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	<title>Eventi Archivi - Pugliosità</title>
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	<title>Eventi Archivi - Pugliosità</title>
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		<title>La Presidente di Slow Food Italia, Barbara Nappini, a Corato con il suo libro “La Natura bella delle cose”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 10:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Barbara Nappini]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Petrini]]></category>
		<category><![CDATA[giornalista Sabino Ferrucci]]></category>
		<category><![CDATA[Slow Food Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Ognuno di noi” &#8211; dice l&#8217;autrice &#8211; “può contribuire a rendere il mondo più giusto e più bello”. Questa la premessa con cui si apre mercoledì 22 aprile, alle ore 18:30 a Palazzo Gioia,  di Corato la presentazione del libro di Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia con il titolo: “La Natura bella delle...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div dir="auto">“Ognuno di noi” &#8211; dice l&#8217;autrice &#8211; “può contribuire a rendere il mondo più giusto e più bello”. Questa la premessa con cui si apre mercoledì 22 aprile, alle ore 18:30 a Palazzo Gioia,  di Corato la presentazione del libro di Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia con il titolo: “La Natura bella delle cose”.</div>
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<div dir="auto">Il testo, con la prefazione di Carlo Petrini, è un&#8217;opera che salda in modo gradevole e scorrevole autobiografia, ecologia e impegno sociale dentro la cornice delle sfide complesse che toccano presente e futuro. Il rapporto tra cibo, uomo e natura, i nodi irrisolti della globalizzazione, il ruolo non retorico delle donne come custodi e innovatrici e dulcis in fundo, la bellezza come leva e forza trasformatrice. Questi saranno i temi al centro dell&#8217;incontro con la Nappini, prima presidente donna di Slow Food, il movimento internazionale nato in Italia (1986) che promuove un&#8217;alimentazione basata sul concetto di cibo &#8220;buono, pulito e giusto&#8221;.</div>
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<div dir="auto">L&#8217;evento sostenuto da Slow Food Italia e Slow Food condotta Castel del Monte, è organizzato dall&#8217;Associazione Culturale If in Apulia, con il patrocinio morale del Comune di Corato. L&#8217;ingresso è libero e l&#8217;evento sarà moderato dal giornalista Sabino Ferrucci. Pugliosità è media partner di questa presentazione perchè anche la nostra testata condivide le linee guida alla base dell&#8217;istituzione di Slow Food Italia, cercando quotidianamente di raccontare il bello e il buono di una regione straordinaria come la Puglia.</div>
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		<title>Taranto, EGO Food Fest 2026: l’enogastronomia pugliese come conoscenza e sviluppo territoriale.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 10:22:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[EGO Food Fest]]></category>
		<category><![CDATA[Taranto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>EGO Food Fest trasforma Taranto nel cuore pulsante dell’arte culinaria internazionale: dal 17 al 20 aprile masterclass, degustazioni, talk, Pizza competition, la spettacolare Dinner Incredible e la firma del “PATTO di Ego”. Con più di 170 ospiti, tra cui giornalisti di 30 testate nazionali, 30 cuochi, 50 pizzaioli e oltre 55 produttori di eccellenze del...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>EGO Food Fest trasforma Taranto nel cuore pulsante dell’arte culinaria internazionale: dal 17 al 20 aprile masterclass, degustazioni, talk, Pizza competition, la spettacolare Dinner Incredible e la firma del “PATTO di Ego”.</p>
<p>Con più di 170 ospiti, tra cui giornalisti di 30 testate nazionali, 30 cuochi, 50 pizzaioli e oltre 55 produttori di eccellenze del Made in Italy, l’ottava edizione trasforma il patrimonio enogastronomico pugliese e jonico in strumento di conoscenza, promozione e sviluppo territoriale, anche grazie a quattro spettacoli musicali in città. Al termine della kermesse, per il quarto anno consecutivo, verrà pubblicata l’attesa guida ai migliori ristoranti e pizzerie di Puglia.</p>
<p>Il tema scelto per questa edizione è, allo stesso tempo, una sfida e una promessa: “<strong>La cucina del futuro: stare bene a tavola, stare bene con il Pianeta”</strong>. A dare il via ai lavori saranno due pesi massimi del settore: <strong>Enrico Bartolini, lo chef più stellato d’Italia, </strong>e<strong> Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia.</strong> Insieme a loro, una parata di cuochi, pizzaioli e giornalisti internazionali trasformeranno la città in un laboratorio a cielo aperto.</p>
<p>La manifestazione è stata presentata in conferenza stampa a Taranto in Camera di Commercio, con l’intervento di Vincenzo Cesareo, Presidente della Camera di Commercio di Brindisi-Taranto, Carmine Pisano, dirigente del Comune di Taranto intervenuto in rappresentanza dell’Amministrazione, Marzia Vervaglione di Varvaglione 1921, Presidente CEEV (Comité Européen des Entreprises Vins), dello chef Domingo Schingaro, responsabile dei cuochi di Dinner Incredible e delle Masterclass di EGO Food Fest, di Silvio Busico, Presidente di Programma Sviluppo, e delle due ideatrici di EGO Food Fest: la tarantina e conduttrice Rai Monica Caradonna e Ilaria Donateo.</p>
<p>L’incontro è stato aperto dall’annuncio di <strong>Vincenzo Cesareo, Presidente della Camera di Commercio di Brindisi-Taranto</strong>: «<em>per questa edizione abbiamo deciso di sostenere direttamente EGO Food Fest perché crediamo nel valore di una narrazione nuova per il nostro territorio, capace di partire finalmente dalle eccellenze più autentiche e di promuoverle. Taranto custodisce un patrimonio straordinario di materie prime e sapori, oltreché di tradizioni e competenze per valorizzarli. Questo patrimonio merita di essere raccontato come EGO Food Fest ha dimostrato di saper fare, con orgoglio e visione, all’interno del contesto urbano. È una mission che incontra quella camerale, accendendo i riflettori su una identità che si forma attraverso la qualità del lavoro delle nostre imprese del settore. Anche da qui possiamo partire per costruire per la nostra città un futuro più forte e riconoscibile nel mondo».</em></p>
<p>L’incontro è poi entrato nel vivo con l’intervento di Monica Caradonna: «<em>EGO Food Fest non è solo un evento, è un atto di fede verso una città che </em>– ha dichiarato <strong>Monica Caradonna </strong>– <em>sta riscrivendo il proprio destino attraverso la bellezza e la consapevolezza</em>. <em>Quest’anno il tema della cucina del futuro ci impone una riflessione profonda: non si può più parlare di eccellenza senza parlare di salute del Pianeta e delle persone. Portare a Taranto talenti internazionali da tutto il Mediterraneo significa accendere un faro sulla nostra capacità di accoglienza e sulla straordinaria biodiversità del territorio jonico. In vista dei Giochi del Mediterraneo, vogliamo che Taranto sia percepita non solo come un campo di gara sportivo, ma come un laboratorio di pensiero gastronomico, dove la tradizione dialoga con la scienza e la sostenibilità</em>».</p>
<p>Monica Caradonna ha poi letto un messaggio inviato da <strong>Barbara Nappini</strong>, la presidente nazionale di Slow Food che sarà a Taranto per EGO Food Fest: «<em>La cucina del Futuro si decide adesso, perché – ha sottolineato nel suo messaggio Barbara Nappini – la cucina, l’agricoltura, la dispensa e il sistema alimentare del futuro determinano complessivamente la vita che tutti avremo. Il cibo attraversa tutte le crisi globali che a loro volta sono generate da come abbiamo trattato l’unica casa che abbiamo: Madre Terra. Adesso è tempo di costruire un sistema alimentare equo, amico del Pianeta e delle comunità, governato dall’etica per un futuro di pace che è diritto di tutti e tutte</em>».</p>
<p>La Cozza nera di Taranto Presidio Slow Food sarà la protagonista assoluta della prima serata – <strong>venerdì 17 aprile</strong> – della manifestazione, in particolare dello spin off “<strong>EGO Cozza Fest</strong>” che ha visto l’adesione da parte di 16 ristoranti tarantini che dedicheranno alla regina dei Due Mari un menù che ne valorizza le caratteristiche organolettiche e il gusto, sul sito www.egofestival.it nella sezione dedicata a EGO Cozza Fest l’elenco dei ristoranti con i relativi menù e prezzi.</p>
<p>Nel suo intervento <strong>Carmine Pisano, dirigente del Comune di Taranto, </strong>ha sottolineato che «<em>EGO Food Fest è una vetrina importante per Taranto perché permette al territorio di raccontarsi attraverso il cibo, che è per noi anche identità locale, tradizione, cultura. Su questo aspetto come <strong>Comune di Taranto</strong> stiamo facendo un forte investimento in vista dei Giochi del Mediterraneo. Il Festival è anche strumento di marketing turistico, perché diventa narrazione di un luogo, nel nostro caso di una terra bellissima che stiamo provando a promuovere attraverso i prodotti enogastronomici, location ancora poco conosciute, i nostri paesaggi mozzafiato, la nostra storia».</em></p>
<p>Anche quest’anno nel <strong>weekend</strong> EGO Food Fest propone, nella centralissima<strong> Villa Peripato</strong> di Taranto, una <strong>grande festa popolare con due serate </strong>(ingresso gratuito e degustazioni a pagamento) entrambe dedicate alla pizza, simbolo globale di condivisione, con <strong>70 maestri pizzaioli, </strong>50 pugliesi e 20 dal resto d’Italia, che animeranno un viaggio nel gusto tra impasti contemporanei e ingredienti identitari, accompagnati dalla musica dal vivo gratuita: <strong>sabato 18 aprile</strong> si esibiranno in concerto i Vega80, mentre <strong>domenica 19 aprile</strong> ci sarà spettacolo musicale di Angelo Mellone e la sua band.</p>
<p>Annunciando le due serate Monica Caradonna ha letto il messaggio di <strong>Mario Moretti, </strong>di <strong>Moretti Forni</strong>: «p<em>artecipare a EGO Food Fest significa contribuire a un confronto concreto sul futuro della pizza contemporanea, partendo da un aspetto per noi centrale: la cottura. L’innovazione, quando è al servizio del lavoro quotidiano dei professionisti, può fare la differenza in termini di qualità, precisione ed efficienza. È in questa direzione che sviluppiamo le nostre tecnologie, accompagnando l’evoluzione del settore».</em></p>
<p>Monica Caradonna ha poi letto il messaggio di <strong>Piero Gabrieli</strong>, <strong>Direttore Marketing </strong>di <strong>Petra Molino Quaglia</strong>: «<em>EGO Food Fest rappresenta un contesto in cui il cibo viene interpretato come sistema di relazioni tra agricoltura, trasformazione e consumo. È una visione che sentiamo nostra e nella quale ci riconosciamo, perché orientata alla costruzione di obiettivi condivisi lungo tutta la filiera. Petra Molino Quaglia lavora in questa direzione, sviluppando connessioni tra persone, territori e competenze capaci di generare valore concreto. In questo quadro, il confronto promosso dall’evento contribuisce in modo diretto al raggiungimento degli obiettivi che ci siamo prefissi come azienda».</em></p>
<p>Il cuore tecnico del festival sarà l’<strong>EGO Academy</strong> che si terrà, per l’intera giornata di <strong>lunedì 20 aprile</strong>, al <strong>Relais Histò</strong>. Qui, <strong>oltre 25 masterclass</strong> vedranno i cuochi “ambassador” confrontarsi direttamente con le radici della cucina italiana: dalle gite botaniche sulle rive del Mar Piccolo agli incontri con i mitilicoltori e i piccoli produttori locali. Le materie prime scoperte diventeranno protagoniste di sessioni formative aperte agli addetti ai lavori e agli appassionati.</p>
<p>In questa giornata, inoltre, sempre al Relais Histò torna anche la <strong>Pizza Competition</strong> che vanterà una giuria composta da 10 tra le firme più autorevoli del giornalismo enogastronomico e i referenti nazionali delle più autorevoli guide di settore.</p>
<p>Nel programma della giornata si segnala all’ora del thè, nella Sala Frantoio dell’Histò alle ore 17.00, lo spettacolo “<strong>Dialoghi sulla gioia</strong>” con il poeta e paesologo <strong>Franco Arminio</strong> e la pianista e performing coach<strong> Gloria Campaner</strong> (ingresso su prenotazione <a href="https://www.egofestival.it/">www.egofestival.it</a>).</p>
<p>È stato letto un messaggio di <strong>Gianfranco Palmisano, Presidente della Provincia di Taranto: </strong>«<em>EGO Food Fest non è soltanto un appuntamento di alto profilo per la nostra comunità, ma rappresenta una vera e propria finestra sul futuro della Terra Ionica. Ospitare a Taranto una manifestazione di tale caratura internazionale significa confermare il nostro territorio come un laboratorio di innovazione, sostenibilità e cultura gastronomica».</em></p>
<p>A suggellare l’evento, sempre nella serata di lunedì 20 aprile presso il Relais Histò, ci sarà l’usclusiva <strong>Dinner Incredible: una cena-evento </strong>che riunisce alcuni dei più autorevoli interpreti della cucina mediterranea contemporanea, tra cui<strong> numerosi chef stellati Michelin </strong>provenienti da tutta l’area mediterranea uniranno le forze per dare vita ad una cena-evento unica. Dopo aver esplorato i luoghi di produzione della provincia jonica, studiato le materie prime del territorio, ogni chef realizzerà un piatto celebrativo, fondendo la propria identità con la cultura gastronomica pugliese, generando un racconto contemporaneo del territorio.</p>
<p>Dinner Incredible diventa così non solo un evento gastronomico d’eccellenza, ma uno strumento concreto di promozione territoriale, attrazione turistica e posizionamento internazionale per Taranto e per l’intera regione Puglia. Dinner Incredible è diplomazia gastronomica. È un modo per raccontare la Puglia al mondo attraverso il linguaggio universale del cibo.</p>
<p><strong>Tra gli chef protagonisti:</strong> <strong>Jacopo Ticchi, Domingo Schingaro, Domenico Candela, Francesco Brutto, Gianluca Gorini, Ernesto Iaccarino, Giorgio Diana, Hans Neuer, Oliver Marlow, Dimas Petros, Nicolas Isnard, Domenico Giove, Mattia Casabianca e Tiziano Mita.</strong></p>
<p>La grande novità di quest’anno sarà un momento di altissimo valore simbolico e professionale: la firma del <strong>Patto di EGO</strong>. Per la prima volta, tutti i grandi chef e pizzaioli presenti saranno chiamati a sottoscrivere e a completare un Decalogo programmatico. Non un manifesto ideale, ma un impegno concreto che definisce un nuovo codice etico per la ristorazione contemporanea, impegnando i firmatari a trasformare la cucina in un atto di responsabilità verso la terra e le comunità.</p>
<p>Un’iniziativa che <strong>Grazia Maria Starace, Assessore al Turismo e Promozione della Regione Puglia,</strong> impossibilitata a intervenire personalmente, ha voluto commentare con un suo messaggio letto in conclusione della conferenza stampa: «<em>La cucina che racconta un territorio è già promozione turistica. EGO Food Fest lo pratica con una coerenza rara: dodici chef del Mediterraneo che studiano le materie prime del territorio jonico, settanta maestri pizzaioli che portano in scena l’identità pugliese, un decalogo firmato da chi riconosce nella cucina un atto di responsabilità verso la terra e le comunità. È il turismo che abbiamo in mente, quello che attraversa un luogo con rispetto, che lo valorizza senza consumarlo, che lascia intatta l’anima di ciò che incontra. Taranto, nell’anno dei Giochi del Mediterraneo, ha scelto di raccontarsi così. Con un piatto in mano e le radici ben visibili</em>».</p>
<p><strong>Ego Food Fest 2026</strong> è l’idea di <strong>Enogastro Hub aps ed è co-organizzato dalla Camera di Commercio di Brindisi-Taranto</strong> ed è realizzata grazie al contributo di<strong> Petra Molino Quaglia, Moretti Forni, Gioiella, Consorzio di tutela della Pasta di Gragnano IGP, Consorzio Italiano tutela Mortadella Bologna, Varvaglione1921, Olio Forti, Frantoio Sant’Agata di Oneglia, Cippone Di Bitetto, Raffo, Programma Sviluppo, i comuni di Taranto e Martina Franca, la Provincia di Taranto, i Giochi del Mediterraneo.</strong></p>
<p>Ego Food Fest 2026 è inserito nel progetto di “Coesione Italia 21-27 Puglia, Repubblica Italiana, Regione Puglia e Pugliapromozione. Intervento Finanziato con Risorse del Fondo di Rotazione 2021-2027. Linea di Intervento 03.02 “Turismo e Ospitalità” – Riposizionamento Competitivo e Promozione delle Destinazioni Turistiche”.</p>
<p><strong>PROGRAMMA EGO FOOD FEST 2026</strong></p>
<p><strong>VENERDÌ 17 APRILE 2026 – EGO COZZA FEST – Ristoranti di Taranto</strong>Menù dedicati alla Cozza nera di Taranto Presidio Slow Food nei seguenti ristoranti: Ristoro Basile Luzzi, Core Restaurant, Cibo per la Mente ,La Pignata Ristorante Pizzeria , Ristorante Le Vecchie Cantine , In Rada Restaurant, Gatto Rosso, Bistrot Radici, Bâtiment, Risto’ Fratelli Pesce, Barone’ , Gente di Mare, Piccadilly Borgo, Damò Sapori &amp; Salute, Barrio Street Food e, infine, Siddharta Jazz Wine &amp; Food.</p>
<p><strong>SABATO 18 APRILE 2026 – EGO PIZZA FEST – Villa Peripato – Taranto</strong>Ore 19.00 – ingresso al Festival e apertura banchi di assaggio<br />
Ore 19.00 – 21.00 – I SALOTTI DELLA PIZZA con Tinto<br />
Ospiti: Vincenzo Palermo, Raffaele Bonetta, Pierangelo Chifari, Marco e Danilo Sciarrino, Ivano Veccia, Valentino Tafuri, Mauro Fragella<br />
Ore 21.30 – spettacolo musicale VEGA80</p>
<p><strong>DOMENICA 19 APRILE 2026 – EGO PIZZA FEST – Villa Peripato – Taranto</strong>Ore 19.00 – ingresso al Festival e apertura banchi di assaggio<br />
Ore 19.00 – 21.00 – I SALOTTI DELLA PIZZA con Tinto<br />
Ospiti: Daniele Campana, Roberta Esposito, Roberto Davanzo, Ciccio Vitiello, Massimiliano Prete, Renato Bosco, Marco Amante, Ciro De Vincenzo, Massimo Costa, Mario Carlomagno, Enzo Pace, Gennaro Masi<br />
Ore 19.30 – Salento Street Band<br />
Ore 21.30 – spettacolo musicale Angelo Mellone</p>
<p><strong>LUNEDÌ 20 APRILE – EGO ACADEMY &amp; EGO EXPO – Relais Histò – Taranto</strong>Ore 9.45 – apertura e saluti istituzionali<br />
Masterclass, degustazioni e incontri tematici per tutta la giornata</p>
<p>Ore 10.15 – Talk “La cucina del futuro”<br />
Ore 12.00 – Talk “La poetica del cibo e la rigenerazione dei piccoli borghi”<br />
Ore 14.30 – Talk “Il Mediterraneo nella visione di Dinner Incredible”<br />
Ore 16.00 – Talk “Scegliere il futuro”<br />
Ore 17.00 – Premiazione Pizza Competition</p>
<p>Ore 17.00 Sala Frantoio spettacolo “Dialoghi sulla gioia” con il poeta e paesologo Franco Arminio e la pianista e performing coach Gloria Campaner</p>
<p>Ore 20.00 – DINNER INCREDIBLE</p>
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		<title>Puglia, ecco la rotta del futuro della grande cucina</title>
		<link>https://pugliosita.it/2026/03/24/puglia-ecco-la-rotta-del-futuro-della-grande-cucina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[di Stefania Leo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 13:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Cena delle Stelle]]></category>
		<category><![CDATA[chef di puglia]]></category>
		<category><![CDATA[ristoranti stellati pugliesi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Durante la &#8220;Cena delle Stelle&#8221; i migliori chef della regione hanno disegnato l&#8217;evoluzione del fine dining. Il futuro della grande cucina in Puglia è scritto nelle stelle, quelle che gli chef hanno appuntate sulle loro casacche. Per il terzo anno consecutivo i fratelli Felice, Riccardo e Roberto Sgarra hanno accolto i cuochi pugliesi celebrati dalla...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Durante la &#8220;Cena delle Stelle&#8221; i migliori chef della regione hanno disegnato l&#8217;evoluzione del fine dining. Il futuro della grande cucina in Puglia è scritto nelle stelle, quelle che gli chef hanno appuntate sulle loro casacche. Per il terzo anno consecutivo i fratelli Felice, Riccardo e Roberto Sgarra hanno accolto i cuochi pugliesi celebrati dalla Michelin nella <strong>Cena delle Stelle</strong>. Sette portate, una per ogni chef, in un percorso che celebra l&#8217;identità, il territorio e la visione contemporanea della cucina. Prima del servizio, in un tempo di crisi profonda del fine dining, abbiamo stornato questa espressione dal nostro linguaggio, tornando a discutere con questi professionisti del futuro della grande cucina in Puglia.</p>
<p>Secondo <strong>Felice Sgarra</strong>, chef patron di <strong>Casa Sgarra</strong>, una stella Michelin, Trani (Bt), saranno «l&#8217;attesa e l&#8217;ammirazione della bellezza a segnare il futuro della grande cucina in Puglia». Un futuro, forse, a cui stiamo già assistendo. Infatti, secondo <strong>Domenico Di Gennaro del Ristorante Quintessenza</strong>, una stella Michelin, Trani (Bt), «la ristorazione è glocal come non lo è mai stata prima perché non va a cercare tecniche assurde, ma si concentra ad esempio sulla brace, sul fuoco, sul vapore. C&#8217;è una presa di coscienza sul percorso da seguire».</p>
<p>«L&#8217;evoluzione della strada intrapresa dagli interpreti del fine dining pugliese ha alla base un grande impegno &#8211; sottolinea <strong>Antonello Magistà</strong>, patron e anima del <strong>Ristorante Pashà</strong>, una stella Michelin, Conversano (Ba) &#8211; alla base ci sono sempre il territorio, l&#8217;autenticità del territorio e la tradizione dei nostri sapori attualizzati dalle tecniche contemporanee». Ma il respiro delle sale apparecchiate con centimetro e ferro da stiro si nutrirà anche dalle belle trattorie che animano il territorio pugliese. Infatti, secondo <strong>Domingo Schingaro, head chef di Ai Due Camini</strong>, una stella Michelin, Borgo Egnazia a Savelletri (Br), «non rinnegare le nostre tradizioni segnerà il futuro della grande cucina pugliese». <strong>Andrea Catalano, Dissapore</strong>, una stella Michelin, Carovigno (Br) aggiunge: «il futuro della grande cucina in Puglia sarà scritto dalla fedeltà alla nostra identità», a cui sarà necessario abbinare la volontà di «continuare a parlare di prodotti e di cultura trasversale», aggiunge <strong>Pietro Penna, chef di Casamatta Restaurant</strong>, una stella e una stella verde Michelin, Manduria (Ta).</p>
<p>La direzione intrapresa dalla ristorazione pugliese ha convinto molti investitori stranieri a credere nel percorso enogastronomico della regione. <strong>Angelo Sabatelli, chef patron di Sabatelli Ristorante</strong>, una stella Michelin, Putignano (Ba), ha iniziato persino a ricevere curricula da cuochi settentrionali, desiderosi di fare esperienza nella nostra regione. Ma avverte: «All&#8217;offerta ci devono anche essere servizi adeguati, per garantire al cliente la bontà dell&#8217;esperienza».</p>
<p>Per compiere queste profezie sarà necessario un pizzico di pugliosità, quella filosofia su cui si basa il Dna di questa testata giornalistica. Ognuno la interpreta a modo suo, ma ogni visione ha un tratto comune: la fede in un&#8217;identità irrevocabile che, nel bene e nel male, con la tigna e la bellezza, ci rende unici. Secondo Felice Sgarra la pugliosità è «l&#8217;atto stesso del vivere», quella cosa che &#8211; secondo Domenico Di Gennaro &#8211; «non si cerca perché è dentro di noi. È una verità che si ha in tasca, che emerge vivendo questi luoghi, a contatto con le persone che animano questa terra».</p>
<p>Secondo Antonello Magistà la pugliosità è «quel modo di stare bene, trasversale, che appartiene a noi pugliesi. Siamo una delle poche regioni in cui anche in una situazione informale, bastano una frisa e un grande pomodoro per star bene. Cosa che si replica senza difficoltà anche in situazioni più ricercate».</p>
<p>Secondo Domingo Schingaro pugliosità significa «avere un&#8217;identità ben precisa, essere originali senza pensare a cose troppo fuori dalla normalità». Un concetto che si estrinseca nell&#8217;«accoglienza e autenticità dei posti e di ciò che facciamo», secondo Angelo Sabatelli. Per Pietro Penna è l&#8217;anima del «racconto gastronomico, ma anche culturale, fatto di arte millenaria», mentre per Andrea Catalano «significa calore, che si manifesta anche con un sorriso».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto gallery a cura di Noemi Lotito</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://pugliosita.it/2026/03/24/puglia-ecco-la-rotta-del-futuro-della-grande-cucina/">Puglia, ecco la rotta del futuro della grande cucina</a> proviene da <a href="https://pugliosita.it">Pugliosità</a>.</p>
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		<item>
		<title>Vinitaly 2026: oltre cento le cantine pugliesi presenti a Verona</title>
		<link>https://pugliosita.it/2026/03/21/vinitaly-2026-oltre-cento-le-cantine-pugliesi-presenti-a-verona/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 08:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Vinitaly 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Puglia del vino si prepara a tornare protagonista a Vinitaly 2026, la più importante manifestazione internazionale dedicata al settore vitivinicolo, in programma dal 12 al 15 aprile nella città di Verona. Anche per la 58ª edizione della rassegna, la presenza della Puglia si preannuncia tra le più numerose tra le regioni italiane, con oltre cento cantine e aziende vitivinicole attese...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="229" data-end="735">La Puglia del vino si prepara a tornare protagonista a<span> </span><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Vinitaly 2026</span></span>, la più importante manifestazione internazionale dedicata al settore vitivinicolo, in programma dal 12 al 15 aprile nella città di<span> </span><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Verona</span></span>. Anche per la 58ª edizione della rassegna, la presenza della<span> </span><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Puglia</span></span><span> </span>si preannuncia tra le più numerose tra le regioni italiane, con<span> </span><strong data-start="654" data-end="700">oltre cento cantine e aziende vitivinicole</strong><span> </span>attese nel padiglione regionale.</p>
<p data-start="737" data-end="1107">Il riferimento più recente è quello dell’edizione precedente: nel 2025, infatti,<span> </span><strong data-start="818" data-end="865">sono state 106 le aziende pugliesi presenti</strong><span> </span>nello spazio istituzionale allestito nel Padiglione 11 della fiera veronese, insieme a quattro consorzi di tutela e a un ricco programma di eventi, degustazioni e incontri B2B con buyer internazionali.<span> </span><span class="" data-state="closed"></span></p>
<p data-start="1109" data-end="1501">Numeri che confermano il peso crescente della regione nel panorama vitivinicolo nazionale e internazionale. La Puglia, infatti, è oggi una delle principali aree produttive del Paese sia per quantità sia per qualità, con una produzione che negli ultimi anni ha saputo affermarsi sui mercati esteri grazie a una crescente valorizzazione dei vitigni autoctoni e delle denominazioni territoriali.</p>
<p data-start="1109" data-end="1501"><strong>Una vetrina internazionale per il vino pugliese</strong></p>
<p data-start="1556" data-end="1773">La partecipazione alla manifestazione rappresenta un momento strategico per le cantine pugliesi, che a Verona incontrano operatori del settore, importatori, distributori e giornalisti provenienti da decine di Paesi. Nel padiglione regionale sono tradizionalmente organizzate<span> </span><strong data-start="1834" data-end="1976">masterclass, degustazioni guidate, incontri istituzionali e presentazioni di progetti legati all’enoturismo e alla promozione territoriale</strong>. L’obiettivo è rafforzare il posizionamento dei vini pugliesi nei mercati internazionali e favorire nuove opportunità commerciali per le imprese del settore. Tra i protagonisti della produzione regionale spiccano alcuni vitigni simbolo del territorio, come<span> </span><strong data-start="2235" data-end="2276">Primitivo, Negroamaro e Nero di Troia</strong>, che negli ultimi anni hanno contribuito a ridefinire l’immagine del vino pugliese, passando da produzione di massa a eccellenza enologica riconosciuta a livello globale.</p>
<p data-start="1556" data-end="1773"><strong>Un settore in crescita</strong></p>
<p data-start="3141" data-end="3484">La presenza di oltre cento cantine pugliesi alla fiera veronese conferma la vitalità di un comparto che rappresenta uno dei pilastri dell’agroalimentare regionale. Il vino, infatti, non è solo un prodotto agricolo ma anche uno<span> </span><strong data-start="3368" data-end="3410">strumento di promozione del territorio</strong>, capace di attrarre turismo, investimenti e nuove opportunità economiche. Per la Puglia, il Vinitaly resta dunque una vetrina fondamentale per raccontare al mondo il valore delle proprie produzioni enologiche e il legame profondo tra vino, paesaggio e cultura mediterranea.</p>
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		<title>Femminile Plurale: la quinta cena è un incontro di sapori tra Puglia e Basilicata</title>
		<link>https://pugliosita.it/2026/02/19/femminile-plurale-la-quinta-cena-e-un-incontro-di-sapori-tra-puglia-e-basilicata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Feb 2026 08:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Cene Femminile Plurale]]></category>
		<category><![CDATA[Chef Angela D'Errico]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Antonietta Santoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Archiviato con grande successo il quarto appuntamento di Femminile Plurale di Casale Pontrelli a Capurso, dedicato al viaggio nelle cucine di Brasile, Vietnam, Etiopia e Nigeria, si è passati ad un percorso nella più vicina Basilicata ospitando Maria Antonietta Santoro, cuoca de “Il Becco della Civetta” di Castelmezzano (Pz). La cena denominata “Il filo rosso”,...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Archiviato con grande successo il quarto appuntamento di Femminile Plurale di Casale Pontrelli a Capurso, dedicato al viaggio nelle cucine di Brasile, Vietnam, Etiopia e Nigeria, si è passati ad un percorso nella più vicina Basilicata ospitando <strong>Maria Antonietta Santoro</strong>, cuoca de <strong>“Il Becco della Civetta”</strong> di Castelmezzano (Pz).</p>
<p>La cena denominata “Il filo rosso”, sempre nell&#8217;ambito della seguitissima rassegna ideata da Sandro Romano, Luca Pontrelli e Gianfranco Laforgia con lo scopo di celebrare il talento delle donne in cucina, si è svolta lo scorso 11 febbraio e ha portato nella cittadina a pochi chilometri da Bari i sapori di una Lucania tradizionale ma inusuale, attraverso l&#8217;interpretazione di prodotti tipici come i peperoni Zafarani di Senise, il rafano, il fagiolo Rosso Scritto del Pantano, la lucanica, la pezzente e le manate, particolarissima pasta di semola di grano duro preparata tradizionalmente nella zona di Vaglio.</p>
<figure id="attachment_11301" aria-describedby="caption-attachment-11301" style="width: 488px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-11301" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG-20260219-WA0002-768x1024.jpg?x83309" alt="" width="488" height="650" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG-20260219-WA0002-768x1024.jpg 768w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG-20260219-WA0002-225x300.jpg 225w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG-20260219-WA0002.jpg 1512w" sizes="(max-width: 488px) 100vw, 488px" /><figcaption id="caption-attachment-11301" class="wp-caption-text">Da sinistra la chef Santoeo, chef D&#8217;Errico e il gastronomo Sandro Romano</figcaption></figure>
<p>La chef Santoro, socia della prestigiosa associazione Ambasciatori del Gusto, e la bravissima Angela D&#8217;Errico, chef resident di Casale Pontrelli premiata pochi giorni fa al Senato della Repubblica come Ambasciatrice della Cucina Autentica, hanno elaborato un menù che ha stupito per gusto e originalità, pur nel rispetto di una tradizione che ha come tema principale la ruralità. La sapiente e rispettosa interpretazione di questi ingredienti ha reso la serata davvero divertente e sorprendente, un vero viaggio “coast to coast” in questa regione così affascinante eppure così poco conosciuta e valorizzata.</p>
<p>Delicato l&#8217;inizio, con erbe spontanee di montagna e maionese al peperone crusco degustate sotto la stretta guida della chef lucana che ne ha fatto apprezzare i sorprendenti sapori e le preziose caratteristiche organolettiche, oltre alle deliziose chips di sgagliozza soffiata e cren sott&#8217;aceto e le gradevolissime sfere croccanti di fave e cicorie con caciocavallo, reinterpretazioni di due piatti classici di Angela D&#8217;Errico. Una volta accomodati a tavola si è potuta apprezzare ancor più l&#8217;interazione fra queste due talentuose cuoche, perché ogni piatto è stato veramente stato pensato e realizzato a quattro mani.</p>
<p>L&#8217;antipasto è formato dalla pungente Rafanata, una specie di frittata di patate e pecorino aromatizzata dal deciso sapore del rafano, e da una pralina di cioccolato fondente ripieno di interiora di agnello, un bocconcino che, pur essendo decisamente un azzardo, sorprendentemente è stato molto apprezzato praticamente da tutti. Con questa coraggiosa interpretazione delle frattaglie le due cuoche hanno subito messo in chiaro che non si sarebbe tratto di una cena scontata e banale..</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-11293" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0854-768x1024.jpg?x83309" alt="" width="488" height="650" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0854-768x1024.jpg 768w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0854-225x300.jpg 225w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0854-scaled.jpg 1920w" sizes="(max-width: 488px) 100vw, 488px" /></p>
<p>Deliziosa la zuppa, spiritosamente chiamata “Adesso sono cavoli vostri”, con taco di verza, cavolo bianco e nero in brodo di cotiche e sfilacci di maiale con polpettine di vitello, seguita dal “Piatto del viandante”, delicatissimo uovo di galline felici cotto a 64° e marinato, spuma di patate e peperone di Senise.</p>
<p>A seguire le Manate con la salsiccia pezzente, verdure dell&#8217;orto Pontrelli su crema di Fagiolo Rosso Scritto del Pantano (presidio Slow Food) e, come secondo, la Lucanica arrosto con sedano rapa, mela bruciata e rapetta dell&#8217;orto, piatti che hanno colpito per l&#8217;intensità dei sapori molto ben armonizzati. La chef Santoro si è anche esibita nella difficile preparazione delle manate, pasta fortemente voluta da Sandro Romano, conduttore della serata, formato che i commensali hanno potuto così conoscere e assaggiare per la prima volta. A centro tavola, oltre ai fragranti pani di grano arso e cereali e ai grissini con peperoni cruschi, la deliziosa manteca e l&#8217;olio da Coratina e Cima d Mola della Maasseria Lo Schiavetto di Turi, dei fratelli Claudia e Giuseppe Lagravinese, partner della serata.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-11294" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0861-768x1024.jpg?x83309" alt="" width="488" height="650" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0861-768x1024.jpg 768w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0861-225x300.jpg 225w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0861-scaled.jpg 1920w" sizes="(max-width: 488px) 100vw, 488px" /></p>
<p>Meravigliosi i vini che hanno accompagnato i piatti, dell&#8217;azienda Elena Fucci di Barile (Pz), due IGT Basilicata, il Verha Bianco 2025 e il Titolo Pink Edition 2025. una DOC, il Titolo Classico 2022 Aglianico del Vulture, e una prestigiosa DOCG, il Titolo Superiore 2021 Aglianico del Vulture. Degna conclusione di una splendida cena il dessert, la deliziosa Mousse di ricotta, caramello di arancia di Tursi e foglie di cioccolato fondente, accompagnato dal Titolo Vermuth di Elena Fucci. Ma ciò che è apparso evidente a tutti partecipanti è stata la perfetta collaborazione tra le due chef, così diverse fra loro ma ottimamente sintonizzate.</p>
<p>Maria Antonietta Santoro, chef di grande esperienza e concretezza, ha portato la sua capacità di raccontare ed interpretare il territorio, mentre Angela D&#8217;Errico, giovane chef emergente del panorama pugliese dotata di sensibilità e tecnica sopraffina, ha saputo mettere queste sue qualità al servizio della tradizione lucana, tema della serata.</p>
<figure id="attachment_11292" aria-describedby="caption-attachment-11292" style="width: 488px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-11292" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0850-768x1024.jpg?x83309" alt="" width="488" height="650" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0850-768x1024.jpg 768w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0850-225x300.jpg 225w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0850-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 488px) 100vw, 488px" /><figcaption id="caption-attachment-11292" class="wp-caption-text">La produttrice Elena Fucci con il gastronomo Sandro Romano</figcaption></figure>
<p>Femminile Plurale, rassegna che si svolge nella bellissima sede di Casale Pontrelli a Capurso e ha come media partner Pugliosità e Sapori di Puglia, continua a breve con altre interessantissime proposte. La prossima, che si terrà nell&#8217;ultima settimana di marzo, vedrà la collaborazione tra Nadia Tamburrano, chef di “A Sud dell&#8217;Anima” di Minervino Murge e, ovviamente, Angela D&#8217;Errico, che con i suoi collaboratori di cucina e di sala, avrà ancora il non facile compito di coordinare le cucine protagoniste di queste particolari serate, raccontandole attraverso i piatti proposti. Del resto, lei che oltre ad essere chef è anche una valente pianista, ha un&#8217;innata capacità di lavorare in armonia o, meglio, “in sinfonia”.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-11295" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0869-768x1024.jpg?x83309" alt="" width="488" height="650" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0869-768x1024.jpg 768w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0869-225x300.jpg 225w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0869-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 488px) 100vw, 488px" /></p>
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<p>Foto credit: Gianfranco Laforgia</p>
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		<title>Orsara di Puglia cerca quattro fotografi per raccontare il paese del pane e dei centenari</title>
		<link>https://pugliosita.it/2026/02/17/orsara-di-puglia-cerca-quattro-fotografi-per-raccontare-il-paese-del-pane-e-dei-centenari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 08:00:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[fotografi]]></category>
		<category><![CDATA[Orsara di Puglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il paese dei centenari, quello del più antico forno a paglia in attività d’Italia, con i suoi 500 anni ininterrotti di grano, farina e profumo di pane; il borgo contadino del buon cibo, delle cultivar più rare, con un’Abbazia e una “grotta santa” che sono scrigni di storia, testimonianza di pellegrinaggi millenari, avamposti di un...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il paese dei centenari, quello del più antico forno a paglia in attività d’Italia, con i suoi 500 anni ininterrotti di grano, farina e profumo di pane; il borgo contadino del buon cibo, delle cultivar più rare, con un’Abbazia e una “grotta santa” che sono scrigni di storia, testimonianza di pellegrinaggi millenari, avamposti di un incontro fecondo tra culture differenti: Orsara di Puglia è tutto questo, e ancora di più, ed è pronta a ospitare – dal 23 al 26 aprile 2026 – quattro fotografi che vogliano raccontarne essenza e identità attraverso uno sguardo inedito.</p>
<p>Per questo motivo, nell’ambito del progetto culturale finanziato dal PNRR Linea Borghi, il Comune di Orsara di Puglia ha pubblicato un bando per una call aperta a tutti, fotografi professionisti e amatoriali, italiani e stranieri, che vogliano vivere un’esperienza immersiva nel ‘paese dell’Orsa”. <strong>Per quattro giorni, dal 23 al 26 aprile 2026, quattro fotografi saranno ospiti di Orsara di Puglia.</strong> Verranno selezionati attraverso un bando. Le persone selezionate, vivranno un’esperienza immersiva nella cultura e nella quotidianità del paese, in un periodo, la primavera, in cui il risveglio e i colori della natura cambiano il paesaggio, donano una luce nuova ai volti della gente e alle attività che descrivono la vita di Orsara di Puglia, la sua quotidianità, lo sguardo su presente e futuro. Con i loro scatti, fotografe e fotografi cercheranno di cogliere e interpretare l’identità, il paesaggio umano e la luce di un popolo e di un paese. Le fotografie realizzate e il profilo di autrici e autori delle immagini saranno promossi e valorizzati attraverso i social e la comunicazione ufficiale della residenza fotografica che ha un titolo emblematico: “Dove Tende la Luce – Orsara di Puglia”. L’iniziativa è coordinata da Patrizio De Michele (Archivio Fuoco).</p>
<figure id="attachment_11261" aria-describedby="caption-attachment-11261" style="width: 650px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-11261" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/02/Orsara-Abbazia-SantAngelo-01q92-1024x689.jpg?x83309" alt="" width="650" height="438" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/02/Orsara-Abbazia-SantAngelo-01q92-1024x689.jpg 1024w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/02/Orsara-Abbazia-SantAngelo-01q92-300x202.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /><figcaption id="caption-attachment-11261" class="wp-caption-text">Abbazia Sant&#8217;Angelo a Orsara di Puglia</figcaption></figure>
<p><strong>IL BANDO APERTO A TUTTI</strong>. La call è aperta a tutti. Possono partecipare fotografe e fotografi professionisti e amatoriali dai 18 anni in su, italiani e stranieri, e si rivolge anche – ma non solo – alle orsaresi e agli orsaresi amanti della fotografia. L’obiettivo dell’iniziativa è documentare l’essenza di Orsara attraverso immagini che ne raccontino la vita in vicoli, strade e case, i momenti di Comunità (mercati, famiglia, l’aggregazione di giovani e anziani). Particolare attenzione sarà riservata alle dinamiche intergenerazionali, con uno sguardo sensibile al rapporto tra memoria, presente e futuro. La residenza avrà una durata di quattro giorni, durante i quali i partecipanti soggiorneranno a Orsara di Puglia e a loro saranno offerti vitto e alloggio per tutta la durata dell’evento.</p>
<p><strong>COME PARTECIPARE. </strong>La partecipazione è gratuita. Le domande per partecipare devono contenere un breve curriculum-biografia, un portfolio di 10 immagini incentrate sulla fotografia di ritratto e di reportage, una breve lettera di motivazione (massimo 500 caratteri). La documentazione richiesta deve essere inviata entro la mezzanotte del 3 aprile 2026 (tramite Wetransfer o Form Google) agli indirizzi email che seguono: <a href="mailto:patriziodemichele@gmail.com">patriziodemichele@gmail.com</a> e orsarainforma@gmail.com. Sulla base della documentazione ricevuta saranno selezionati quattro fotografi che parteciperanno alla residenza. Il bando completo, compresi i criteri di selezione e le responsabilità dei partecipanti selezionati, è consultabile all’indirizzo web <a href="https://www.visitorsaradipuglia.it/bando-residenza-fotografica/">https://www.visitorsaradipuglia.it/bando-residenza-fotografica/</a>. L’accettazione della partecipazione ai candidati sarà comunicata via email il 10 aprile 2026.</p>
<p><strong>DUE MOSTRE FOTOGRAFICHE</strong>. Al termine della residenza artistica, saranno selezionate 60 fotografie tra quelle realizzate dai partecipanti: quegli scatti daranno vita a due mostre fotografiche che verranno allestite a Orsara di Puglia e saranno aperte al pubblico durante l’estate 2026. Entrambe le mostre saranno promosse sui social e sui media per valorizzare l’impegno e il valore delle opere fotografiche realizzate dai partecipanti e, attraverso le immagini, il racconto del paese.</p>
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		<title>La Cipolla Bianca di Margherita Igp conquista Fruit Logistica e i mercati</title>
		<link>https://pugliosita.it/2026/02/04/la-cipolla-bianca-di-margherita-igp-conquista-fruit-logistica-e-i-mercati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 08:00:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Cipolla Bianca di Margherita Igp]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cresce la produzione della Cipolla Bianca di Margherita Igp. Il prodotto d’eccellenza pugliese nel 2025 ha registrato un venduto di 29.600 quintali (il 5.7% in più del 2024). La specialità anche quest’anno conferma la sua presenza a Berlino, dal 4 al 6 febbraio, in occasione di Fruit Logistica, con uno stand dedicato (padiglione Puglia, hall 4.2,...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Cresce la produzione della Cipolla Bianca di Margherita Igp. Il prodotto d’eccellenza pugliese nel 2025 ha registrato un venduto di 29.600 quintali (il 5.7% in più del 2024<em>)</em>. La specialità anche quest’anno conferma la sua presenza a Berlino, dal 4 al 6 febbraio, in occasione di<span> </span><strong>Fruit Logistica</strong>, con uno stand dedicato (padiglione Puglia, hall 4.2, stand 10).</p>
<p style="font-weight: 400;">Durante la tre giorni le peculiarità della cipolla Igp<span> </span>verranno illustrate ai visitatori anche in inglese. In programma anche showcooking presso lo stand della Regione Puglia, durante i quali sarà possibile gustare la cipolla Igp preparata da chef e professionisti del settore.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il Consorzio del prodotto Igp, infatti, oltre ad avere nella tre giorni tedesca l’opportunità di consolidare la propria visibilità con gli operatori di settore e quelli della grande distribuzione, italiani e stranieri, farà il punto sull’andamento della cipolla sul mercato e presenterà <span> </span>i risultati del monitoraggio realizzato durante l’anno con il contributo del<span> </span><strong>Ministero del Masaf</strong><span> </span>(Ministero dell&#8217;agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste) per la tutela da contraffazioni e uso improprio del marchio.</p>
<p style="font-weight: 400;">«Continuiamo a registrare buoni risultati nella produzione e nel consumo della nostra Cipolla Bianca Igp &#8211;<span> </span>dice<span> </span><strong>Giuseppe Castiglione, presidente del Consorzio di tutela e valorizzazione della Cipolla Bianca di Margherita Igp</strong><span> </span>–. Alla luce di questo, il nostro Consorzio continuerà a investire sulla promozione. Ma non solo. Nel 2026 proseguirà la collaborazione con l’Università di Foggia per ottimizzare la produzione sostenibile e biodiversa. Andiamo avanti, forti di questi risultati, con la voglia di fare che ci appartiene, l’amore per la valorizzazione della nostra Cipolla e, con questa, del nostro territorio».</p>
<p style="font-weight: 400;"><em>La Cipolla Bianca di Margherita Igp non viene prodotta nel terreno, come di consueto accade, ma nelle sabbie del Mar Adriatico, a sud del Gargano, in una zona di elevato interesse ambientale, tutelata da una convenzione internazionale (Ramsar 1979), nei territori compresi tra Margherita di Savoia (Bat), Zapponeta (Fg) e Manfredonia (Fg).<span> </span>Al Consorzio, riconosciuto nel 2016, partecipano venti aziende di piccoli produttori, due cooperative di produzione, quattro aziende di confezionamento.</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-5346" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2023/09/Cipolla-bianca-di-Margherita-1024x683.jpg?x83309" alt="" width="650" height="433" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2023/09/Cipolla-bianca-di-Margherita-1024x683.jpg 1024w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2023/09/Cipolla-bianca-di-Margherita-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /></p>
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		<title>Il 5 febbraio in Senato un confronto sui Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT)</title>
		<link>https://pugliosita.it/2026/01/30/il-5-febbraio-in-senato-un-confronto-sui-prodotti-agroalimentari-tradizionali-pat/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 08:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[PAT]]></category>
		<category><![CDATA[senatrice Annamaria Fallucchi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci sono prodotti che non sono soltanto cibo, ma memoria viva. I Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) rappresentano l’anima più autentica dei nostri territori: raccontano storie di comunità, di saperi tramandati, di un legame profondo tra la terra e chi la coltiva. Ogni piatto, ogni prodotto agricolo PAT è una narrazione fatta di identità, cultura e...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span>Ci sono prodotti che non sono soltanto cibo, ma memoria viva. I Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) rappresentano l’anima più autentica dei nostri territori: raccontano storie di comunità, di saperi tramandati, di un legame profondo tra la terra e chi la coltiva. Ogni piatto, ogni prodotto agricolo PAT è una narrazione fatta di identità, cultura e appartenenza.</span></p>
<p>Il prossimo 5 febbraio 2026, alle ore 11:00, presso il <strong>Senato della Repubblica</strong> (Piazza Madama, 11), si terrà la conferenza stampa: <strong>&#8220;Prodotti Agroalimentari Tradizionali: Tradizioni da assaporare, emozioni da vivere&#8221; </strong>promosso dalla Sen. <strong>Anna Maria Fallucchi. </strong>Il lavoro della Senatrice in Commissione Attività Produttive è fondamentale per dare risalto ai territori e ai produttori che custodiscono l&#8217;identità gastronomica del nostro Paese.</p>
<p>L&#8217;importanza dell&#8217;iniziativa è sottolineata dalla presenza <strong>del Sottosegretario</strong> <strong>di Stato </strong><strong>al MASAF </strong><strong>Patrizio Giacomo La Pietra</strong><strong> e del Presidente della commissione industria, commercio, turismo agricoltura e produzione agroalimentare del Senato Luca De Carlo </strong>a conferma della centralità del comparto nell&#8217;agenda di Governo.</p>
<div dir="auto">Un’occasione per riflettere sul valore profondo dei PAT, che non sono semplicemente produzioni locali, ma veri e propri custodi di biodiversità, economia rurale e identità territoriale. In un mondo sempre più omologato, questi prodotti rappresentano una resistenza culturale, un patrimonio che merita tutela, riconoscimento e valorizzazione.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Nel corso dell’incontro verrà inoltre illustrato il Disegno di Legge, a  prima firma della senatrice Fallucchi, recentemente presentato sui Prodotti Agroalimentari Tradizionali, nato con l’obiettivo di regolarizzare e rafforzare il sistema dei PAT, offrendo strumenti più chiari e adeguati per una tutela efficace e una valorizzazione concreta, capace di sostenere produttori, territori e filiere locali.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Parlare di PAT significa parlare di radici. Radici che affondano nel passato ma che guardano al futuro, perché solo riconoscendo il valore delle nostre tradizioni possiamo costruire un modello di sviluppo autentico, sostenibile e profondamente legato ai territori.</div>
<p>L&#8217;incontro sarà l&#8217;occasione per annunciare un importante appuntamento formativo e promozionale: il prossimo 16 aprile, l&#8217;Istituto Alberghiero di Margherita di Savoia ospiterà il contest gastronomico &#8220;<strong>Mangia Autentico</strong>&#8220;. Nel corso dell&#8217;incontro avrà luogo la premiazione &#8220;<strong>Ambasciatore della Cucina Autentica</strong>&#8221; riconoscimento che l&#8217;associazione conferisce a personalità impegnate nella tutela, ricerca e valorizzazione delle tradizioni agroalimentari.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Domani parte &#8220;EVOLIO Expo 2026&#8221;, la fiera di riferimento B2B dedicata all’olio evo</title>
		<link>https://pugliosita.it/2026/01/28/domani-parte-evolio-expo-2026-la-fiera-di-riferimento-b2b-dedicata-allolio-evo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jan 2026 12:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[EVOLIO Expo 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con oltre 4.200 frantoi attivi, 619mila imprese olivicole e una superficie in produzione di olive da olio che supera 1,04 milioni di ettari, la filiera olivicola italiana si conferma un comparto strategico per il nostro Paese e un’eccellenza a livello internazionale. Un patrimonio che si traduce anche nella leadership italiana in Europa per qualità certificata, con 42 oli extravergine di oliva...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con<span> </span><strong>oltre 4.200 frantoi attivi</strong>,<span> </span><strong>619mila imprese olivicole</strong><span> </span>e una superficie in produzione di olive da olio che supera<span> </span><strong>1,04 milioni di ettari</strong>, la filiera olivicola italiana si conferma un comparto strategico per il nostro Paese e un’eccellenza a livello internazionale. Un patrimonio che si traduce anche nella<span> </span><strong>leadership italiana in Europa per qualità certificata</strong>, con<span> </span><strong>42 oli extravergine di oliva DOP e 8 IGP</strong>, espressione di identità territoriale e valore aggiunto. In questo scenario,<span> </span><strong>la Puglia</strong><span> </span>guida la classifica nazionale per superficie in produzione con<span> </span><strong>330.800 ettari (31,5%)</strong>, seguita da<span> </span><strong>Calabria</strong><span> </span>(<strong>181.094 ettari; 17,3%</strong>) e<span> </span><strong>Sicilia</strong><span> </span>(<strong>143.070 ettari; 13,6%</strong>).</p>
<p>È in questo contesto che questa mattina si è tenuta a Bari la conferenza stampa di presentazione della seconda edizione di<strong><span> </span>EVOLIO Expo 2026</strong>, la fiera di riferimento B2B dedicata all’olio extra vergine di oliva, in programma<span> </span><strong>da giovedì 29 a sabato 31 gennaio<span> </span></strong>alla<strong><span> </span>Fiera del Levante di Bari, patrocinata dal MASAF – Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste</strong>. La manifestazione è organizzata da Senaf per conto di<span> </span><strong>Nuova Fiera del Levante<span> </span></strong>con il sostegno del<span> </span><strong>Dipartimento Agricoltura e del Dipartimento Sviluppo Economico della Regione Puglia</strong>, di<span> </span><strong>Pugliapromozione</strong><span> </span>e dell’<strong>Associazione Nazionale Città dell’Olio.</strong></p>
<p>Nel corso delle tre giornate di fiera, oltre alla presenza di 150 espositori, 20 associazioni, enti e istituzioni e<span> </span><strong>circa 50 buyer internazionali</strong><span> </span>dei settori<span> </span><strong>GDO, retail e Ho.Re.Ca.</strong><span> </span>provenienti da<span> </span><strong>16 Paesi,<span> </span></strong>tra cui Stati Uniti, Germania, Giappone, Brasile e Arabia Saudita, EVOLIO Expo propone un<span> </span><strong>programma di oltre 100 convegni, talk ed eventi</strong><span> </span>che affrontano i principali temi strategici del settore olivicolo-oleario: dall’<strong>innovazione alla sostenibilità, dall’oleoturismo alla salute, fino alla valorizzazione culturale e gastronomica dell’olio extra vergine di oliva.</strong></p>
<p>Ad aprire ufficialmente la manifestazione sarà<span> </span><strong>giovedì 29 gennaio alle ore 11.00</strong><span> </span>l’evento di<span> </span><strong>inaugurazione di EVOLIO Expo con il taglio del nastro finale</strong>. Nel corso delle tre giornate, l’<strong>Associazione Nazionale Città dell’Olio</strong><span> </span>e<span> </span><strong>Pugliapromozione</strong><span> </span>curano i principali convegni tematici della manifestazione:<span> </span><strong>“Olio è Innovazione – Idee e tecnologie che cambiano il domani”</strong>, dedicato alle nuove tecnologie, alla ricerca scientifica e ai processi di modernizzazione della filiera;<span> </span><strong>“Olio è Turismo – Olio Experience &#8211; Viaggi, emozioni e sapori che uniscono la Puglia Dai paesaggi agli incontri, percorsi e storie che trasformano l’olio in esperienza da vivere”</strong>, incentrato sul ruolo dell’olio come leva di attrattività turistica;<span> </span><strong>“Olio è esperienze &#8211; Oleoturismo in Puglia &#8211; creare ESPERIENZE, rafforzare le COMUNITA’, valorizzare il TERRITORIO”<span> </span></strong>focalizzato sull’oleoturismo come strumento di sviluppo locale, rafforzamento delle comunità e valorizzazione del patrimonio rurale;<strong>“Olio è Salute”</strong>, focalizzato sulle evidenze scientifiche legate ai benefici dell’olio extra vergine di oliva; e<span> </span><strong>“Olio è Benessere”</strong>, dedicato all’utilizzo dell’EVO tra spa, cosmetica naturale e nuove forme di imprenditorialità.</p>
<p><strong>AMAP – Regione Marche<span> </span></strong>ela rivista<em><span> </span><strong>“Olivo e Olio</strong>”<span> </span></em>presentano inoltre, nel corso di tutte e tre le giornate di fiera, la<em>mostra<span> </span><strong>“OIi Monovarietali. I percorsi della biodiversità olivicola italiana”</strong>,</em>durante la quale i visitatori della fiera saranno accompagnati in un percorso virtuale, da sud fino alle isole, alla scoperta del ricco patrimonio di biodiversità olivicola italiana. Verranno descritte le varietà autoctone, i territori e gli oli monovarietali, con cenni di storia, cultura, tradizioni, piante monumentali, ricette tipiche.</p>
<p>Accanto ai convegni istituzionali, EVOLIO Expo ospita<span> </span><strong>laboratori olio-cibo</strong>, momenti di degustazione e approfondimento gastronomico,<span> </span><strong>presentazioni di libri</strong><span> </span>e la<span> </span><strong>cerimonia di premiazione “Ercole Olivario – Selezione Puglia”</strong>, mentre la Regione Basilicata presenta il<span> </span><strong>Premio Regionale Olivarum. Gli oli lucani d’eccellenza a EVOLIO Expo 2026.</strong></p>
<p>Alla conferenza stampa hanno partecipato:<span> </span><strong>Francesco Paolicelli,<span> </span></strong>Assessore all’Agricoltura e allo Sviluppo Rurale della Regione Puglia,<span> </span><strong>Graziamaria Starace,<span> </span></strong>Assessore al Turismo e alla Promozione della Regione Puglia,<span> </span><strong>Eugenio Di Sciascio</strong>, Assessore allo Sviluppo Economico e al Lavoro della Regione Puglia,<span> </span><strong>Gaetano Frulli,<span> </span></strong>Presidente di Nuova Fiera del Levante,<span> </span><strong>Luciana Di Bisceglie,<span> </span></strong>Presidente di Unioncamere Puglia e Camera di Commercio di Bari,<span> </span><strong>Cesareo Troia,<span> </span></strong>Vicepresidente Vicario Associazione nazionale Città dell’Olio e<span> </span><strong>Silvia Casaglia,<span> </span></strong>Project Manager di EVOLIO Expo.</p>
<p><em>“La Regione Puglia continua a investire in iniziative che trasformano il valore agricolo in sviluppo economico e competitività. EVOLIO Expo –</em><span> </span>ha ricordato<span> </span><strong>l’assessore regionale all’Agricoltura e Sviluppo Rurale Francesco Paolicelli</strong><span> </span>&#8211;<span> </span><em>diventa così anche un luogo di confronto sulle politiche di filiera e sugli strumenti a sostegno delle imprese e dei territori, in un momento di grandi sfide per il settore. In queste giornate in Fiera del Levante, mentre in alcune aree della Puglia ancora continua la raccolta e la molitura, puntiamo ancora una volta a riaffermare il ruolo della nostra regione come punto di riferimento nel panorama olivicolo mediterraneo. La Puglia mette in campo competenze, ricerca e capacità produttiva, ma soprattutto una visione che guarda alla qualità, alla sostenibilità e all’innovazione. A EVOLIO Expo costruiamo insieme ad una rete di partner qualificati il futuro del settore olivicolo, valorizzando il lavoro degli operatori e l’identità dei territori”.</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-11118" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/01/Conferenza_Stampa_EVOLIO26-1024x695-1.jpg?x83309" alt="" width="650" height="441" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/01/Conferenza_Stampa_EVOLIO26-1024x695-1.jpg 1024w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/01/Conferenza_Stampa_EVOLIO26-1024x695-1-300x204.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /></p>
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		<title>&#8220;I Camini&#8221;, il menù evento di Masseria Melcarne in onore dei giorni della merla</title>
		<link>https://pugliosita.it/2026/01/28/i-camini-il-menu-evento-di-masseria-melcarne-in-onore-dei-giorni-della-merla/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[di Pino De Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jan 2026 08:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[giorni della merla.]]></category>
		<category><![CDATA[Masseria Melcarne]]></category>
		<category><![CDATA[Menù i camini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Molti amici che scrivono su questo sito raccontano le cucine dello spazio, a me piace viaggiare nel tempo e quando ho voglia vado nel futuro ma quando mi prende la nostalgia corro nel passato. Ecco, siamo a Gennaio, il cui nome viene da Ianuarius ovvero Giano, dio bifronte. E Gennaio segna il momento di passaggio...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Molti amici che scrivono su questo sito raccontano le cucine dello spazio, a me piace viaggiare nel tempo e quando ho voglia vado nel futuro ma quando mi prende la nostalgia corro nel passato. Ecco, siamo a Gennaio, il cui nome viene da <strong>Ianuarius </strong>ovvero<strong> Giano, dio bifronte. </strong>E Gennaio segna il momento di passaggio tra un anno e il successivo. Alle latitudini latine, le nostre latitudini, il punto centrale dell’inverno si alloca all’incirca alla fine di gennaio. E, dunque, 29, 30 e 31 gennaio sono diventati “i giorni della merla”, ovvero i giorni più freddi dell’anno. Relegando alla Candelora la barriera oltre la quale decidere se siamo ancora dentro l’inverno oppure ne siamo usciti.</p>
<p>Tutti i momenti particolari, almeno nella mia Puglia, hanno necessariamente una alimentazione particolare. Praticamente inventiamo qualcosa ogni giorno per poterlo santificare con questa o quella preparazione. Non è vero che inventiamo, è vero però che inventammo o, meglio, inventarono. Oggi, assai spesso, la fantasia sa solo distruggere ciò che fu creato. Diciamo che domina la constatazione che «<strong>Per inscitiam aut vanitatem perdunt</strong>». Epperò i luoghi della ricreazione esistono, sempre più rari ma sopravvivono.</p>
<p>Qui, dalle mie parti, in uno dei templi della moderna arcaicità, i giorni della merla accolgono un evento che si chiama “I camini”. Nella <strong>Masseria Melcarne</strong>, come in tutte le masserie che si rispettino, ogni stanza (o coppia di stanze comunicanti) vi è un camino. In onore della Merla che cambiò piumaggio ma salvò i suoi piccoli, durate I Camini si accendono tutte le fiamme e si cucina solo nei camini, con la legna, la brace e la cenere.</p>
<p>Ormai è un evento di caratura transfrontaliera e le prenotazioni avvengono di anno in anno. Per me sarà il terzo appuntamento perché ogni volta è un tuffo nel mio passato. Il Menù di quest’anno (come nell’immagine) è, ovviamente, legato alle temperature che abbiamo avuto. Poco freddo e molta acqua quindi, andiamo per ordine e cercchiamo di spiegare di cosa si tratta.</p>
<p><strong>Lu “Cautieɖɖu”</strong> è una semplice zuppa di pomodori invernali con sponsale e peperoncino, insomma i pomodori “shccattarisciati” un po’ più brodosi. Pane rrustutu e cazzateɖɖa non è difficile, il primo è la bruschetta al fuoco e la seconda è una PAT di Surbo, un pane di prima fiamma senza mollica, probabilmente di origini arabe. Sponsali arrostiti al fuoco, una di quelle cose divine nella loro semplicità. Purché l’olio sia buono, e alla Masseria Melcarne non manca di sicuro.</p>
<p>Minestra di fogghie mbische (richiama la famosissima “de le foglie minute” dell’anonimo meridionale, arricchita con le cotiche di maiale. Le “fogghie mbische” non sono altro che le verdure selvatiche che il periodo dona, e quest’anno è particolarmente generoso.</p>
<p>Spruscini (Picris echioides), cicureɖɖe (Cichorium intybus), zanguni (Taraxacum Officinale e Sonchus Oleraceus, che sono diversi ma sembrano uguali e sono ottimi ambedue) rattariepuli (cime tenere delle cucurbitacee), paparine (papaver roheas), e i puntini di sospensione perché quando si raccolgono le fogghie mbische capita di tutto! Muersi fritti a pignatu è una pietanza spaziale, detti anche “cecamariti”, fatta da piselli secchi, rape e pane fritto). Taieɖɖa di patate e cardi, è semplicemente una composta di patate e cardi selvatici cotta nel coccio. I funghi tutti pari nel coccio sono autoesplicativi, come gli Alesandri e il baccalà arrostito. Gli Alesandri sono molto difficili da trovare.</p>
<p>Ed anche il resto si spiega da sé, solo la crostata della Betty non si può spiegare, primo perché le pere petrocine sono ormai rarissime e la loro marmellata è serbata per “Lu tuce de li Signuri” (ovvero l’agnello di pasta di mandorle per pasqua e il pesce di pasta di mandorle per Natale), e secondo perché la frolla cotta al fuoco è assai diversa da quella cotta al forno. E questo vale anche per gli arrosti.</p>
<p>Ora il 30 di Gennaio io ci sarò e proverò anche a fare immagine di quello che vedo. Non vi lascio i riferimenti, se volete ve li cercate da soli, ma “I Camini” si accendono una volta l’anno per salvare la merla e i suoi merlini (o merletti?). Per tutti gli altri giorni alla Masseria Melcarne si sta benissimo ugualmente.</p>
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