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	<title>Alfredo De Luca Archivi - Pugliosità</title>
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		<title>Chef Alfredo De Luca: &#8220;La cucina del futuro? Semplice ma non facile&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[di Pino De Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jul 2025 07:00:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cucine di Puglia]]></category>
		<category><![CDATA[Alfredo De Luca]]></category>
		<category><![CDATA[Le Costantine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A che servono le promesse se non a rimangiarsele? Di esempi altolocati ne abbiamo a ufo: “Non fare mai quello che dici, non dire mai quello che pensi, non pensare mai a quello che fai!” Si tratta di una massima che consente a chi ha il potere di mantenerlo e di campare mettendo da parte...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A che servono le promesse se non a rimangiarsele? Di esempi altolocati ne abbiamo a ufo: “Non fare mai quello che dici, non dire mai quello che pensi, non pensare mai a quello che fai!” Si tratta di una massima che consente a chi ha il potere di mantenerlo e di campare mettendo da parte la coscienza. Ora qui di potere vi è poco nulla e, dunque, il rispetto della coerenza dovrebbe esser gradito.</p>
<p>Ragionammo qualche tempo fa sulla cucina del 2030 nella amata Puglia, e fissammo dei paletti sulla età anagrafica dello Chef. Ecco, dobbiamo transigere sul vincolo della età. E dobbiamo farlo perché qualche sera fa nel 2030 ci siamo già stati e ne facciamo cronaca al ritorno. Lo Chef è <strong>Alfredo De Luca</strong> (attualmente in forza alla Taverna del Porto di Tricase) ma non possiamo non citare chi ha messo la macchina del tempo. Si chiama Mirko Verdesca ed è uno dei due inventori del Bluebeat di Lecce.</p>
<p><strong>L’effetto scatenante?</strong></p>
<p>Una cena fra amici tra birra e tradizione culinaria (cavallo di battaglia di Alfredo) e l’occasione a Casamassella, frazione di Uggiano, ristorante ospitante la Gramola nel contesto della Fondazione Le Costantine.</p>
<p>Siamo nell’era di «All in Net» e quindi vi risparmio il Sindaco, la Fondazione e tutto il resto, certamente degno ma che ha ampia e fulgida descrizione ovunque. A me resta il racconto del 2030. Solo una premessa mi concedo: Le Costantine è luogo immerso nella bellezza della campagna idruntina, nel quale vi sono ancora telai antichi guidati da mani sapienti che intessono trame e ordito per opere di una bellezza (e di una preziosità) assolutamente fuori dal comune.</p>
<p><strong>La chiave per leggere il futuro?</strong></p>
<p>“Una cucina semplice ma non facile.” Così la ha definita Alfredo. Una sintesi da etichettare.</p>
<p>E questa tavola è stata declinata con le birre di Agostino Arioli.</p>
<p>La metodologia? Abbinare il cibo alla birra (italiana) rivendicando la territorialità. Un pochino come il macramé, a intrecciare fili diversi per figure oniriche senza usare tagli o strumenti complicati. Mi perdonate se non vi narro le birre, tranne una straordinaria Wildekinde che, da sola, vale il viaggio.</p>
<p>Per i piatti vado per ordine: Pane e alici – what else? Ci sarebbe da dire. E invece se il pane sono due fettine di pane sottili e croccanti, in mezzo l’alice cruda condita con una gelatina di scapece (quella con lo zafferano) cominci a pensare che basta misurare l’aceto, basta far scattare l’eleganza e la successione di Ziryab parte con il migliore dei passi.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-9309" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/07/alici-1024x768.jpg?x73391" alt="" width="650" height="488" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/07/alici-1024x768.jpg 1024w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/07/alici-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 650px) 100vw, 650px" /></p>
<p>Poi arriva uno spiedino con un totanetto fritto, un pezzo di focaccia rustica e una pura “genialata”: la “milunceddhra” in agrodolce profumata dall’origano di Porto Badisco. Unico elemento radicato la focaccia, il resto identitario e semplicemente “spaziale”.</p>
<p>Poi comincia il Tagadà, tra mille gusti e suoni coinvolgenti, si parte da “fave e friggitelli” e scappa il sorrisino e il pensiero nascosto “ammazza che novità” e poi invece scopri che il puré di fave non è un puré ma è un hummus di fave e che il friggitello è ripieno di … ricotta al limone profumata con erbette, e il tutto si accompagna ad una cipolla in agrodolce spettacolare. A metter collante e spinta Olio EVO all’alloro e una generosa dose di critimi sapidi e profumati.</p>
<p>Il tempo di riaversi e una spallata dolce e possente ti stende su una pelliccia di orso morbida e satinosa. Un muro viene infranto, un tabù violato: la pasta e ceci, li ciciri e trìa, si vestono di ruote pazze, ceci affumicati, cozze all’ampa e … una salicornia saporita che fa da contraltare al pecorino. Piatto difficile, di mille stimoli e di unica armonia. I ceci non sono tutti della medesima consistenza e nemmeno la pasta e poi la cozza all’ampa richiama la mignulata e la salicornia il tempo della povertà. E tutte insieme restituiscono uno spazio felice. Mentre scrivo questa riflessione ho saputo che Alfredo ha proposto il piatto, come fuori menù, a La Taverna de Porto. Non oso immaginare il successo.</p>
<p>Del secondo e del dolce?</p>
<p>Mi spiace ma a questo giro nemmeno i titoli vi racconto, ho qui soltanto il desiderio di vivere fino al 2030, perché questi piatti ci arriveranno e io voglio condividerli con mio nipote.</p>
<p>P.S. Comprendere il Macramé è difficile, come il tombolo e il chiaccherino. Ma una volta apprezzati è assai difficile tornare indietro. Come per la pasta e ceci del futuro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://pugliosita.it/2025/07/02/chef-alfredo-de-luca-la-cucina-del-futuro-semplice-ma-non-facile/">Chef Alfredo De Luca: &#8220;La cucina del futuro? Semplice ma non facile&#8221;</a> proviene da <a href="https://pugliosita.it">Pugliosità</a>.</p>
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