Perché a Carlantino si festeggia la “Madonna della Ricotta”? Storia e segreti di una tradizione unica in Puglia

La particolarità di una ricorrenza legata alla transumanza che unisce Puglia, Molise e Abruzzo

C’è un paese, nel Foggiano, dove la Madonna ha un nome che sa di pascolo e di latte appena cagliato. Si chiama Carlantino, sorge sulle rive del lago di Occhito, e ogni anno — l’ultima domenica di maggio — celebra la Festa della Madonna della Ricotta, una delle tradizioni religiose e popolari più originali dell’intera regione.

Domenica 31 maggio il paese si prepara a rivivere un rito che ha radici profonde nella storia della transumanza, il grande movimento stagionale delle greggi che per secoli ha percorso l’Italia centro-meridionale unendo culture, strade e destini.

Le origini: quando i pastori pagavano con la ricotta

La storia di questa festa affonda le radici nella civiltà della transumanza, per cui ogni anno, i pastori provenienti dall’Abruzzo, dal Molise e dalle regioni del Centro Italia conducevano le loro pecore fino a Carlantino, dove i pascoli di Monte San Giovanni offrivano erba e riparo senza chiedere nulla in cambio. Una generosità rara, che i pastori non dimenticavano.

Ai piedi di quella collina sorge la Chiesa della Santissima Annunziata. Prima di riprendere il cammino verso casa, i pastori vi si fermavano in segno di gratitudine, lasciando sull’altare quello che avevano e che sapevano produrre meglio: latte, formaggi e ricotta. Un’offerta semplice, concreta, profumata di pascolo. Con il tempo, quell’atto di devozione si trasformò in tradizione, e la Santissima Annunziata — nella memoria popolare di Carlantino — divenne la “Madonna della Ricotta”.

La cappella ritrovata

C’è anche un capitolo recente in questa storia antica. Nel 2023, dopo dieci anni di lavori di restauro, ha riaperto la Cappella della Santissima Annunziata, il luogo dove tutto è cominciato secoli fa. Un ritorno molto atteso, che ha restituito alla comunità non solo un edificio, ma un pezzo della propria memoria collettiva.

Una ricorrenza che unisce tre regioni

Ciò che rende questa festa unica nel panorama delle tradizioni religiose pugliesi è la sua dimensione sovraregionale. Non è la celebrazione di un paese solo: è il punto di incontro di radici culturali condivise da Puglia, Molise e Abruzzo, legate da secoli di scambi, di cammini e di reciproca ospitalità.

La giornata

La giornata si apre all’alba con il suono delle campane e lo sparo di mortaretti, segnale che la festa è cominciata. Alle ore 8, il complesso bandistico “Celenna” di Celenza Valfortore percorrerà le vie del paese, portando la musica nelle strade ancora fresche del mattino.

Dalle ore 8.30, prende vita la parte più autentica della festa: la rievocazione storica della preparazione della ricotta. In numerosi stand allestiti in paese, pastori e contadini lavoreranno il latte a vista, mostrando ai visitatori tutte le fasi della trasformazione — dalla cagliata alla ricotta, passando per formaggi e mozzarelle. Un’occasione rara per vedere con i propri occhi un sapere antico e, naturalmente, per assaggiare.

Alle ore 11, la Santa Messa celebrata da Padre Jobin porta la festa nella dimensione spirituale che ne è il cuore. A seguire, “Sinfonie di Mezzogiorno“, una matinée musicale del complesso “Celenna” che chiude la mattinata in bellezza.

Il pomeriggio è tutto per la Processione solenne, che dalle ore 18.30 attraverserà le vie di Carlantino con le venerate effigi della Madonna dell’Annunziata e dell’Arcangelo Gabriele, accompagnata dalle autorità civili e religiose.

In serata, alle ore 21.30, il paese cambia volto: un concerto live Tribute Band porta in piazza i grandi successi della musica italiana, con un omaggio speciale a Vasco Rossi, Cesare Cremonini e 883. A mezzanotte, fuochi d’artificio sulla piana dell’Annunziata chiudono una giornata che ha unito devozione, memoria e festa.

L’evento è organizzato dal Comitato Feste di Carlantino in collaborazione con l’Amministrazione Comunale e la Pro-Loco, con l’obiettivo di accogliere visitatori dai comuni molisani del comprensorio e da tutto il Foggiano.

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