Radici del Sud, la XXI edizione celebra il vino del Mezzogiorno a Gioia del Colle

Dalle 11 alle 23, l’ex Distilleria Paolo Cassano apre le porte al pubblico per degustazioni, premiazioni e una grande festa del vino meridionale

Giornata conclusiva di Radici del Sud a Gioia del Colle. Oggi, lunedì 8 giugno, l’ex Distilleria Paolo Cassano di Gioia del Colle ospita l’ultimo appuntamento con il Salone dei vini e degli oli del Mezzogiorno che dal 2005 porta all’attenzione nazionale e internazionale il patrimonio ampelografico delle regioni meridionali italiane.

La manifestazione, giunta al suo ventunesimo anno, ha puntato i riflettori sulla produzione di vino e olio delle regioni meridionali italiane, promuovendone qualità e valore attraverso il concorso dedicato ai vini da vitigni autoctoni, gli educational tour sui territori con gli operatori internazionali, incontri B2B tra produttori e buyer, banchi d’assaggio e seminari.

Una giornata aperta a tutti

Il calendario della manifestazione ha previsto dal 3 al 5 giugno tour nei territori per giornalisti e importatori internazionali; il 6 e 7 giugno giornate a porte chiuse dedicate al concorso dei vini del Sud e agli incontri tra importatori e produttori di vino e olio di Abruzzo, Molise, Basilicata, Campania, Calabria, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Quella conclusiva è la giornata aperta al grande pubblico, con un programma articolato in tre momenti distinti.

Dalle 11 alle 12.30 si tiene la conferenza conclusiva con la premiazione dei migliori vini selezionati dalle quattro giurie. Nel pomeriggio, dalle 15 alle 21, il salone apre le porte alla stampa, agli importatori e al pubblico per la presentazione delle nuove annate di vini e oli, con un’area food che vede protagoniste aziende produttrici e di trasformazione e i cuochi del Sud Italia. In serata, dalle 21 in poi, spazio alla festa con i due chef Giammichele Pagone di Plebiscito 7 di Casamassima e Ottavio Surico del Borgo Antico di Gioia del Colle, dedicata agli 80 vini vincitori del concorso di quest’anno.

Masterclass organizzata a Radici del Sud

Vent’anni di viticoltura meridionale in verticale

L’edizione 2026 porta con sé un significato speciale. Sono previste verticali di 20 anni dei vini da vitigno autoctono delle regioni del Sud per raccontare la transizione epocale del vino meridionale, passato da una produzione industriale alla valorizzazione del territorio.

Un percorso che restituisce non solo la storia di un comparto, ma l’identità di un’intera civiltà agricola.

Il dibattito: dal calo dei consumi all’opportunità di mercato

La conferenza conclusiva non sarà dedicata solo alla premiazione. Dalle 11 alle 12.30, con il contributo di istituzioni ed esperti, si discuterà della trasformazione strategica del calo dei consumi da problema ad opportunità, e di quanto valore, trasparenza, benessere e linguaggio possano bastare per riposizionare la filiera vinicola, alle prese con la crescita della domanda di qualità e delle tendenze del 2026.  Un tema quanto mai attuale in un settore che, a livello globale, si interroga su come parlare alle nuove generazioni di consumatori.

Le giurie internazionali

A valutare le etichette di vini e oli provenienti da oltre 80 aziende di Puglia, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Sardegna e Sicilia sono state chiamate quattro giurie, due internazionali e due nazionali. La prima giuria internazionale è presieduta da Richard Baudains di Decanter e comprende Sarah Lane del Daily Telegraph, Christine Austin dello Yorkshire Post, Gwendolyn Alley di Wine Predator (USA) e Heather Dougherty di The Buyer. La seconda giuria internazionale è presieduta da Antonello Nicastri, sommelier dell’anno per la guida Gault-Millau e patron di un ristorante due stelle Michelin nei Paesi Bassi, affiancato da giornalisti e professionisti da USA, Corea del Sud e Svezia.

Tra gli importatori presenti figurano buyer da Corea del Sud, Vietnam, Australia, Polonia, Svizzera e Canada, a conferma della vocazione internazionale che Radici del Sud ha saputo costruire in oltre due decenni di attività.

 

Foto credit: Radici del Sud

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