Si rischia di passare oltre senza neanche accorgersi del poco appariscente ingresso di Mama Trattoria di Mare, che in effetti sembra quasi volersi nascondere in un angolo suggestivo del centro di Brindisi, all’incirca a metà strada tra la stazione ferroviaria e il porto. Sarebbe davvero un peccato lasciarsela sfuggire, perché una volta varcata la soglia si scoprono tre differenti storie, tre differenti professionalità, e tre differenti personalità. Eppure perfettamente in sinergia nella comune conduzione dell’attività, il cui nome ha la doppia valenza di un affettuoso omaggio e di una dichiarazione d’intenti. Un affettuoso ed esplicito omaggio dedicato alla mamma di Francesco Giuliani (uno dei soci titolari), che in passato ha lavorato proprio negli ambienti dell’odierna trattoria. E una dichiarazione d’intenti relativa alla linea gastronomica, dal momento che la famiglia dello stesso Francesco opera nel settore del commercio del pesce da diverse generazioni, e fornisce puntualmente le eccellenti materie prime che vengono impiegate nel locale.
Si tratta infatti di prodotti ittici di qualità, che nelle mani di Daniel Graziano (l’altro socio titolare) si trasformano in piatti sempre interessanti e sensati, grazie all’utilizzo delle sapienti tecniche di cottura che lo chef ha appreso nel corso delle sue esperienze, tanto in Puglia quanto a Londra. Tecniche ma non gratuito tecnicismo, perché l’eleganza delle presentazioni e la delicatezza delle esecuzioni non danneggia affatto la concretezza dei sapori, sistematicamente valorizzata dell’aggiunta di un elemento vegetale che regala vigore all’esito finale. Il tutto con il valore aggiunto della complessiva atmosfera di garbo che regna all’interno. Magari in virtù della cura dei dettagli d’arredo, tra i bellissimi tavoli in legno, le comode poltroncine, e le rassicuranti volte in pietra. O forse per la presenza in sala del giovane e bravo Mauro Baldassarre (il terzo protagonista di questa bella realtà), che qui si è formato e qui ha imparato ad amare il mondo della ristorazione, fino ad abbandonare gli iniziali studi di chimica.

Mauro riesce a mettere a proprio agio gli ospiti, e sa fornire opportune indicazioni enologiche in abbinamento alle pietanze servite. A partire dal geniale benvenuto, caratterizzato dalla pelle di pesce croccante da intingere nella salsa barbecue. Per poi continuare con due soluzioni vagamente fusion. Ovvero il ceviche di dentice con leche de tigre (una salsa peruviana), olio al prezzemolo e mais tostato, e il tentacolo di polpo alla brace con crema di patate e paprica; rispettivamente vivacizzati e aromatizzati dall’aggiunta dell’aneto e del peperone verde marinato. Indimenticabili, tuttavia, sono soprattutto le superlative linguine con gamberi e vinaigrette, che precedono la sofisticata pescatrice laccata, accompagnata da un carciofo alla brace e impreziosita dalla crema di topinambur. Non mancano proposte legate alla classicità, come gli spaghetti alle vongole e i crostacei al ghiaccio, e la conclusione del convincente percorso è affidata alla divertente piccola pasticceria da gustare con il caffè.






