Un tempo la frazione balneare di Santo Spirito era una sorta di locus amoenus che si animava soltanto d’estate. Era infatti la sede deputata di tanti baresi e bitontini che, tra ville circondate da ampi giardini e ridenti appartamenti affacciati sul mare, amavano trascorrere qui la stagione più calda, arrivando talora a coprire un arco temporale che andava da maggio a ottobre. Ora tutto è cambiato, e il borgo si è trasformato in una zona residenziale (o in un quartiere autosufficiente) perfettamente inserita nell’area metropolitana, riuscendo tuttavia a conservare una piacevole identità paesaggistica, con il suo grazioso porticciolo pieno di imbarcazioni attraccate, e all’interno con il bel viale che porta dalla chiesa madre alla stazione ferroviaria.
Ovviamente non mancano alcune ghiotte attrattive, tra le quali spicca un interessante ristorante affidato alle cure di due giovani che affrontano il loro lavoro con serietà e passione, e con un tocco di creativa modernità sanno trasformare l’eccellente materia prima che proviene dalla macelleria di famiglia. Stiamo parlando di Nico Romano (ai fornelli) e Concetta Agostinacchio (in sala), e del loro Carnivora, ovvero “de gustibus carnis”, come recita il biglietto da visita con esplicito riferimento alle carni che il padre di Nico, Tommaso Romano, seleziona con grande competenza da svariati decenni. Ed è inoltre riuscito a rendere il proprio negozio un imprescindibile punto di riferimento gastronomico per un’ampia clientela, molto al di là degli stessi confini di Santo Spirito. Tanto da decidere di operare in stretta sinergia con l’attività del Figlio Nico, appunto fornendo prodotti di qualità. Anzi con le attività dei figli, perché nel duemilaventidue Antonello (fratello di Nico) ha inaugurato La Ciccia Churrasco & Cucina, aperto soltanto all’ora di cena, e situato in posizione panoramica sul lungomare.

Se in questo locale la scelta di linea è legittimamente orientata in direzione dello street food d’asporto, e si attesta all’interno della categoria delle bracerie (o churrascherie), negli ambienti di Carnivora regna una differente tipologia di atmosfera. Qui il garbo e la cura dei dettagli, proiettati fino a raggiungere il terrazzo che ospita il dehors, vengono arricchiti dalla magnifica cantina sottostante, dotata di numerose importanti etichette nazionali e internazionali. Mentre nei piatti la concretezza e la veracità dei sapori si coniugano perfettamente con l’eleganza delle preparazioni e delle presentazioni. Si può quindi iniziare con la fresca e delicata tartare di fassona con burrata, pomodori gialli e pistacchi in due consistenze (crema e granella); oppure con il ghiotto hamburger di wagyu su pane biscottato al burro salato, con cicorie e maionese all’arancia. Per poi procedere con i morbidi e voluttuosi sentori dei tortelli al parmigiano con fassona tritata e caviale di tartufo nero. Imperdibili, tra i secondi, due piccoli capolavori resi tali dal sapiente dosaggio delle note acide, e dalla straordinaria leggerezza delle esecuzioni. Si tratta del vitello tonnato con sale nero, perle di yuzu e fior di cappero; e del filetto di fassona con salsa al porto e crema di cipolle.





