Pino De Luca: “Alla Fiera del Levante l’innovazione ha il sapore della Puglia”

Pino De Luca racconta il convegno di Pugliosità

Percorrere quasi centocinquanta chilometri di andate e, ovviamente, altrettanti di ritorno incocciando momenti di traffico da bollino rosso. Per un Convegno. Sarà saggio? Questa è la domanda che, tra un pezzo di Mozart e uno di Springsteen, arrovella la mente.

Ed eccoci alla Fiera del Levante, autosilo, entrata Agricoltura, volti noti (e gradevoli) alla biglietteria e poi via verso la Sala 8 del Centro Congressi. Nel tragitto, non breve, flussi di padiglioni e di persone d’ogni natura, una lunga teoria di padiglioni di forza armate d’ogni denominazione ma non c’è il tempo di fermarsi. Solo di osservare la molteplicità che passa dalla Polizia Penitenziaria ad un addobbo natalizio con un gigantesco Babbo Natale. La Fiera è proprio una Fiera.

Poi, finalmente, la bella sala, un buon caffè e l’attesa del parterre.

Una nutrita delegazione di ragazze e ragazzi di una scuola alberghiera. Il tema di Pugliosità di questa giornata (ed anche delle prossime): le eccellenze enogastronomiche possono essere condivisibili?

Roba che ci si potrebbe trovare con la barba di Mosé nelle due ore di conversazione dei relatori.

E invece il tempo vola e i contributi attraggono, catturano e stimolano.

Sono cinque storie: una di latticini, una di taralli, una di pomodori, una di vino ed una di olio. Cinque storie di Puglia condotte da Giancarlo Fiume e narrate dai protagonisti: Giovanni D’Ambruoso, Annalisa Fiore, Vincenzo Lapietra, Nicola Leo e Nicola Pantaleo.

Narreranno altri, più bravi di me, la cronaca degli interventi, mi sia concesso segnare alcuni punti che ho trovato davvero cruciali. Dagli ospiti illustri: Gaetano Frulli, Presidente della Fiera del Levante e Francesco Paolicelli, Assessore Regionale all’Agricoltura e allo Sviluppo Rurale vengono due note che inducono all’ottimismo.

Da Frulli la consapevolezza di essere innovativi nel concetto di Fiera, utilizzando le aziende come quelle presenti non solo come indubbi motori di sviluppo di un settore strategico della attività produttiva, ma anche come testimonianze attrattive del “Buono da vivere” che la Puglia dei meravigliosi panorami e delle testimonianze architettoniche può anche comprendere la condivisione di straordinarie capacità manifatturiere.

Da Paolicelli, che ha rivendicato anche la sua delega alle Politiche del Cibo, finalmente una decisa innovazione culturale: la consapevolezza che il marketing territoriale è compito delle istituzioni ed è all’interno di quel contenitore collettivo che le aziende possono trovare il loro spazio di competizione e persino di pubblicità.

E dalle aziende? Una lezione meravigliosa sulla capacità di utilizzare le tecnologie più evolute per tutelare e migliorare dei prodotti di altissima qualità per renderli pronti al mercato mondiale.

E così rade lamentazioni da lasciare afoni i grandi “professionisti del me tapino”.
Dalla soluzione dell’energia solare e del recupero delle acque di Deliziosa, all’uso della AI nella produzione dei taralli Fiore, alla tutela della Storia enologica della Cantina Paolo Leo, alla gestione dei mercati nippo-coreani dell’olio extra vergine di oliva di Pantaleo.

Un discorso specifico e straordinario va fatto sui pomodori idroponici di Vincenzo Lapietra. Un imprenditore fortunato (autodefinitosi tale) per essere nato in Puglia dove “i pomodori sono più buoni che altrove” e che è capace di produrre tutto l’anno con un grande risparmio di terreno e di acqua e senza poter acquisire nuovi clienti perché, allo stato attuale, quelli che ha portano via tutto il suo prodotto.

Tradizione e Innovazione in un convegno serio ma senza essere serioso, e con l’ambizione di poter dare al maggior numero di persone possibili dei prodotti buoni, puliti e giusti come recitava una massima di Carlin Petrini.

Per parte mia non posso che richiamare qualcosa che narrammo tanti tanti anni fa. Le parole sono importanti e nel convegno abbiamo fuggito la tentazione di accomodarci sulla “In Ovazione” per rammentare che la crasi è nella “In Nova Azione” e, magari, diventa cos’ virale che anche altri debbano provare ad emularla.

É stato bello, e grazie a Lucia de Mari e alla comunità tutta di Pugliosità.

Ci ritroviamo al prossimo. E sarà ancora più bello.

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