Femminile Plurale: la quinta cena è un incontro di sapori tra Puglia e Basilicata

Archiviato con grande successo il quarto appuntamento di Femminile Plurale di Casale Pontrelli a Capurso, dedicato al viaggio nelle cucine di Brasile, Vietnam, Etiopia e Nigeria, si è passati ad un percorso nella più vicina Basilicata ospitando Maria Antonietta Santoro, cuoca de “Il Becco della Civetta” di Castelmezzano (Pz).

La cena denominata “Il filo rosso”, sempre nell’ambito della seguitissima rassegna ideata da Sandro Romano, Luca Pontrelli e Gianfranco Laforgia con lo scopo di celebrare il talento delle donne in cucina, si è svolta lo scorso 11 febbraio e ha portato nella cittadina a pochi chilometri da Bari i sapori di una Lucania tradizionale ma inusuale, attraverso l’interpretazione di prodotti tipici come i peperoni Zafarani di Senise, il rafano, il fagiolo Rosso Scritto del Pantano, la lucanica, la pezzente e le manate, particolarissima pasta di semola di grano duro preparata tradizionalmente nella zona di Vaglio.

Da sinistra la chef Santoeo, chef D’Errico e il gastronomo Sandro Romano

La chef Santoro, socia della prestigiosa associazione Ambasciatori del Gusto, e la bravissima Angela D’Errico, chef resident di Casale Pontrelli premiata pochi giorni fa al Senato della Repubblica come Ambasciatrice della Cucina Autentica, hanno elaborato un menù che ha stupito per gusto e originalità, pur nel rispetto di una tradizione che ha come tema principale la ruralità. La sapiente e rispettosa interpretazione di questi ingredienti ha reso la serata davvero divertente e sorprendente, un vero viaggio “coast to coast” in questa regione così affascinante eppure così poco conosciuta e valorizzata.

Delicato l’inizio, con erbe spontanee di montagna e maionese al peperone crusco degustate sotto la stretta guida della chef lucana che ne ha fatto apprezzare i sorprendenti sapori e le preziose caratteristiche organolettiche, oltre alle deliziose chips di sgagliozza soffiata e cren sott’aceto e le gradevolissime sfere croccanti di fave e cicorie con caciocavallo, reinterpretazioni di due piatti classici di Angela D’Errico. Una volta accomodati a tavola si è potuta apprezzare ancor più l’interazione fra queste due talentuose cuoche, perché ogni piatto è stato veramente stato pensato e realizzato a quattro mani.

L’antipasto è formato dalla pungente Rafanata, una specie di frittata di patate e pecorino aromatizzata dal deciso sapore del rafano, e da una pralina di cioccolato fondente ripieno di interiora di agnello, un bocconcino che, pur essendo decisamente un azzardo, sorprendentemente è stato molto apprezzato praticamente da tutti. Con questa coraggiosa interpretazione delle frattaglie le due cuoche hanno subito messo in chiaro che non si sarebbe tratto di una cena scontata e banale..

Deliziosa la zuppa, spiritosamente chiamata “Adesso sono cavoli vostri”, con taco di verza, cavolo bianco e nero in brodo di cotiche e sfilacci di maiale con polpettine di vitello, seguita dal “Piatto del viandante”, delicatissimo uovo di galline felici cotto a 64° e marinato, spuma di patate e peperone di Senise.

A seguire le Manate con la salsiccia pezzente, verdure dell’orto Pontrelli su crema di Fagiolo Rosso Scritto del Pantano (presidio Slow Food) e, come secondo, la Lucanica arrosto con sedano rapa, mela bruciata e rapetta dell’orto, piatti che hanno colpito per l’intensità dei sapori molto ben armonizzati. La chef Santoro si è anche esibita nella difficile preparazione delle manate, pasta fortemente voluta da Sandro Romano, conduttore della serata, formato che i commensali hanno potuto così conoscere e assaggiare per la prima volta. A centro tavola, oltre ai fragranti pani di grano arso e cereali e ai grissini con peperoni cruschi, la deliziosa manteca e l’olio da Coratina e Cima d Mola della Maasseria Lo Schiavetto di Turi, dei fratelli Claudia e Giuseppe Lagravinese, partner della serata.

Meravigliosi i vini che hanno accompagnato i piatti, dell’azienda Elena Fucci di Barile (Pz), due IGT Basilicata, il Verha Bianco 2025 e il Titolo Pink Edition 2025. una DOC, il Titolo Classico 2022 Aglianico del Vulture, e una prestigiosa DOCG, il Titolo Superiore 2021 Aglianico del Vulture. Degna conclusione di una splendida cena il dessert, la deliziosa Mousse di ricotta, caramello di arancia di Tursi e foglie di cioccolato fondente, accompagnato dal Titolo Vermuth di Elena Fucci. Ma ciò che è apparso evidente a tutti partecipanti è stata la perfetta collaborazione tra le due chef, così diverse fra loro ma ottimamente sintonizzate.

Maria Antonietta Santoro, chef di grande esperienza e concretezza, ha portato la sua capacità di raccontare ed interpretare il territorio, mentre Angela D’Errico, giovane chef emergente del panorama pugliese dotata di sensibilità e tecnica sopraffina, ha saputo mettere queste sue qualità al servizio della tradizione lucana, tema della serata.

La produttrice Elena Fucci con il gastronomo Sandro Romano

Femminile Plurale, rassegna che si svolge nella bellissima sede di Casale Pontrelli a Capurso e ha come media partner Pugliosità e Sapori di Puglia, continua a breve con altre interessantissime proposte. La prossima, che si terrà nell’ultima settimana di marzo, vedrà la collaborazione tra Nadia Tamburrano, chef di “A Sud dell’Anima” di Minervino Murge e, ovviamente, Angela D’Errico, che con i suoi collaboratori di cucina e di sala, avrà ancora il non facile compito di coordinare le cucine protagoniste di queste particolari serate, raccontandole attraverso i piatti proposti. Del resto, lei che oltre ad essere chef è anche una valente pianista, ha un’innata capacità di lavorare in armonia o, meglio, “in sinfonia”.

 

Foto credit: Gianfranco Laforgia

 

 

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