Il 2 giugno si celebra la cozza nera tarantina e l’identità di un territorio legato al suo mare
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di accendere l’attenzione su uno dei prodotti più rappresentativi della tradizione marinara pugliese, attraverso un programma che unisce approfondimento scientifico, divulgazione, promozione enogastronomica e sostegno alla filiera produttiva.
La cozza nera tarantina sarà al centro di una serie di appuntamenti che coinvolgeranno Taranto e altre località pugliesi, con l’intento di rafforzarne la conoscenza e il valore identitario.
«Oggi più che mai, anche alla luce delle problematiche che vivono i mitilicoltori, è necessario rilanciare il settore», spiegano gli organizzatori.
Un percorso che punta a favorire una corretta informazione sullo stato di salute delle acque, sulla qualità del prodotto e sul ruolo che la mitilicoltura continua a svolgere nell’economia e nella storia del territorio. Nei giorni scorsi una prima anteprima dedicata alla stampa specializzata ha consentito a giornalisti del settore food di approfondire le caratteristiche della cozza tarantina, i suoi abbinamenti con i vini autoctoni e il valore culturale che questo prodotto rappresenta per la città dei Due Mari.
Il convegno tra storia, sostenibilità e prospettive future
Il primo appuntamento ufficiale è in programma oggi 1 giugno alle 10.30 nel Salone di ITS Mobilità, in piazza Immacolata a Taranto, con il convegno dal titolo “La Cozza Tarantina dal mare all’identità, dalla storia al futuro”.
A moderare l’incontro sarà Monica Caradonna, conduttrice di Linea Verde su Rai1. Attorno allo stesso tavolo si confronteranno rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e della sanità pubblica per analizzare il presente e il futuro della mitilicoltura tarantina.
Interverranno Vincenzo Cesareo, presidente della Camera di Commercio Brindisi-Taranto; Marco D’Adamo, presidente di Slow Food Puglia; Francesco Cosa, assessore del Comune di Taranto, che illustrerà il percorso verso il riconoscimento DOP della cozza tarantina; Michele Conversano del Dipartimento di Prevenzione della ASL Taranto; Roberto Carlucci, coordinatore del Corso di Laurea in Scienze Ambientali dell’Università di Bari; e Fabrizio Basile, dirigente veterinario del Dipartimento di Prevenzione della ASL Taranto.
Nel corso della mattinata sarà inoltre assegnata, per il secondo anno consecutivo, la borsa di studio “Carlo De Donno” all’associazione Symbolum, iniziativa destinata a sostenere il percorso formativo di uno studente della Città Vecchia.
Debutta il “Cozza Day”
Dal confronto avviato all’interno della manifestazione nasce anche una proposta destinata a diventare un appuntamento fisso: il “Cozza Day”, una giornata interamente dedicata alla promozione della cozza nera tarantina.
L’iniziativa prevede che, ogni 2 giugno, in occasione della Festa della Repubblica, ristoratori e pizzaioli aderenti propongano nei propri menu piatti dedicati a questo prodotto simbolo del Mar Piccolo.
La prima edizione prenderà il via martedì 2 giugno alle ore 11.30 con due eventi in contemporanea e a partecipazione gratuita fino a esaurimento del prodotto disponibile.
A Taranto, presso il Centro Ittico Taranto Srl in via Costantinopoli, lo chef Valerio Ferri, referente di EGO Food Fest, sarà protagonista di uno show cooking seguito da una degustazione curata da Luciano Carriero.
A Porto Cesareo, invece, il ristorante Meeting ospiterà una degustazione dedicata all’incontro tra la cozza tarantina e il caciocavallo, presentata da Ilaria Donateo di EGO Food Fest.
«EGO Cozza Fest è un racconto corale fatto di gusto, identità e territorio. È l’omaggio di EGO Food Fest alla storia e alle radici della Città di Taranto, da sempre legata al suo mare, ma anche la valorizzazione della sapienza dei ristoratori che hanno creduto in questo innovativo progetto».

Una rete regionale a sostegno della filiera
Numerose attività della ristorazione hanno già aderito al Cozza Day, contribuendo a costruire una rete diffusa in tutta la regione.
A Taranto parteciperanno, tra gli altri, Basile Liuzzi, Cibo per la Mente, Core Restaurant, Radici Bistrot, Gatto Rosso, Fratelli Pesce, La Pignata, Baronè, Siddharta, Le Vecchie Cantine, Batiment, Gente di Mare, In Rada, Piccadilly, Dipa, Da Mò, Barrio e Il Delfino.
Nel resto della Puglia hanno aderito realtà come Dissapore di Carovigno, Bros Trattoria di Martina Franca, Calamasciola di Savelletri, Pashà di Polignano a Mare, Carem di Martano, Casamatta di Manduria, Meeting di Porto Cesareo, Le Macare di Alezio ed Elda Hotel di Monte Sant’Angelo.
Anche il mondo della pizza sarà protagonista della manifestazione con numerose pizzerie coinvolte tra Taranto, Lecce, Conversano, Molfetta, Brindisi, Vieste e altre città pugliesi.
Attraverso il dialogo tra ricerca scientifica, istituzioni, operatori della ristorazione e produttori, EGO Cozza Fest punta così a rafforzare il legame tra la cozza nera tarantina e il territorio che l’ha resa celebre, trasformando un prodotto simbolo della tradizione locale in un potente strumento di promozione culturale e turistica dell’intera Puglia.
L’importanza della cozza tarantina
Taranto è considerata la culla della mitilicoltura italiana: nel suo golfo si allevano cozze da secoli, e già nell’antichità la città deteneva una sorta di monopolio sulla produzione, interrotta solo dalle devastazioni saracene nel 927 d.C. Oggi, nonostante l’impatto ambientale dell’industria siderurgica locale, Taranto mantiene una produzione annua di circa 100.000 quintali di mitili su tre milioni di metri quadri di area marina, per un fatturato di dieci milioni di euro e circa quattrocento famiglie coinvolte.
Il settore si distingue per una forte identità culturale e un solido ricambio generazionale: si tratta di un lavoro che si tramanda di padre in figlio, tanto che i professionisti più anziani non superano i cinquant’anni. Proprio questa tradizione radicata ha favorito il riconoscimento della cozza tarantina come Presidio Slow Food, un percorso istruttorio durato tre anni che ha trasformato un prodotto considerato comune e di scarso valore in un’eccellenza certificata, portando il prezzo al chilo a un euro e restituendo dignità a un’intera filiera. Prima di questo riconoscimento, tra i mitili tutelati figurava solo il mosciolo di Portonovo. Oggi il Mar Piccolo di Taranto si è affermato come nuovo riferimento per la tutela di uno dei frutti di mare più amati della Puglia.


