La Puglia non ha bisogno di essere teatralizzata. Come ridisegnare l’ospitalità secondo la famiglia De Gennaro che ha avviato il primo 5 stelle a Lecce

Parla Mattia De Gennaro, Owner e Managing Director di HO Collection. Per lui una Puglia che vince come destinazione turistica è quella focalizzata sull’esperienza reale e non sulla mera finzione

Edilizia e accoglienza. Se queste due parole sembrano non andare d’accordo tra loro, allora pronti a ricredersi perché la famiglia De Gennaro ce l’ha fatta a sfatare il mito. Mattia De Gennaro ha voluto sottolineare questo accordo, scegliendo di dedicarsi al mondo dell’hospitality dopo una formazione ingegneristica e le classiche esperienze per fare “la gavetta” altrove.

Come tante storie note per noi pugliesi, il ritorno a casa non è solo il tempo per il cambio stagione, ma anche un modo per guardarsi attorno e scoprire come il mondo cambi. Mattia ha fatto proprio questo e ha scelto di restare per dire la sua nel settore che, in Puglia, è in pieno fermento.

Mattia De Gennaro ha scelto di dedicarsi al mondo dell’hospitality dopo una formazione ingegneristica

Da ciò che è stato, come il Patria Palace che resta un modello di ospitalità non replicabile nella sua unicità, a ciò che sarà con Barzae in Valle d’Itria, la Puglia si candida a restare la destinazione preferita per chi cerca un soggiorno indimenticabile.

A Mattia De Gennaro abbiamo chiesto i segreti per rendere l’esperienza turistica in Puglia autentica per davvero, senza ricadere nei soliti luoghi comuni che hanno stufato. E lo diciamo con fermezza.

Di Puglia e del suo flusso turistico – spesso selvaggio – si parla tanto negli ultimi anni. Del perché la Puglia si sia attestata come destinazione preferita si è parlato molto, ma perché qui si è radicato un turismo altospendente?

Credo che la Puglia abbia una caratteristica fondamentale per il turismo di alta gamma: è una destinazione che non è stata costruita per il turismo. Il suo patrimonio, i centri storici, le masserie, l’artigianato, la cucina, il paesaggio e soprattutto lo stile di vita, esistevano prima che arrivasse l’interesse internazionale.

A questa autenticità si è affiancata un’offerta ricettiva sempre più qualificata, capace di intercettare un viaggiatore internazionale in cerca di luoghi belli, ma soprattutto esperienze difficili da replicare altrove.

La vera sfida è governare questa crescita, con i suoi numeri importanti, ma per una destinazione come la Puglia credo sia più interessante interrogarsi sulla qualità dei flussi, sulla loro distribuzione durante l’anno e sulla capacità del turismo di generare valore per il territorio.

 

Dall’esperienza di De Gennaro, il turismo del lusso tira e non conosce crisi. Qual è la ricetta del successo di questo flusso di persone alla ricerca di servizi unici e personalizzati?

Il viaggiatore di alta gamma è diventato molto più consapevole e selettivo, disposto a riconoscere un valore importante a un’esperienza quando ne percepisce in valore reale.

Sul tema la Puglia può essere vincente nel panorama internazionale, ormai saturo di destinazioni “costruite” ad hoc. Oggi una bella camera o una posizione privilegiata non sono più sufficienti. Il vero lusso è sempre più legato al tempo, alla personalizzazione e alla capacità di comprendere l’ospite senza essere invasivi.

Significa ricordare una preferenza, costruire un’esperienza intorno ai suoi interessi, permettergli di conoscere un luogo attraverso persone e situazioni alle quali difficilmente avrebbe accesso da solo. Non credo esista una ricetta univoca del lusso, anche perché nel momento in cui una formula diventa replicabile rischia di perdere parte del suo valore.

Esiste invece, una cultura dell’ospitalità che deve coinvolgere tutta l’organizzazione e svilupparsi in relazione con la comunità.

Ultimamente i local chiedono a gran voce di non trasformare i cliché della Puglia solo in servizi commerciali da vendere o, almeno, di farlo senza snaturarne l’essenza. Come si può rendere l’esperienza Puglia autentica senza standardizzarla e renderla senz’anima per italiani e stranieri?

La Puglia non ha bisogno di essere teatralizzata. Il nostro compito come albergatori dovrebbe essere quello di creare connessioni tra questo patrimonio e chi viene a visitarci, non di trasformarlo in una scenografia.

Porto l’esempio del Patria Palace. Siamo nel cuore di Lecce, di fronte alla Basilica di Santa Croce. Per noi l’hotel non deve essere un luogo separato dalla città, ma un punto da cui iniziare a conoscerla. Questo significa suggerire anche luoghi meno evidenti, far incontrare agli ospiti persone del territorio, raccontare l’artigianato e le tradizioni con rispetto. L’autenticità non si costruisce. Si preserva e si rende accessibile.

Patria Palace nel cuore di Lecce, di fronte alla Basilica di Santa Croce

Parlando proprio di hotel e affini. Innovarsi e stare dietro alle tendenze o anticiparle? Come si studia una struttura che offra servizi unici che le persone sono disposte a pagare anche tanto?

Inseguire tutte le tendenze è forse il modo più veloce per perdere la propria identità. Bisogna conoscerle, poi capire quali siano realmente coerenti con il proprio progetto.

Quando lavoriamo su una struttura partiamo sempre dalla domanda: perché un ospite dovrebbe scegliere proprio questo luogo? E soprattutto, cosa dovrebbe ricordare una volta tornato a casa? Prima deve esserci il valore e poi il prezzo. Un ospite è disposto a spendere quando percepisce coerenza tra ciò che gli è stato promesso e ciò che vive, dalla progettazione degli spazi alla qualità del servizio, dalla ristorazione al wellness fino al rapporto con il territorio.

Con il Patria Palace ci siamo evoluti senza modificare l’identità data, aggiungendo servizi che avessero un legame preciso con il luogo in cui ci troviamo.

La terrazza del Patria Palace

Patria Palace è l’esempio di una struttura esclusiva in cui i servizi fanno davvero la differenza. Come ha saputo attraversare il cambiamento da una Lecce che non era ancora pronta a questo flusso turistico a quella di oggi, che sa benissimo che il turista è una risorsa da coccolare?

Il Patria ha avuto il privilegio di assistere alla trasformazione di Lecce e, in qualche modo, di crescere insieme alla città. Quando abbiamo iniziato, Lecce possedeva già tutto ciò che oggi affascina il pubblico internazionale: il Barocco, la gastronomia, la capacità di accogliere. Forse mancava una piena consapevolezza del potenziale come destinazione internazionale.

Nel frattempo è cambiata Lecce ed è cambiato anche il Patria. Abbiamo investito sul prodotto, sui servizi e soprattutto sulle persone. L’ingresso in The Leading Hotels of the World ha rappresentato un passaggio importante perché ci ha inseriti in un circuito internazionale estremamente selettivo, ma ci ha anche spinto a continuare ad alzare il livello.

C’è stata anche un’evoluzione culturale sulla questione hotel. Non è più solo un luogo in cui l’ospite dorme, ma è parte del viaggio e, nel nostro caso, anche un interprete della destinazione.

Il Patria Palace non è più solo un luogo in cui l’ospite dorme, ma è parte del viaggio

Crisi e lusso. Possono andare bene insieme?

Se identifichiamo il lusso esclusivamente con prezzo o ostentazione, credo sia un modello sempre meno contemporaneo. Se invece, parliamo di qualità, tempo, spazio, servizio, competenza e accesso a esperienze autentiche, allora il lusso continua ad avere un valore molto forte anche nei momenti di maggiore incertezza.

Certo, non si è immuni. Anche il cliente alto spendente valuta, confronta ed è diventato estremamente attento, ma rinuncia più facilmente a ciò che considera superfluo rispetto a quanto ritiene davvero significativo. Per questo chi opera nell’hospitality di alta gamma deve continuare a interrogarsi sul valore reale di ciò che offre.

A cosa sta lavorando HO Collection per i prossimi anni?

HO Collection nasce e cresce in territori diversi tra loro, per questo ogni nuovo progetto interpreta il luogo in cui si trova, rispettandone storia e identità. Il futuro Barzae, in Valle d’Itria, ne è un esempio del metodo.

Siamo in Valle d’Itria con una masseria dell’Ottocento e un borgo di trulli risalente al XV secolo, sottoposto a tutela dalla Soprintendenza perché considerato uno dei primi insediamenti di trulli della zona. Intervenire su un patrimonio con una storia così importante significa prima di tutto rispettarlo e preservarlo, trovando il modo di restituirgli una nuova funzione attraverso un modello di ospitalità contemporanea.

L’obiettivo non è trasformare questi luoghi per adattarli a un’idea precostituita di lusso, ma partire dalla loro identità e costruire intorno a essa l’esperienza. Nei prossimi anni vogliamo continuare su questi passi: puntare a progetti profondamente radicati nel territorio, capaci di parlare a un pubblico internazionale e di interpretare il lusso attraverso autenticità, qualità e relazione con i luoghi.

Una stanza del Patria Palace
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