Uova da pascolo in Puglia: come riconoscerle e dove trovarle

Per la Giornata mondiale dell’uovo, dal codice sul guscio agli allevamenti all’aperto di Salento, Gargano, Brindisino, Murgia e Tarantino

Ogni anno, il secondo venerdì di ottobre, si celebra la Giornata mondiale dell’uovo. L’appuntamento nasce a Vienna nel 1996, per iniziativa della International Egg Commission, con l’obiettivo di promuovere il valore nutrizionale di un alimento presente in quasi tutte le cucine del mondo.

Quest’anno la giornata coincide con il 9 ottobre e rappresenta un’occasione per parlare di ciò che sta dietro il guscio: come vengono allevate le galline, come si legge un’etichetta, quali filiere corte esistono sul territorio.

In Puglia ci sono numerose realtà dedite alla custodia della tradizione delle uova da pascolo, un prodotto fatto da animali “felici”. Ecco dove trovarle.

Il codice sul guscio: come riconoscere le uova da pascolo

Ogni uovo venduto nell’Unione Europea porta stampato un codice, obbligatorio dal 2003, che contiene informazioni precise sull’allevamento, la provenienza e il produttore. La prima cifra indica il tipo di allevamento: 0 per il biologico, 1 per l’allevamento all’aperto, 2 per l’allevamento a terra, 3 per le gabbie arricchite. Seguono la sigla dello Stato, il codice Istat del comune e quello della provincia, e l’identificativo dell’azienda.

Chi cerca uova “da pascolo” deve guardare soprattutto agli 0 e agli 1. In entrambi i casi le galline hanno accesso a uno spazio esterno, con massimo 2.500 galline per ettaro, prevalentemente coperto da erba o colture. Nel biologico si aggiunge un’alimentazione con mangimi bio e un uso molto limitato degli antibiotici.

Ogni uovo venduto nell’Unione Europea porta stampato un codice, obbligatorio dal 2003

Salento: il parco di Cutrofiano

Nel Leccese c’è Uovo Perfetto, progetto di Giulio Apollonio a Cutrofiano. Si tratta di un parco di circa quattro ettari tra Cutrofiano e Aradeo dove vivono libere circa 6.000 galline, provenienti da allevamenti intensivi e destinate a fine carriera. Il progetto si fonda sul principio di non abbatterle: razzolano all’aperto, con un’alimentazione a base di cereali integrata dalla ricerca naturale di cibo. Le visite al parco sono possibili su prenotazione, mentre gli acquisti si fanno tramite il sito o WhatsApp.

Gargano: Tuorlo Biancofiore e il “Nobiluovo”

In provincia di Foggia, nel cuore del Parco Nazionale del Gargano, opera l’azienda avicola Tuorlo Biancofiore, fondata da Alessandra e Antonio. Le galline vivono all’aperto, si nutrono di cereali bio ed erbe spontanee e, come dichiara l’azienda, non ricevono antibiotici. Il prodotto di punta è il “Nobiluovo”, presentato anche in fiere enogastronomiche nazionali.

In provincia di Foggia opera l’azienda avicola Tuorlo Biancofiore, fondata da Alessandra e Antonio (Foto credit: Tuorlo Biancofiore)

Brindisino: Uova del Parco

Nel territorio di Brindisi, a pochi chilometri dal mare, si trova Uova del Parco, allevamento a pascolo libero con galline all’aperto, alimentazione naturale e raccolta quotidiana. Le galline si muovono su due ettari di terreno naturale, a soli cinque chilometri dalla costa, con un’aria pura e salubre. Le uova vengono raccolte a mano ogni giorno con cura.

Bari e Murgia: Ruvo, Altamura

Nel Barese la geografia dell’allevamento all’aperto si sposta verso l’altopiano. A Ruvo di Puglia, in Contrada Monserino, PascolOvo produce uova da galline in regime free range e le vende direttamente; l’azienda segnala un contenuto di vitamina D più alto rispetto ai metodi tradizionali.

Ad Altamura, Murgia L’Ove (Terra Mia) propone uova da galline allevate all’aperto e alimentate con mangimi locali, in confezioni da 15 o 30. Sempre ad Altamura, l’Azienda Agricola Villarè porta avanti un progetto di uova da galline al pascolo con filiera controllata e attenzione all’alimentazione.

Taranto: l’Azienda Agriavicola Manni

A sud-est di Taranto, in contrada San Donato, c’è l’Azienda Agriavicola Manni, nata nell’estate del 2020 dalla scelta di Daniele Manni, imprenditore del settore informatico con alle spalle un’esperienza lontana dalla campagna. Qui le galline vivono all’aperto, non in gabbia né sul cemento, e il titolare racconta di preparare il mangime in azienda anziché acquistarlo.

La particolarità è la varietà delle razze, ognuna in un proprio recinto: l’Ayam Cemani, interamente nera, l’Australorp, nota per l’alta deposizione, la Brahma, di grandi dimensioni, l’Araucana, che fa uova azzurrine, e la Marans, con uova color cioccolato.

A sud-est di Taranto, in contrada San Donato, c’è l’Azienda Agriavicola Manni, nata nell’estate del 2020 dalla scelta di Daniele Manni (Foto credit: Manni)
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