È tempo di mettersi in forma, cominciare a prepararsi all’arrivo della bella stagione. La primavera è arrivata ed è tempo di ridurre le famose calorie nei nostri pasti, pranzi e cene, e soprattutto i grassi-almeno quelli saturi che poi sono i più difficili da smaltire. E non saranno sufficienti corse o lunghe passeggiate se alla base non vi è una sana e corretta alimentazione. Così, per quanto può sembrare un piatto prettamente invernale, oggi voglio parlarvi della “Minestra Verde”, un piatto gustoso e appagante dalle minime calorie.
La minestra verde è un piatto tipico pugliese inserito nei PAT, Prodotti Agroalimentari Tradizionali, elenco istituito e gestito dal Ministero dell’Agricoltura, che li riconosce tali per la loro storicità nella preparazione che da almeno 25 anni viene realizzata conservando e mantenendo sempre le stesse autentiche ricette, tecniche e procedure di preparazione, e ingredienti che nel tempo non sono stati mai cambiati o modificati.
La “Minestra Verde” tradizionalmente viene servita sulle nostre tavole nel mese di dicembre, come piatto che dovrebbe purificare l’intestino dopo i lauti pasti natalizi, ovvero la si prepara il giorno di Santo Stefano, il 26 dicembre, all’indomani del pranzo di Natale, preceduto dalla cena della Vigilia, il tutto condito da dolci e quindi zuccheri a volontà. In realtà sappiamo bene che un pasto non può annullare o cancellare tutti i grassi ed i chili accumulati nel periodo festivo come spesso accade, è quasi inevitabile, ma può sicuramente aiutare a riprendere le cosiddette buone regole alimentari che dovremmo rispettare quotidianamente mixando proteine con verdure e carboidrati.
La ricetta della Minestra Verde nella mia famiglia viene tramandata di generazione in generazione, io ancora oggi-devo essere sincera-usufruisco non solo della ricetta, ma soprattutto della mamma che me la prepara! È un piatto semplice, tipico della cultura contadina pugliese, perché in origine le verdure venivano raccolte in campagna e quindi si utilizzavano più che altro quelle che in natura crescono spontaneamente, come il cardo, il finocchietto e la cicoria selvatica, la borraggine, e altre verdure di campagna reperibili al momento.
Oggi chiaramente in pochi possono avere il tempo di fare una passeggiata in campagna per raccoglierle-anche se io ve lo auguro con tutto il cuore, o di avere un orto di proprietà, ma possiamo sempre sceglierle dal nostro fruttivendolo di fiducia.
Ingredienti:
Cardi
Cavolo Verza
Cime di rapa (in base al periodo)
Finocchietti selvatici (in alternativa finocchi coltivati)
Borragine
Bietole
Cicoria
Brodo di carne (fatto con tacchino o pollo, manzo o maiale)
Odori: Carote, Cipolla, Sedano
Formaggio pecorino o parmigiano, olio evo, sale q.b.
A piacere si può anche aggiungere l’uovo sbattuto con del pecorino
Procedimento:
Prepariamo il brodo con la carne che più ci piace o che abbiamo già in casa. Il tacchino è un’ottima scelta perché conferisce un gusto leggero ed è una carne bianca, poi c’è chi ci aggiunge la carne di manzo o maiale per donare maggiore sapidità al brodo, o di agnello (per chi lo gradisce). Aggiungiamo gli odori. Cuciniamo il tutto in una pentola capiente con un bel po’ di acqua fredda. Una volta portata ad ebollizione, calcoliamo almeno un paio d’ore di cottura e di tanto in tanto verifichiamo e togliamo quella schiuma che si crea fermandosi in superficie. A parte sbollentiamo le verdure in acqua salata, lasciandole cucinare ma non tantissimo. Alla fine filtriamo il brodo, uniamolo alle verdure e lasciamo completare la cottura delle verdure per almeno 10 minuti verificandone il punto di cottura che più ci piace. Io le preferisco ben cotte. Nel frattempo se vogliamo possiamo aggiungere l’uovo sbattuto con pecorino per arricchire il piatto, ma essendoci già la carne è preferibile evitare. Serviamo in ciotole capienti, aggiungiamo a questo punto il pecorino…e non mi resta che augurarvi… Buon Appetito!


