I ristoratori altamurani Gallo e Castellano succedono a Bondanese e vincono la seconda edizione del campionato dedicato agli spaghetti reinventati da Enzo Francavilla. Bisceglie e la sua piazza Vittorio Emanuele scenario perfetto per l’evento. Riconoscimenti per Romano e Frizzale. Il piatto diventa PAT, “prodotto agroalimentare tradizionale” regionale.
La scena del crimine è la villa di Bisceglie. Gli autori del delitto provengono da Altamura: dalla Murgia all’Adriatico. Identificati, si chiamano Gallo Graziano e Castellano Dino. Di mestiere fanno i gestori de Il teatro del gusto. Sono loro ad aver vinto la seconda edizione del campionato dell’assassina. Laddove il delitto più atroce sarebbe non gustarlo il piatto inventato dal barese Enzo Francavilla.

I cui figli, Lino e Pina, sono stati tra i protagonisti della finalissima di questa singolar tenzone. Che, nella cittadina dei tre santi, ha trovato la stessa calorosa accoglienza di Sindaci ai fornelli. E come per i primi cittadini alle prese con pentole e piatti fondi e piani, in uno dei cuori pulsanti della comunità, la sfida è stata ad altissimo livello. Qualità e tensione. Qualità giudicata da una giuria di esperti a vario titolo. Che ha decretato il successo di Gallo e Castellano e del loro Teatro altamurano.
Insieme alla coppia di “teatranti”, si sono battuti a suon di spaghetti bruciacchiati e piccanti al punto giusto, Nicola Colapietro del Bewith di Bitetto; e poi i baresi Big Luciano Morgese de La Svolta; Pasquale Laudizio e Antonio Losacco de La Soddisfazione; Fabio Buttiglione e Luca Pennelli della Quintessenza; Tamara e Hanso di Matiti Pasta Bistrot.
Sul palco, intanto, campeggiava il claim dell’annuncio che gli spaghetti all’assassina sono diventati “prodotto agroalimentare tradizionale della Regione Puglia”. Insomma, sono nell’elenco del PAT. Un elenco di gustosità di cui fanno parte, tra i tanti altri, l’ambrosia di limone, il salsicciotto di Laterza, la matriata, il sugo alla zia Vittoria, il caciocavallo podolico dauno, l’uva cardinal di Guagnano, i purceddhruzzi, le fave spizzulate, la zuppa di pesce alla gallipolitana, le ricotte marzotica e forte.
E anche su queste tematiche – tra turismo e gastronomia eccellente –, pungolati con maestria da Nunzia Bellomo e Maurizio Mastrorilli, con le entrate e gamba tesa di Gianfranco Laforgia, si sono brevemente intrattenuti il sindaco di Bisceglie Angelantonio Angarano, il suo assessore alle attività produttive Onofrio Musco e Nunzia Todisco di Confcommercio.
Tornando ai Francavilla, è stato istituito il premio Enzo Francavilla: i primi a cui è stato conferito sono Giuseppe Frizzale e Sandro Romano, con il gastro-giornalista che ancora una volta è il motore di preziose iniziative che hanno come obiettivo la promozione della cucina pugliese e dei suoi artefici.
Il campionato dell’assassina ha visto in lizza un centinaio di ristoranti. Dopo una prima scrematura con i voti on line, in venti si sono dati battaglia a Capurso in una due giorni ricca di sapori, di colori e di calore, con il palco montato a pochi passi da una delle “fanoje” che hanno acceso le notti capursesi tra Immacolata e vigilia.
A Bisceglie, piazza Vittorio Emanuele, intitolata al padre della Patria, sorge a due passi dal porticciolo e a due passi dal borgo antico ricco di luci, di negozi, di locali che fanno dei sapori e dei gusti non solo mediterranei una vera filosofia di vita. Qui Frizzale e Romano, dopo aver ricevuto il riconoscimento, hanno raccontato come uno dei primi accenni all’assassina si ritrovano in un libro di Enzo Biagi del 1968 dedicato a Padre Pio e scritto insieme ad altri giornalisti.
Dopo aver disquisito su quale sia il miglior “attrezzo” da utilizzare per una più efficace cottura degli spaghetti (la padella in ferro, la cosiddetta sartascn, o sartàšënë, come traslitterato nel dizionario dialettale di Gallicchio), la consegna del trofeo. Alla consegna è stato chiamato anche Francesco Bondanese, in una sorta di simbolico passaggio del testimone, dal titolare del Nonna Maria, locale nojano che a sorpresa s’aggiudicò la prima edizione del campionato, ai trionfatori della serata biscegliese: il piatto in terracotta, come sempre realizzato e decorato con maestria da Antonella Imbò è stato consegnato a Graziano Gallo.
La migliore assassina, per un anno, sarà quella di Altamura. Ma, come sempre, la migliore assassina sarà quella gustata nel locale dove la fanno bene. E così Enzo Francavilla, da lassù, potrà continuare a guardare, con il suo sorriso bonario e un po’ sornione.



