L’attuale situazione geopolitica, l’incertezza dei mercati, le guerre e la politica trumpiana che dal 13 marzo scorso ha annunciato l’introduzione dei dazi per i prodotti alcolici europei ha generato un clima di totale incertezza e di stallo, infatti, da circa una settimana si sono fermate molte esportazioni di vino italiano verso gli Stati Uniti.
I produttori italiani e gli importatori statunitensi sono molto preoccupati che possano entrare in vigore a breve i dazi del 200 per cento su vino, champagne e alcolici prodotti nell’Unione Europea. Il risultato è che da giorni imprenditori e associazioni di categoria parlano di casse con migliaia di bottiglie ferme nelle cantine e nei porti (il vino viene spedito via mare), senza sapere quando e se saranno spedite. Molti importatori, dicono i produttori, hanno infatti annullato i loro ordini per paura di dover pagare molto di più una volta che la merce sarà arrivata a destinazione, se per allora l’amministrazione di Trump avrà approvato l’entrata in vigore di questi dazi.
La filiera vitivinicola italiana chiede al Governo di mantenere una posizione ferma in sede europea, invitando ad una trattativa di buon senso per il raggiungimento di un accordo volto ad evitare che si proceda all’applicazione dei dazi. Gli Stati Uniti, come sappiamo, rappresentano il principale mercato export per il vino europeo, con un dato italiano che si è attestato intorno ai 2 miliardi di euro nel 2024.
Non possiamo rischiare che la minaccia Trump diventi effettiva, dato che avrebbe effetti economici devastanti su un settore strategico come il nostro che genera un fatturato di 17 miliardi di euro, pari a circa il 10% del fatturato del F&B italiano, e che rappresenta una fonte cruciale di occupazione per i nostri territori, con circa 870.000 persone tra operatori diretti ed indiretti.
Focalizzandoci sulla Puglia abbiamo chiesto a produttori e presidenti di Consorzi cosa significherebbe per il comparto vinicolo pugliese l’introduzione di questi dazi. Partiamo con Novella Pastorelli, presidente del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria: “L’introduzione di un dazio del 200% sulle esportazioni di vino verso gli Stati Uniti avrebbe conseguenze gravissime per il nostro settore, bloccando di fatto le vendite oltreoceano e mettendo in difficoltà le aziende produttrici. Il mercato americano assorbe circa il 22% delle nostre esportazioni, un dato che conferma quanto sia fondamentale trovare un accordo. Siamo sicuri e fiduciosi che il governo italiano si attiverà prontamente per avviare un dialogo con gli Stati Uniti e trovare una soluzione che tuteli il nostro vino, il nostro territorio e l’intero comparto”.
Francesco Liantonio, presidente della cantina Torrevento, collocata ai piedi del Castel del Monte con i suoi 500 ettari vitati rappresenta per produzione e quantità di vini esportati una delle realtà più importanti della Puglia, interrogato sulla questione dei dazi il presidente ha riferito: “Ritengo i dazi uno strumento non giusto perchè esprime arroganza da parte di chi li applica e chi li riceve è costretto a subirli, sono quelle guerre commerciali che non portano da nessuna parte, io sono per il dialogo, per la condivisione di strategie commerciali a livello globale nell’interessa del Pianeta, delle aziende, nell’interesse dell’economia, nell’interesse di un equilibrio sociale ed etico completo a livello mondiale. I dazi per il settore vinicolo stanno già creando una situazione di difficoltà, infatti, gli ordini verso il mercato americano sono tutti sospesi da una ventina di giorni e ci sono nei nostri magazzini tante bottiglie ferme, a causa dell’incertezza dei dazi non sono più partite. Sono fortemente preoccupato e mi auguro che la comunità europea, così come ha dichiarato possa dialogare con il governo americano per mettere equilibrio nelle esportazioni del comparto agroalimentare e vitivinicolo, che rappresenta nell’economia nazionale un punto di riferimento con numeri importanti che contribuiscono al pil nazionale, quindi nell’interesse di tutti mi auguro che questa situazione possa rientrare e che ci sia un riequilibrio nella trattativa sui dazi”.
Damiano Reale, presidente del Consozio “Salice Salentino Dop” ci riferisce che: “L’introduzione dei dazi sul vino da parte degli Stati Uniti rappresenta un grave pericolo per i produttori italiani e per quelli pugliesi, considerando che il produttore stesso sarebbe quello più coinvolto, in quanto erode il proprio margine di guadagno con conseguenze che si susseguirebbero a catena su tutta la filiera. Il mercato americano rappresenta circa il 25% dell’export pugliese, quindi l’Europa deve riuscire a trovare una soluzione per non perdere l’opportunità di promuovere e vendere in America con una concorrenza leale e con dei prezzi giusti, dei vini realizzati con vitigni autoctoni che rappresentano il Salento e la Puglia in generale. Questa situazione genera incertezza e quindi gli importatori hanno paura a terminare l’acquisto e una serie di ordini fatti in precedenza sono stati bloccati, anche i produttori che dovevano partire per promuovere i propri vini in America devono prendersi un momento di pausa e riflessione perchè gli importatori non portano a termine gli ordini, è un momento che va analizzato con criterio ed è auspicabile di trovare una soluzione insieme all’Europa”.
Alla vigilia del prossimo Vinitaly, che si terrà dal 6 al 9 aprile presso la fiera di Verona, l’incertezza legata al settore vinicolo resta alta, analizzeremo a chiusura dell’evento più importante dedicato al vino italiano quali saranno le impressioni dei produttori sui comportamenti degli importatori, soprattutto americani, verso i nostri vini.