Nel mese più caro dell’anno, tra ombrelloni da mille euro e proteste, la Regione Puglia scommette su 56 nuove spiagge gratuite per tutti
Agosto si avvicina, è tempo di vacanze. Sudate e meritate per tanti lavoratori, soprattutto dipendenti, che si ritrovano costretti a non aver altra scelta, se non trascorrere gli unici giorni di riposo, relax, svago o divertimento nel mese più caro dell’anno: agosto. Il nodo, quest’estate, è soprattutto quello delle spiagge pubbliche.
E così tanti incorrono anche in richieste di accesso a finanziamenti per sopperire ai costi elevati dettati dal comparto turistico. E qui la regione Puglia non è da meno: prezzi alti, in alcuni casi altissimi, inaccessibili per chi in vacanza deve fare i conti con diverse voci di spesa tra vitto, alloggio, costi del servizio “spiaggia”, trasporti, il tutto magari anche moltiplicato per due, per tre, per quattro, o addirittura per cinque (per chi ha ancora il coraggio di avere tre figli, da medaglia d’oro proprio come ai mondiali di calcio da pochi giorni terminati).
Il costo delle vacanze in Puglia: la spiaggia diventa un lusso
La Puglia si conferma ancora oggi una regione cara per chi la sceglie, o meglio vorrebbe sceglierla, come meta per le proprie vacanze estive. Una destinazione per il turismo balneare che vede oscillare il costo di un ombrellone con due lettini dai 30 fino a più di 1.000 euro al giorno nel mese più gettonato dell’estate.
Il piano di Decaro: 56 nuove spiagge pubbliche con «Mare Democratico»
Perciò il governatore della Regione Puglia, Antonio Decaro, ha annunciato un’inversione di rotta:
«La Puglia nei prossimi mesi avrà 56 nuove spiagge pubbliche attrezzate. La spiaggia pubblica per i cittadini non deve essere più un ripiego, ma una scelta perché nei prossimi anni noi vogliamo lavorare insieme ai Comuni per offrire a tutti i pugliesi la possibilità di accedere a mare attraverso spiagge o tratti di costa attrezzati con servizi, con presidi di salvamento e inclusione ma totalmente liberi e gratuiti. Questo è un obiettivo che caratterizzerà tutto il mandato. Il mare per i pugliesi è un diritto naturale. Purtroppo, quest’anno i vincoli burocratici ci impongono dei termini per la spesa. Ma contiamo del corso degli anni di raggiungere — conclude il governatore — tutti i comuni che si affacciano sulla costa perché il mare deve essere democratico in tutta la Puglia».
Il progetto al quale ambisce il presidente Decaro, denominato “Mare Democratico”, è appunto offrire la possibilità di vivere liberamente momenti di relax non dovendo pagare per qualcosa che è di pubblica proprietà, come lo sono la spiaggia e il mare.
Con il passare degli anni sempre più concessionari hanno avuto modo di gestire spiagge che prima erano “libere” rendendole così private, dimezzando, ed in alcuni casi, riducendo all’osso ciò che resta della spiaggia a libero accesso. E così, sempre più crescente, si sta facendo spazio la protesta dei cittadini pugliesi, abituati a vivere il mare come bene di prima necessità nel periodo estivo, in cui il caldo diventa insopportabile, e l’unico luogo in grado di dare sollievo è proprio quello spazio che una volta davano per scontato e che oggi invece si ritrovano a pagare fior di quattrini.
I Comuni pugliesi in campo: da Monopoli a Chieuti
Diversi sono pertanto i comuni che hanno aderito alla proposta regionale presentando progetti che oggi si trovano già in fase istruttoria, tra cui i comuni di Monopoli, Squinzano, Brindisi, Alessano, Alliste, Chieuti. Entrando nel vivo e nel dettaglio delle progettualità presentate, le città di Monopoli, Alessano e Alliste hanno proposto interventi per l’installazione di passerelle per agevolare l’accesso all’acqua da parte di tutti, Squinzano ha previsto, oltre alle passerelle, anche spogliatoi, deposito per le attrezzature e servizi di assistenza, mentre Brindisi ha candidato un progetto che comprende percorsi, un campo da beach volley, una torretta di avvistamento e servizi igienici accessibili alle persone con disabilità, Chieuti invece interverrà con torrette e passerelle.
A Trani lettini gratis per tutti: la scelta del «Vecchio e il Mare»
Anche nella provincia Barletta-Andria-Trani si registra una nuova tendenza che segue la stessa scia: a Trani c’è chi ha scelto di mettere gratuitamente a disposizione di residenti e turisti lettini e sdraio, pur non essendo uno stabilimento balneare, bensì un’attività ristorativa, senza alcun obbligo di consumazione e prenotazione.
Da “Il Vecchio e il Mare”, rinomato american bar che si affaccia su un lato della costa tranese, ogni mattina vengono messe a disposizione di chiunque ne abbia necessità, 25 postazioni tra lettini e sdraio. Chi arriva per primo sceglie il proprio posto e, una volta terminata la permanenza, lo rimette a disposizione degli altri. L’idea del titolare, Antonio De Feudis, è nata dall’esigenza emersa sia da parte di chi frequenta quotidianamente quel tratto di costa che da parte di turisti che si recano in quell’angolo di spiaggia.
Ci sono anche altre spiagge libere a Trani, tra lido Colonna e lido Matinelle, tratto di litorale sabbioso preso d’assalto da giovani, adulti e meno giovani, in cui il comune ha provveduto a collocare bidoni per la raccolta dei rifiuti e dove sono spesso presenti addetti alla pulizia.

Il modello Grecia e la domanda sul turismo responsabile
Spostandoci poco lontano dalla nostra regione Puglia, a Bacoli, in Campania, anche qui recentemente il primo cittadino, Josi Gerardo Della Ragione, ha detto un forte sì alle spiagge libere, in replica a chi lo ha definito proprio per questa sua scelta: “Il sindaco che ama i pezzenti”.
Spostandoci un po’ più in giù, molti pugliesi guardano alla Grecia come modello da imitare, in cui chilometri di spiaggia libera con tutti i servizi ed i confort di uno stabilimento balneare privato sono invece garantiti gratuitamente.
Resta da capire se i pugliesi sapranno davvero apprezzare e gestire la cosa pubblica con senso civico, costruendo pian piano una cultura autentica di turismo responsabile.
Ancora troppo spesso, del resto, sono le associazioni di volontariato a ritrovarsi a ripulire le spiagge libere da un’enorme massa di rifiuti lasciata da chi pretende che questi spazi siano di tutti, ovvero pubblici, salvo poi trattarli come fossero casa d’altri anziché casa propria. È una sfida culturale, prima ancora che amministrativa, che le prossime stagioni balneari avranno il compito di raccontare.

