La zampina di Sammichele di Bari entra ufficialmente nel patrimonio delle eccellenze agroalimentari europee.
Con il Regolamento di esecuzione (UE) 2026/1248 della Commissione europea, il celebre prodotto simbolo della tradizione gastronomica pugliese è stato iscritto nel registro delle Indicazioni Geografiche Protette (IGP), ottenendo così il riconoscimento comunitario che ne certifica origine, qualità e legame con il territorio.
Si tratta di un traguardo particolarmente significativo per l’intero comparto agroalimentare regionale. La nuova certificazione arricchisce infatti il paniere delle produzioni pugliesi riconosciute dall’Unione Europea e premia il lavoro svolto negli anni dal Comitato promotore, dagli allevatori, dai trasformatori e da tutti gli operatori della filiera che hanno contribuito a preservare e valorizzare una delle preparazioni più identitarie della tradizione locale.
La zampina è da sempre uno dei prodotti più rappresentativi della cultura gastronomica pugliese. Nata e sviluppatasi nel territorio di Sammichele di Bari, ha costruito la propria reputazione attraverso una lavorazione tramandata nel tempo e una forte connessione con la storia e le consuetudini della comunità locale. Il riconoscimento IGP consentirà ora di rafforzarne la tutela contro imitazioni e utilizzi impropri del nome, offrendo ai consumatori maggiori garanzie sull’autenticità del prodotto e sul rispetto delle caratteristiche che ne definiscono l’identità.
Le attività del territorio esultano. Le pagine social dei fornelli e delle macellerie locali celebrano il riconoscimento come una vittoria.
“Oggi non è solo un traguardo. È una promessa mantenuta. La Zampina di Sammichele diventa finalmente IGP: un riconoscimento che non certifica solo un prodotto, ma tutela una storia fatta di mani, di lavoro, di sacrifici e di orgoglio” commentano i titolari de “La Tradizione – Fornello pugliese”, una delle attività più rinomate di Sammichele, che grazie alla zampina è diventata metà di turismo gastronomico.
“Dietro questo risultato ci sono i colleghi che non hanno mai smesso di crederci, l’amministrazione che ha avuto il coraggio di portare avanti un percorso lungo e complesso, ed un territorio che non ha mai smesso di parlare attraverso i suoi sapori” affermano ancora.
E aggiungono: “È la forza di una comunità che non si è arresa. È il coraggio di chi ha difeso un’identità quando sembrava più semplice lasciarla andare. È la storia di Sammichele, scritta nel profumo della brace, nel calore delle tradizioni, nella verità delle cose fatte bene”.

L’iscrizione nel registro europeo rappresenta anche un’opportunità di crescita per l’intera filiera. Le indicazioni geografiche, infatti, non svolgono soltanto una funzione di protezione, ma costituiscono uno strumento di valorizzazione economica e promozionale, capace di accrescere la competitività delle produzioni locali e di rafforzare il posizionamento dei territori sui mercati nazionali e internazionali.
«È il riconoscimento di un percorso costruito con impegno, competenza e visione da una comunità che ha saputo custodire e valorizzare una delle sue espressioni più autentiche», ha commentato l’assessore regionale all’Agricoltura, Francesco Paolicelli, ringraziando il Comitato promotore e tutti i soggetti coinvolti nell’iter che ha portato al risultato.
L’ottenimento della certificazione conferma inoltre il ruolo strategico delle produzioni agroalimentari di qualità nello sviluppo della Puglia. Un patrimonio che non riguarda soltanto l’economia agricola, ma che si intreccia sempre più con la promozione culturale e turistica della regione, trasformando prodotti profondamente radicati nella storia locale in strumenti di attrazione e conoscenza del territorio.
Per Sammichele di Bari il riconoscimento rappresenta la consacrazione di un prodotto che da simbolo della cucina locale diventa ufficialmente patrimonio europeo. Per la Puglia, invece, è un ulteriore passo nel percorso di valorizzazione delle proprie eccellenze, sempre più protagoniste nei mercati e nelle tavole ben oltre i confini regionali.


