Intrecci, il ristorante dello chef Antonio Acquaviva porta a Bisceglie un’internazionalità territoriale

La costa a nord di Bari, quella che da Barletta scende verso il capoluogo della regione, è costellata di piccole meraviglie, tra cattedrali che guardano il mare, antichi castelli e l’incanto di porticcioli incastonati come pietre preziose nei borghi antichi. E Bisceglie, sebbene un po’ in sordina rispetto ad altre più appariscenti realtà, entra a buon diritto nella categoria dei luoghi di charme, con il suo suggestivo centro storico, comunque affacciato su un panorama di barche attraccate. Non è quindi casuale che sia proprio il porto a svolgere il ruolo di eccezionale cornice esterna del ristorante Intrecci.

Ristorante Intrecci

Stiamo parlando di un locale di recente apertura, che all’interno dispone di ambienti d’epoca un tempo appartenuti a un rimessaggio nautico, ed oggi restaurati con sobria e moderna eleganza, senza tuttavia rinunciare all’autenticità della pietra viva e alla trasparenza della cucina a vista. Eppure, dietro l’apparenza di una consueta attività del settore, si nascondono valori e significati profondi, che corrispondono alla realizzazione di un sogno nel cassetto. O meglio, alla realizzazione di un progetto che ha avuto una lunga gestazione, e che ha finalmente visto la luce grazie al tenace impegno e alla commovente passione dello chef e patron, Antonio Acquaviva. Dopo due decenni di esperienze presso alcuni importanti stellati inglesi e australiani, Antonio ha deciso di rientrare nella città natale, e ha voluto chiamare Intrecci la propria creatura con il programmatico intento di promuovere una continua sinergia tra elementi diversi. L’internazionalità si coniuga quindi con la territorialità, le tecniche raffinate con l’identità, il lavoro dello chef con gli apprezzamenti della clientela. Inizia così un fascinoso percorso tra sapori differenti tra loro, eppure riconoscibili e ben armonizzati, e puntualmente valorizzati dal sapiente utilizzo di salse e creme, demi glace e fondi di cottura.

Chef e patron del ristorante Intrecci: Antonio Acquaviva

A partire dal benvenuto, costituito dal riciclo degli scarti della ricciola (con sedano e spuma di crostacei) che subito dopo viene servita con una meravigliosa salsa alla pizzaiola, capperi, mostarda e olio al prezzemolo; e in alternativa al calamaro accompagnato dal (forse troppo) robusto ragù di polpo con carciofi grigliati e limone salato. La vera eccellenza si raggiunge però al momento dei primi piatti. Che si tratti dei perfetti cavatelli di grano arso ai frutti di mare con crema di cicerchia, aglio, olio e peperoncino; o dei cremosi gnocchetti di zucca con cicala di mare, demi glace di cicala, salicornia e borragine. Mentre tra i secondi, convincono i sentori agrodolci dell’anatra glassata al miele con barbabietola, arancia, involtino di cosce d’anatra (un capolavoro!), e fondo di cottura aromatizzato con la melagrana. Si chiude con la deliziosa mousse di castagne e rum con biscotto al cioccolato e gelato alle fave tonka, e uno specifico encomio meritano la fragrante focaccia e l’ottimo pane fatti in casa. L’interessante selezione enologica si lascia apprezzare per l’assenza quasi totale di etichette convenzionali.

Ricciola con salsa alla pizzaiola capperi, mostarda e olio al prezzemolo
Gnocchetti di zucca con cicala di mare demi glace di cicala salicornia e borragine
Cavatelli di grano arso ai frutti di mare con crema di cicerchia aglio olio e peperoncino

 

Calamaro con ragu di polpo carciofi grigliati e limone salato

 

Anatra glassata al miele con barbabietola arancia involtino di cosce-d’anatra e fondo di cottura aromatizzato con la melagrana
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