Dalle campagne di Calimera alle piazze di Frigole, il tubero dolce che il Salento aveva quasi dimenticato torna protagonista tra riconoscimento PAT e sagra di paese
Patata dolce, patata americana, batata, o come la chiamano nel dialetto leccese, “la zuccarina”: sono le svariate denominazioni con cui la patata zuccherina viene identificata nelle diverse zone delle Puglia.
Protagonista silenziosa delle campagne salentine, negli ultimi anni sta vivendo una seconda giovinezza fatta di riscoperta gastronomica, valorizzazione del territorio e feste popolari.
Un prodotto antico riscoperto
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la patata zuccherina non è una novità o una moda dell’ultimo periodo. Si tratta di un tubero dalle radici antiche, originaria delle aree tropicali delle Americhe, dove la sua coltivazione è attestata già 5000 anni fa, tornato in auge grazie al lavoro di aziende agricole salentine che hanno recuperato tecniche di coltivazione tradizionali dopo anni di sperimentazione.
Botanicamente il discorso si fa curioso: nonostante il nome, la patata dolce appartiene alla famiglia delle Convolvulaceae e non a quella delle Solanaceae a cui appartiene la patata propriamente detta. Il suo nome scientifico è Ipomoea batatas, e il suo sapore dolce e la consistenza morbida ne fanno un ingrediente estremamente versatile in cucina.
Le zone d’elezione della coltivazione sono principalmente Calimera e nei paesi limitrofi, dove le particolari condizioni pedoclimatiche si rivelano ideali per questa coltura.
Non è un caso che qui siano nate anche le realtà imprenditoriali che oggi ne promuovono la commercializzazione, con marchi dedicati che puntano su produzione naturale e biologica.
Il riconoscimento PAT: un patrimonio da tutelare
Il valore identitario della patata zuccherina ha trovato un riconoscimento ufficiale: il prodotto è inserito nell’elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) della Puglia, la categoria istituita per tutelare le produzioni legate a metodiche di lavorazione consolidate da almeno venticinque anni sul territorio.
Nell’elenco regionale il tubero compare sotto diverse denominazioni locali (Batata, Patata dolce, Patata duce, Taratufolo, Patata zuccarrina, Patane glicee) a testimonianza di quanto questo prodotto sia radicato in modo capillare nelle tradizioni contadine di più comuni salentini.
Un riconoscimento che non è solo un’etichetta burocratica, ma un vero e proprio attestato di identità culturale.
Dalla terra alla tavola: mille usi in cucina
Quello che colpisce di più della patata zuccherina è la sua straordinaria adattabilità in cucina, grazie a ricette tradizionali e a contaminazioni più moderne.
Il ventaglio di preparazioni si è ampliato ulteriormente negli ultimi anni: chips, creme salate, vellutate pronte, confetture, e persino gelato artigianale.
Al di là del piacere gastronomico, la patata zuccherina viene spesso presentata anche per le sue qualità nutrizionali, con un buon apporto di vitamine antiossidanti che ne hanno fatto oggetto di studi e articoli anche su riviste divulgative di carattere scientifico.

La Sagra della Patata Zuccherina di Frigole
Se il riconoscimento PAT racconta la storia “istituzionale” del prodotto, è nelle strade e nelle piazze che la patata zuccherina trova la sua consacrazione popolare. A Frigole, marina alle porte di Lecce, si tiene ogni anno la Sagra della Patata Zuccherina, un appuntamento che negli anni è cresciuto fino a diventare una delle manifestazioni gastronomiche più identitarie della provincia.
Durante le serate della sagra il tubero viene proposto in tutte le sue declinazioni: dalle vellutate che esaltano la dolcezza naturale del tubero agli gnocchi che catturano la sua consistenza, dalle patate al forno aromatizzate con erbe locali alle crostate che ne evidenziano le caratteristiche zuccherine.
Un’occasione per il pubblico di riscoprire un prodotto del territorio, ma anche un momento di promozione concreta per i produttori locali, in un equilibrio tra festa popolare e valorizzazione agricola che rappresenta bene lo spirito delle sagre pugliesi più autentiche.
Quest’anno la sagra si è tenuta dal 3 al 6 settembre.
Un futuro che guarda alla tradizione
La storia della patata zuccherina è, in fondo, la storia di tanti prodotti pugliesi: un ingrediente umile, quasi dimenticato, che grazie al lavoro di piccole aziende agricole, alla tutela istituzionale dei PAT e all’entusiasmo popolare delle sagre, torna a essere protagonista della tavola. Un esempio virtuoso di come la riscoperta delle radici agricole possa trasformarsi in un’opportunità concreta per il territorio, tra ristorazione, turismo enogastronomico e nuova imprenditoria agricola.


