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	<title>In Cucina con Felix Lo Basso Archivi - Pugliosità</title>
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		<title>“Bianco e nero”, il piatto identitario di Lo Basso che propone la seppia in quattro consistenze</title>
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		<dc:creator><![CDATA[di Felix Lo Basso]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 07:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Cucina con Felix Lo Basso]]></category>
		<category><![CDATA[chef Felice Lo Basso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La seppia è uno di quei prodotti che raccontano il mare prima ancora di arrivare in cucina. Il suo profumo, la sua versatilità e la capacità di accogliere sapori diversi la rendono un ingrediente profondamente radicato nella tradizione pugliese, un dono del Mediterraneo che continua a sorprendere per ricchezza e personalità. Prima di diventare protagonista...</p>
<p>L'articolo <a href="https://pugliosita.it/2026/04/18/bianco-e-nero-il-piatto-identitario-di-lo-basso-che-propone-la-seppia-in-quattro-consistenze/">“Bianco e nero”, il piatto identitario di Lo Basso che propone la seppia in quattro consistenze</a> proviene da <a href="https://pugliosita.it">Pugliosità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La seppia è uno di quei prodotti che raccontano il mare prima ancora di arrivare in cucina. Il suo profumo, la sua versatilità e la capacità di accogliere sapori diversi la rendono un ingrediente profondamente radicato nella tradizione pugliese, un dono del Mediterraneo che continua a sorprendere per ricchezza e personalità.</p>
<p>Prima di diventare protagonista delle nostre tavole, la seppia mette alla prova i pescatori. La sua cattura richiede pazienza e abilità, soprattutto in primavera e in autunno, quando nelle ore di luce scarsa il mollusco si avvicina alle coste. La velocità dei movimenti, il mimetismo e il celebre getto d’inchiostro sono strategie di difesa che rendono la pesca impegnativa e affascinante.</p>
<p><strong>La tradizione: la seppia ripiena, un PAT pugliese</strong></p>
<p>Tra le preparazioni più identitarie c’è la seppia ripiena, inserita tra i 414 Prodotti Agroalimentari Tradizionali della Puglia. Nel territorio barese – e non solo – rappresenta da sempre un’alternativa al ragù domenicale. Il ripieno unisce pane raffermo ammorbidito, pecorino, prezzemolo, aglio, uova e, talvolta, i tentacoli o la polpa di seppie più piccole. Dopo la farcitura, la cottura lenta nel sugo di pomodoro fresco completa il piatto, regalando un condimento che spesso diventa protagonista della pasta.</p>
<p><strong>Il piatto dello chef: la seppia in quattro consistenze</strong></p>
<p>Per lo chef Lo Basso, la seppia è innanzitutto memoria. «<em>La seppia per me rappresenta anche un po’ la mia infanzia perché noi siamo cresciuti a Molfetta con la seppia in diverse versioni: cruda, al forno, al ragù</em>», racconta. È da questo legame che nasce “Bianco e nero”, il piatto che più di tutti sintetizza la sua carriera.</p>
<p>«<em>È nato sei anni fa</em> – spiega – <em>quando volevo trovare un prodotto che più o meno fosse reperibile tutto l’anno. Ho scovato la seppia che, nonostante il suo periodo migliore sia quello tra marzo, aprile e maggio, è comunque ottenibile tutto l’anno. Volevo dunque legarmi a un prodotto che potevo offrire sulla tavola tutto l’anno e che potesse riportarmi un po’ indietro nel tempo</em>».</p>
<p>Il nome richiama i colori naturali del mollusco: «<em>La seppia ha una sorta di mantello nero e sotto è bianca. Io, però, ho utilizzato tutta la seppia, sia la parte bianca sia quella nera</em>».</p>
<p>Il piatto si costruisce su quattro consistenze. «<em>Alla base è una panna cotta di seppia creata da me</em>», spiega lo chef. «<em>Poi c’è un ragù di seppia fatto con le teste che è la parte più dura. È un piatto molto sostenibile perché io non butto nulla</em>». La preparazione del ragù segue un rituale familiare: «<em>Viene cotto come fa la mamma, quindi con aglio, cipolla, limone, finocchietto selvatico, poi vino bianco. Lo si lascia stufare per tre ore e poi si aggiunge l&#8217;inchiostro sempre della seppia e diventa nero</em>».</p>
<p>L’inchiostro, ricorda Lo Basso, «<em>è una preparazione molto antica e che è tutt’ora presente soprattutto in Sicilia</em>».</p>
<p>La parte croccante è affidata a un pan brioche al nero di seppia. Poi arriva la nota più sorprendente: «<em>La parte giocosa e mia è un gelato, fatto con un limone, il nero della seppia e l’aglio nero che è un aglio fermentato che ora utilizzano un po’ tutti</em>».</p>
<p>Il risultato è un percorso gustativo completo: «<em>Con questo piatto il cliente riesce a mangiare quattro consistenze diverse e in bocca c&#8217;è un&#8217;armonia che fa sì che la seppia venga fuori</em>».</p>
<p>E, soprattutto, un piatto profondamente identitario: «<em>È 100% Puglia perché io non uso altri prodotti, ma solo seppia con il suo inchiostro, limone che è particolarmente presente sul Gargano, e l’aglio che è alla base della nostra cucina pugliese</em>».</p>
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