Cosa sono le spighe verdi e perché sono importanti per la Puglia

Nell’undicesima edizione del riconoscimento FEE, otto Comuni pugliesi ottengono la certificazione per la sostenibilità rurale.

C’è una Puglia che non si misura in chilometri di costa, ma in qualità della terra e coerenza delle scelte amministrative. È la Puglia dell’entroterra, quella dei borghi, delle colture tipiche, dei paesaggi che faticano a trovare spazio nelle narrazioni dominanti. A queste realtà sono dedicate le Spighe Verdi, riconoscimento assegnato da FEE (Foundation for Environmental Education) ai centri rurali che scelgono la sostenibilità come strategia concreta di governo del territorio. Sono otto i Comuni pugliesi che quest’anno guadagnano il titolo omologo alle più famose Bandiere Blu: Andria, Bisceglie, Carovigno, Castellaneta, Maruggio, Nardò, Ostuni e Troia.

Spighe Verdi: il programma e i suoi indicatori

Le Spighe Verdi sono il corrispettivo rurale della Bandiera Blu: stessa organizzazione, la FEE (Foundation for Environmental Education), presente in 85 Paesi con una storia quarantennale nella gestione di programmi ambientali internazionali. Il programma, sviluppato in collaborazione con Confagricoltura, si avvale del contributo istituzionale del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, del Ministero per il Turismo, del CNR e di ISPRA.

La valutazione si articola su 67 indicatori distribuiti in 16 macroaree, che spaziano dall’assetto urbanistico alla protezione della biodiversità, dalla qualità dell’acqua all’efficienza energetica, dalla mobilità sostenibile alla gestione dei rifiuti. L’agricoltura ha un ruolo centrale: la presenza di produzioni tipiche, la sostenibilità delle pratiche colturali e l’innovazione in campo agricolo sono tra i criteri determinanti per l’assegnazione del riconoscimento.

Assegnate le Spighe Verdi 2026 anche in Puglia, premiati otto comuni (foto Ministero del turismo)

Otto Comuni pugliesi nell’edizione 2026

Il riconoscimento, assegnato il 25 giugno a Roma dalla Fondazione FEE Italia, ha assegnato complessivamente 97 Spighe Verdi in 15 Regioni italiane, sette in più rispetto all’edizione precedente, con dieci nuovi ingressi. Una geografia che racconta anche la diversità del territorio italiano e, nello specifico, quello pugliese. Infatti, le realtà premiate vanno dal nord barese alla provincia tarantina, dal brindisino al foggiano, delineando una regione sempre più attenta alla sostenibilità applicata alla governance. Questi comuni hanno storie agricole e paesaggistiche profondamente diverse, ma sono accomunati dalla scelta di adottare un percorso misurabile di miglioramento continuo.

Sostenibilità come processo, non come etichetta

La cerimonia di premiazione si è tenuta presso il CNR. «Spighe Verdi rappresenta un percorso concreto di crescita per i territori rurali italiani, non un semplice riconoscimento formale – spiega Claudio Mazza, presidente della Fondazione FEE Italia – È un programma che aiuta i Comuni a tradurre la sostenibilità in scelte amministrative quotidiane, dalla gestione del territorio alla tutela del paesaggio, dalla qualità dell’agricoltura alla valorizzazione delle comunità locali. Spighe Verdi dimostra che la sostenibilità non riguarda solo le aree urbane o costiere, ma è un elemento decisivo per i comuni rurali e le aree interne, custodi di un patrimonio ambientale e culturale unico».

Mazza ha descritto il programma come un investimento sulla capacità dei territori rurali di essere competitivi senza perdere identità, capaci di coniugare sviluppo economico e tutela dell’ambiente «in modo duraturo ed efficace, consapevoli che la sostenibilità è divenuto un forte fattore strategico per lo sviluppo turistico dei territori».

Per i Comuni pugliesi premiati, la Spiga Verde non è un punto di arrivo. Nella logica del programma, è la certificazione di un processo in corso: quello di un territorio che ha scelto di misurare la propria qualità con indicatori concreti, e di costruire su quella base il proprio futuro.

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