Quando la birra artigianale in Italia era ancora un fenomeno per pochi, Donato Di Palma aveva già iniziato a produrre birra in casa. A Trigianello, una frazione di 708 abitanti suddivisa tra i comuni di Conversano e Polignano a Mare, questa esperienza si trasforma nel 2007 in un progetto imprenditoriale: nasce Birranova, un birrificio che negli anni ha costruito il proprio percorso attraversando stili internazionali e integrando materie prime del territorio.
La storia parte da lontano e passa per l’Inghilterra. Donato ha poco più di quattordici anni quando viene mandato da suo papà nel Regno Unito per imparare la lingua, ospite di alcune zie originarie proprio di Trigianello, trasferitesi lì dopo aver sposato due militari inglesi. È in quel contesto che scopre un mondo completamente nuovo: pub, tradizioni brassicole, una varietà di birre che in Italia, all’epoca, non esisteva. Da quella esperienza nasce una curiosità che nel tempo si trasforma in passione e poi in progetto. Per anni la birra resta un interesse coltivato in parallelo al lavoro nel settore ortofrutticolo. Poi, circa venticinque anni fa, l’incontro con un manuale sull’homebrewing segna un primo cambio di passo. Inizia a produrre birra in casa, in un periodo in cui in Italia i microbirrifici sono ancora pochissimi.

Dopo un periodo di formazione con un maestro birraio e la progettazione dell’impianto, nel 2007 nasce Birranova. Fin dall’inizio il birrificio è affiancato da un pub, una scelta strategica in un mercato ancora poco strutturato, che consente di creare un contatto diretto con il pubblico. Le prime tre referenze si ampliano progressivamente fino a una gamma che oggi conta circa quindici birre, tra produzioni stabili e rotazioni stagionali.
È però nel rapporto con il territorio che il progetto trova la sua direzione più riconoscibile. Non si tratta di inserire ingredienti locali per ragioni legate al marketing, ma di costruire ricette in cui quegli elementi abbiano un ruolo reale. Nascono così birre con grano arso, cotto di fichi, vinacce di moscato, agrumi e ciliegie. Materie prime che appartengono alla tradizione pugliese e che diventano parte integrante del profilo aromatico. In questo percorso si inserisce anche la birra realizzata con acqua di mare, una reinterpretazione dello stile Gose – antica tipologia tedesca caratterizzata da una leggera acidità e da una nota sapida – sviluppata in collaborazione con un’azienda di Bisceglie specializzata nella depurazione di acqua marina a uso alimentare. Un progetto che unisce sperimentazione tecnica e radicamento territoriale.
La ricerca, tuttavia, si confronta con un mercato che segue dinamiche diverse. Le birre più identitarie non coincidono sempre con le più richieste. Restano centrali, nelle vendite, le tipologie più semplici e immediate, legate a un consumo quotidiano. Accanto a queste, continua però un lavoro di sperimentazione che rappresenta il nucleo più distintivo del progetto.
Nel tempo, il contesto è cambiato. Cresce l’attenzione verso la birra artigianale, aumenta la curiosità e si consolida un pubblico più consapevole. Un’evoluzione lenta, che accompagna anche il percorso di Birranova. Trigianello resta un piccolo centro, con un bacino limitato per sostenere un’attività di questo tipo. Proprio questa condizione ha spinto il birrificio a guardare oltre, costruendo nel tempo una presenza che supera i confini locali. Dopo quasi vent’anni di attività, Birranova continua a sviluppare un percorso fondato su ricerca, sperimentazione e attenzione alle materie prime. Un lavoro che ha definito un’identità precisa, oggi riconoscibile nel panorama della birra artigianale pugliese.


