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	<title>diatriba Burrata di Andria Igp Archivi - Pugliosità</title>
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		<title>La “guerra della burrata”: il caso della Burrata di Andria IGP tra tutela e mercato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 09:30:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[diatriba Burrata di Andria Igp]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Sanguedolce presidente consorzio Burrata di Andria Igp]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La burrata è uno dei simboli più noti della tradizione casearia pugliese. Nata nelle campagne di Andria nei primi decenni del Novecento, è un formaggio fresco di latte vaccino a pasta filata, caratterizzato da un involucro esterno che racchiude un cuore cremoso di stracciatella e panna. Dal 2016 la Burrata di Andria IGP gode del riconoscimento di Indicazione Geografica...</p>
<p>L'articolo <a href="https://pugliosita.it/2026/03/16/la-guerra-della-burrata-il-caso-della-burrata-di-andria-igp-tra-tutela-e-mercato/">La “guerra della burrata”: il caso della Burrata di Andria IGP tra tutela e mercato</a> proviene da <a href="https://pugliosita.it">Pugliosità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="89" data-end="635">La burrata è uno dei simboli più noti della tradizione casearia pugliese. Nata nelle campagne di<span> </span><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Andria</span></span><span> </span>nei primi decenni del Novecento, è un formaggio fresco di latte vaccino a pasta filata, caratterizzato da un involucro esterno che racchiude un cuore cremoso di stracciatella e panna. Dal 2016 la<span> </span><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Burrata di Andria IGP</span></span><span> </span>gode del riconoscimento di Indicazione Geografica Protetta, con un disciplinare che regola ingredienti, lavorazione e area di produzione.<span>  </span><span class="" data-state="closed"></span>Negli ultimi anni, però, attorno al celebre prodotto si è sviluppata una vera e propria disputa giuridica e commerciale che ha coinvolto produttori, consorzi e istituzioni, aprendo il dibattito sul rapporto tra tutela delle denominazioni e libertà di mercato.</p>
<p data-start="89" data-end="635"><strong>Il contenzioso europeo</strong></p>
<p data-start="925" data-end="1309">La controversia più recente ha riguardato la registrazione del marchio “Burrata Campania”, richiesta da un’azienda campana e contestata dal Consorzio di tutela della Burrata di Andria IGP. Il Consorzio aveva presentato opposizione sostenendo che l’utilizzo del termine “burrata” potesse generare confusione con il prodotto certificato pugliese.<span>  </span><span class="" data-state="closed"></span>La vicenda è arrivata fino alla Commissione di ricorso dell’EUIPO, l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale, che ha respinto il ricorso del Consorzio. Secondo la decisione, la parola “burrata” indica una tipologia di formaggio e non può essere associata esclusivamente alla denominazione geografica pugliese.<span> </span>In sostanza, la tutela della IGP resta valida per il prodotto specifico denominato “Burrata di Andria”, ma non impedisce ad altri produttori di utilizzare il termine generico “burrata” per indicare formaggi simili prodotti altrove.<span> </span>La pronuncia ha riacceso il dibattito tra i produttori pugliesi, che temono una progressiva perdita di identità del prodotto, e le aziende di altre regioni italiane, interessate a utilizzare una denominazione ormai diffusa sul mercato.</p>
<p data-start="925" data-end="1309"><strong>La posizione del Consorzio</strong></p>
<p data-start="2222" data-end="2376">Dal canto suo, il Consorzio di tutela ribadisce la necessità di distinguere chiaramente il prodotto certificato dalle altre varianti presenti sul mercato. Il presidente del Consorzio,<span> </span><strong data-start="2407" data-end="2429">Matteo Sanguedolce</strong>, ha sottolineato la centralità della denominazione geografica per la filiera locale: «La Burrata di Andria IGP rappresenta un patrimonio produttivo e culturale del nostro territorio. La tutela della denominazione è fondamentale per difendere il lavoro dei produttori e garantire ai consumatori l’autenticità del prodotto». Secondo Sanguedolce, il riconoscimento europeo non mette in discussione l’unicità della Burrata di Andria, ma rende ancora più importante la valorizzazione del marchio IGP e del disciplinare di produzione.</p>
<p data-start="2761" data-end="2966"><strong>Una battaglia che va oltre il marchio</strong></p>
<p data-start="3010" data-end="3224">La disputa sulla burrata non riguarda solo aspetti legali o commerciali. Dietro il confronto tra territori c’è un tema più ampio: la difesa delle tradizioni agroalimentari italiane in un mercato sempre più globale. Il caso della burrata dimostra come il successo internazionale di un prodotto possa generare nuove tensioni tra tutela delle indicazioni geografiche e diffusione delle produzioni simili. Per i produttori pugliesi la sfida sarà ora quella di rafforzare l’identità della Burrata di Andria IGP, puntando su qualità, tracciabilità e promozione del territorio. Nel frattempo, la “guerra della burrata” continua a essere un simbolo delle delicate dinamiche che attraversano il mondo delle eccellenze gastronomiche italiane, dove tradizione, diritto e mercato si incontrano — e talvolta si scontrano.Per la promozione del prodotto, nel triennio 2025-2027, è<span> stata avviata una campagna di comunicazione da circa </span><strong class="Yjhzub" data-sfc-cb="" data-complete="true">4,5 milioni di euro</strong><span> per promuovere l&#8217;eccellenza della Burrata di Andria Igp in Italia, Francia e Germania.</span></p>
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