“Apulian Sounding”, Coldiretti lancia l’allarme per i falsi prodotti pugliesi

Un danno da oltre cento miliardi di euro. È provocato dal cibo italiano taroccato, una delle offerte più diffuse soprattutto sulle tavole della ristorazione all’estero. Secondo alcuni recenti studi, “quasi tre italiani su quattro in viaggio per lavoro o in vacanza si sono imbattuti almeno una volta in un piatto o una specialità made in Puglia: dagli spaghetti meatballs alla variante bizzarra delle orecchiette al sugo con le polpette; dal pane con l’olio miscelato con gocce di aceto balsamico, al pane all’aglio che vorrebbe ricordare la bruschetta, fino all’ultima invenzione per ‘the Vigil’, la Festa dei Sette Pesci”: che in America passa per la più importante festa della tradizione italiana. Inesistente. E che ricorda alla lontana l’usanza pugliese di gustare pesce la sera della vigilia di Natale.

Sono dati emersi nel corso della “Settimana della cucina italiana nel mondo”, dedicata a “Convivialità, sostenibilità e innovazione: gli ingredienti della cucina italiana per la salute delle persone e la tutela del pianeta” principale finalità la valorizzazione dell’identità dell’agroalimentare nazionale, oltreché contribuire a fare un po’ di chiarezza sulle troppe mistificazioni che all’estero rubano spazi di mercato ai prodotti originali. In occasione della “Settimana”, la Coldiretti Puglia ha condotto un sondaggio i cui risultati sono per certi versi sconcertanti.

L’elencazione di quelli che vengono non a torto definiti “orrori a tavola” è ricca e fantasiosa. Si va dall’olio extravergine di oliva alle conserve, fino ai vini, con i numerosi casi di agropirateria che in Puglia riguardano Negroamaro, Primitivo, Moscato, Aleatico e Malvasia. Negli Usa questi ultimi tre vini si producono con​ doc californiane nella Napa Valley o nella Sonoma County, ma sono commercializzati con nomi italiani. Colpito anche il celeberrimo Primitivo pugliese: Oltreoceano lo Zinfandel viene venduto come primitivo ed i siti chiamano continuamente in causa la Puglia, per accrescere il valore e l’immagine del prodotto americano.

Le vendite dei prodotti dell’agroalimentare all’estero potrebbero triplicare se si facesse definitiva chiarezza sulle ricette made in Italy, fermando o limitando il più possibile la contraffazione alimentare ormai senza confini. Un esempio: lo scorso anno, secondo il rapporto dell’Ispettorato Repressione Frodi del ministero delle Politiche agricole, sono stati eseguiti 230 interventi contro prodotti truffaldini venduti con la dicitura ‘olio di Puglia’, venduti soprattutto on-line.

Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia parla di «ricette sbagliate nel mondo che aprono inevitabilmente le porte all’agropirateria internazionale il cui valore è salito a 120 miliardi, anche sulla spinta della guerra che frena gli scambi commerciali con sanzioni ed embarghi, favorisce il protezionismo e moltiplica la diffusione di alimenti taroccati che non hanno nulla a che fare con il sistema produttivo nazionale».

Una scena del crimine che si moltiplica sulle tavole dei ristoratori e sugli scaffali della distribuzione.

Photo credits piatto di orecchiette: Sandro Romano

Photo credits cesto falsi italiani: Coldiretti

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