“Il legame con la terra. Gli Spagnoletti Zeuli e la città di Andria”

Un testo a cura di Riccardo Giovanni Porro, studioso, ricercatore e appassionato di storia locale. Attraverso il libro, commissionatogli dal Conte Onofrio Spagnoletti Zeuli nell’intento di lasciare un’eredità alla storia andriese, l’autore ripercorre tre secoli di vicende e fatti realmente avvenuti nel territorio di Andria. Tra i tanti fatti vi è l’assedio del 1799, in cui Ettore Carafa, giacobino, convinto sostenitore della Repubblica Napoletana, si spinge nell’impresa di voler liberare la città di Andria dal feudalesimo conducendo le truppe francesi capeggiate dal generale Broussier in città.

Gli andriesi però, stando a quanto narrato dall’autore, non colgono positivamente il loro arrivo, portando ad uno scontro acceso nel quale ad avere la peggio sono circa un migliaio di cittadini che cadono sotto le armi dell’esercito francese; l’intera città sarà messa totalmente sotto assedio, anche dagli archivi storici infatti non ne rimane che cenere.

Un duro lavoro, faticoso e certosino, quello portato avanti dallo scrittore, che a supporto della verità ha dovuto ricercare le fonti storiche, ancora oggi reperibili, recandosi direttamente nell’archivio di Stato di Napoli. Solo una piccolissima parte si è salvata grazie ad un parroco che pochi giorni prima dell’assedio del 1799 decide di far murare alcuni oggetti preziosi e documenti all’interno della chiesa di San Nicola. Altra fonte documentale è l’archivio storico della famiglia Spagnoletti, che in questo contesto storico e sociale dà lustro alla città, oltre che lavoro ai tanti braccianti agricoli all’epoca impiegati nella raccolta di olive e uva.

Un impegno sociale che il Cavaliere del Lavoro, Conte Onofrio Spagnoletti Zeuli, ha degnamente portato avanti, ampliando le capacità produttive, avviate dai suoi avi, fino a creare un’importante realtà imprenditoriale arricchita dai tanti punti vendita presenti attualmente in Puglia, oltre ad essere un marchio rinomato nel panorama oleario e vitivinicolo nazionale.

Al Conte, oggi 85enne, abbiamo chiesto di raccontarci alcuni dei ricordi più belli trascorsi nei suoi territori e qualcosa che invece ha rappresentato un periodo buio per la città.

Nel 1945, nel periodo bolscevico, avevo 5 anni, ad Andria si sparava e quindi le famiglie erano messe sotto bersaglio perché erano gli agrari gli affamatori del popolo. Questo mi è rimasto impresso, anche se ero piccolo ricordo che siamo scappati dal palazzo, di notte, ed è rimasta impressa in me la tensione di quei momenti.

Un avvenimento positivo riportato nel libro, grazie alle ricerche dell’autore Porro, è quello in cui un mio antenato Onofrio, nel 1800 fu guarito dalla Madonna di Andria. I dottori lo davano per perso, non vedeva più, aveva dei dolori al cervello, allora chiese alla moglie un’immaginetta della Madonnna dei Miracoli -quest’anno festeggiamo i 450 anni dal ritrovamento dell’icona- e il giorno dopo guarì.

Chi sono gli Spagnoletti Zeuli? – abbiamo chiesto all’autore Riccardo Porro

Una famiglia che ha contribuito, come tante altre –vedi Ceci- a trasformare il territorio anche dal punto di vista amministrativo, rinnovando le istituzioni, sulla scia di fenomeni più ampi come la rivoluzione francese, l’epoca murattiana, ha contribuito all’Unità d’Italia, una famiglia con spaccature al suo interno tra riformanti conservatori e riformisti. Trasformazione alla quale hanno partecipato non solo la borghesia agraria, ma anche una borghesia urbana come Gioacchino Poli, Farina, Attimonelli, personaggi che hanno contribuito alla scrittura della storia cittadina.

Sfogliandolo il testo risuona di memoria inossidabile, stampata in oro zecchino come fosse un bene prezioso da preservare, scrutare e leggere con attenzione e delicatezza.

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