Lucia de Mari racconta i primi cinque anni della testata e la strada che verrà: più territorio, più piccoli produttori, più storie vere di una Puglia autentica e contemporanea
Pugliosità compie cinque anni: un traguardo importante per una testata giornalistica. Un momento in cui diventa doveroso fermarsi per qualche istante, guardarsi indietro e chiedersi quale strada sia state percorsa e, soprattutto, quale si intenda continuare a percorrere.
Pugliosità compie cinque anni e lo fa mantenendo fede a quella che è stata fin dall’inizio la sua vocazione: raccontare le eccellenze enogastronomiche della Puglia e farlo principalmente attraverso le storie, i volti, le aziende e le persone che quotidianamente trasformano la ricchezza della nostra terra in prodotti capaci di conquistare tavole e palati ben oltre i confini regionali.
Infatti il nome Pugliosità non è casuale. E’ un neologismo dentro il quale si legge un modo di essere, di produrre e anche di “stare a tavola”. Ci sono il sole e la brezza, i colori ed i sapori dei nostri ulivi, e poi il nostro olio, i vigneti e i grandi vini locali, il grano e il pane, la pasta, i formaggi, gli ortaggi, i prodotti del mare, i dolci della tradizione e tutto quel patrimonio di saperi che si tramanda di generazione in generazione.
E a fare da collante a tutto questo ci sono le persone. Infatti dietro ogni eccellenza c’è sempre una storia, un agricoltore che continua a lavorare la terra, un produttore che investe, un vignaiolo che difende un antico vitigno, un frantoiano che cerca la qualità delle nostre cultivar, una nonna che custodisce una ricetta, un giovane che decide di scommettere sulla propria terra invece di partire. Pugliosità ha scelto di raccontare proprio queste storie.
Da giugno di quest’anno ho avuto l’onore e la responsabilità di assumere la direzione della testata, raccogliendo il testimone da Sabrina De Feudis, che ha guidato Pugliosità nella prima parte del suo percorso. A lei va il mio ringraziamento per il lavoro svolto e per aver contribuito a costruire l’identità di questa testata. Raccogliere un testimone significa prima di tutto rispettare la strada percorsa. Ma significa anche assumersi la responsabilità di continuare a correre.
E io vorrei che questa nuova fase di Pugliosità fosse caratterizzata da una presenza ancora maggiore sul territorio, dall’attenzione alle nuove realtà imprenditoriali, dalla valorizzazione dei piccoli produttori accanto alle aziende già affermate e dalla capacità di raccontare una Puglia del gusto autentica, contemporanea e innovativa: ne parleremo fra pochi giorni in occasione della Fiera Del Levante in tre appuntamenti con imprenditori, chef e divulgatori.
Noi continueremo dunque a scegliere le storie che meritano di essere raccontate, soffermandoci sulla qualità del racconto, che proprio come un buon prodotto della nostra terra ha bisogno di tempo, cura e attenzione.
Vogliamo entrare nelle aziende, conoscere i produttori, ascoltare le loro esperienze, raccontare i territori nei quali nascono i prodotti e dare spazio a chi, con passione e sacrificio, contribuisce a costruire l’immagine della Puglia nel mondo.
Perché quando raccontiamo un piatto, un vino, un olio, un formaggio o un prodotto della nostra tradizione, non stiamo raccontando soltanto qualcosa da mangiare o da bere. Stiamo raccontando una cultura, un territorio. Stiamo raccontando la Puglia.
E allora, nel giorno del nostro quinto compleanno, il nostro grazie va innanzitutto ai lettori, ai produttori, agli imprenditori, agli chef, agli operatori del settore e a tutti coloro che in questi anni hanno creduto in Pugliosità e ci hanno permesso di entrare nelle loro storie. E grazie più di mille ai nostri collaboratori, vere eccellenze giornalistiche del nostro territorio, che hanno nella loro penna sopraffina il gusto di raccontare tutto questo. Attraverso loro la Puglia ha ancora tantissime storie buone da raccontare. E insieme a voi lettori siamo pronti ad assaggiarle, conoscerle e raccontarle. Perché la nostra enogastronomia non è soltanto tradizione. È anche ricerca, sostenibilità, innovazione, internazionalizzazione, formazione e capacità di competere sui mercati.
È una Puglia che conserva la memoria ma guarda al futuro. Buon compleanno, Pugliosità.
E buon viaggio nel gusto della nostra Puglia.
Il direttore
Lucia de Mari

