La Coratina è finalmente riconosciuta per ciò che è: una delle più importanti espressioni dell’olivicoltura pugliese e italiana, portatrice di caratteristiche naturali che non possono essere ricondotte a parametri uniformi senza il rischio di penalizzarne l’identità. La decisione adottata dalla 123ª sessione plenaria del Consiglio Oleicolo Internazionale, che rende permanente la riduzione del limite minimo degli steroli per gli oli extravergine ottenuti da questa cultivar, non rappresenta soltanto un adeguamento tecnico delle norme, ma il riconoscimento definitivo di una peculiarità scientificamente documentata e da tempo sostenuta dal mondo produttivo.
Originaria del territorio di Corato e diffusasi in larga parte della Puglia, la Coratina costituisce uno dei pilastri dell’olivicoltura regionale. I suoi oli, apprezzati sui mercati internazionali per l’elevato contenuto di polifenoli, il profilo organolettico intenso e la straordinaria stabilità ossidativa, possono presentare naturalmente un contenuto di steroli inferiore ai limiti ordinari senza che questo comprometta autenticità, qualità o sicurezza del prodotto.
Per anni, tuttavia, proprio questa caratteristica ha generato incertezze interpretative e difficoltà commerciali, soprattutto nell’esportazione degli oli monovarietali. Il pronunciamento del Coi supera definitivamente tale criticità, allineando la normativa internazionale alle evidenze scientifiche e riaffermando un principio destinato ad avere valore per l’intero comparto: la qualità delle produzioni agroalimentari non può prescindere dalla conoscenza delle specificità varietali e dalla tutela della biodiversità.
Per la Puglia il significato della decisione va oltre l’aspetto regolamentare. La Coratina non è soltanto una cultivar, ma un elemento identitario che ha modellato il paesaggio agricolo, l’economia e la cultura di interi territori, in particolare tra le province di Bari e della Bat. Il riconoscimento internazionale delle sue peculiarità naturali rafforza la competitività delle produzioni locali e offre maggiori garanzie ai produttori e ai frantoi impegnati nella valorizzazione di una delle eccellenze più rappresentative del Made in Italy agroalimentare.
A esprimere soddisfazione è anche Aifo, l’Associazione italiana frantoiani oleari. Il presidente Alberto Amoroso parla di una decisione che riconosce «un principio fondamentale», secondo cui la qualità non può essere valutata attraverso l’applicazione rigida di parametri che non tengano conto delle caratteristiche naturali delle diverse cultivar. La Coratina, osserva, rappresenta «un patrimonio di biodiversità, identità territoriale e qualità riconosciuto in tutto il mondo», oggi finalmente tutelato anche sul piano normativo.
Il valore del provvedimento, secondo le associazioni di categoria, assume infine una portata europea, perché riafferma la necessità di costruire regole capaci di accompagnare l’evoluzione delle conoscenze scientifiche e di valorizzare la ricchezza varietale che costituisce uno dei principali patrimoni dell’agricoltura mediterranea. Un principio che, nel caso della Coratina, trova oggi un riconoscimento destinato a segnare una tappa importante nella storia dell’olivicoltura pugliese.


