La famiglia Primiceri inaugura il Museo Sensoriale ed Educativo dell’Olio: un percorso tra memoria, nuovi linguaggi e civiltà olearia, pensato per consegnare l’olio alle nuove generazioni
C’è un Salento che ha conosciuto la ferita della Xylella e che oggi prova a raccontare la propria rinascita attraverso ciò che più profondamente lo rappresenta: l’ulivo, l’olio, la cultura della terra. È stato questo il filo conduttore della grande giornata dedicata a Primoljo, il progetto della famiglia Primiceri che, partendo dalla memoria di nonno Marco e attraversando lo sconvolgimento della Xylella, ha scelto di guardare al futuro, soprattutto quello che riguarda gli ulivi salentini.

Il Museo Sensoriale ed Educativo dell’Olio
L’inaugurazione del Museo Sensoriale ed Educativo dell’Olio ha richiamato una grande partecipazione di pubblico e numerose rappresentanze istituzionali. Un percorso immersivo che dalla Via dell’Ulivo conduce dentro la civiltà olearia, fino a Primoljo Experience, luogo di degustazione, formazione e incontro.
A salutare idealmente l’iniziativa è arrivato anche un messaggio video del ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, particolarmente significativo in un momento in cui il comparto olivicolo pugliese è chiamato a coniugare memoria, resilienza e nuove strategie di rilancio.

Quindi sullo stesso palco si sono confrontate esperienze e sensibilità differenti come il presidente della Provincia di Lecce Fabio Tarantino, l’esponente Pd Loredana Capone, l’assessore regionale all’agricoltura Francesco Paolicelli, il presidente nazionale di CIA-Agricoltori Italiani Cristiano Fini e il presidente del consorzio Oliveti d’Italia Nicola Ruggiero.
Dalla festa in azienda a un luogo per le nuove generazioni
A spiegare l’origine del progetto è stata Carla Primiceri: «Ogni anno, all’avvio della campagna olearia, apriamo le porte dell’azienda alla comunità e coinvolgiamo le scuole. Vedere l’entusiasmo e la curiosità dei bambini mi ha portato a immaginare qualcosa che potesse rimanere nel tempo: Primoljo in Festa non poteva essere l’unica occasione di incontro e condivisione. È nato così il Museo Sensoriale ed Educativo dell’Olio, con il desiderio di creare un luogo aperto al territorio e soprattutto alle nuove generazioni».
Un museo, dunque, non come luogo statico, ma come spazio capace di parlare al presente. Fernando Primiceri lo ha sintetizzato così: «Con il Museo abbiamo scelto di compiere un passaggio preciso: dal racconto del prodotto al racconto della cultura del prodotto.
Alla memoria della tradizione abbiamo affiancato nuovi linguaggi, tecnologie e strumenti multimediali, perché anche il modo di raccontare deve saper evolvere. La risposta ricevuta durante la Preview ci ha dato ancora più forza: le persone hanno parlato soprattutto dell’emozione e del coinvolgimento che hanno provato. È la conferma che quello che stiamo costruendo può diventare un patrimonio condiviso con il territorio».

L’olio come cultura, dalla carta degli oli al pane e olio
Nel talk “Dalla memoria alla rinascita: l’olio come cultura, identità e futuro del Salento”, moderato da Monica Caradonna, il confronto ha attraversato territorio, rinascita, nuove professionalità e cultura alimentare.
Tra gli interventi, quello di Antonello Magistà, ambasciatore dell’ospitalità pugliese nel mondo, che ha richiamato il ruolo dell’olio nella cucina pugliese e la necessità che i ristoranti gli riconoscano finalmente uno spazio proporzionato al suo valore: una vera e propria carta degli oli, un momento di degustazione, il rito del pane e dell’olio.
Quello che un tempo era la “merenda dei poveri” può diventare oggi, per il visitatore, un momento di autentica meraviglia e, per chi vive questa terra, una nuova consapevolezza del proprio patrimonio.
La tavola e la musica tra gli ulivi salentini
Poi la cultura ha lasciato spazio alla tavola. Nel giardino, immersi fra gli ulivi, cibo, vino e street food hanno costruito un percorso gastronomico coordinato con grande cura da Masseria Francescani di Lecce e dai ragazzi di Luppolo e Farina a Latiano, trasformando la convivialità nell’ennesimo linguaggio del progetto.
A chiudere la giornata, l’esibizione, come sempre spumeggiante e coinvolgente, di Renzo Rubino, capace di portare sul palco ironia, energia e quella leggerezza intelligente che appartiene alla sua musica.

Custodire il fuoco
Il nuovo Museo Primoljo nasce così da una convinzione semplice e potente, che le parole di Gustav Mahler sanciscono con accuratezza: la tradizione non è venerare la cenere, ma custodire il fuoco.
E in una terra che ha perso milioni di ulivi, custodire quel fuoco significa continuare a raccontare l’olio, anche attraverso progetti futuristici e visionari come questo, educando a riconoscerlo, consegnandolo, così, alle generazioni che verranno.





