetto, abbiamo accolto con grande piacere e condivisione la proposta di organizzare un importante evento in Puglia, volto a dare maggiore visibilità ai P.A.T. (Prodotti Agroalimentari Tradizionali) e a coinvolgere tutti coloro che credono nelle potenzialità di un territorio ricco di storia, cultura e tradizioni. Un grazie particolare alla Consigliera Regionale Tonia Spina per la piena disponibilità e il supporto offerto nel seguirci. Tra le proposte presentate vi è quella di realizzare un docufilm dedicato ai Prodotti Agroalimentari Tradizionali, con l&#8217;obiettivo di dare la massima visibilità ai territori attraverso le loro eccellenze Enogastronomiche, invitiamo tutti a partecipare attivamente e a fare rete, per valorizzare insieme le nostre radici e il nostro patrimonio”.</p>
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