Alda, alla ricerca del “Buon Gusto” tra innovazione e tradizione

Siamo a Tuglie, in provincia di Lecce, per intraprendere un viaggio alla scoperta di un’azienda che vanta una lunga tradizione tramandata di generazione in generazione. Alda è connubio perfetto tra il buon gusto e la cura di ogni minimo dettaglio che rende speciale ogni prodotto. Abbiamo incontrato Alessandro Provenzano, titolare dell’azienda e ideatore del brand “Alda”.

Da dove nasce la sua passione?

Posso definirmi “figlio d’arte”, nasco da una famiglia storicamente di pasticcieri. Mio padre e i miei zii svolgono tutti questo mestiere, che si tramandano da generazioni. Personalmente ho sempre cercato di dare un’impronta volta ad innovare, discostandomi dal celebre cognome associato alla pasticceria per creare un brand di piccola pasticceria artigianale e lievitati, innovando la tradizione di famiglia.

Come e quando nasce l’azienda ALDA?

Potremmo dire che Alda è “figlia” di una storia antica, partita cent’anni fa dal sogno di un ragazzo che volle cimentarsi nell’arte dolciaria. Quel ragazzo si chiamava Oronzo Provenzano e riuscì a realizzare il suo sogno rendendolo concreto e trasmettendolo ai suoi nove figli, divenendo così il capostipite di una famiglia di gelatai e pasticceri. Mio padre nasce e cresce in questo effervescente periodo in una casa viva e si ritrova tra le mani un talento che gli permetterà di creare sostanziali innovazioni nella produzione di gelati, coni, coppette, merendine ed altro.

Negli anni ’80 intraprese una nuova e coraggiosa strada, aprendo un piccolo laboratorio artigianale, producendo antiche tipicità in pasta di mandorle, dando nuovo slancio alla produzione di agnellini pasquali, primizie e pesci, farcite con gianduia. La qualità e la bellezza dei prodotti lo portò ad esportarli in molte regioni d’Italia, Lombardia in testa.

Intorno alla metà degli anni ’90 “nasce” ALDA che aveva questo DNA a cui si aggiunse la mia passione cresciuta fin da piccolino vedendo mio padre. Gli sarò sempre riconoscente perché sin da bambino mi ha coinvolto nelle attività, facendomi “giocare” in laboratorio e nel frattempo facendomi sentire già grande: mi dava fiducia ed io desideravo essere come lui.

Le prime attrezzature acquistate, i chilometri in macchina per selezionare le stupende materie prime pugliesi, lo studio delle ricette, delle confezioni, fino ai nomi delle produzioni e ai marchi, sono l’espressione operosa e operativa di una dolce storia, direi così. Oggi ALDA riesce ad offrire accanto ai dolci della tradizione, nuove ricette e combinazioni di gusto fedeli alla sua storia: penso al Pancotogno, alla Linfa di mandorle pugliesi, al Cotognotto. Possiamo dire che ALDA cresce.

In cosa si caratterizza la “Filosofia di Alda”?

La nostra filosofia è molto semplice: ricercare sempre il “buon gusto”. Se vado a sfogliare i cataloghi delle nostre prime collezioni o le prime ricette delle nostre produzioni, riesco a rintracciare una nota costante che è quella di tendere ad un equilibrio e una sintesi di tutto quello che di buono e bello abbiamo sotto i nostri occhi e a portata di mano. Questo tratto di Salento dove viviamo e i gusti che l’arte dolciaria è riuscita ad esprimere sono talmente attraenti che non si può non farli conoscere.

Direi così, ciò che ci muove è il desiderio di far emergere il bello e il buono che abbiamo ereditato e che vediamo e gustiamo ogni giorno, valorizzando le tradizioni dolciarie, le materie prime e la maestria artigianale dei nostri collaboratori; il risultato è un dono che offriamo all’esperienza del consumatore. Dalle nostre parti le cose belle e buone si condividono.

Quali sono i principali riconoscimenti e le maggiori soddisfazioni ricevute dall’azienda?

Sicuramente aver incontrato nei consumatori una corrispondenza. Vede, di solito le produzioni di successo sono quelle che intercettano il desiderio del consumatore e propongono una risposta dopo accurati studi di settore.

Nel nostro caso, non siamo partiti da un’analisi del mercato (certo qualche “lettura” l’abbiamo fatta anche noi) e non era nostra intenzione occupare una quota dello stesso; abbiamo semplicemente fatto conoscere quello che ci appassionava e ci faceva vibrare lo sguardo e il palato, per questo parlo di “dono”. Registrare negli anni che un pubblico sempre maggiore apprezza le nostre creazioni è una soddisfazione enorme.

Ricambiare e curare la fiducia dei clienti, ma penso anche alle partnership maturate in questi anni in veste di fornitori con aziende multinazionali, ci ha spinto a migliorare le competenze e i sistemi di qualità.

I sogni da realizzare e gli obiettivi che vi prefiggete per il prossimo futuro?

Questi quasi 30 anni sono stati una scoperta continua e il più delle volte le novità e le gratificazioni più importanti sono arrivate attraverso dei fatti, delle circostanze, degli incontri imprevisti e imprevedibili, per questo mi verrebbe da dire, fuori dal sogno, continuare a vivere intensamente il presente, forti dei passi compiuti, continuando a ricercare il “buon gusto”.

 

 

 

 

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