Marina Lalli, un’imprenditrice dalla visione lungimirante

Da pochi giorni è terminato il 2025, è tempo di bilanci sotto tanti di punti di vista. C’è chi fa bilanci personali, legati agli affetti, chi si cimenta più in valutazioni lavorative, come collaborazioni da portare avanti, contratti da chiudere, altri da attivare e così via. I bilanci però sono anche e soprattutto quelli numerici, che misurano gli andamenti economici, i flussi monetari, e quelli turistici.

È il caso delle “Terme di Margherita”, il complesso che offre servizi turistici integrati che spaziano dal wellness a percorsi salutistici, ristorazione, hotellerie & spa. Un’esperienza di soggiorno a tutto tondo che coccola i clienti prendendosi cura del corpo e della mente perché come dicevano i latini “Mens sana in corpore sano”. E loro difficilmente si sbagliavano. E che cure quelle presenti all’interno della struttura creata per dare confort totale e rigenerazione, sia per chi si sposta per leisure che per business.

Una realtà che fonda le sue radici sull’utilizzo del sale estratto dalle famose “Saline di Margherita”, tra le più grandi d’Europa, con un ecosistema perfetto che riproduce un microclima in cui anche i fenicotteri rosa hanno trovato la propria casa ideale, nidificando in quest’area dal fascino senza tempo, da cui non vanno mai via, tanto da diventare stanziali. Potremmo dire che le Terme, oggi società di capitali, e la città di Margherita di Savoia siano interconnesse, un connubio perfetto nel quale un elemento chiama e tira l’altro. Una sinergia indissolubile: quasi si farebbe fatica solo a pensare alle saline di Margherita senza le Terme ed alle Terme senza il toponimo “di Margherita di Savoia”. Un legame che nutre la città ed il suo sviluppo turistico fin dai tempi antichi.

Evidenze storiche parlano dell’utilizzo del sale ricavato dalla Saline qui presenti sin dal IV secolo a.C. da parte degli Illiri, mentre l’attuale assetto con vasche e canali è stato definito nel ‘700 grazie al famoso Luigi Vanvitelli -si, proprio quello che progettò la maestosa e imponente Reggia di Caserta! Modernizzata successivamente nel ‘900 con un aspetto più industriale, fino a divenire una riserva naturale nel 1977, oggi meta di tantissimi turisti.

Ce ne parla meglio il suo Amministratore Unico, dottoressa Marina Lalli, che ricopre il ruolo di indirizzo strategico e di governance all’interno del gruppo, occupandosi in particolare delle linee di sviluppo, del posizionamento dell’offerta termale e del rapporto con le istituzioni, nazionali ed internazionali. Il suo impegno è orientato a coniugare valorizzazione del patrimonio termale, sostenibilità economica e innovazione dei servizi.

Da quando esiste il gruppo Terme di Margherita?

L’attività termale a Margherita di Savoia ha radici storiche molto antiche, strettamente connesse alla presenza delle saline e delle acque madri. L’attuale società risale al 1947, evolvendo progressivamente fino all’attuale configurazione.

Che servizi offre il gruppo Terme di Margherita?

Stabilimento termale dedicato alle cure convenzionate e ai trattamenti specialistici, centro benessere e spa, strutture ricettive sia alberghiera che extra-alberghiera, servizi complementari collegati al turismo, alla ristorazione ed al leisure. Si tratta di un sistema integrato, non di singole attività isolate. Nella forma giuridica di una srl, con asset distinti ma integrati. La struttura societaria è stata nel tempo adeguata all’evoluzione delle attività e alla crescente complessità dell’offerta.

Come si è evoluta la società da Lei rappresentata?

Si è passati da una gestione più semplice e focalizzata esclusivamente sulla cura termale, a una realtà articolata, capace di integrare salute, benessere, ospitalità e turismo. Le aree di servizio iniziali erano prevalentemente sanitarie, successivamente si sono sviluppati l’alberghiero, il wellness e i servizi turistici, rispondendo ai cambiamenti della domanda.

E dal punto di vista economico?

La crescita è stata progressiva e strutturata, non episodica. Il gruppo ha investito in ampliamento dei servizi, qualificazione del personale, miglioramento delle strutture, integrazione tra cure termali, benessere e ospitalità. Questo ha consentito una maggiore stabilità economica e una migliore capacità di affrontare le stagioni e i cicli di mercato.

In termini numerici, che indice di presenze si registrano? Rimane ancora un turismo stagionale?

Le Terme di Margherita accolgono decine di migliaia di utenti ogni anno tra cure, benessere e ospitalità. Hanno una stagionalità storicamente marcata, che negli ultimi anni si è progressivamente allungata. Mostrano un trend di crescente destagionalizzazione, soprattutto grazie al segmento wellness e al turismo della salute. Le previsioni per il 2026 sono orientate a un consolidamento dei risultati e a un’ulteriore qualificazione dell’offerta, più che a una crescita quantitativa indiscriminata.

Quanto sono importanti le Terme per lo sviluppo di Margherita di Savoia?

Le Terme hanno rappresentato e rappresentano un motore economico e occupazionale fondamentale per la città. Hanno contribuito in modo decisivo all’identità di Margherita di Savoia, alla sua notorietà nazionale, allo sviluppo di servizi, infrastrutture e competenze.

Il vero attrattore turistico sono le Saline o le Terme?

Terme e Saline non sono in contrapposizione. Le Terme nascono proprio grazie al patrimonio naturalistico delle Saline. Il futuro passa dalla capacità di tutelare questa unicità, innovando senza snaturarla. Le saline sono la risorsa originaria, le Terme ne sono la valorizzazione sanitaria e turistica. È la combinazione unica di questi due elementi ad aver reso Margherita ciò che è oggi. La città è cresciuta come destinazione turistica, e questo ha sicuramente rafforzato il comparto termale. Allo stesso tempo, le Terme restano il principale attrattore identitario e distintivo della città. Le Terme di Margherita di Savoia non sono solo un’azienda, ma un patrimonio economico, sociale e culturale del territorio. È un rapporto virtuoso: il turismo rafforza le Terme e le Terme rafforzano la città.

Lei è anche Presidente Nazionale di Federturismo Confindustria, come vive questa carica così importante?

Significa assumersi una responsabilità collettiva, a favore di un intero settore produttivo. La vivo come un’estensione naturale del mio ruolo imprenditoriale: le istituzioni e le imprese devono dialogare, non essere mondi separati.

Tanti impegni istituzionali sono un limite?

Gli impegni sono molti, ma sono anche un valore aggiunto. L’esperienza imprenditoriale rende più concreti i ruoli istituzionali, e viceversa. La chiave è l’organizzazione e la capacità di distinguere i piani, mantenendo sempre una visione chiara.

 

 

Gallery