Il Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida è stato ospite nel Forum della Cucina Italiana tenutosi alcuni giorni fa presso la Masseria Li reni del noto giornalista Bruno Vespa. Sono riuscito a scambiare con lui qualche battuta a riguardo del riconoscimento ufficiale della cucina italiana come patrimonio culturale immateriale dell’umanità, deliberato lo scorso 10 dicembre 2025 nel corso della sessione del Comitato intergovernativo, tenutasi a Nuova Delhi in India.

Ministro, cosa pensa di questo riconoscimento che ha avuto la cucina italiana?
Mi sembra che tutto il nostro sistema agricolo e agroindustriale sia altamente competitivo, lo dimostrano i numeri nonostante le contingenze internazionali. Continuiamo a crescere, la cucina italiana riconosciuta come patrimonio di tutta l’umanità sta dando ulteriori elementi di consolidamento di questi dati e di protezione dall’Italian sounding. La prima protezione è la conoscenza da parte del consumatore di quello che sappiamo fare e degli elementi distintivi caratterizzanti il nostro sistema. Questo ci rafforza e rafforza forse la consapevolezza del nostro mondo, di tutto il sistema Italia che, in momenti come questo, si incontra e ragiona in termini di squadra per sbarcare sui mercati, per consolidare quelli attuali e per aprirne di nuovi.
Altre nazioni probabilmente invidiano questo riconoscimento ottenuto dall’Italia, tanto che c’è stata anche qualche polemicuccia…
Siamo contenti di essere invidiati per aver raggiunto questo ruolo importante. Tutte le cucine sono importanti, l’Italia però è l’unica che l’ha vista riconosciuta come paradigma del benessere e della qualità, della convivialità, per il nostro modo di stare a tavola, per il nostro modo di riconoscere ogni pietanza per il legame che ha con il territorio, per il legame che ha con il mondo del lavoro, la difesa dell’ambiente, la capacità di scolpire l’ambiente attraverso le produzioni agricole, i luoghi di trasformazione a pochi chilometri di distanza che cambiano i modelli, il nome del prodotto e diventano un attrattore turistico e culturale eccezionale. Quindi ben vengano tutte le altre cucine perché seguano l’Italia per la sua capacità di essere all’avanguardia come sempre è avvenuto nel Mondo.
Cosa faremo per difendere le nostre produzioni dalle imitazioni che ci sono in tutto il Mondo?
Negli organismi internazionali chiediamo protezioni normative, lo abbiamo fatto a livello europeo con le indicazioni geografiche, lo faremo sempre di più rendendo consapevoli i nostri ristoratori, e non solo i nostri, che l’uso dei prodotti italiani non da imitazione garantiscono un buon investimento per loro, perché le persone sempre più sapranno riconoscere chi gli dà una cosa autenticamente italiana e chi invece gli dà una cosa prodotta con elementi non garantiti dal nostro sistema produttivo nella loro qualità e nella loro eccezionalità. Quindi questi due elementi, quello normativo e quello di conoscenza dei prodotti sono le due difese più forti rispetto alll’italian sounding.
Riusciremo a far comprendere che la qualità ha il suo giusto prezzo?
Non ti allontani dal costo se ragioni sull’alto e il basso. Che cosa ti convince a comprare una cosa? Ti convinci a comprare una cosa se quella cosa soddisfa le tue necessità. Oggi tu pensi di pagare una cosa poco se pensi che è uguale a un’ altra, ma se capisci che quella che sembra costare un po’ di più ti dà molto di più, capisci che comprare quella è meglio che comprare quell’altra. Mia nonna diceva che spendere meglio a volte è meglio che spendere poco perché è quello l’elemento distintivo che ti dà soddisfazione, altrimenti tu una cosa la compri, la paghi poco e poi la butti, il che significa che hai buttato anche i tuoi soldi.
Concludendo, e noi di Pugliosità lo sosteniamo da sempre, il detto valido in qualsiasi contesto è “come spendi così mangi”.


