Chef Stefano Di Gennaro torna alla Scuola del Gusto per una lezione sul menu di Pasqua

Una lezione di cucina va ben oltre il mero insegnamento di ricette o la trasmissione di tecniche. È un momento di incontro, di confronto, di reciprocità e consapevolezza.

Ed è proprio ciò che avviene frequentemente a Molfetta presso la “Scuola del Gusto”, realtà voluta dal gruppo Megamark con l’intento di diffondere la cultura del cibo nella sua genuinità e autenticità. Sotto la direzione della divulgatrice gastronomica Nunzia Bellomo, la scuola ospita professionisti del settore che condividono conoscenze, segreti ed esperienze, trasformando ogni lezione in un momento di crescita e ascolto. Autentici viaggi alla scoperta di sapori e tecniche, come quello proposto ieri 26 marzo dallo chef del ristorante una Stella Michelin Quintessenza di Trani, Stefano Di Gennaro e dal pasticcere Alessandro Di Gennaro. Una lezione che ha registrato sold-out grazie al prestigio dello chef e all’interesse della scuola di cucina nell’ ospitare volti noti nel mondo gastronomico.

«Si è pensato di lavorare con degli ingredienti stagionali che rievocano un po’ il territorio di appartenenza, il momento di condivisione in famiglia, a tavola o con i propri cari», afferma Di Gennaro. Su queste premesse, la lezione ha accolto principianti e professionisti che, sotto la guida esperta dello chef, hanno sperimentato un menù di Pasqua alternativo, completamente a base di pesce. Con ingredienti di stagione, i due chef hanno accompagnato i partecipanti in ogni minimo dettaglio: dalla scelta delle materie prime alla tecnica del taglio, dalla corretta gestione dei tempi di cottura alla presentazione dei piatti.

«L’obiettivo di valorizzare gli ingredienti del territorio senza snaturarli penso debba essere la base della nostra idea di cucina pugliese». Una cucina che, come affermato dallo chef, deve partire da prodotti locali e valorizzarli: si tratta non solo di scelta, ma di una responsabilità culturale ed economica.

«Io mi allontanerei dal discorso di cucina povera quando si parla di cucina pugliese», dichiara Nunzia Bellomo. «Mi concentrerei, invece, su una definizione diversa, che potrebbe essere quella di cucina semplice, ma chiaramente anche molto gustosa oltre che perfettamente equilibrata».

Una cucina che, ancora una volta, torna a far parlare di sé, attraverso la sua semplicità, la sua storicità e i suoi sapori.

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