<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>aziende Archivi - Pugliosità</title>
	<atom:link href="https://pugliosita.it/category/aziende/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://pugliosita.it/category/aziende/</link>
	<description>Pugliosità</description>
	<lastBuildDate>Tue, 31 Mar 2026 11:26:19 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2021/08/cropped-pugliosita-immagine-presentazione-logo-32x32.jpg</url>
	<title>aziende Archivi - Pugliosità</title>
	<link>https://pugliosita.it/category/aziende/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>&#8220;Bianca dei Censi&#8221;, il Fiano di cantina Garofano nato per celebrare i 30 anni dalla fondazione</title>
		<link>https://pugliosita.it/2026/04/02/bianca-dei-censi-il-fiano-di-cantina-garofano-nato-per-celebrare-i-30-anni-dalla-fondazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 07:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Garofano vigneti e cantine]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://pugliosita.it/?p=11542</guid>

					<description><![CDATA[<p>Garofano Vigneti e Cantine nasce a Copertino, nel cuore della omonima Doc, dall’iniziativa di Severino Garofano, enologo brillante e visionario che ha segnato la svolta della viticoltura in Puglia innovandone lo stile e la percezione qualitativa in Italia e nel mondo. A 30 anni dalla fondazione, l’azienda guidata dai fratelli Stefano e Renata vuole celebrare...</p>
<p>L'articolo <a href="https://pugliosita.it/2026/04/02/bianca-dei-censi-il-fiano-di-cantina-garofano-nato-per-celebrare-i-30-anni-dalla-fondazione/">&#8220;Bianca dei Censi&#8221;, il Fiano di cantina Garofano nato per celebrare i 30 anni dalla fondazione</a> proviene da <a href="https://pugliosita.it">Pugliosità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Garofano Vigneti e Cantine nasce a Copertino, nel cuore della omonima Doc, dall’iniziativa di Severino Garofano, enologo brillante e visionario che ha segnato la svolta della viticoltura in Puglia innovandone lo stile e la percezione qualitativa in Italia e nel mondo. A 30 anni dalla fondazione, l’azienda guidata dai fratelli Stefano e Renata vuole celebrare l’importante traguardo con il lancio di un nuovo progetto, un nuovo vino, il primo di una serie che coniuga eredità storica, valorizzazione del territorio e racconto del cambiamento senza dimenticare le radici, perché il passato è il fondamento solido su cui costruire il futuro.</p>
<p>Bianca dei Censi, IGP Salento Fiano in purezza, è il nuovo bianco di Garofano Vigneti e Cantine dopo un lungo periodo in cui è prevalsa la produzione di vini, rossi e rosati, da Negroamaro. Bianca dei Censi porta nel nome la memoria del territorio e nel calice la sua evoluzione contemporanea: elegante, autentico e luminoso. È un vino dai profumi intensi e fini, con note dal richiamo mediterraneo e suggestioni esotiche, espressione di equilibrio e identità territoriale, la moderna versione del Fiano salentino. “Ad censum” erano chiamati i terreni sottoposti a tassazione nel Medioevo, le rendite dovute ai signori o agli enti religiosi che venivano spesso versate in natura, e il vino rappresentava la forma più preziosa di tributo. Bianca dei Censi ricorda proprio quel legame antico tra il sacrificio del lavoro e la ricchezza della terra.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-11544" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/03/Garofano_BiancadeiCensi_HDmed-683x1024.jpg?x47017" alt="" width="367" height="550" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/03/Garofano_BiancadeiCensi_HDmed-683x1024.jpg 683w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/03/Garofano_BiancadeiCensi_HDmed-200x300.jpg 200w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/03/Garofano_BiancadeiCensi_HDmed-scaled.jpg 1708w" sizes="(max-width: 367px) 100vw, 367px" /></p>
<p>“Abbiamo scelto questa varietà dopo diverse prove di vinificazione fatte nelle ultime vendemmie: la sua complessità e freschezza, i suoi profumi e il legame con la Campania, terra di origine di nostro padre Severino è per noi il fil rouge che arricchisce la storia della nostra cantina &#8211; sottolinea Renata Garofano -. Quando è nata la nostra azienda, allora Tenuta Li Monaci, si contava tra i vigneti di Negroamaro una piccola produzione di uve Chardonnay che abbiamo vinificato solo per un brevissimo periodo”.</p>
<p>In occasione del trentennale la veste grafica è stata rinnovata; non passa inosservato il dettaglio dei petali del garofano, a sottolineare la centralità che la famiglia ha nell’identità aziendale. In Bianca dei Censi i colori ricordano i paesaggi salentini: oro sulla capsula e sul nome del vino, cerasuoli e gialli tenui per i petali del fiore. In Girofle le sfumature del rosa virano dal cerasuolo al salmone tenue, su capsula e trame dei petali e poi sul nome del vino. In Eloquenzia si mantiene l’essenzialità e il minimalismo dell’etichetta per richiamare l’immediatezza espressiva del vino, eloquente per definizione. I contorni dei petali, così come il nome e la capsula, sono rosso rubino intenso a richiamare il rosso del Negroamaro.</p>
<p>L’exploit del Fiano, clone Avellino, nella piana salentina – che da sempre ha una lunga tradizione di uve nere antiche e identitarie, quali Negroamaro, Primitivo e Malvasia Nera di Lecce – è avvenuto negli ultimi 15 anni. L’ottima adattabilità delle caratteristiche della varietà ai terreni argillosi delle pianure del Salento insieme alle temperature mitigate dai venti che soffiano da Ionio e Adriatico sulla zona, ha consentito l’attuale successo della varietà. Il fiano è una tipologia che caratterizza i bianchi dalla Campania fino al sud della Puglia.</p>
<p>“Nel 1995, con timidezza e determinazione, io e Renata, abbiamo intrapreso assieme a nostro padre Severino un percorso lavorativo impegnativo e appassionante &#8211; racconta Stefano Garofano -. Sembra ieri ma a cavallo tra il 2025 e il 2026 sono trascorsi trent’anni. Oggi, lo portiamo avanti con la stessa dedizione ed energia; per festeggiare abbiamo deciso di ripartire da noi, dalle nostre radici, dal solido legame alla nostra terra ricca di pietra, battuta dai venti e stretta tra due mari e dalle storie di un Sud ricco e controverso. Ripartire non è ricominciare, <strong>ripartire è un&#8217;evoluzione</strong>, un continuare, un portare avanti, ciò che è stato non scompare ma si trasforma”.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-11546" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/03/Garofano_cantina-interno-2_300p-1024x683.jpg?x47017" alt="" width="650" height="433" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/03/Garofano_cantina-interno-2_300p-1024x683.jpg 1024w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/03/Garofano_cantina-interno-2_300p-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 650px) 100vw, 650px" /></p>
<p><strong>La storia della cantina</strong></p>
<p>L’azienda vinicola Garofano Vigneti e Cantine è stata fondata a Copertino (Le) da Severino Garofano nel 1995. Oggi, al timone ci sono i figli Stefano e Renata che proseguono il suo lavoro mantenendo alto il vessillo di valori imprescindibili, profili distintivi delle etichette prodotte: lavorare nel rispetto della vite, preservarne i profumi, dare vita solo a vini di qualità, ma soprattutto la scelta di prediligere il Negroamaro, figlio legittimo di questo lembo di Salento, vitigno eclettico che costituisce la base di tutti i vini DOC e IGT e dà vita a vini rosati contemporanei e strutturati e a vini rossi complessi e longevi. L’antica masseria, a pochi chilometri dal centro abitato, è circondata da trenta ettari di terreno, di cui circa sedici ettari sono coltivati a vigneto.</p>
<p>All’indimenticato Severino Garofano, enologo irpino, salentino di adozione, scomparso nel 2018, si deve la rinascita del sud vitivinicolo cambiando le sorti del Negroamaro, erigendolo a vino nobile e non da taglio. Una personalità pioneristica e controcorrente, così come i vini a cui ha dato vita, è stato insignito del premio Luigi Veronelli alla carriera, come Miglior Winemaker nell’anno 2007.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-11545" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/03/Garofano_cantina-interno-1_300p-1024x683.jpg?x47017" alt="" width="650" height="433" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/03/Garofano_cantina-interno-1_300p-1024x683.jpg 1024w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/03/Garofano_cantina-interno-1_300p-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 650px) 100vw, 650px" /></p>
<p><strong>Garofano Vigneti e Cantine, i vini che raccontano il Salento</strong></p>
<p>Il Negroamaro, vitigno autoctono per eccellenza del Salento è il protagonista delle principali etichette di Garofano Vigneti e Cantine, ognuna delle quali è custode di una storia che conquista per la semplicità con cui riesce a trasferire nel bicchiere le suggestioni di luoghi mediterranei e assolati. Con l’avvio di un nuovo progetto che guarda anche ad altri vitigni, espressione di vini leggeri e moderni, ci si proietta al futuro mantenendo salde le radici e la cura per la propria storia. Al Negroamaro si affianca il Fiano, che completa la gamma delle sfumature cromatiche dei vini firmati Garofano. I vini Garofano narrano di questa parte di Puglia assolata e amata da viaggiatori di tutto il mondo, sono prodotti nel pieno rispetto della vocazione del territorio: in cantina il sentimento ha valore tanto quanto la tecnica, la cultura e la professionalità. La fedeltà al territorio e alle tradizioni e la riconoscenza verso una campagna generosa sono la solida base di un costante lavoro di ricerca e innovazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://pugliosita.it/2026/04/02/bianca-dei-censi-il-fiano-di-cantina-garofano-nato-per-celebrare-i-30-anni-dalla-fondazione/">&#8220;Bianca dei Censi&#8221;, il Fiano di cantina Garofano nato per celebrare i 30 anni dalla fondazione</a> proviene da <a href="https://pugliosita.it">Pugliosità</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>AgroBioDiversity, il modello agricolo a ciclo chiuso creato a Conversano da due imprenditrici del Nord</title>
		<link>https://pugliosita.it/2026/03/31/agrobiodiversity-il-modello-agricolo-a-ciclo-chiuso-creato-a-conversano-da-due-imprenditrici-del-nord/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[di Pamela Pastore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 07:00:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[aziende]]></category>
		<category><![CDATA[AgroBioDiversity]]></category>
		<category><![CDATA[Luisa Casarin]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://pugliosita.it/?p=11475</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dalle pianure del Veneto e dell’Emilia Romagna alle campagne del sud-est barese. Il progetto agricolo AgroBioDiversity nasce dall’iniziativa di Francesca Contento e Luisa Casarin, due imprenditrici che hanno scelto di avviare la propria attività nel territorio compreso tra Conversano, Castellana Grotte, Putignano e Noci, costruendo un sistema produttivo basato sul ciclo chiuso. Francesca e Luisa...</p>
<p>L'articolo <a href="https://pugliosita.it/2026/03/31/agrobiodiversity-il-modello-agricolo-a-ciclo-chiuso-creato-a-conversano-da-due-imprenditrici-del-nord/">AgroBioDiversity, il modello agricolo a ciclo chiuso creato a Conversano da due imprenditrici del Nord</a> proviene da <a href="https://pugliosita.it">Pugliosità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dalle pianure del Veneto e dell’Emilia Romagna alle campagne del sud-est barese. Il progetto agricolo <strong>AgroBioDiversity</strong> nasce dall’iniziativa di <strong>Francesca Contento</strong> e <strong>Luisa Casarin</strong>, due imprenditrici che hanno scelto di avviare la propria attività nel territorio compreso tra Conversano, Castellana Grotte, Putignano e Noci, costruendo un sistema produttivo basato sul ciclo chiuso. Francesca e Luisa gestiscono due aziende agricole biologiche distinte. AgroBioDiversity è il progetto che mette in relazione le due aziende e attraverso cui viene organizzata l’attività di trasformazione e la gestione del ciclo produttivo. Il laboratorio si trova in una posizione intermedia tra mare e collina, a pochi chilometri dai terreni, così da permettere la lavorazione delle materie prime subito dopo la raccolta.</p>
<p>«Siamo originarie del Veneto e dell’Emilia Romagna e, spinte dal desiderio di cambiamento, abbiamo scelto di dedicarci all’agricoltura e di avviare qui il nostro progetto. La scelta di lavorare in questo territorio nasce anche dalla possibilità di costruire un progetto agricolo legato alla biodiversità e alla gestione del suolo», raccontano.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-11479" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/03/Agrobiodiversity5-1024x1024.jpeg?x47017" alt="" width="650" height="650" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/03/Agrobiodiversity5-1024x1024.jpeg 1024w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/03/Agrobiodiversity5-300x300.jpeg 300w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/03/Agrobiodiversity5-150x150.jpeg 150w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/03/Agrobiodiversity5.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /></p>
<p><strong>Dove gli scarti diventano risorsa</strong></p>
<p>Il progetto è costruito attorno a un sistema produttivo organizzato secondo un principio di ciclo chiuso, in cui coltivazione, trasformazione e gestione degli scarti fanno parte dello stesso processo. Alla base del modello c’è il lombricompostaggio, attraverso cui i residui organici della trasformazione vengono convertiti in humus e reintrodotti nei terreni come fertilizzante naturale. Questo sistema consente di mantenere la fertilità del suolo utilizzando sostanza organica prodotta internamente e di ridurre l’impiego di fertilizzanti esterni.</p>
<p><strong>Dal raccolto alla trasformazione</strong></p>
<p>La filiera è organizzata in modo diretto: ortaggi e frutta vengono trasferiti nel laboratorio aziendale subito dopo la raccolta. La trasformazione avviene con lavorazioni manuali, una scelta che permette di intervenire su piccoli quantitativi e di mantenere un controllo costante sulle materie prime utilizzate. La produzione riguarda principalmente conserve, confetture e preparazioni a base vegetale. Alcune combinano ingredienti stagionali con erbe aromatiche o spezie, come nel caso della confettura di albicocche al rosmarino o del chutney di cipolle e susine.<strong> </strong></p>
<p><strong>Suolo, biodiversità e api</strong></p>
<p>Il progetto si inserisce in un approccio più ampio che mira a valorizzare la diversità delle colture agricole, con l’obiettivo di mantenere in produzione varietà vegetali meno diffuse e inserirle in una filiera alimentare di piccola scala. L’introduzione di pratiche come il <strong>lombricompostaggio</strong> e la gestione circolare delle risorse ha portato le aziende a confrontarsi con il contesto agricolo locale, proponendo sistemi di gestione del terreno diversi da quelli più diffusi.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-11485" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/03/Agrobiodiversity6-576x1024.jpeg?x47017" alt="" width="422" height="750" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/03/Agrobiodiversity6-576x1024.jpeg 576w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/03/Agrobiodiversity6-169x300.jpeg 169w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/03/Agrobiodiversity6.jpeg 900w" sizes="auto, (max-width: 422px) 100vw, 422px" /></p>
<p>«Il rapporto con il territorio e le aziende agricole confinanti ci ha visto spesso impegnate nel proporre sistemi di gestione dei terreni diversi da quelli praticati, ad esempio meno aratura, no diserbo e, ove possibile, rispetto della flora spontanea. Per noi l’attenzione al suolo è alla base di una produzione di verdure e frutta sana e abbondante, imprescindibile per la gestione dei nostri apiari stanziali biologici», spiegano.<strong> </strong></p>
<p><strong>Le varietà locali e i progetti futuri</strong></p>
<p>Nei terreni viene portata avanti la conservazione di cultivar tradizionali e varietà locali, attività che rientra nel lavoro sulla biodiversità agricola.</p>
<p>«È sempre stata una nostra scelta preservare nei nostri terreni le antiche cultivar, come nel caso dell’<strong>ulivo la Cima di Mola </strong>oppure nel caso delle <strong>mandorle la Genco</strong>, così nella frutta come le mele cotogne, alcuni peri, le ciliegie. La biodiversità e la genuinità di quello che produciamo ci permette di ottenere nella trasformazione prodotti di alta qualità. Nel futuro prossimo prevediamo la certificazione biologica anche del nostro laboratorio».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://pugliosita.it/2026/03/31/agrobiodiversity-il-modello-agricolo-a-ciclo-chiuso-creato-a-conversano-da-due-imprenditrici-del-nord/">AgroBioDiversity, il modello agricolo a ciclo chiuso creato a Conversano da due imprenditrici del Nord</a> proviene da <a href="https://pugliosita.it">Pugliosità</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Plant for future: un progetto di riforestazione nato in Puglia ed esportato anche a Nairobi</title>
		<link>https://pugliosita.it/2026/03/26/plant-for-future-un-progetto-di-riforestazione-nato-in-puglia-ed-esportato-anche-a-nairobi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[di Pamela Pastore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 08:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco De Luca]]></category>
		<category><![CDATA[Gioele Sabetta]]></category>
		<category><![CDATA[Plant for future]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://pugliosita.it/?p=11410</guid>

					<description><![CDATA[<p>La natura possiede un’intelligenza silenziosa, capace di rigenerarsi e prosperare senza bisogno di direttive umane. Nei boschi non esistono arature profonde, diserbanti o irrigazioni continue: gli ecosistemi si rigenerano da soli, seguendo cicli che si ripetono da secoli. L’unico intervento dell’uomo dovrebbe essere quello di osservare la terra e prendere spunto da ciò che accade...</p>
<p>L'articolo <a href="https://pugliosita.it/2026/03/26/plant-for-future-un-progetto-di-riforestazione-nato-in-puglia-ed-esportato-anche-a-nairobi/">Plant for future: un progetto di riforestazione nato in Puglia ed esportato anche a Nairobi</a> proviene da <a href="https://pugliosita.it">Pugliosità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La natura possiede un’intelligenza silenziosa, capace di rigenerarsi e prosperare senza bisogno di direttive umane. Nei boschi non esistono arature profonde, diserbanti o irrigazioni continue: gli ecosistemi si rigenerano da soli, seguendo cicli che si ripetono da secoli. L’unico intervento dell’uomo dovrebbe essere quello di osservare la terra e prendere spunto da ciò che accade spontaneamente in natura.</p>
<p>È da questa idea che nasce <strong>Plant for future,</strong> il progetto di due giovani di <strong>San Pietro Vernotico</strong>: <strong>Gioele Sabetta</strong>, 29 anni, tatuatore e apicoltore per passione, e <strong>Francesco De Luca</strong>, 25 anni, giardiniere. Partendo da un terreno arido in Puglia, hanno creato un ecosistema autosufficiente e portato questa visione fino in Kenya.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-11416" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/03/Plant-for-future7-1024x889.jpeg?x47017" alt="" width="650" height="564" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/03/Plant-for-future7-1024x889.jpeg 1024w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/03/Plant-for-future7-300x261.jpeg 300w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/03/Plant-for-future7.jpeg 1170w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /></p>
<p><strong>La Permacultura: emulare la perfezione naturale</strong></p>
<p>Al centro del progetto c&#8217;è la <strong>permacultura</strong>, una filosofia che Gioele e Francesco hanno abbracciato grazie agli insegnamenti della biologa italiana <strong>Saviana Parodi Delfino</strong>. Un approccio che rifiuta le tecniche invasive dell&#8217;agricoltura tradizionale. Invece di forzare il suolo con arature, diserbanti o concimi chimici, Gioele e Francesco hanno scelto di nutrire la terra seguendo l&#8217;esempio dei boschi. Il processo inizia con la rigenerazione del suolo: le erbe spontanee non vengono eliminate, ma falciate e lasciate sul posto per creare una pacciamatura naturale. Questa &#8220;coperta&#8221; protegge le radici, trattiene l&#8217;umidità e nutre i micro-organismi del sottosuolo, permettendo alle piante di resistere alla siccità senza bisogno di irrigazione artificiale. In questo sistema, ogni pianta ha un ruolo: vengono piantati alberi a crescita rapida per creare ombra immediata (come eucalipti e acacie), che proteggono e sostengono lo sviluppo di specie da frutto e varietà antiche del territorio, come azzeruoli, fichi, corbezzoli e peri selvatici.</p>
<p><strong>Il laghetto e il ritorno della fauna</strong></p>
<p>Un tassello fondamentale di questo equilibrio è la creazione di <strong>zone umide</strong>. Utilizzando materiali di recupero, i due ragazzi hanno realizzato un <strong>laghetto naturale</strong> che ha cambiato radicalmente il volto del terreno. L&#8217;acqua non serve solo alle piante, ma funge da richiamo per la fauna selvatica: api per l&#8217;impollinazione, insetti, piccoli mammiferi e predatori naturali. &#8220;Abbiamo visto un cambiamento immediato,&#8221; raccontano. Prima dell&#8217;arrivo degli insetti e delle api, gli alberi producevano fiori che cadevano senza mai diventare frutti; oggi, grazie a questo ecosistema autogestito, la natura ha ripreso il suo ciclo produttivo. Anche l’equilibrio tra gli animali si è ristabilito. “All’inizio avevamo problemi con i topi che mangiavano le radici degli ortaggi”, raccontano. “Poi sono tornati i serpenti e, dove ci sono i serpenti, arrivano anche i falchi”. Un sistema che, una volta stabilizzato, richiede sempre meno interventi umani.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-11417" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/03/Plant-for-future3-938x1024.jpeg?x47017" alt="" width="596" height="650" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/03/Plant-for-future3-938x1024.jpeg 938w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/03/Plant-for-future3-275x300.jpeg 275w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/03/Plant-for-future3.jpeg 1170w" sizes="auto, (max-width: 596px) 100vw, 596px" /></p>
<p><strong>Dalla Puglia all’Abruzzo</strong></p>
<p>L’esperimento nato in Puglia è stato replicato anche in Abruzzo. Durante un viaggio, Gioele e Francesco hanno scoperto una piccola casa con terreno in vendita in una frazione montana vicino Sulmona, a circa duemila metri di altitudine. “Ce ne siamo innamorati subito”, raccontano. Anche qui hanno avviato un progetto simile, introducendo specie tipiche del territorio come mele e ciliegie, insieme ad alberi di supporto come le querce. Un’esperienza che ha confermato come i principi della permacultura possano adattarsi a contesti molto diversi tra loro.</p>
<p><strong>Dalla Puglia a Nairobi: una formazione senza confini</strong></p>
<p>Questa &#8220;scuola della natura&#8221; ha trovato terreno fertile anche a <strong>Nairobi</strong>, in Kenya. Collaborando con la <strong>African Child Hope Foundation</strong>, Gioele e Francesco hanno avviato un progetto di riforestazione a distanza, trasmettendo le loro competenze attraverso videoconferenze e lezioni digitali. L&#8217;obiettivo non è semplicemente piantare alberi, ma rendere le comunità locali autonome. In contesti urbani degradati, hanno insegnato l&#8217;importanza della pacciamatura e della biodiversità, coinvolgendo attivamente donne e bambini delle scuole locali. Persino zone segnate dall&#8217;inquinamento possono rifiorire: la natura, se lasciata libera di agire con i giusti supporti iniziali, è in grado di bonificare e trasformare anche le aree più difficili. Il progetto di Gioele e Francesco ci ricorda che la sostenibilità non è una tecnologia complessa, ma un ritorno all&#8217;ascolto. Piantare un albero significa creare le condizioni perché la vita possa fare il suo corso in autonomia. In un mondo che corre, l&#8217;eccellenza pugliese di questi due giovani risiede nella capacità di fermarsi, osservare un terreno secco e vedere, oltre l&#8217;arsura, il bosco che verrà.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-11418" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/03/Plant-for-future8-1024x576.jpeg?x47017" alt="" width="650" height="366" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/03/Plant-for-future8-1024x576.jpeg 1024w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/03/Plant-for-future8-300x169.jpeg 300w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2026/03/Plant-for-future8.jpeg 1600w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://pugliosita.it/2026/03/26/plant-for-future-un-progetto-di-riforestazione-nato-in-puglia-ed-esportato-anche-a-nairobi/">Plant for future: un progetto di riforestazione nato in Puglia ed esportato anche a Nairobi</a> proviene da <a href="https://pugliosita.it">Pugliosità</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il consumo del vino cala e le cantine cercano soluzioni. Cantele lancia una nuova linea di vini</title>
		<link>https://pugliosita.it/2026/01/19/il-consumo-del-vino-cala-e-le-cantine-cercano-soluzioni-cantele-lancia-una-nuova-linea-di-vini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jan 2026 08:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Cantele]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://pugliosita.it/?p=11016</guid>

					<description><![CDATA[<p>In una fase delicata per il settore vitivinicolo, segnata da un rallentamento dei consumi e da profondi cambiamenti culturali e sociali, molte cantine cercano delle strategie per superare questo momento.  Da qualche giorno anche in Italia è stata approvata la legge che permette alle cantine di produrre vini dealcolati, permettendo a queste realtà imprenditoriali di...</p>
<p>L'articolo <a href="https://pugliosita.it/2026/01/19/il-consumo-del-vino-cala-e-le-cantine-cercano-soluzioni-cantele-lancia-una-nuova-linea-di-vini/">Il consumo del vino cala e le cantine cercano soluzioni. Cantele lancia una nuova linea di vini</a> proviene da <a href="https://pugliosita.it">Pugliosità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In una fase delicata per il settore vitivinicolo, segnata da un rallentamento dei consumi e da profondi cambiamenti culturali e sociali, molte cantine cercano delle strategie per superare questo momento<b><span>.  </span></b>Da qualche giorno anche in Italia è stata approvata la legge che permette alle cantine di produrre vini dealcolati, permettendo a queste realtà imprenditoriali di cavalcare la tendenza odierna che porta al consumo di bevande prive di alcool.</p>
<p>Tra queste cantine c&#8217;è Cantele, storica azienda vinicola salentina, festeggia un traguardo importante — i 25 anni dal passaggio generazionale che ha visto <strong>i quattro cugini Gianni, Paolo, Umberto e Luisa</strong> assumere la guida — con il <strong>lancio di CNTL</strong>, che considera alla sorta di una &#8220;contrazione identitaria&#8221;, sintesi del percorso evolutivo che ha interessato l’azienda dalle origini fino ai giorni nostri.</p>
<p>La gamma CNTL si pone come espressione contemporanea di un&#8217;identità più attuale e in linea con il nuovo corso aziendale. Un progetto vinicolo che inaugura un nuovo <strong>linguaggio, più giovane ed essenziale</strong>, più adatto a intercettare le <strong>generazioni di consumatori attuali e futuri</strong> e a dialogare con loro. Le quattro lettere di CNTL condensano un universo fatto di esperienza e cultura del vino, fungendo da ponte tra la tradizione consolidata e l&#8217;approccio delle nuove generazioni. CNTL è una forma breve, diretta che concentra l&#8217;identità del brand che vuole rivolgersi a un pubblico contemporaneo e dinamico.</p>
<p>La gamma CNTL &#8211; che rappresenta l’evoluzione della storica linea entry level &#8211; è formata da 2 bianchi, Chardonnay e Verdeca, un rosato di Negroamaro e quattro rossi: Susumaniello, Primitivo, Negroamaro IGP senza passaggio in legno e il Negroamaro DOP Salice Salentino. <strong>7 vini prodotti secondo pratiche agronomiche sostenibili</strong> caratterizzate dall’uso razionale delle risorse idriche, riduzione di input chimici e costante attenzione all’impatto ambientale, e <strong>accomunati da equilibrio, freschezza, bevibilità, che sono la cifra dello stile Cantele</strong>.</p>
<p><strong>Paolo Cantele</strong> commenta: &#8220;<em>Celebrare i nostri 25 anni di guida dell’Azienda segna un momento di profonda riflessione sulla nostra identità. La linea CNTL è, in questo senso, un <strong>progetto di memoria e di misura</strong> e il simbolo della nostra visione. È caratterizzata un design che <strong>celebra il passato aprendosi al futuro</strong>, trasformando la complessità in semplicità di linguaggio. È un <strong>gesto di evoluzione</strong> che restituisce a Cantele la sua forma più essenziale — quella che resta quando si toglie tutto il superfluo. CNTL è il nostro <strong>modo per connetterci con i giovani</strong>: con un approccio più in sintonia con i loro valori e più immediatamente comprensibile, che proietta l&#8217;esperienza maturata in questi 25 anni verso il futuro del vino. È in sintesi una scelta che guarda in avanti, a una generazione di consumatori più attenta alla sostenibilità, alla personalità dei brand e anche al design dei prodotti</em>”.<strong> </strong></p>
<p><strong><em>Cantele</em></strong><em> rappresenta <span><strong>una delle più importanti aziende vinicole della Puglia</strong></span> e si trova a Guagnano nel <span>Salento.</span> La storia dell’azienda ha inizio negli anni Cinquanta con <span>una “<strong>emigrazione al contrario</strong>”</span>, con Giovanni Battista Cantele e sua moglie Teresa Manara che da Imola si trasferiscono al Sud spostando la famiglia nel Salento. <span>Negli anni Settanta i figli Augusto e Domenico danno una svolta decisiva all’impresa di famiglia con l’acquisto dei primi vigneti che oggi si compongono di <strong>50 ettari di proprietà e 100 in conduzione</strong>.</span> Nel 2001 entra in azienda la <strong>terza generazione</strong> composta dai <span>quattro cugini Gianni e Paolo</span> figli di Augusto, <span>Umberto e Luisa</span> figli di Domenico.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://pugliosita.it/2026/01/19/il-consumo-del-vino-cala-e-le-cantine-cercano-soluzioni-cantele-lancia-una-nuova-linea-di-vini/">Il consumo del vino cala e le cantine cercano soluzioni. Cantele lancia una nuova linea di vini</a> proviene da <a href="https://pugliosita.it">Pugliosità</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’agricoltura parla al femminile: storie di impresa dalla Puglia</title>
		<link>https://pugliosita.it/2025/12/23/lagricoltura-parla-al-femminile-storie-di-impresa-dalla-puglia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[di Pamela Pastore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2025 08:00:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Agricoltura femminile in Puglia]]></category>
		<category><![CDATA[Carlotta Magli]]></category>
		<category><![CDATA[Donna Oleria]]></category>
		<category><![CDATA[Floriana Fanizza]]></category>
		<category><![CDATA[Grazia Barba]]></category>
		<category><![CDATA[Masseria Carrone]]></category>
		<category><![CDATA[Masseria Mozzone]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://pugliosita.it/?p=10843</guid>

					<description><![CDATA[<p>Giovani, qualificate e sempre più orientate alle filiere sostenibili: è questa la fotografia scattata da Coldiretti durante il recente convegno dedicato al ruolo delle imprese femminili in agricoltura, che restituisce l’immagine di una Puglia in trasformazione. Nel settore primario aumentano le competenze, cresce l’innovazione e si consolida una leadership al femminile che oggi conta circa...</p>
<p>L'articolo <a href="https://pugliosita.it/2025/12/23/lagricoltura-parla-al-femminile-storie-di-impresa-dalla-puglia/">L’agricoltura parla al femminile: storie di impresa dalla Puglia</a> proviene da <a href="https://pugliosita.it">Pugliosità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Giovani, qualificate e sempre più orientate alle filiere sostenibili: è questa la fotografia scattata da <strong>Coldiretti </strong>durante il recente convegno dedicato al ruolo delle imprese femminili in agricoltura, che restituisce l’immagine di una Puglia in trasformazione. Nel settore primario aumentano le competenze, cresce l’innovazione e si consolida una leadership al femminile che oggi conta circa <strong>23mila aziende agricole guidate da donne</strong>. Una presenza che incide in modo significativo sul tessuto produttivo regionale e che colloca la Puglia tra le prime regioni italiane per imprenditoria agricola femminile.</p>
<p>Secondo l’analisi di <strong>Coldiretti Puglia su dati Unioncamere</strong>, diffusa nel corso dell’incontro dello scorso novembre, molte di queste imprese hanno scelto di puntare su <strong>diversificazione colturale, trasformazione aziendale, filiera corta e agricoltura sostenibile</strong>, affiancando alla produzione agricola esperienze legate al turismo rurale, alla didattica, al benessere animale e alla rigenerazione del paesaggio. Una direzione che intercetta la crescente domanda di prodotti identitari, stagionali e tracciabili e che conferma il ruolo centrale delle donne nei processi di ammodernamento delle campagne pugliesi.</p>
<p>L’identikit delle nuove imprenditrici agricole, elaborato da Coldiretti, evidenzia come il <strong>35% delle titolari sia laureato</strong>, il <strong>50% gestisca attività multifunzionali</strong> (dalla vendita diretta all’agriturismo, dalla trasformazione dei prodotti alle fattorie didattiche e sociali) e il <strong>60% adotti pratiche green</strong>. Indicatori che restituiscono l’immagine di un settore sempre più professionalizzato, diversificato e attento all’ambiente. In un comparto chiamato ad affrontare importanti sfide – dai cambiamenti climatici alla gestione delle risorse idriche – le imprenditrici agricole pugliesi stanno contribuendo alla definizione di un modello produttivo più resiliente e maggiormente orientato all’innovazione.</p>
<p>Un quadro che trova riscontro anche nelle testimonianze di <strong>Grazia Barba</strong>, alla guida dell’azienda agricola <strong>Donna Oleria a Monteroni di Lecce</strong>, <strong>Floriana Fanizza,</strong> titolare di <strong>Masseria Mozzone a Montalbano di Fasano</strong>, e <strong>Carlotta Magli</strong> di <strong>Masseria Carrone a Carovigno</strong>: tre esperienze diverse, radicate nei rispettivi territori, che raccontano dall’interno come sta cambiando l’agricoltura pugliese al femminile.<strong> </strong></p>
<p><strong>Grazia Barba – Donna Oleria </strong></p>
<p>A Monteroni di Lecce l’azienda agricola Donna Oleria nasce dal recupero degli uliveti di famiglia e da una scelta di vita precisa. «Abbiamo deciso di cambiare completamente strada e costruire un progetto comune, partendo proprio dalla nostra terra», racconta Grazia Barba, che insieme al marito ha trasformato un’eredità agricola in un’impresa orientata alla qualità. <strong>Dopo esperienze professionali in altri settori, la coppia ha scelto di investire sull’olivicoltura,</strong> affidandosi al supporto di un agronomo e puntando sin dall’inizio su produzioni di alto livello. «Viaggiando all’estero ci siamo resi conto di quanta richiesta ci fosse per il Made in Italy agroalimentare di qualità. Da lì è nata la decisione di valorizzare il nostro territorio». Il primo passo è stato l’olio extravergine di oliva, a cui il progetto deve il suo nome.</p>
<p>Il percorso imprenditoriale ha però dovuto confrontarsi con una delle criticità più forti dell’agricoltura pugliese: la Xylella. Una sfida che Donna Oleria ha affrontato ampliando l’attività. Accanto all’olio sono arrivate nuove colture, dal pomodoro al grano Senatore Cappelli, fino all’impianto di vigneti e al recupero di vecchi alberelli pugliesi. All’interno dell’azienda, Grazia segue la gestione, la comunicazione, cura l’accoglienza in azienda, dalle visite tra gli uliveti alle degustazioni, occupandosi anche dell’apertura e del coordinamento dei punti vendita. Dal suo punto di vista, la presenza femminile ha inciso profondamente sull’evoluzione del settore. «La multifunzionalità ha aperto spazi nuovi, soprattutto nella comunicazione e nella promozione dei prodotti. Sono ambiti in cui il contributo delle donne è spesso decisivo». Un cambiamento che, secondo Barba, si è rafforzato anche grazie alla crescita del <strong>turismo esperienziale</strong> in Puglia.</p>
<p>«Il turismo che cerca bellezza, cultura e tradizioni ha creato nuove opportunità. Masserie, fattorie didattiche, accoglienza rurale hanno ampliato l’offerta e stimolato l’imprenditoria». Il lavoro agricolo resta impegnativo e dalla sola produzione non sempre si ottiene una redditività adeguata, ma con attività connesse e una visione più ampia si possono costruire aziende solide. «Bisogna formarsi, viaggiare, guardare cosa accade altrove. Solo così si riesce a non subire il proprio lavoro». La passione, conclude, resta il motore principale: «quando c’è quella motivazione, i risultati arrivano».</p>
<figure id="attachment_10847" aria-describedby="caption-attachment-10847" style="width: 650px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-10847" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/12/Donna-Oleria-Grazia-Barba2-1024x587.jpg?x47017" alt="" width="650" height="372" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/12/Donna-Oleria-Grazia-Barba2-1024x587.jpg 1024w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/12/Donna-Oleria-Grazia-Barba2-300x172.jpg 300w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/12/Donna-Oleria-Grazia-Barba2.jpg 1800w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /><figcaption id="caption-attachment-10847" class="wp-caption-text">Grazia Barba</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Floriana Fanizza – Masseria Mozzone</strong></p>
<p>Il percorso di Floriana Fanizza, alla guida di Masseria Mozzone a Montalbano di Fasano, nasce lontano dai campi. Dopo la laurea in Scienze politiche e un dottorato in demografia ed economia delle grandi aree geografiche, Fanizza avvia un percorso accademico orientato alla carriera universitaria. Una strada che, a un certo punto, decide però di interrompere. «Mi sono resa conto che non era quello che volevo fare. L’agricoltura è un mondo complesso, ma poteva darmi grandi soddisfazioni».</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-10866" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG-20251223-WA0036.jpg?x47017" alt="" width="520" height="650" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG-20251223-WA0036.jpg 819w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG-20251223-WA0036-240x300.jpg 240w" sizes="auto, (max-width: 520px) 100vw, 520px" /></p>
<p><strong>La scelta è quella di rientrare in azienda, affiancando il padre e il fratello in una realtà agricola già esistente, e di avviare un processo di trasformazione.</strong> Insieme al fratello, Floriana contribuisce a ridefinire l’identità di Masseria Mozzone, puntando prima sull’imbottigliamento dell’olio – l’azienda conta circa 150 ettari, di cui 130 olivetati – e successivamente sull’attività agrituristica. Dalle prime camere con colazione e alcune cene per gli ospiti, l’azienda evolve fino a intercettare un mercato prevalentemente internazionale, oggi composto per circa il 70% da clientela straniera. In questo contesto, il wedding tourism diventa una leva strategica, capace di garantire soggiorni più lunghi e di valorizzare l’esperienza in masseria. Attorno all’ospitalità ruotano attività legate alla produzione agricola: degustazioni di olio, cooking class, passeggiate tra gli uliveti e momenti di racconto del territorio.</p>
<p>Secondo Floriana Fanizza, il cambiamento del ruolo femminile in agricoltura è <strong>strettamente legato all’evoluzione normativa e alla possibilità di integrare le attività agricole con quelle connesse</strong>. Agriturismo, trasformazioni aziendali, masserie didattiche e agricoltura sociale rappresentano ambiti in cui la presenza femminile ha trovato maggiore spazio e capacità di espressione. «Sono attività che hanno permesso alle donne di portare idee nuove e di aggiungere valore alle aziende». Un’evoluzione che segna una differenza netta rispetto al passato. Se fino a qualche decennio fa, anche quando un’azienda risultava intestata a una donna, la gestione restava spesso maschile, oggi la situazione è cambiata. «Quando c’è un nome femminile alla guida di un’azienda, quel ruolo è reale, con responsabilità e potere decisionale». Un passaggio che testimonia come <strong>l’imprenditoria agricola femminile non sia più solo una questione di titolarità formale, ma di presenza concreta e visione strategica.</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-10852" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/12/Masseria-Mozzone-Floriana-Fanizza1-1024x841.jpg?x47017" alt="" width="650" height="534" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/12/Masseria-Mozzone-Floriana-Fanizza1-1024x841.jpg 1024w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/12/Masseria-Mozzone-Floriana-Fanizza1-300x246.jpg 300w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/12/Masseria-Mozzone-Floriana-Fanizza1.jpg 1707w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Carlotta Magli – Masseria Carrone</strong></p>
<p>A <strong>Masseria Carrone</strong>, a Carovigno, l’agricoltura è una storia di famiglia segnata dal cambiamento. L’azienda, oggi guidata da <strong>Carlotta Magli</strong> insieme alle sorelle e alla madre, nasce come realtà agricola tradizionale con allevamento di vacche da latte. Un modello che all’inizio degli anni Duemila entra in crisi, travolto dall’emergenza della “mucca pazza” e dalle difficoltà legate alle quote latte. «Ci siamo trovati a produrre latte che non potevamo commercializzare», racconta Magli. «È stato un momento molto difficile».</p>
<figure id="attachment_10850" aria-describedby="caption-attachment-10850" style="width: 650px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-10850" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/12/Masseria-Carrone-Carlotta-Magli1-1024x976.jpg?x47017" alt="" width="650" height="619" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/12/Masseria-Carrone-Carlotta-Magli1-1024x976.jpg 1024w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/12/Masseria-Carrone-Carlotta-Magli1-300x286.jpg 300w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/12/Masseria-Carrone-Carlotta-Magli1.jpg 1150w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /><figcaption id="caption-attachment-10850" class="wp-caption-text">Carlotta Magli</figcaption></figure>
<p>Da quella fase critica prende forma una scelta radicale: l’allevamento viene riconvertito alla <strong>mucca podolica allo stato brado</strong>, una decisione che rende oggi Masseria Carrone l’unica realtà di questo tipo in provincia di Brindisi. Niente stalle né mangimi artificiali: gli animali pascolano liberamente, segnando l’inizio di un nuovo percorso produttivo. Parallelamente, l’azienda avvia l’attività <strong>agrituristica</strong>, grazie anche a un percorso di formazione seguito dalla madre di Carlotta, che consente l’iscrizione all’albo regionale. Dal 2007 Masseria Carrone è agriturismo a tutti gli effetti e, poco dopo, diventa anche <strong>masseria didattica</strong>, integrando accoglienza, educazione e produzione agricola. Oggi la struttura si fonda su una forte <strong>multifunzionalità</strong>: quasi tutto ciò che viene prodotto – dall’olio alla carne, dalle uova agli ortaggi – viene trasformato e servito direttamente in masseria, rafforzando il legame tra produzione agricola e ristorazione. All’interno dell’azienda, la componente femminile ha assunto un ruolo centrale. Accoglienza, didattica, ristorazione e organizzazione delle attività sono affidate alle donne della famiglia, mentre il padre continua a seguire la parte agricola e zootecnica. Un equilibrio che riflette l’evoluzione più ampia del settore agricolo.</p>
<p>Secondo Carlotta Magli, la crescita dell’imprenditoria agricola femminile è strettamente legata allo sviluppo delle <strong>attività connesse</strong>, che hanno ampliato le possibilità di reddito e di espressione imprenditoriale. «Se non avessimo ampliato le attività, probabilmente oggi avremmo chiuso». La resilienza passa dalla capacità di reinventarsi, affrontando difficoltà strutturali, normative complesse e carichi fiscali elevati. Osservando il territorio, Magli rileva una presenza sempre più diffusa di donne alla guida delle aziende agricole, spesso giovani e qualificate. Molte scelgono di restare, investendo nell’azienda di famiglia e rinnovandola, mentre accanto a queste esperienze emergono anche nuovi progetti avviati da chi arriva da altri territori, attratto dalle potenzialità agricole e culturali della Puglia.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-10851" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/12/Masseria-Carrone-Carlotta-Magli3.jpeg?x47017" alt="" width="600" height="600" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/12/Masseria-Carrone-Carlotta-Magli3.jpeg 600w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/12/Masseria-Carrone-Carlotta-Magli3-300x300.jpeg 300w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/12/Masseria-Carrone-Carlotta-Magli3-150x150.jpeg 150w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p><strong>Le esperienze di Grazia Barba, Floriana Fanizza e Carlotta Magli</strong> restituiscono un’immagine concreta dell’imprenditoria agricola femminile pugliese: aziende radicate nel territorio, capaci di innovare, diversificare e resistere alle difficoltà. Un percorso che conferma come, dietro i numeri diffusi da Coldiretti, ci siano scelte imprenditoriali consapevoli e una visione del lavoro agricolo sempre più articolata e orientata al futuro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://pugliosita.it/2025/12/23/lagricoltura-parla-al-femminile-storie-di-impresa-dalla-puglia/">L’agricoltura parla al femminile: storie di impresa dalla Puglia</a> proviene da <a href="https://pugliosita.it">Pugliosità</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Il Forno1968 Nonna Licia&#8221;: la tradizione del pane nel cuore del Salento</title>
		<link>https://pugliosita.it/2025/12/16/il-forno1968-nonna-licia-la-tradizione-del-pane-nel-cuore-del-salento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[di Ilaria Castodei]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Dec 2025 08:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Forno 1968 Nonna Licia]]></category>
		<category><![CDATA[Taurisano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://pugliosita.it/?p=10770</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel cuore vibrante di Taurisano, in provincia di Lecce, esiste un luogo dove il profumo inebriante del grano e del lievito madre non è solo un aroma, ma il racconto vivo di una storia che si dipana per oltre mezzo secolo. Il Forno 1968 Nonna Licia è molto più di una semplice panetteria: è un...</p>
<p>L'articolo <a href="https://pugliosita.it/2025/12/16/il-forno1968-nonna-licia-la-tradizione-del-pane-nel-cuore-del-salento/">&#8220;Il Forno1968 Nonna Licia&#8221;: la tradizione del pane nel cuore del Salento</a> proviene da <a href="https://pugliosita.it">Pugliosità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel cuore vibrante di Taurisano, in provincia di Lecce, esiste un luogo dove il profumo inebriante del grano e del lievito madre non è solo un aroma, ma il racconto vivo di una storia che si dipana per oltre mezzo secolo. Il <strong>Forno 1968 Nonna Licia</strong> è molto più di una semplice panetteria: è un vero e proprio baluardo della tradizione gastronomica salentina, un&#8217;eredità familiare che, dopo decenni di onorato servizio, sta vivendo una nuova e appassionante fase di evoluzione grazie al passaggio di testimone alla terza generazione.</p>
<h2>Le radici profonde: dalle cave al forno “comune”</h2>
<p>La storia del forno affonda le sue radici non solo nella passione per la panificazione, ma in un inatteso cambio di rotta. In origine, il nonno di Licia, l’attuale proprietaria, lavorava nelle cave nei pressi di Baia Verde a Gallipoli. Un brutto incidente sul lavoro segnò la fine di quell&#8217;attività e lo spinse, incentivato dalla moglie Licia (come la nipote), a intraprendere un nuovo percorso: quello della panificazione. L&#8217;anno 1968 vide l&#8217;accensione del primo forno. La visione di Nonna Licia, donna caparbia e abile, con un temperamento schietto e vivace, fu la chiave nelle relazioni con la clientela. Era così legata al forno che il nome divenne presto il &#8220;forno di Licia&#8221;, e successivamente il &#8220;Forno di Nonna Licia&#8221;. Affiancata dal marito e da persone di esperienza nel campo, l&#8217;attività si distinse subito per l&#8217;uso di materie prime locali e la fedeltà alle ricette tradizionali. Inizialmente, nacque come un &#8220;forno comune&#8221;, un fulcro vitale per la comunità di Taurisano. I clienti, spesso persone umili e di campagna, potevano portare liberamente i loro prodotti o solo gli ingredienti per farli impastare e cuocere. Il via vai di persone, tra &#8220;commari&#8221; e bambini, era la routine quotidiana, trasformando il forno in un vero e proprio centro di vita sociale. Gli elementi distintivi della prima gestione erano la cottura a legna (ancora oggi attiva) il lievito madre, custodito con cura, segreto di autenticità e di una lunga lievitazione; e infine le pezzature giganti: all&#8217;epoca, si producevano pagnotte da due o tre chili, capaci di sfamare l&#8217;intera famiglia per più giorni, in netto contrasto con le pezzature da mezzo chilo preferite oggi.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-10775" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/12/ingresso-del-forno_1-1024x768.jpeg?x47017" alt="" width="650" height="488" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/12/ingresso-del-forno_1-1024x768.jpeg 1024w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/12/ingresso-del-forno_1-300x225.jpeg 300w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/12/ingresso-del-forno_1.jpeg 2016w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /></p>
<h2>La terza generazione: custodi e innovatori</h2>
<p>Il forno passò poi al figlio dei fondatori, <strong>Luigi Scorrano</strong>, che sin da ragazzo aiutava i genitori con le consegne in motorino prima di recarsi a scuola. Dopo il diploma, Luigi decise di continuare l&#8217;attività di famiglia, anche cambiando sede di pochi metri e restando una guida insostituibile nel campo. Dopo un periodo di chiusura dovuto a problemi di salute di Luigi, la storia del Forno 1968 ha trovato un nuovo inizio. La nipote, l’omonima <strong>Licia, </strong>34 anni, già laureata in scienze biologiche, ha deciso di riaprire l&#8217;attività familiare insieme al fidanzato e oggi marito, <strong>Antonio Solda</strong>, 37 anni, con una precedente esperienza in un&#8217;industria alimentare.</p>
<figure id="attachment_10771" aria-describedby="caption-attachment-10771" style="width: 650px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-10771" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/12/licia-e-antonio-1024x768.jpeg?x47017" alt="" width="650" height="488" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/12/licia-e-antonio-1024x768.jpeg 1024w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/12/licia-e-antonio-300x225.jpeg 300w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/12/licia-e-antonio.jpeg 2016w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /><figcaption id="caption-attachment-10771" class="wp-caption-text">Licia e Antonio</figcaption></figure>
<p>Una nuova visione ha segnato la tanto acclamata riapertura, avvenuta con la donazione dei locali e dei macchinari da parte del padre Luigi. Licia e Antonio non hanno operato però una rottura, ma un&#8217;evoluzione. Il loro obiettivo è la sintesi perfetta tra l&#8217;esperienza tramandata e lo spirito imprenditoriale contemporaneo, pur mantenendo l&#8217;anima artigianale. Hanno potenziato la comunicazione sui social media, offrono servizi moderni come il takeaway e la consegna a domicilio, con opzioni di pagamento moderne. La loro filosofia è puntare sulla filiera corta a favore della qualità e non della quantità, motivo per cui i prodotti si trovano esclusivamente nel loro punto vendita, garantendo l&#8217;unicità e l&#8217;identità familiare. Oggi, l&#8217;attività è gestita in modo identitario: Licia si occupa delle vendite e delle relazioni con la clientela, mentre Antonio è il &#8220;pilastro&#8221; nel forno. La scelta di non avvalersi di operai in questa fase è un sacrificio consapevole per ottimizzare l&#8217;attività e renderla più affine possibile alla famiglia e alle tradizioni. Nonna Licia, oggi 87enne, infatti continua a monitorare, con il suo occhio esperto, l&#8217;evoluzione del suo &#8220;gioiello di famiglia&#8221;, assicurandosi che la qualità e genuinità rimangano impeccabili.</p>
<h2>Il cuore della produzione: i sapori del Salento anche a Natale</h2>
<p>La produzione del Forno 1968 Nonna Licia è un vero e proprio viaggio attraverso i sapori più autentici del Salento, ricercati non solo dai turisti ma soprattutto dai &#8220;locals&#8221; alla ricerca del prodotto genuino. Nonostante le innovazioni, il successo del forno è legato indissolubilmente ai suoi classici, prodotti il cui gradimento resta elevatissimo e che rappresentano il prodotto da forno salentino in tutto e per tutto. I pilastri invariati della produzione sono il fragrante <strong>Pane Salentino</strong>: preparato rigorosamente con semola rimacinata di grano duro locale, si distingue per la crosta croccante e la mollica alveolata. Le immancabili<strong> Frise</strong>, integrali o classiche, simbolo della gastronomia estiva salentina e pugliese; le <strong>Pucce</strong>, morbide pagnottelle insaporite con olive nere, veri e propri simboli dello street food salentino. E poi i <strong>Biscotti da Latte, Biscottoni della Salute, Taralloni con lo Zucchero, Pastarelle da Latte,</strong> ovvero tutte le ricette di Nonna Licia per la colazione, che continuano a riscuotere un successo immutato. Inoltre, la nuova gestione ha saputo ampliare l&#8217;offerta con una pasticceria secca di alta qualità, reinterpretando le ricette regionali in chiave moderna e introducendo nuove specialità: i <strong>Biscotti con le Mandorle</strong>, il vero &#8220;cavallo di battaglia&#8221;, la cui ricetta fu generata proprio da Nonna Licia. Qui, quando possibile, la &#8220;mandorla regina&#8221; è quella barese. Poi i deliziosi <strong>Abbracci</strong>, una delle innovazioni di papà Luigi: frollini all’arancia che, dopo la cottura, vengono inzuppati nel cioccolato fondente; e infine le <strong>Forme di Cioccolato</strong>: altra specialità distintiva che sono diventate, nel forno, validissimi sostituti dei più classici panettoni e pandori durante il periodo natalizio.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-10777" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/12/creazioni-di-cioccolato-814x1024.jpeg?x47017" alt="" width="517" height="650" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/12/creazioni-di-cioccolato-814x1024.jpeg 814w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/12/creazioni-di-cioccolato-238x300.jpeg 238w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/12/creazioni-di-cioccolato.jpeg 864w" sizes="auto, (max-width: 517px) 100vw, 517px" /></p>
<p>Il Forno 1968 Nonna Licia è l&#8217;esempio virtuoso di come la tradizione possa prosperare quando incontra l&#8217;entusiasmo e l’attitudine della nuova generazione. Nonostante sia un luogo poco pubblicizzato, è un punto di riferimento autentico consigliato dai salentini. Qui si mantiene vivo il ricordo di antiche pratiche, come testimonia anche una foto di gruppo ben visibile all’ingresso del negozio, datata giugno 1972, che ritrae, tra gli altri, Luigi Scorrano e il suo giovanissimo braccio destro, Antonio Castodei, dedicati alle attività comuni del forno. Oggi Licia e Antonio, affiatatissimi nel privato e nel lavoro, hanno una splendida bambina. Chissà che non sia lei a diventare la quarta generazione, assicurando che il sapore della tradizione e del futuro continui a profumare le vie di Taurisano.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-10778" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/12/i-biscotti-1024x768.jpeg?x47017" alt="" width="650" height="488" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/12/i-biscotti-1024x768.jpeg 1024w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/12/i-biscotti-300x225.jpeg 300w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/12/i-biscotti.jpeg 2016w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://pugliosita.it/2025/12/16/il-forno1968-nonna-licia-la-tradizione-del-pane-nel-cuore-del-salento/">&#8220;Il Forno1968 Nonna Licia&#8221;: la tradizione del pane nel cuore del Salento</a> proviene da <a href="https://pugliosita.it">Pugliosità</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Salumeria Bianco di Putignano compie 90 anni, una storia di qualità ed emancipazione femminile</title>
		<link>https://pugliosita.it/2025/12/01/salumeria-bianco-di-putignano-compie-90-anni-una-storia-di-qualita-ed-emancipazione-femminile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Dec 2025 08:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Salumeria Bianco di Putignano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://pugliosita.it/?p=10609</guid>

					<description><![CDATA[<p>Domenico Bianco è il titolare della Salumeria Bianco di Putignano, storica attività di famiglia, fondata da nonna Rosa nel 1936, che tra pochi giorni festeggerà 90 anni: una storia che rappresenta un esempio di emancipazione femminile. Una donna coraggiosa che decise di non seguire il suo destino già segnato del lavoro nei campi e investì, invece,...</p>
<p>L'articolo <a href="https://pugliosita.it/2025/12/01/salumeria-bianco-di-putignano-compie-90-anni-una-storia-di-qualita-ed-emancipazione-femminile/">Salumeria Bianco di Putignano compie 90 anni, una storia di qualità ed emancipazione femminile</a> proviene da <a href="https://pugliosita.it">Pugliosità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-family: arial, sans-serif;"><span id="m_-1680156110554663504m_-7762683336437375325m_427177682282005437gmail-docs-internal-guid-b7bd593d-7fff-0ba2-062b-ce0ec71b7ca2"><span>Domenico Bianco è il titolare della Salumeria Bianco di Putignano, s</span></span></span><span style="font-family: arial, sans-serif;"><span>torica attività di famiglia, fondata da nonna Rosa nel 1936, che tra pochi giorni festeggerà 90 anni: una storia che rappresenta un esempio di</span></span><span> emancipazione</span><span> femminile</span><span><span>. </span></span>Una donna coraggiosa che decise di non seguire il suo destino già segnato del lavoro nei campi e investì, invece, la sua dote per aprire un piccolo alimentare in paese, con uno <strong>spirito di imprenditoria femminile</strong> in anticipo coi tempi. Da sempre al numero 100 di Corso Umberto, la Salumeria Bianco ha ricevuto il riconoscimento regionale di &#8220;Negozio Storico Patrimonio di Puglia&#8221; è presente su riviste e guide di settore e ha vinto il premio di campione regionale Street Food di Gambero Rosso.</div>
<div>
<figure id="attachment_10612" aria-describedby="caption-attachment-10612" style="width: 432px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-10612" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/12/Salumeria-Bianco-1951.jpg?x47017" alt="" width="432" height="600" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/12/Salumeria-Bianco-1951.jpg 576w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/12/Salumeria-Bianco-1951-216x300.jpg 216w" sizes="auto, (max-width: 432px) 100vw, 432px" /><figcaption id="caption-attachment-10612" class="wp-caption-text">Salumeria Bianco di Putignano nel 1951</figcaption></figure>
</div>
<div><span style="font-family: arial, sans-serif;"><span id="m_-1680156110554663504m_-7762683336437375325m_427177682282005437gmail-docs-internal-guid-09406fcd-7fff-0e40-11c7-58059ed789a5"></span><br />
</span></div>
<div>
<p><span style="font-family: arial, sans-serif;"><span id="m_-1680156110554663504m_-7762683336437375325m_427177682282005437gmail-docs-internal-guid-e3382be1-7fff-9956-2fd0-51b7a9463618"><span>Per il 90° anniversario d&#8217;attività </span></span></span> <span>Gianluca Biscalchin, il più noto food illustrator italiano</span><span>,</span> ha realizzato la nuova <span style="font-family: arial, sans-serif;"><span style="font-family: arial, sans-serif;"><span>illustrazione 2026. Un&#8217;opera dal valore artistico memorabile, </span><span>pensata per racchiudere </span><span>l&#8217;anima della Salumeria Bianco</span><span> in un ritratto di famiglia che ne celebra le persone che la vivono e la animano.</span></span></span><em><span>“La nuova Cartolina d&#8217;autore firmata da un maestro come Gianluca Biscalchin è un dono di ringraziamento a tutte le persone che popolano la Salumeria ogni giorno. Un pezzo d&#8217;arte che onori la lunga storia della nostra bottega, a partire dalla visionaria nonna Rosa, l&#8217;eccellenza dei prodotti che selezioniamo ogni giorno e la fiducia dei tanti affezionati clienti che rendono possibile questo miracolo,”  </span></em><strong><span>Domenico Bianco</span></strong>, terza generazione alla guida della salumeria.</p>
<p><strong><span>La Salumeria Bianco: 90 anni di storie che raccontano l’enogastronomia italiana</span></strong></p>
<p><span>La bottega, dal 1936, è un punto di riferimento per diverse generazioni di putignanesi che nella loro spesa quotidiana scelgono di acquistare <strong>prodotti artigianali</strong> che rispecchiano <strong>la tradizione del buon cibo italiano</strong>. La bottega è uno scrigno di tesori frutto della selezione meticolosa di <strong>salumi e formaggi d’eccellenza</strong> ed è diventava negli ultimi 15 anni un luogo di degustazioni, specializzato nel panino gourmet che attrae appassionati e amanti della buona cucina.</span></p>
<p><strong><span>Arte e Gusto a braccetto: La Cartolina d&#8217;Autore</span></strong></p>
<p><span>L&#8217;anniversario dei 90 anni è l&#8217;occasione per celebrare <strong>la storia della famiglia e l&#8217;affetto dei suoi clienti. </strong></span>Come ogni anno, la speciale cartolina da collezione sarà inserita in tutte le <strong>box regalo</strong> e omaggiata ai clienti.</p>
<figure id="attachment_10613" aria-describedby="caption-attachment-10613" style="width: 538px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-10613" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/12/tempFileForShare_20251125-235203-848x1024.jpg?x47017" alt="" width="538" height="650" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/12/tempFileForShare_20251125-235203-848x1024.jpg 848w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/12/tempFileForShare_20251125-235203-248x300.jpg 248w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/12/tempFileForShare_20251125-235203.jpg 1079w" sizes="auto, (max-width: 538px) 100vw, 538px" /><figcaption id="caption-attachment-10613" class="wp-caption-text">Illustrazione di  Gianluca Biscalchin</figcaption></figure>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://pugliosita.it/2025/12/01/salumeria-bianco-di-putignano-compie-90-anni-una-storia-di-qualita-ed-emancipazione-femminile/">Salumeria Bianco di Putignano compie 90 anni, una storia di qualità ed emancipazione femminile</a> proviene da <a href="https://pugliosita.it">Pugliosità</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Maria Francesca Di Martino e le Donne dell’Olio</title>
		<link>https://pugliosita.it/2025/10/28/maria-francesca-di-martino-e-le-donne-dellolio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[di Angela Ciciriello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Oct 2025 08:00:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Francesca Di Martino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://pugliosita.it/?p=10346</guid>

					<description><![CDATA[<p>Recentemente, girovagando sui social, mi è capitato di fermare lo sguardo su alcune foto che ritraevano donne vestite con tipici abiti orientali, il classico copricapo, vestiti lunghi, piuttosto abbondanti e coprenti, come da consuetudine in Medio-Oriente. Mi sono soffermata a guardarle perché erano con una produttrice olearia di Trani che ho subito riconosciuto. Leggendo poi...</p>
<p>L'articolo <a href="https://pugliosita.it/2025/10/28/maria-francesca-di-martino-e-le-donne-dellolio/">Maria Francesca Di Martino e le Donne dell’Olio</a> proviene da <a href="https://pugliosita.it">Pugliosità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Recentemente, girovagando sui social, mi è capitato di fermare lo sguardo su alcune foto che ritraevano donne vestite con tipici abiti orientali, il classico copricapo, vestiti lunghi, piuttosto abbondanti e coprenti, come da consuetudine in Medio-Oriente. Mi sono soffermata a guardarle perché erano con una produttrice olearia di Trani che ho subito riconosciuto.</p>
<p>Leggendo poi alcune righe che meglio descrivevano le immagini, ho casualmente scoperto che fanno tutte parte di un’unica realtà: <strong>un’associazione che mette rete donne produttrici di olio extravergine di oliva in diverse parti del mondo. </strong>Un’associazione di cui fa parte anche Maria Francesca Di Martino, titolare della omonima azienda, con sede a Trani, che ha avuto il piacere di ospitarle per alcune giorni.</p>
<p>Così, incuriosita da una foto che già nel momento in cui è stata scattata fondeva due mondi così diversi, Oriente ed Occidente, ho contattato Maria Francesca che, con il suo consueto approccio positivo, costruttivo, collaborativo e soprattutto di apertura verso ciò che non necessariamente è uguale a noi, mi ha raccontato un pò di più di questa bellissima realtà associativa.</p>
<p>Una storia cominciata più di vent’anni fa con l’intento di mettere assieme le donne produttrici di olio evo. Una scommessa che è cresciuta nel tempo e che fonda le sue radici nella nascita dell’associazione “Pandolea”.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-10348" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/10/mf-di-martino--1024x461.jpg?x47017" alt="" width="850" height="382" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/10/mf-di-martino--1024x461.jpg 1024w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/10/mf-di-martino--300x135.jpg 300w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/10/mf-di-martino-.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 850px) 100vw, 850px" /></p>
<p><strong>“Cos’è Pandolea?” – le ho chiesto.</strong></p>
<p>“Pandolea è un’associazione di donne che hanno trovato nella passione condivisa per l’olio evo un motivo di unione, di condivisione di esperienze e, soprattutto, di promozione della cultura dell’olio extravergine di oliva. Le donne fondatrici di questa associazione hanno la caratteristica di essere in prima persona produttrici. Ma l’associazione è aperta a tutte le donne che hanno comunque un ruolo nel mondo dell’olio e nella diffusione della cultura dell’extravergine di qualità, il collegamento diretto alla produzione è l’elemento che, comunque, maggiormente la caratterizza”.</p>
<p><strong>“Pandolea, un nome curioso per un’associazione, a cosa si ispira?”</strong></p>
<p>Il nome della nostra associazione gioca sul richiamo al mito di <em>Pandora</em>, la donna–madre-generatrice con la doppia valenza di “colei che tutto dona” ­nel male (dal suo vaso usciranno i guai per gli uomini, rei di essersi impadroniti del fuoco), ma anche nel bene perché nel vaso rimane chiusa la Speranza.</p>
<p><strong>“Di che cosa si occupa l’associazione?”</strong></p>
<p>In pratica, crediamo che nel mondo dell’olio l’essere donna può portare davvero una speranza: la speranza che la sensibilità e la passione prevalgano sul mero commercio, che il gusto e la propensione alla degustazione portino prodotti sempre migliori, che l’essere donne, ovvero, generatrici-madri, porti anche a una maggiore sensibilità per l’ambiente, per il paesaggio, per il rispetto di un’agricoltura e di una produzione sostenibile.</p>
<p><strong><em>Insomma, che i valori dell’essere donna si trasfondano anche nel mondo dell’olio rendendolo più bello!</em></strong></p>
<p><strong>“Quali sono le principali attività di Pandolea?”</strong></p>
<p>Tra le caratteristiche principali dell’essere donna come detto rientra la nostra innata e spiccata propensione verso la formazione e l’educazione, anzi la donna oltre ad avere una attitudine all’attività educativa riesce a proporla con un garbo e una semplicità che molto spesso costituisce una strategia vincente. Quindi dal momento che la nostra organizzazione Pandolea tende a mettere insieme tutti i valori aggiunti dell’essere donna finalizzandoli ed indirizzandoli verso il bellissimo modo dell’olivo e dell’olio evo non potevamo trascurare questa aspetto della ns indole anzi l’attività di formazione è tra i ns primari obiettivi e come tale viene riportata proprio come punto specifico del nostro statuto.</p>
<p>Fare formazione per pandolea è inteso come “avvicinare” al mondo dell’olivicoltura e dell’olio evo, portare il mondo oleicolo alle persone, e in questo caso vicino ai giovani in modo tangibile, immediato e diretto. E per fare formazione usiamo format vicini al mondo dei piccoli e dei giovani, in particolare tre progetti sono ormai collaudati da anni e riscuotono sempre molto successo, su tutti il più identitario è Bruschetta vs Merendina che oggi viene svolto in contemporanea, nel mese di marzo, in tutti i paesi del mediterraneo grazie all’adesione tramite Pandolea International alla Rete delle Donne del Mediterraneo.</p>
<p>Con il <strong>progetto <em>Bruschetta vs Merendina</em></strong>, che io svolgo annualmente ormai da anni nella mia azienda, si vuole sensibilizzare i bambini, ma attraverso loro i genitori, all’importanza di una corretta, sana e semplice alimentazione che sembra un argomento scontato oggi in cui si parla tanto dei benefici della dieta mediterranea ma in cui i cibi ultraprocessati la fanno da padrone sulle ns tavole ma purtroppo anche nelle cartelle dei ns bambini.</p>
<p>E sempre in tema di formazione Pandolea promuove due iniziative per gli istituti tecnici puntando sullo strumento del concorso in quanto oggi i ns giovani sono molto attratti dall’aspetto competitivo ed affascinati dalle gare in genere. Nello specifico, proponiamo con cadenza annuale due concorsi diretti agli istituti tecnici. Il primo, giunto alla settima edizione è il Diploma d’argento volto verso gli studenti degli istituti agrari e realizzato oltre con il supporto della rete nazionale degli istituti agrari.</p>
<p>Con questo concorso vogliamo invitare i futuri agronomi a confrontarsi sull’olio evo che hanno prodotto. Il concorso, che ha il patrocinio del ministero dell’agricoltura,  è rivolto ovviamente a quegli istituti agrari che hanno tra le loro attività agricole sul campo quella della coltivazione e lavorazione delle olive tentando di stimolare la consapevolezza dei futuri agronomi che produrre olio evo non vuol dire solo molire le olive ma molirle a regola d’arte, rispettando le caratteristiche dei frutti, avendo in testa un obiettivo da realizzare che parta appunto dalla materia prima  ma che poi assuma una sua connotazione unica e precisa. I ragazzi sono invitati ad inviare i campioni degli oli evo da loro prodotti alla stessa giuria di esperti utilizzata per la redazione della guida del Gambero Rosso Gli oli d’italia, i ragazzi quindi avranno la possibilità di far valutare il loro lavoro da specialisti e saranno proiettati nel vivere una esperienza concreta e diretta a contatto con il mondo reale della produzione e della comunicazione.</p>
<p>Per quanto concerne il secondo concorso, extravergine assaggi di fine anno, è un concorso volto agli istituti alberghieri in cui la squadra partecipante sarà composta da un team di due studenti, uno chef ed un maitre, che riprodurranno nelle cucine delle sedi del Gambero Rosso, alla presenza della giuria di esperti,  l’aperitivo / finger food che avranno in precedenza ideato e proposto, abbinandolo ad un vino da loro ritenuto opportuno.</p>
<p><strong>“Recentemente un gruppo di donne straniere è venuto a trovarti in azienda, da che Paese?”</strong></p>
<p>La scorsa settimana sono venute qui da me a Trani un gruppo di donne giordane, sono le nostre corrispondenti in Giordania, tra loro in particolare c’era l’ingegnere <em>Nehanya Muhaisin</em> che dopo aver conosciuto la nostra presidente Loriana Abbruzzetti si è spesa per creare con enorme successo la Rete Araba delle Donne dell’Olio che conta oggi più di mille associate.</p>
<p>Lo scorso anno ci hanno invitato a visitare le loro aziende e i loro oliveti in Giordania e abbiamo ricambiato la loro ospitalità in occasione della loro venuta a Roma per il congresso della FAO Seeds for food che si è tenuto a Roma negli scorsi giorni.</p>
<p>Sono state due giorni in Puglia visitando aziende agricole, oliveti e frantoi della ns regione.</p>
<p><strong>“Qual è il valore aggiunto che i progetti apportano a queste visite?”</strong></p>
<p>Il valore aggiunto è la convinzione che si concretizza che l’unione anche tra aziende o persone che fanno la stessa attività non crea competizione ma deve creare sinergia ed occasione di crescita di tutto il settore e quindi di riflesso anche dei singoli.</p>
<p><strong>“Che significa far parte di questa rete?”</strong></p>
<p>Pandolea ha festeggiato a Roma due anni fa il suo ventennale e nel 2020 è nata sempre a Roma Pandolea International che vede la partecipazione di rappresentanti di diversi paesi del bacino del mediterraneo sancendo il grande sforzo di condivisione femminile di interessi comuni, di conoscenze e progettualità. Credere e lavorare in progetti condivisi da un grande slancio e una grande motivazione a fare di più e soprattutto a fare bene e sempre meglio.</p>
<p><strong>“Ci sono altri progetti?”</strong></p>
<p>Altra attività cara all’associazione è quella di mantenere vivo il ricordo di <em>Ranieri Filo</em> <em>della Torre</em> che tanto ha lavorato per il mondo olivicolo italiano con il concorso letterario a lui dedicato che è giunto quasi alla decima edizione e da qualche anno oltre al tema sempre a noi caro della formazione si è aggiunto quello della prevenzione, di cura attraverso la sana alimentazione e tramite adozione di corretti stili di vita. Il tema della salute della donna è, infatti, una nuova mission che si aggiunge alle tante progettualità della ns associazione.</p>
<p><strong>“Con una parola come la descriveresti?”</strong></p>
<p>Per concludere userei uno slogan caro alle pandoline, molto attuale adesso visto che stiamo avvicinandoci velocemente nel pieno di una nuova campagna olivicola olearia, quindi <strong>“OLIAMOCI BENE”</strong>, e buona campagna a tutti ma soprattutto a tutte le donne dell’olio!</p>
<p>L'articolo <a href="https://pugliosita.it/2025/10/28/maria-francesca-di-martino-e-le-donne-dellolio/">Maria Francesca Di Martino e le Donne dell’Olio</a> proviene da <a href="https://pugliosita.it">Pugliosità</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dal viaggio in Sardegna al cuore del Salento: la storia di Torre Sant’Emiliano</title>
		<link>https://pugliosita.it/2025/10/27/dal-viaggio-in-sardegna-al-cuore-del-salento-la-storia-di-torre-santemiliano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[di Pamela Pastore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Oct 2025 08:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Masseria Autigne]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://pugliosita.it/?p=10337</guid>

					<description><![CDATA[<p>La storia di Torre Sant’Emiliano comincia cinquant’anni fa, quando Alberto Negro decise di acquistare la Masseria Autigne e un piccolo appezzamento di terra affacciato sul mare, nei pressi di Torre Sant’Emiliano, torre costiera del XVI secolo costruita lungo il litorale di Otranto, tra Punta Palascìa e Porto Badisco. Ma il vero inizio di questa storia...</p>
<p>L'articolo <a href="https://pugliosita.it/2025/10/27/dal-viaggio-in-sardegna-al-cuore-del-salento-la-storia-di-torre-santemiliano/">Dal viaggio in Sardegna al cuore del Salento: la storia di Torre Sant’Emiliano</a> proviene da <a href="https://pugliosita.it">Pugliosità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La storia di Torre Sant’Emiliano comincia cinquant’anni fa, quando <strong>Alberto Negro</strong> decise di acquistare la <strong>Masseria Autigne</strong> e un piccolo appezzamento di terra affacciato sul mare, nei pressi di <strong>Torre Sant’Emiliano</strong>, torre costiera del XVI secolo costruita lungo il litorale di Otranto, tra Punta Palascìa e Porto Badisco. Ma il vero inizio di questa storia è un viaggio. Alberto partì per la Sardegna, dove rimase per un lungo periodo. Lì scoprì i sapori e i profumi di un mondo pastorale autentico, rimasto intatto nei gesti e nei saperi. Tornò nel Salento con un piccolo gregge di pecore e due pastori sardi, artigiani esperti di formaggi. Da quell’esperienza nacque una produzione casearia unica nel suo genere, costruita sulla libertà del pascolo e sulla forza del territorio.</p>
<p>A pochi metri dal mare, tra la macchia mediterranea e le antiche torri d’avvistamento, mucche, ovini e caprini pascolano ancora oggi in libertà, nutrendosi delle erbe spontanee che profumano di timo, finocchietto e lentisco. È da quel latte, genuino e ricco di aromi, che nascono i formaggi di Torre Sant’Emiliano. «Ricordo il pentolone sul fuoco, la mungitura a mano, il profumo del latte caldo. Così, un po’ per gioco, è cominciato tutto» racconta <strong>Daniele Negro</strong>, figlio di Alberto.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-10342" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/10/formaggi-torre-san-emiliano-gallery15.jpg?x47017" alt="" width="650" height="419" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/10/formaggi-torre-san-emiliano-gallery15.jpg 1000w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/10/formaggi-torre-san-emiliano-gallery15-300x194.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /></p>
<p>Quello che era nato come un esperimento domestico si è trasformato, negli anni, in una vera impresa. Dopo la laurea in Economia e Commercio, Daniele ha deciso di raccogliere l’eredità paterna e rinnovarla, unendo tradizione e visione moderna. Accanto alla coltivazione di famiglia, che da quattro generazioni produce barbatelle – le giovani piante di vite utilizzate per impiantare nuovi vigneti, destinate sia alle cantine che ai produttori di uva da tavola –, sorge un moderno caseificio dove il latte viene trasformato interamente in loco.</p>
<p>«I nostri animali vivono all’aperto e si nutrono di ciò che la terra offre – continua –. È questo a rendere il nostro latte diverso, perché conserva il profumo delle erbe mediterranee e restituisce al formaggio un sapore autentico».</p>
<p>Oggi Torre Sant’Emiliano produce oltre venti tipi di formaggi, dai freschi come ricotta, giuncata e primo sale, fino agli stagionati di capra e di pecora. Nessun conservante, nessun antimuffa: solo legno, aria e tempo. Il lavoro quotidiano è fatto di equilibrio tra tradizione e innovazione: nuove stalle, energia fotovoltaica, formazione dei casari, ma anche difficoltà burocratiche e costi sempre più alti.</p>
<p>A tutto questo si aggiunge un problema sempre più evidente: nessuno vuole più fare il pastore.</p>
<p>«È un mestiere duro – ammette –. Bisogna svegliarsi all’alba, seguire gli animali tutto il giorno, rispettare regole sempre più rigide. I giovani preferiscono lavori diversi, e questo rischia di far scomparire un’antica tradizione».</p>
<p>Eppure, tra mare e pascoli, la famiglia Negro continua a resistere. «Essere imprenditori oggi è una sfida continua – dice Daniele –, ma il nostro obiettivo resta quello di difendere la qualità e l’artigianalità. Le persone stanno tornando a cercare il gusto vero, quello dei formaggi che sanno di erba e di sole».</p>
<p>L'articolo <a href="https://pugliosita.it/2025/10/27/dal-viaggio-in-sardegna-al-cuore-del-salento-la-storia-di-torre-santemiliano/">Dal viaggio in Sardegna al cuore del Salento: la storia di Torre Sant’Emiliano</a> proviene da <a href="https://pugliosita.it">Pugliosità</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Giusy Tota, da mamma a tempo pieno a imprenditrice agricola, con la sua Pozzoserpi porta in campo la Puglia</title>
		<link>https://pugliosita.it/2025/10/17/giusy-tota-da-mamma-a-tempo-pieno-a-imprenditrice-agricola-con-la-sua-pozzoserpi-porta-in-campo-la-puglia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[di Ilaria Castodei]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Oct 2025 07:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[aziende]]></category>
		<category><![CDATA[azienda Pozzoserpi]]></category>
		<category><![CDATA[mandorla garbaldina]]></category>
		<category><![CDATA[Olio Coratina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://pugliosita.it/?p=10256</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’Azienda Agricola Pozzoserpi di Giuseppina Tota è nata nel 2017 a Ruvo di Puglia (BA), cittadina che sorge sulle colline nel cuore del parco Nazionale dell’Alta Murgia. Incredibilmente prima generazione, a differenza di molte realtà con predecessori o familiari in questo mondo, Giusy e il suo compagno, si sono trovati davanti ad una scelta importante:...</p>
<p>L'articolo <a href="https://pugliosita.it/2025/10/17/giusy-tota-da-mamma-a-tempo-pieno-a-imprenditrice-agricola-con-la-sua-pozzoserpi-porta-in-campo-la-puglia/">Giusy Tota, da mamma a tempo pieno a imprenditrice agricola, con la sua Pozzoserpi porta in campo la Puglia</a> proviene da <a href="https://pugliosita.it">Pugliosità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span>L’Azienda Agricola <strong>Pozzoserp</strong>i di Giuseppina Tota è nata nel 2017 a Ruvo di Puglia (BA), cittadina che sorge sulle colline nel cuore del parco Nazionale dell’Alta Murgia. Incredibilmente p</span>rima generazione, a differenza di molte realtà con predecessori o familiari in questo mondo, Giusy e il suo compagno, si sono trovati davanti ad una scelta importante: vendere o rilevare gli appezzamenti del suocero. La scelta è stata di pancia e quindi sentimentale: hanno investito in questo lembo di terra di appena 4 ettari, che dà il nome all’odiena azienda, Pozzoserpi, iniziando a piantare i primi alberi di ulivo in ampio impianto, chiaramente in Coratina e poi anche in Cima di melfi. Nel 2024 è stata lanciata una propria etichetta sul mercato, imbottigliando l’olio evo prodotto dall’oliveto originario composto da alberi secolari di varietà autoctone.</p>
<p><span>L’azienda è stata creata partendo letteralmente dalle fondamenta, annettendo terreni, creando un pozzo artesiano e impianti idrici di ultima generazione. Pozzoserpi è arrivata oggi a contare ben 20 ettari di terreno coltivati in un</span><span>’unica tenuta, grazie alla resilienza di una donna che prima di questa avventura aveva fatto solo la mamma a tempo pieno, e si è trovata ad affrontare da subito responsabilità e sacrifici non indifferenti; come la grande gelata di un paio di anni fa che le ha distrutto il 60% del raccolto. Ma con perseveranza e dedizione Giusy è riuscita a superare la difficoltà e rimettersi in pista.</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-10267" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/10/Bottiglia_Coratina_2-819x1024.jpeg?x47017" alt="" width="520" height="650" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/10/Bottiglia_Coratina_2-819x1024.jpeg 819w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/10/Bottiglia_Coratina_2-240x300.jpeg 240w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/10/Bottiglia_Coratina_2.jpeg 1280w" sizes="auto, (max-width: 520px) 100vw, 520px" /></p>
<p><strong>Una Coratina da Leone d’oro</strong></p>
<p><span>La Coratina, si sa, è una delle cultivar di olivo più importanti e rappresentative della Puglia; prende il nome da Corato, paesino dal quale ha avuto origine e dal quale si è diffusa in gran parte del centro sud Italia, grazie alla sua resistenza e rusticità. Con una resa molto alta e delle caratteristiche organolettiche ber riconoscibili, è famosa per donare un olio potente, con un fruttato intenso, un amaro deciso, un piccante marcato (specie se giovane) ed un colore verde brillante dai riflessi dorati. L&#8217;olio EVO ottenuto dalla Coratina è ricco di polifenoli e antiossidanti, tanto da essere considerata tra gli oli più salutari al mondo.  </span></p>
<p><span>Fermo restando queste caratteristiche di base, la Coratina Pozzoserpi è divenuta in poco tempo una vera e propria esperienza del palato. Con sentori di</span> mallo, di caffè, carciofo, spezie, fava di tonka, e l’inconfondibile aroma ammandorlato; elementi che si avvertono al naso prima e sulla lingua poi. Senza contare le sensazioni che dipendono dalla varietà delle olive, il frutto verde o maturo che sia, ma un frutto sano e fresco e un importante equilibrio <span>fra amaro e piccante</span>. Un olio che lascia la <span>bocca pulita, che non ha bisogno di idratazione. La Coratina Tota oggi è una Dop Terre di Bari, ed è quel valore aggiunto che la identifica con il suo territorio.</span></p>
<p>Una grandissima soddifazione, quindi per Giusy, vedere il frutto del proprio lavoro interessare tanti appassionati e cultori; nonostante il primo imbottigliamento sia avvenuto solo nel 2024, infatti l’Azienda, el 2025, ha ricevuto il <strong>Premio Leone d’Oro nella categoria “<span><em>Supercoratina Piccoli Produttori</em></span>” . </strong>Un olio che ha affascinato e sfidato i palati più diffidenti.Il concorso internazionale d’olio d’oliva infatti è il più selettivo del mondo, che premia e promuove solo il migliore olio extra vergine d’oliva al mondo, frutto dell’impegno e della passione di olivicoltori di ogni provenienza.</p>
<p><strong>L’antica Mandorla Garibaldina dal cuore di vaniglia</strong></p>
<p>Il Mandorlo ha avuto la sua massima diffusione in Puglia nella seconda metà dell’ 800, a seguito dell’attacco della peronospora alle viti e al loro conseguente sradicamento. E anche a Pozzoserpi, in origine, era presente un mandorlo dai frutti speciali. L’idea di diversificare quindi è arrivata velocemente, impiantando anche altri 4 ettari di mandorleto, nello specifico varietà Filippo Cea (già Presidio Slow Food, varietà della mandorla di Toritto), e l’antichissima varietà di Garibaldina. Quest’ultima, persa nel tempo perché di pochissima resa, contro tutti i pronostici, è risultata una mandorla di gran successo, perché dal sapore unico e con un cuore vanigliato. Una varietà di origine tipicamente pugliese, autofertile, con elevata fertilità;  esemplari di questi alberi sono rarissimi, ve ne sono alcune talee certificate solo all’Istituto Agrario di Bari, da dove Giusy le ha prelevate al fine dell’impianto di altri alberi per l’innesto. Una mandorla, la Garibaldina, ottima anche dal punto di vista nutrizionale con i suoi molteplici benefici salutari. Ricca di minerali, in particolare di calcio, e di vitamina E, un potente antiossidante.</p>
<p>I mandorleti di Pozzoserpi non hanno l&#8217;impostazione tradizionale, vengono portati con sistema di gestione &#8221;Zaragoza&#8221; e ciò consente di avere piante basse e ricche di frutto, gestibili da terra, non esigono di tante ora di lavoro e portano già dal terzo anno i frutti con rese alte.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-10269" src="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/10/Mandorle_1-683x1024.jpeg?x47017" alt="" width="500" height="750" srcset="https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/10/Mandorle_1-683x1024.jpeg 683w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/10/Mandorle_1-200x300.jpeg 200w, https://pugliosita.it/wp-content/uploads/2025/10/Mandorle_1.jpeg 1067w" sizes="auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p><strong>La conversione al BIO</strong></p>
<p>In questo momento di inizio autunno, l’Azienda ha già raccolto le mandorle e ritirato la loro schiacciatura dall’impianto; mentre fra poco sarà pronta in campo per la raccolta delle olive. Come da protocollo, già sono stati  effettuati i dovuti trattamenti alle piante con caoline e polvere di roccia, per evitare la mosca (uno dei temuti difetti dell’olio);  usando solo prodotti organici e naturali, l’azienda si prepara <strong>alla conversione biologica,</strong> anche se precedentemente era già in regime integrato. Si prevede quindi che a fine ottobre si potranno accendere i motori per la raccolta.</p>
<p>Nel frattempo  l’oliva è già invaiata sugli alberi, e si scorge un bel colore oro del frutto. Pare infatti che anche la maturazione dell’oliva abbia anticipato i suoi tempi, come anche le mandorle; anche in questo caso il caldo e i conseguenti cambiamenti climatici hanno influito sull’anticipo della raccolta.</p>
<p>Giusy preferisce raccontare i suoi prodotti di persona, parlando direttamente con chi li acquista : “<em>Il feedback diretto è molto importante, è ciò che ci fa comprendere la giusta via della qualità”</em> dichiara la produttrice.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://pugliosita.it/2025/10/17/giusy-tota-da-mamma-a-tempo-pieno-a-imprenditrice-agricola-con-la-sua-pozzoserpi-porta-in-campo-la-puglia/">Giusy Tota, da mamma a tempo pieno a imprenditrice agricola, con la sua Pozzoserpi porta in campo la Puglia</a> proviene da <a href="https://pugliosita.it">Pugliosità</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 20/232 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Lazy Loading (feed)
Minified using Redis
Database Caching 18/94 queries in 0.047 seconds using Redis

Served from: pugliosita.it @ 2026-04-13 02:23:25 by W3 Total Cache
-->