Nel cuore della Valle d’Itria, tra masserie bianche e trulli immersi nella campagna pugliese, nasce uno dei prodotti più identitari della gastronomia locale: il filetto martinese. Questo salume tipico di Martina Franca rappresenta una delle eccellenze meno conosciute ma più raffinate della tradizione norcina pugliese. Il filetto martinese è riconosciuto come PAT – Prodotto Agroalimentare Tradizionale della Regione Puglia. I PAT sono prodotti inseriti nell’elenco nazionale del Ministero dell’Agricoltura che tutela le preparazioni storiche legate ai territori italiani e realizzate secondo tecniche tradizionali consolidate nel tempo. Questo riconoscimento certifica il forte legame del filetto martinese con il territorio di Martina Franca e con la cultura gastronomica pugliese.
Origini contadine e tradizione locale
Il filetto martinese affonda le sue radici nella cultura contadina della Murgia tarantina. In passato, le famiglie allevavano il maiale per l’autoconsumo e utilizzavano ogni parte dell’animale. Il filetto, taglio magro e pregiato, veniva conservato attraverso tecniche di salagione e affumicatura naturale, così da garantirne la durata nei mesi invernali. Con il tempo, questa preparazione artigianale è diventata un prodotto simbolo di Martina Franca, apprezzato oggi anche nell’alta ristorazione.
Tecniche di produzione
La lavorazione del filetto martinese segue ancora oggi metodi tradizionali tramandati da generazioni.
Selezione della carne
Si utilizza il filetto del maiale, una parte molto magra e tenera. La carne viene accuratamente rifilata per eliminare il grasso in eccesso.
Marinatura e speziatura
Il filetto viene marinato con sale, pepe nero, aglio, vino cotto o vino bianco e aromi naturali tipici della macchia mediterranea, come alloro e rosmarino. Questa fase permette alla carne di acquisire profumi intensi e caratteristici.
Insaccatura
Successivamente il filetto viene inserito in budello naturale, legato a mano con spago alimentare e lasciato riposare per alcuni giorni.
Affumicatura naturale
Uno degli elementi distintivi del filetto martinese è l’affumicatura lenta con cortecce di fragno, una quercia tipica della Valle d’Itria. Il fumo dona al salume note aromatiche delicate e persistenti.
Stagionatura
La stagionatura avviene in ambienti freschi e ventilati per un periodo che può variare da alcune settimane fino a diversi mesi, a seconda del produttore. Il risultato finale è un salume compatto, profumato e dal gusto equilibrato.
Caratteristiche organolettiche
Il filetto martinese si distingue per:
- consistenza morbida ma compatta;
- colore rosso intenso;
- aroma affumicato delicato;
- sapidità moderata;
- gusto elegante e poco grasso.
Tradizionalmente viene servito tagliato sottile, accompagnato da pane di grano duro, formaggi locali e vini rossi pugliesi.
Un’eccellenza da valorizzare
Negli ultimi anni il filetto martinese ha conquistato crescente attenzione grazie alla valorizzazione dei prodotti tipici regionali e del turismo enogastronomico. Diverse aziende artigianali della Valle d’Itria continuano a produrlo secondo metodi tradizionali, mantenendo viva una pratica antica che racconta la storia rurale della Puglia. Più che un semplice salume, il filetto martinese rappresenta oggi un simbolo di identità territoriale, capace di unire tradizione, artigianalità e qualità gastronomica.


