Il Fiorone Domenico Tauro tra storia e attesa del riconoscimento IGP

Origini, ricerca storica e tradizione popolare. Terlizzi si prepara all’8ªedizione della Sagra del Fiorone Domenico Tauro.

C’è un frutto che a Terlizzi non si limita a maturare sui rami, ma cresce nella memoria di chi lo raccoglie da generazioni: è il Fiorone Domenico Tauro, eccellenza agroalimentare della Puglia settentrionale.

Chiamato anche Fiorone nero di Terlizzi, Fiorone rosso o, con l’affetto del dialetto locale, “Menghtaur” (Mingo Tauro), questo fico non è soltanto una varietà botanica: è un pezzo di identità collettiva, capace di attraversare le tavole e le storie di famiglia fino a diventare il cuore pulsante di una delle sagre più sentite del territorio. Dal 3 al 5 luglio 2026 torna l’8ª edizione della Sagra del Fiorone Domenico Tauro, un appuntamento che ogni anno racconta il frutto non solo come eccellenza agricola, ma come simbolo dell’anima stessa della città.

Il Fiorone Domenico Tauro, tipico del territorio di Terlizzi

Le origini: la leggenda del sindaco-agricoltore

Secondo la tradizione tramandata a Terlizzi, la storia del fiorone affonda le radici nel Settecento. Si narra che un innesto sperimentale sia legato al nome di Domenico Tauro, sindaco e agricoltore della città, che per primo ebbe l’intuizione di combinare una varietà di fiorone di origine spagnola, denominata “Suar”, con una pregiata e delicata specie locale. Da questo incrocio sarebbe nata la varietà che oggi porta il suo nome.

Non a caso, nel dialetto tipico terlizzese, il frutto viene chiamato familiarmente “Menghtaur”, forma gergale che deriva proprio da “Domenico Tauro” (Mingo essendo il diminutivo dialettale di Domenico). Questo legame linguistico, tramandato oralmente per generazioni, è considerato una delle testimonianze più solide della paternità storica attribuita al frutto.

Una ricerca scientifica per la certificazione

La dimensione leggendaria della storia del fiorone è oggi oggetto di un percorso di approfondimento storiografico rigoroso. A partire da giugno 2024, il Comune di Terlizzi ha avviato una collaborazione con l’Università di Bari e il Centro Interuniversitario di Ricerca “Seminario di Storia della Scienza”, nell’ambito del progetto di ricerca “La storia delle scienze per tutelare e certificare la biodiversità agroalimentare pugliese”. Il lavoro, condotto dal dott. Fabio Lusito ha avuto come oggetto specifico la ricostruzione storico-scientifica del fico-fiorone “Domenico Tauro”.

I risultati di questa ricerca, presentati nel settembre 2024, sono stati concepiti come base per una relazione storica ufficiale, funzionale alla richiesta di riconoscimento IGP (Indicazione Geografica Protetta). Il documento evidenzia come il frutto sia noto, nelle diverse comunità del territorio, anche con altre denominazioni dialettali quali “Nero di Terlizzi”, “Kəlomm’ nero di Terlizzi” e “Kəlomm’ Mengə Taur”, a testimonianza di una tradizione condivisa e radicata in più centri della provincia.

Fiorone Domenico Tauro, anche detto “Nero di Terlizzi”, “Kəlomm’ nero di Terlizzi” e “Kəlomm’ Mengə Taur”

Un patrimonio identitario in cerca di riconoscimento

Da anni gli agricoltori e l’amministrazione comunale di Terlizzi, insieme alla Cooperativa Agricoltura Progresso e alle associazioni di categoria, lavorano per ottenere una certificazione europea (inizialmente ipotizzata come DOP, oggi orientata verso l’IGP) che tuteli l’unicità del prodotto e ne certifichi il legame indissolubile con il territorio.

«Siamo a buon punto perché abbiamo una bozza di disciplinare di produzione e una bozza di ricerca storica su questo prodotto che ha avuto le sue origini nel 1780, grazie all’intuito del sindaco Domenico Tauro», ha dichiarato Nino Volpe, presidente dell’associazione Pro Mingo Tauro.

«Si cerca in tutti i modi di raggiungere questo riconoscimento che viene dalla saggezza popolare, dai racconti, dalla tradizione», ha dichiarato il sindaco di Terlizzi, Michelangelo De Chirico. «Il fiorone Domenico Tauro è un qualcosa che connette tutti i settori della vita cittadina, che non sono solo quelli dell’enogastronomia, ma anche del turismo».

Il “Tavolo tecnico sul Fiorone Domenico Tauro”, promosso dall’assessore Michelangelo De Palma, ha accompagnato questo percorso, culminato anche in iniziative di promozione culturale come la rassegna “Fiori e Fioroni”, che ogni anno a luglio celebra il frutto con convegni, cooking show e momenti di degustazione nel centro storico cittadino.

Il Fiorone Domenico Tauro è oggi un caso emblematico di come un frutto della tradizione contadina possa diventare oggetto di studio storico-scientifico e strumento di valorizzazione territoriale. Dalla leggenda settecentesca del sindaco-agricoltore alla moderna collaborazione tra istituzioni locali e mondo accademico, la sua storia racconta il legame profondo tra Terlizzi e la sua terra, in attesa che il riconoscimento IGP ne sancisca ufficialmente l’identità e l’unicità.

Ottava sagra del Fiorone Domenico Tauro
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