“Bianca dei Censi”, il Fiano di cantina Garofano nato per celebrare i 30 anni dalla fondazione

Garofano Vigneti e Cantine nasce a Copertino, nel cuore della omonima Doc, dall’iniziativa di Severino Garofano, enologo brillante e visionario che ha segnato la svolta della viticoltura in Puglia innovandone lo stile e la percezione qualitativa in Italia e nel mondo. A 30 anni dalla fondazione, l’azienda guidata dai fratelli Stefano e Renata vuole celebrare l’importante traguardo con il lancio di un nuovo progetto, un nuovo vino, il primo di una serie che coniuga eredità storica, valorizzazione del territorio e racconto del cambiamento senza dimenticare le radici, perché il passato è il fondamento solido su cui costruire il futuro.

Bianca dei Censi, IGP Salento Fiano in purezza, è il nuovo bianco di Garofano Vigneti e Cantine dopo un lungo periodo in cui è prevalsa la produzione di vini, rossi e rosati, da Negroamaro. Bianca dei Censi porta nel nome la memoria del territorio e nel calice la sua evoluzione contemporanea: elegante, autentico e luminoso. È un vino dai profumi intensi e fini, con note dal richiamo mediterraneo e suggestioni esotiche, espressione di equilibrio e identità territoriale, la moderna versione del Fiano salentino. “Ad censum” erano chiamati i terreni sottoposti a tassazione nel Medioevo, le rendite dovute ai signori o agli enti religiosi che venivano spesso versate in natura, e il vino rappresentava la forma più preziosa di tributo. Bianca dei Censi ricorda proprio quel legame antico tra il sacrificio del lavoro e la ricchezza della terra.

“Abbiamo scelto questa varietà dopo diverse prove di vinificazione fatte nelle ultime vendemmie: la sua complessità e freschezza, i suoi profumi e il legame con la Campania, terra di origine di nostro padre Severino è per noi il fil rouge che arricchisce la storia della nostra cantina – sottolinea Renata Garofano -. Quando è nata la nostra azienda, allora Tenuta Li Monaci, si contava tra i vigneti di Negroamaro una piccola produzione di uve Chardonnay che abbiamo vinificato solo per un brevissimo periodo”.

In occasione del trentennale la veste grafica è stata rinnovata; non passa inosservato il dettaglio dei petali del garofano, a sottolineare la centralità che la famiglia ha nell’identità aziendale. In Bianca dei Censi i colori ricordano i paesaggi salentini: oro sulla capsula e sul nome del vino, cerasuoli e gialli tenui per i petali del fiore. In Girofle le sfumature del rosa virano dal cerasuolo al salmone tenue, su capsula e trame dei petali e poi sul nome del vino. In Eloquenzia si mantiene l’essenzialità e il minimalismo dell’etichetta per richiamare l’immediatezza espressiva del vino, eloquente per definizione. I contorni dei petali, così come il nome e la capsula, sono rosso rubino intenso a richiamare il rosso del Negroamaro.

L’exploit del Fiano, clone Avellino, nella piana salentina – che da sempre ha una lunga tradizione di uve nere antiche e identitarie, quali Negroamaro, Primitivo e Malvasia Nera di Lecce – è avvenuto negli ultimi 15 anni. L’ottima adattabilità delle caratteristiche della varietà ai terreni argillosi delle pianure del Salento insieme alle temperature mitigate dai venti che soffiano da Ionio e Adriatico sulla zona, ha consentito l’attuale successo della varietà. Il fiano è una tipologia che caratterizza i bianchi dalla Campania fino al sud della Puglia.

“Nel 1995, con timidezza e determinazione, io e Renata, abbiamo intrapreso assieme a nostro padre Severino un percorso lavorativo impegnativo e appassionante – racconta Stefano Garofano -. Sembra ieri ma a cavallo tra il 2025 e il 2026 sono trascorsi trent’anni. Oggi, lo portiamo avanti con la stessa dedizione ed energia; per festeggiare abbiamo deciso di ripartire da noi, dalle nostre radici, dal solido legame alla nostra terra ricca di pietra, battuta dai venti e stretta tra due mari e dalle storie di un Sud ricco e controverso. Ripartire non è ricominciare, ripartire è un’evoluzione, un continuare, un portare avanti, ciò che è stato non scompare ma si trasforma”.

La storia della cantina

L’azienda vinicola Garofano Vigneti e Cantine è stata fondata a Copertino (Le) da Severino Garofano nel 1995. Oggi, al timone ci sono i figli Stefano e Renata che proseguono il suo lavoro mantenendo alto il vessillo di valori imprescindibili, profili distintivi delle etichette prodotte: lavorare nel rispetto della vite, preservarne i profumi, dare vita solo a vini di qualità, ma soprattutto la scelta di prediligere il Negroamaro, figlio legittimo di questo lembo di Salento, vitigno eclettico che costituisce la base di tutti i vini DOC e IGT e dà vita a vini rosati contemporanei e strutturati e a vini rossi complessi e longevi. L’antica masseria, a pochi chilometri dal centro abitato, è circondata da trenta ettari di terreno, di cui circa sedici ettari sono coltivati a vigneto.

All’indimenticato Severino Garofano, enologo irpino, salentino di adozione, scomparso nel 2018, si deve la rinascita del sud vitivinicolo cambiando le sorti del Negroamaro, erigendolo a vino nobile e non da taglio. Una personalità pioneristica e controcorrente, così come i vini a cui ha dato vita, è stato insignito del premio Luigi Veronelli alla carriera, come Miglior Winemaker nell’anno 2007.

Garofano Vigneti e Cantine, i vini che raccontano il Salento

Il Negroamaro, vitigno autoctono per eccellenza del Salento è il protagonista delle principali etichette di Garofano Vigneti e Cantine, ognuna delle quali è custode di una storia che conquista per la semplicità con cui riesce a trasferire nel bicchiere le suggestioni di luoghi mediterranei e assolati. Con l’avvio di un nuovo progetto che guarda anche ad altri vitigni, espressione di vini leggeri e moderni, ci si proietta al futuro mantenendo salde le radici e la cura per la propria storia. Al Negroamaro si affianca il Fiano, che completa la gamma delle sfumature cromatiche dei vini firmati Garofano. I vini Garofano narrano di questa parte di Puglia assolata e amata da viaggiatori di tutto il mondo, sono prodotti nel pieno rispetto della vocazione del territorio: in cantina il sentimento ha valore tanto quanto la tecnica, la cultura e la professionalità. La fedeltà al territorio e alle tradizioni e la riconoscenza verso una campagna generosa sono la solida base di un costante lavoro di ricerca e innovazione.

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