Da Galatina al mondo: così il pasticciotto ha conquistato il suo posto nel menu da colazione

Nato a Galatina nel 1745 da una ricetta antispreco, è uno dei simboli gastronomici più amati della regione. Ecco la sua storia, le varianti e il successo che lo ha portato in tutta Italia

Il profumo del pasticciotto appena sfornato è il “buongiorno” che tutti vorremmo al mattino. Dolce simbolo della Puglia da quasi tre secoli, ha conquistato generazioni di golosi. Nato a Galatina nel 1745, oggi il pasticciotto è molto più di una specialità locale: è un autentico ambasciatore della cultura gastronomica della regione.

Le origini del pasticciotto: la leggenda di Nicola Ascalone

Nonostante sia spesso chiamato “leccese”, il pasticciotto nasce a Galatina, nel lontano 1745, per mano di Nicola Ascalone. La ricetta nasceva da quella che oggi chiameremmo “filosofia antispreco”. Il pasticcere decise di non buttare pasta frolla e crema avanzate dalla preparazione di una torta, rivestendo con l’impasto una piccola formina di rame, in cui vi inserì un generoso ripieno di crema. Mise tutto in forno, ma il risultato finale non lo convinse affatto.

Gli sembrava un semplice “pasticcio”, tanto da non volerlo mettere in vendita. Decise così di offrirlo a un cliente abituale, don Silvestro Mezio. Fu lui a decretarne il successo, tornando poco dopo a chiederne altri.

Da quell’intuizione la storia della famiglia Ascalone si è legata a doppio filo a questa tradizione. La storica pasticceria è arrivata alla decima generazione e continua a custodire la ricetta originaria. Celebre è rimasto Andrea Ascalone, padre dell’attuale proprietario Davide, che considerava il pasticciotto quasi una questione sacra. Si racconta che in alcune giornate particolarmente umide o caratterizzate dallo scirocco preferisse non produrlo affatto, convinto che il risultato finale non sarebbe stato all’altezza dei pasticciotti dei suoi avi.

Segni particolari del pasticciotto galatinese

La paternità galatinese del pasticciotto è motivo di grande orgoglio cittadino. Tanto che negli anni è stata avviata una mobilitazione per ottenere il riconoscimento ufficiale di “Città del Pasticciotto”. Secondo la tradizione locale, il vero pasticciotto di Galatina non prevede l’aggiunta di liquori né di amarene nel ripieno. Anche la cottura presenta caratteristiche specifiche: temperature più elevate che donano alla superficie una colorazione più intensa rispetto ad altre versioni diffuse nel Salento. Differenze apparentemente minime, ma fondamentali per chi difende l’identità autentica di questo dolce.

Gli ingredienti della ricetta tradizionale

Oggi il pasticciotto rientra tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali italiani e continua a essere preparato seguendo ingredienti semplici e genuini.

Per la pasta frolla si utilizzano farina, zucchero, strutto, uova, bicarbonato di ammonio e scorza di limone grattugiata. La crema, invece, nasce dall’incontro tra latte fresco, tuorli d’uovo, zucchero e farina. Pochi elementi, combinati con equilibrio e precisione, danno vita a un dolce che ha attraversato quasi tre secoli senza perdere il suo fascino.

Il Tipicciotto e il recupero dei grani antichi

La tradizione può essere custodita anche innovando. Lo dimostra l’esperienza di Luigi Derniolo, della Pasticceria Eros di Galatina, ideatore del Tipicciotto. Partendo da una ricerca sviluppata insieme all’Università del Salento e a realtà agricole locali, Derniolo ha scelto di recuperare il grano Maiorca, una varietà antica probabilmente simile a quelle utilizzate nel Settecento. Il risultato è un pasticciotto dal colore più scuro, con una consistenza più rustica e aromi particolarmente intensi, mentre la crema rimane fedele alla ricetta tradizionale.

Le varianti più amate del pasticciotto pugliese

Se la versione classica con crema pasticcera resta la regina incontrastata, il pasticciotto ha saputo adattarsi ai gusti contemporanei. La variante con crema e amarena è tra le più amate dai salentini, ma negli anni le ricette a base di ricotta e pistacchio, crema al cioccolato, gianduia, marmellata e numerose combinazioni stagionali, hanno saputo conquistare le vetrine della regione.

Come il pasticciotto ha conquistato tutta Italia

Negli ultimi anni il pasticciotto ha smesso di essere una specialità conosciuta quasi esclusivamente nel Salento per diventare un fenomeno nazionale.

Tra le realtà che hanno contribuito alla diffusione di queste varianti c’è Martinucci, che propone un’ampia gamma di gusti, dai più tradizionali ai più creativi, come il pasticciotto al tiramisù o le versioni vegetali preparate con olio extravergine d’oliva al posto dello strutto. Il brand oggi conta anche punti vendita a Roma e Milano, contaminando le colazioni di tutti gli italiani.

Il 4 giugno è Pasticciotto Day

Ogni anno il pasticciotto celebra la sua popolarità con una giornata dedicata. Il Pasticciotto Day nasce nel 2020 come simbolo di ripartenza e, anno dopo anno, è diventato un appuntamento atteso da pasticcerie, bar e appassionati. L’edizione 2026 si svolge il 4 giugno.

Il cuore della manifestazione è a Lecce, dove Piazza Mazzini si trasforma in un grande laboratorio di pasticceria a cielo aperto. Dalle 18 alle 23, maestri pasticceri preparano dal vivo migliaia di pasticciotti, accompagnando il pubblico in degustazioni e dimostrazioni che raccontano storia, tecniche e segreti di questo capolavoro della tradizione pugliese. Parte del ricavato dell’evento viene inoltre destinato ad associazioni benefiche, confermando il valore sociale dell’iniziativa. Il pasticciotto ispirerà anche un concorso di pittura ad acquerello – “Pasticciotto Love Art”  in cui il dolce diventerà soggetto artistico.

Il dolce che sa di vacanza

Non si può lasciare il Salento senza portare via almeno una guantiera di pasticciotti appena sfornati. La macchina o il vagone del treno si riempiranno del loro fragrante profumo, attirando sguardi curiosi e qualche inevitabile sospiro d’invidia tra i passeggeri.

Ovunque arriveranno, questi piccoli scrigni di frolla e crema sapranno evocare molto più di un semplice sapore. Riporteranno alla mente risate condivise, notti brave finite all’alba, colazioni lente sotto il sole e quel tempo sospeso che chiamiamo vacanza.

Perché il pasticciotto non è soltanto un dolce. È un ricordo commestibile della Puglia, capace di custodire emozioni, luoghi e momenti felici. E forse è proprio questo il suo segreto: racchiudere in pochi bocconi un potere evocativo che pochi altri dolci possono vantare.

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