Il successo di “Sindaci ai Fornelli” fa ben sperare per il futuro, parola del nostro inviato

E sono nove. Nove edizioni di Sindaci ai Fornelli, manifestazione enogastronomica a sfondo politico sociale (o forse manifestazione politico-sociale a sfondo enogastronomico?) ideata da Sandro Romano un sacco di anni fa. Che le edizioni sono nove ma gli anni del Covid li abbiamo saltati. Abbiamo? Già “abbiamo!”

Con Nazario Biscotti apparteniamo alla storia di Sindaci ai fornelli, da sempre componenti della “giuria tecnica” messa lì per essere smentita dalle giurie popolari.

Quest’anno come sempre invitato, ma anche come inviato. Da Pugliosità, luogo di comunicazione e di nuova avventura. D’altra parte se non è PugliOsare Sindaci ai Fornelli waht else? Come usa dire in tempi moderni.

La nona edizione è la consacrazione definitiva di Sindaci ai Fornelli: un grande evento popolare capace di unire Sindaci, Chef, Aziende, Community della narrazione, professionisti dello spettacolo più o meno irriverenti (ma molto divertenti) in un contenitore fantastico (teatro Mediterraneo di Bisceglie, bello in ogni suo minimo dettaglio, tranne che alla mia postazione sotto una cassa che mi ha rintronato). Irretito (e “irretato”) quasi tutto il Sud d’Italia (mancava la Calabria ma arriverà il momento), racchiuso tra una parentesi piccolissima (Casacalenda, con la sua fantastica Sindaca) e quella gigantesca di Napoli città. Con un Sindaco altrettanto gradevole.

Innanzitutto va sottolineato che mettere in piedi un così grande spettacolo è dimostrazione di straordinarie capacità imprenditoriali e organizzative, che l’ottima idea di Sandro Romano camminare anche perché la politica e l’economia (le aziende sponsor di caratura nazionale e internazionale) dimostrano lungimiranza e radicamento sociale.

Poi del racconto da PugliOsante. So bene che molti si aspetterebbero una narrazione dei piatti, la faranno in tanti con immagini e competenza. Il visto dall’interno è che tutti i Sindaci (e gli Chef che li accompagnavano) hanno dovuto “arrangiarsi” con gli ingredienti delle Mistery Box, e, come si suole dire, hanno dovuto “fare il pane con la farina che c’era”. Perfetta metafora della “vita da Sindaco” (ed anche di Chef bravi).

E, come spesso accade, il confronto fra le “Stelle” di Domingo Schingaro e Vitantonio Lombardo e la ristorazione giornaliera di Bisceglie e del resto di Puglia e Basilicata, ha visto il trionfo di due locali (Onofrio Magarelli e Antonio Sorice) che accompagnavano i Sindaci: Anna Maria Mancini e Francesco Mollica (Minervino Murge e Venosa). Eravamo sul mare, hanno vinto i sindaci di terra contaminando mare e terra. Tra gli applausi del pubblico.

Ma il PugliOsare non si è fermato alla cucina con l’iperbole del sugo con le ciliegie ferrovia di Vito Leccese, sconfitto ma non domo.

Iperbolici sono stati i superprofessionisti Mauro Pulpito e Claudia Cesaroni che hanno reso interessanti perfino le premiazioni extra, in particolare il riconoscimento, emozionante, con il quale la famiglia Coppi ha voluto insignire Giuseppe Cupertino di “Sindaco del Vino”.

E bravi tutti coloro che non hanno le luci del palco ma che le tengono accese.

Che altro dire? Tra le focacce che la “postazione delle meraviglie” ha messo a disposizione di tutti e le birre di casa Baladin continueremo a PugliOsare e a sostenere Sandro Romano nel suo sforzo sovrumano contando sul fatto che, anche per il decimo anniversario, potremo restare nel ruolo di Invi(t)ati.

Come chi c’era alla postazione delle meraviglie: Antonio Decaro, Francesco Ventola e Gaetano Manfredi, una fusion extraordinaria di Focaccia Barese, Focaccia di Bisceglie e Pizza Napoletana che, ovviamente, è andata a ruba!

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